{"id":1100,"date":"2019-11-16T09:30:11","date_gmt":"2019-11-16T09:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=916645"},"modified":"2019-11-16T09:30:11","modified_gmt":"2019-11-16T09:30:11","slug":"gian-micalessin-spiega-come-e-cambiato-il-giornalismo-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=1100","title":{"rendered":"Gian Micalessin spiega come \u00e8 cambiato il giornalismo di guerra"},"content":{"rendered":"<p>L'inviato del Giornale racconta 30 anni di reportage. Ma anche la paura e la perdita di amici come Almerigo Grilz. E mette in guardia dall'informazione mordi e fuggi sui social. L'intervista. <\/p>\n<p>Raccontare i <strong>conflitti del mondo<\/strong>. Quelli lontani, dimenticati, sconosciuti. E quelli pi\u00f9 vicini. Dall&#8217;<strong>Afghanistan<\/strong> alla <strong>Birmania<\/strong>, dall&#8217;<strong>Ucraina<\/strong> alla <strong>ex Jugoslavia<\/strong>. Dall&#8217;<strong>Africa<\/strong> fino al <strong>Medio Oriente<\/strong>. Al seguito di <strong>guerriglie<\/strong>, eserciti e soldati di ventura. Nel deserto o nella giungla. Tra speranze, violenze e sogni.&nbsp;\u00c8 quello che da pi\u00f9 di 30 anni fanno <strong>Gian Micalessin <\/strong>e <strong>Fausto Biloslavo<\/strong> che hanno raccolto molti dei loro <strong>lavori <\/strong>nel libro <strong><em>Guerra, guerra, guerra<\/em><\/strong>, uscito per <em>Mondadori<\/em> nell&#8217;aprile del 2018 e ora in edicola con <em>Il Giornale<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE: <\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Viaggio nello Stato Karen, teatro della guerra pi\u00f9 lunga al mondo (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/stato-karen-guerra-birmania\/\" >Viaggio nello Stato Karen, teatro della guerra pi\u00f9 lunga al mondo<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2>UN&#8217;AVVENTURA COMINCIATA IN AFGHANISTAN NEL 1983<\/h2>\n\n\n\n<p>Quello scelto dagli autori \u00e8 un titolo con due significati ben precisi. \u00abGuerra tre volte perch\u00e9 attraverso i reportage raccontiamo i cambiamenti intercorsi nell\u2019arco di tre decenni\u00bb, spiega a <em>Lettera43<\/em>.<em>it<\/em> Gian Micalessin. Il lavoro dei due reporter, infatti, inizia al seguito dei <strong>mujaheddin nell&#8217;Afghanistan<\/strong> del <strong>1983<\/strong> invaso quattro anni prima dall\u2019<strong>Unione Sovietica<\/strong>. \u00abIl mondo era ancora <strong>diviso tra Usa e Urss<\/strong>, l\u2019Italia si affacciava sulla scena internazionale con la missione in<strong> Libano<\/strong>, internet e telefoni cellulari appartenevano alla fantascienza e noi eravamo dei ragazzini poco pi\u00f9 che ventenni\u00bb, racconta il giornalista. \u00abSotto i nostri occhi, mentre corriamo da una guerra all\u2019altra, si susseguono i <strong>grandi cambiamenti<\/strong> politici e tecnologici che modificheranno la nostra vita e il mondo. Tutto questo si&nbsp; riflette, inevitabilmente, anche nelle guerre e nel nostro modo di raccontarle\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE:<\/strong> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/sak-yant-tatuaggi-magici-thailandia-wai-kru\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Viaggio nel mondo dei tatuaggi magici thailandesi (apre in una nuova scheda)\">Viaggio nel mondo dei tatuaggi magici thailandesi<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2>IL RICORDO DI ALMERIGO GRILZ<\/h2>\n\n\n\n<p>Nei racconti scritti nel libro, con Micalessin e Biloslavo continua a viaggiare e vivere anche il ricordo di <strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Almerigo Grilz (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/giornalisti-morti-gli-italiani-uccisi-in-guerra\/\" >Almerigo Grilz<\/a><\/strong>, \u00abl\u2019amico e compagno di viaggi con cui iniziammo questa lunga avventura\u00bb. Il reporter ucciso e il 19 maggio 1987 mentre raccontava la <strong>guerra civile in Mozambico<\/strong>, \u00e8 stato il primo giornalista italiano a cadere dopo la <strong>Seconda Guerra mondiale<\/strong>. Ma \u00e8 anche il pi\u00f9 ignorato dagli ambienti&nbsp; giornalistici del nostro Paese. \u00abQuesto libro\u00bb, precisa Micalessin, \u00ab\u00e8 anche un modo per contribuire al suo ricordo e a quello di altri amici persi lungo la strada\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2>QUELLA PAURA CHE NON SCOMPARE MAI<\/h2>\n\n\n\n<p>A distanza di oltre 30 anni, la <strong>vicinanza con la morte<\/strong> continua a fare paura. \u00abLa paura&nbsp;c\u2019\u00e8 sempre. C\u2019\u00e8 prima di partire, quando ti dici non pu\u00f2 andare sempre bene. C\u2019\u00e8 prima di andare in battaglia perch\u00e9 sai che non ci sono garanzie\u00bb, mette in chiaro Micalessin. \u00abIn due occasioni ho avuto pi\u00f9 paura del solito, in <strong>Congo<\/strong> nel 1995 e in Iraq nel 2016.&nbsp; In Congo perch\u00e9 andai a raccontare non una guerra, ma la seconda grande epidemia di Ebola. E lo feci direttamente dall\u2019epicentro del contagio a Kikwit. Qui l\u2019incubo maggiore fu ignorare, per oltre 20 giorni dopo il ritorno a casa, se il virus aveva colpito anche me\u00bb. E poi nel 2016, in Iraq, quando il reporter era insieme alle milizie sciite che andavano all\u2019attacco dell\u2019aeroporto di Tal Afar sotto scacco dello Stato Islamico. \u00abAlle tre di notte mia moglie, che era incinta, mi mand\u00f2 l\u2019immagine della prima ecografia in cui si vedevano i 23 millimetri di mio figlio Almerigo. Andare in battaglia alle sei di mattina con quell\u2019immagine negli occhi non fu per niente facile\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2>IL VIAGGIO INDIMENTICABILE IN BIRMANIA<\/h2>\n\n\n\n<p>Uno dei reportage a cui Micalessin \u00e8 pi\u00f9 affezionato e che viene raccontato anche su <em>Guerra Guerra Guerra<\/em>, \u00e8 un <strong>lungo viaggio <\/strong>nel<strong> Sud-Est dell&#8217;Asia. <\/strong>\u00abNel 1985 io e Almerigo tornammo nelle<strong> terre dei Karen <\/strong>in <strong>Birmania<\/strong> per realizzare uno speciale di <em>Jonathan<\/em>, la trasmissione condotta da <strong>Ambrogio Fogar<\/strong> sul giornalismo di guerra. Viaggiammo per un mese seguendo una colonna di combattenti che prima risal\u00ec il <strong>fiume Salween<\/strong> e poi con gli elefanti attravers\u00f2 le giungle e le montagne del Paese spingendosi ai limiti estremi dei territori controllati da questa <strong>minoranza<\/strong> dimenticata ancora in guerra\u00bb. Un <strong>viaggio avventuroso <\/strong>in una terra fuori dal tempo e dalla civilt\u00e0 che Micalessin sogna di rifare. \u00abAncora oggi sogno di tornare a inseguire quelle lunghe colonne di elefanti e uomini immergendomi in un reportage lontano dalle frenesie dei collegamenti via satellite e degli articoli quotidiani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2>INTERNET E I SOCIAL HANNO SOSTITUITO IL &#8220;VECCHIO&#8221; GIORNALISMO<\/h2>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 il <strong>giornalismo<\/strong> \u00e8 cambiato. E purtroppo lo spazio per raccontare le guerre dimenticate \u00e8 sempre di meno. \u00abAl tempo stavamo via mesi e quando tornavamo vendevamo le nostre storie alle grandi reti televisive che le mandavano in onda come se fossero state girate qualche ora prima. Oggi sarebbe impossibile, i telefonini e internet ci raccontano quel che succede anche nei posti dove i giornalisti non arrivano\u00bb, spiega il reporter. Questo, per\u00f2, diffonde solo la<strong> sensazione di sapere tutto<\/strong> e conoscere tutto anche senza il <strong>tramite dei professionisti<\/strong>, perch\u00e9 \u00abquel che vediamo e conosciamo \u00e8 solo un post o un tweet, non certo un racconto giornalistico vissuto in prima persona\u00bb.&nbsp;<br><\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;inviato del Giornale racconta 30 anni di reportage. Ma anche la paura e la perdita di amici come Almerigo Grilz. E mette in guardia dall&#8217;informazione mordi e fuggi sui social. L&#8217;intervista. <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":44,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[277,296,14],"tags":[],"class_list":["post-1100","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-giornalismo","category-guerra","category-media"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/44"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1101,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1100\/revisions\/1101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}