{"id":1740,"date":"2019-11-21T12:18:25","date_gmt":"2019-11-21T12:18:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=923379"},"modified":"2019-11-21T12:18:25","modified_gmt":"2019-11-21T12:18:25","slug":"la-pace-in-yemen-non-e-piu-un-miraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=1740","title":{"rendered":"La pace in Yemen non \u00e8 pi\u00f9 un miraggio"},"content":{"rendered":"<p>A un anno dal cessate il fuoco tra i ribelli Houthi e le forze militari del governo yemenita, qualcosa sta cominciando a cambiare nel Paese mediorientale. Anche grazie  una differente strategia dell'Arabia saudita, che sta favorendo il processo di de-escalation del conflitto.<\/p>\n<p>All\u2019incirca un anno fa la <strong>comunit\u00e0 internazionale<\/strong> fu attraversata da un moto di speranza per le confortanti notizie che stavano giungendo da Stoccolma dove si stava perfezionando un accordo di cessate il fuoco <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"tra i ribelli Houthi e le forze militari del governo yemenita (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/notizie-yemen-news\/\" >tra i ribelli <\/a><strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"tra i ribelli Houthi e le forze militari del governo yemenita (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/notizie-yemen-news\/\" >Houthi <\/a><\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"tra i ribelli Houthi e le forze militari del governo yemenita (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/notizie-yemen-news\/\" >e le forze militari del <\/a><strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"tra i ribelli Houthi e le forze militari del governo yemenita (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/notizie-yemen-news\/\" >governo yemenita<\/a><\/strong> sostenute dalla coalizione araba a guida saudita. <\/p>\n\n\n\n<p>Si parl\u00f2 allora di un primo significativo passo in direzione della fine di una <strong>guerra <\/strong>che aveva gi\u00e0 provocato decine di migliaia di morti, oltre 2 milioni di sfollati e un <strong>disastro umanitario<\/strong> di spaventose dimensioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Punti nevralgici dell\u2019accordo erano stati, allora, la liberazione dei porti sul mar Rosso di Salif, Ras Issa e soprattutto di <strong>Hodeida<\/strong>, un vero e proprio polmone di sopravvivenza per gli yemeniti dall\u2019occupazione delle milizie degli Houthi e una serie di misure di <em>confidence building<\/em> tra cui lo scambio di <strong>migliaia di prigionieri<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"videoContainer video-p-movingup\" data-idp=\"5d9f2fdabe727f31af3d750c\" class=\"wp-block-dgt-mup-video\"><script src=\"https:\/\/cdn.movingplay.it\/video\/lettera43\/player\/letteraplayer.load.min.js?idp=5d9f2fdabe727f31af3d750c&amp;vid=8c6dd45688904af4067eb0a67f2ae178&amp;autoplay=1&amp;mute=0&amp;popupholder=1&amp;ima=1&amp;opt=1\" async><\/script><div id=\"mov-5d9f2fdabe727f31af3d750c\" class=\"movingplayer\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Ci sono voluti mesi e mesi &#8211; di fatto il vero <strong>ritiro dai porti <\/strong>\u00e8 iniziato solo nel maggio del 2019 &#8211; prima che l\u2019accordo facesse emergere risultati significativi. E ci\u00f2 per la complicit\u00e0 di un contesto di grande complessit\u00e0 sul quale ha influito anche il riaccendersi del <strong>terrorismo <\/strong>\u2013 sia di Al Qaeda che dell\u2019Isis &#8211; che continuava e continua a trovarvi utile concime per le sue radici stragiste. Contesto che d\u2019altra parte si \u00e8 reso anche pi\u00f9 problematico per il progressivo sfilarsi dalla <strong>coalizione anti-Houthi <\/strong>di parte dei suoi componenti e che ha segnato un serio vuoto con l\u2019abbandono del campo da parte dei sudanesi (circa 10 mila uomini) con la svolta rivoluzionaria che ha portato alla destituzione del presidente <strong>Omar al Bashir <\/strong>e, soprattutto, con lo scontro che ha visto contrapposte le forze militari del presidente <strong>Abd Rabu Mansur Hadi <\/strong>con quelle dei <strong>separatisti del Sud<\/strong> (<strong>Stc<\/strong>); le prime sostenute dall\u2019<strong>Arabia Saudita<\/strong> e le ultime dagli <strong>Emirati<\/strong>, a loro volta preziose alleate di Riad contro gli Houthi. e la conseguente occupazione di Aden da parte dello Stc.<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;IMPORTANTE INTESA DEL 5 NOVEMBRE<\/h2>\n\n\n\n<p>Un bel pasticcio anche perch\u00e9 dilatatosi ad altre <strong>trib\u00f9 <\/strong>e ad altri gruppi regionali. C\u2019erano sufficienti ragioni insomma per indurre Riad a ricalibrare l\u2019impegno a sostenere in via esclusiva (ed escludente) il presidente Hadi, rifugiato in Arabia Saudita, e a mantenere la forza dell\u2019unione con gli Emirati. E in tale contesto a orientarsi rapidamente verso un orizzonte strategico disegnato dall\u2019assoluta necessit\u00e0 di sgomberare il campo da quella che rischiava di essere una \u201c<strong>guerra civile<\/strong> minore all\u2019interno della guerra civile maggiore\u201d. Non \u00e8 stato affatto agevole ma in qualche modo l\u2019obiettivo \u00e8 stato raggiunto con un\u2019intesa \u2013 il cosiddetto accordo di Riad &#8211; siglata il 5 novembre dopo la <strong>ripresa del controllo di Aden<\/strong>. Un\u2019intesa molto significativa perch\u00e9 ha previsto l\u2019inclusione del movimento separatista nel governo yemenita e quello delle milizie del Sud sotto l\u2019autorit\u00e0 dei ministri dell\u2019Interno e della Difesa.<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;IMPENNATA DELLO SCONTRO<\/h2>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 stato agevole perch\u00e9 ha di fatto sanzionato una sorta di supremazia dell\u2019Arabia Saudita che potrebbe essere messa in discussione se non si realizza anche l\u2019altra parte della guerra civile. E non lo \u00e8 stato perch\u00e9 \u00e8 maturato in concomitanza \u2013 e forse anche grazie &#8211; all\u2019impennata dello <strong>scontro <\/strong>con gli Houthi. Mi riferisco a quella serie di \u201cincidenti\u201d occorsi a danno di <strong>petroliere saudite <\/strong>e soprattutto al pesante attacco di settembre, con<strong> droni e missili<\/strong> ai due siti petroliferi sauditi dell\u2019<strong>Aramco<\/strong>, rivendicato proprio dagli Houthi ma difficilmente dissociabile da una responsabilit\u00e0 iraniana.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>L\u2019Arabia Saudita ha dato l\u2019impressione di essere propensa a cambiare logica e ad accettare che i nodi della guerra siano anche legati a fattori come l\u2019eccesso di autoritarismo di Hadi <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019intenso dibattito sull\u2019<strong>effettiva responsabilit\u00e0<\/strong> di questi atti, \u00e8 pur vero che Riad ha condannato questo \u00abvero e proprio atto di guerra\u00bb assumendo anche toni minacciosi, ma \u00e8 altrettanto vero che tutto si \u00e8 fermato a livello verbale, quasi a dimostrazione della sua impotenza di fronte alla dura constatazione della sua <strong>vulnerabilit\u00e0<\/strong>. E dunque del rischio di esporsi, contrattaccando, a una spirale conflittuale dagli esiti perniciosi visti i limiti del loro ombrello protettivo. In quel clima ha avuto la funzione di un suggerimento da non lasciar cadere la dichiarata disponibilit\u00e0 degli Houthi a interrompere gli <strong>attacchi <\/strong>sul territorio saudita \u2013 una sorta di tregua insomma &#8211; se anche Riad si fosse impegnata a fare altrettanto su quello yemenita. E, di conseguenza di ridare ossigeno al <strong>processo di de-escalation<\/strong> del conflitto, ormai auspicabile anche da parte degli Houthi dopo tanti anni di guerra impantanata, di stallo militare superabile solo con la politica e con i crediti acquisiti con l\u2019accordo di Stoccolma e i segnali derivanti dall\u2019accordo di Riad.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL NODO DELLA CONDIVISIONE DEL POTERE<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019Arabia Saudita ha dato cio\u00e8 l\u2019impressione &#8211; anzi, pi\u00f9 che l\u2019impressione &#8211; di essere propensa a <strong>cambiare logica<\/strong>, approccio e ad accettare che i nodi della guerra siano anche legati ad altri fattori come l\u2019<strong>eccesso di autoritarismo<\/strong> di Hadi, come del suo predecessore, alla diffusa <strong>corruzione <\/strong>e al ruolo denegato agli Houthi di una reale partecipazione alla gestione del governo del Paese e, forse, anche a fattori precedenti la spinta conflittuale iraniana. Questa sua propensione era implicita nell\u2019intesa con le forze separatiste del Sud che aveva in qualche modo indicato la rotta da seguire nel senso di una <strong>condivisione di questo potere<\/strong> di governo su cui portare anche Hadi, chiamato a riprendere posto ad Aden. Tutto ci\u00f2 con l\u2019implicito corollario di una sorta di <strong>garanzia <\/strong>tutelare esercitata dalla Casa reale saudita per la quale lo Yemen resta pi\u00f9 che mai un tassello di fondamentale importanza per la sua <strong>sicurezza e stabilit\u00e0<\/strong>. Superfluo sottolineare come questo processo negoziale con gli Houthi molto sottotraccia, ora in <strong>Oman<\/strong>, sia soltanto all\u2019inizio e possa deragliare, ma la prospettiva di una correzione degli errori del passato rappresenta un <strong>segno incoraggiante<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;EMBLEMATICO DISCORSO DEL RE SALMAN<\/h2>\n\n\n\n<p>Intanto il primo ministro sta rientrando in Yemen (Aden, capitale provvisoria) con i colleghi delle Finanze, dell\u2019Educazione, delle Telecomunicazioni in adempimento dell\u2019<strong>accordo <\/strong>siglato con i separatisti del Sud in vista di un ritorno istituzionale del Paese ad una relativa normalit\u00e0. <strong>Martin Griffiths<\/strong>, l\u2019Inviato speciale delle Nazioni Unite, non ha mancato di manifestare espressioni di incoraggiamento e l\u2019auspicio che la <strong>fine del conflitto<\/strong> possa maturare nei primi mesi del 2020. Ed \u00e8 significativo che nel discorso annuale di fronte al <strong>parlamento saudita <\/strong>(Shoura Council) lo stesso <strong>re Salman<\/strong> abbia fatto esplicito riferimento ai colloqui di pace in corso e abbia nel contempo sollecitato l\u2019Iran, alle prese con i drammatici sviluppi delle <strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"manifestazioni di protesta che lo stanno attraversando (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/iran-rivolte-benzina-petrolio-sanzioni\/\" >manifestazioni <\/a><\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"manifestazioni di protesta che lo stanno attraversando (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/iran-rivolte-benzina-petrolio-sanzioni\/\" >di protesta che lo stanno attraversando<\/a>, ad abbandonare l\u2019<strong>ideologia espansionistica<\/strong> che ha fatto tanto male, ha sottolineato, al suo stesso popolo.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno dal cessate il fuoco tra i ribelli Houthi e le forze militari del governo yemenita, qualcosa sta cominciando a cambiare nel Paese mediorientale. Anche grazie  una differente strategia dell&#8217;Arabia saudita, che sta favorendo il processo di de-escalation del conflitto.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[20,398],"tags":[],"class_list":["post-1740","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esteri","category-yemen"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1740"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1741,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1740\/revisions\/1741"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}