{"id":1964,"date":"2019-11-23T11:00:17","date_gmt":"2019-11-23T11:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=924189"},"modified":"2019-11-23T11:00:17","modified_gmt":"2019-11-23T11:00:17","slug":"cosa-sappiamo-sui-metodi-di-tortura-impiegati-dalla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=1964","title":{"rendered":"Cosa sappiamo sui metodi di tortura impiegati dalla Cina"},"content":{"rendered":"<p>Il caso del dipendente consolare Cheng \u00e8 solo l'ultimo in ordine di tempo. Le testimonianze passate hanno permesso di mettere in fila circa 100 tecniche. Dai morsi di serpente alla famigerata \"Panchina della tigre\".<\/p>\n<p><strong>Dominic Raab<\/strong>, segretario di Stato per gli Affari esteri del Regno Unito, non ha usato mezze parole: \u00abIl trattamento della <strong>Cina <\/strong>nei confronti del signor Cheng equivale a tortura\u00bb. Cos\u00ec il caso di <strong>Simon Cheng<\/strong>, ex dipendente del consolato britannico di Hong Kong, arrestato lo scorso agosto e riapparso dopo essere rimasto nelle mani della Polizia cinese per 15 giorni, rischia di creare <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"un incidente diplomatico tra Pechino e Londra (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/legge-usa-hong-kong-cina-torture-gran-bretagna\/\" >un incidente diplomatico tra Pechino e Londra<\/a>. In un\u2019intervista esclusiva al Wall Street Journal, Cheng ha dichiarato che la polizia segreta cinese lo ha <strong>picchiato, privato del sonno e incatenato a bocca aperta<\/strong> mentre cercava di estorcergli informazioni sugli attivisti che guidano le proteste democratiche a Hong Kong. Ma il suo non \u00e8 certo il primo caso che testimonia dell\u2019uso abituale della tortura da parte del regime cinese, un sistema largamente praticato per estorcere informazioni e false confessioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"videoContainer video-p-movingup\" data-idp=\"5dd262b0be727f3c653d750c\" class=\"wp-block-dgt-mup-video\"><script src=\"https:\/\/cdn.movingplay.it\/video\/lettera43\/player\/letteraplayer.load.min.js?idp=5dd262b0be727f3c653d750c&amp;vid=0cc917bdaf3932c63906098787c91fa6&amp;autoplay=1&amp;mute=0&amp;popupholder=1&amp;ima=1&amp;opt=1\" async><\/script><div id=\"mov-5dd262b0be727f3c653d750c\" class=\"movingplayer\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Arrestato a Pechino all&#8217;inizio di gennaio 2016 e tenuto in cattivit\u00e0 per 23 giorni, anche l&#8217;attivista svedese <strong>Peter Dahlin <\/strong>ha subito un simile calvario in Cina, quasi tre anni prima che i canadesi <strong>Michael Kovrig e Michael Spavor <\/strong>venissero arrestati (sono attualmente ancora detenuti dalle autorit\u00e0 cinesi ormai da quasi un anno). Dahlin, co-fondatore di China Action, una Ong che supporta molti avvocati per i <strong>diritti umani in Cina<\/strong>, sostiene che Kovrig \u2013 il quale, come lui, \u00e8 stato catturato a Pechino &#8211; sia attualmente detenuto nella stessa struttura in cui avevano rinchiuso lui: una <strong>prigione segreta<\/strong>, con quattro piani e due ali indipendenti, nella parte meridionale della capitale cinese. Spavor invece, che viveva e operava nella Cina nordorientale, sarebbe tenuto prigioniero in una struttura diversa.<\/p>\n\n\n\n<h2>LA TESTIMONIANZA DELL&#8217;ATTIVISTA SVEDESE DAHLIN<\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo la testimonianza di Dahlin, ai prigionieri vengono applicate diverse forme di tortura. Due poliziotti, alternandosi nel ruolo consolidato di \u201cpoliziotto buono e poliziotto cattivo\u201d, lo hanno <strong>interrogato in continuazione per giorni<\/strong>. Nella rare pause, due guardie nella sua cella osservavano ogni sua minima mossa, come girarsi nel letto. \u00abPesanti tende impediscono totalmente alla luce del giorno di penetrare nella cella, mentre le <strong>luci restano sempre accese<\/strong>, giorno e notte, privando il detenuto nella nozione del tempo e della possibilit\u00e0 di dormire\u00bb, ha raccontato. Secondo quando dichiarato da Farida Deif, direttore dell\u2019ufficio canadese di <strong>Human Rights Watch<\/strong> (Hrw) \u201ctenere le luci accese con la conseguente <strong>privazione del sonno<\/strong> \u00e8 una delle forme pi\u00f9 pesanti di tortura fisica e mentale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2>ALCUNI DETENUTI MUOIONO PER LE TORTURE<\/h2>\n\n\n\n<p>Sempre secondo le testimonianze raccolte da Human Rights Watch, il regime cinese usa ogni mezzo a sua disposizione \u00abper mettere a tacere chiunque non sia un cieco sostenitore del Partito comunista al potere\u00bb. Ai detenuti in Cina vengono somministrate con la forza anche <strong>droghe psicotrope<\/strong>. Alcuni vengono <strong>stuprati<\/strong>, <strong>legati in posizioni dolorose <\/strong>per giorni, <strong>affamati<\/strong>, <strong>denudati ed esposti al freddo<\/strong> gelido per ore e anche colpiti da forti scariche con bastoni elettrici, per citare solo alcuni deli metodi utilizzati dagli aguzzini cinesi. Applicando una scarica elettrica che pu\u00f2 raggiungere i <strong>300 mila volt<\/strong>, i bastoni vengono impiegati per ottenere il massimo effetto su parti sensibili del corpo come la bocca, i genitali, il collo e la pianta dei piedi. In alcuni casi i prigionieri perdono coscienza e <strong>muoiono <\/strong>per le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Amnesty  ha raccolto dirette testimonianze di quasi 100 diversi metodi di tortura <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Secondo le organizzazioni per i diritti umani, l&#8217;uso della tortura e degli abusi in Cina contro i <strong>gruppi perseguitati <\/strong>rimane dilagante. Alcuni dei metodi di tortura possono essere fatti risalire al Medioevo, mentre altre forme di abuso, come il <strong>prelievo forzato di organi<\/strong>, non hanno precedenti nella storia. Il rapporto di Amnesty International intitolato <em>No End in Sight: Torture and Forced Confessions in China<\/em> ha raccolto dirette testimonianze di quasi <strong>100 diversi metodi di tortura<\/strong>. Questi includono anche alimentazione forzata con urina o feci, ustioni da sigaretta, <strong>infezioni di scabbia<\/strong>, isolamento totale, perforatura delle unghie con bastoncini di bamb\u00f9 affilati e <strong>morsi di cani o serpenti<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>I NOMI IN CODICE DELLE TORTURE<\/h2>\n\n\n\n<p>Molti dei metodi di tortura hanno persino dei nomi specifici, come &#8220;<strong>Piccola gabbia<\/strong>&#8221; (la persona viene ammanettata all&#8217;interno di una piccola gabbia in modo tale che non possa stare in piedi o sedersi); &#8220;<strong>Hell Confinement<\/strong>&#8221; (un dispositivo costituito da legacci  e manette applicato in modo tale che  le vittime non possano camminare, sedersi, usare il bagno o nutrirsi); \u201c<strong>Covering a Shed<\/strong>\u201d (soffocamento) e &#8220;<strong>Tortura del trascinamento<\/strong>&#8221; (le vittime vengono trascinate ripetutamente su terreni accidentati). C\u2019\u00e8 poi il metodo considerato il pi\u00f9 terribile di tutti, la famigerata &#8220;<strong>Panchina della tigre<\/strong>&#8220;, dove la vittima si siede con le gambe distese e legate strette alla panchina con delle cinghie. Mattoni, o altri oggetti, vengono posti sotto i talloni della vittima, con pi\u00f9 strati aggiunti fino a quando le cinghie si rompono, causando un dolore insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<h2>ANCHE I CRISTIANI &#8220;NON ALLINEATI&#8221; NEL MIRINO<\/h2>\n\n\n\n<p>Il target preferito dai torturatori cinesi \u00e8 rappresentato, tra gli altri, dai <strong>cristiani \u201cnon allineati\u201d <\/strong>(quelli che si rifiutano di sottomettersi alla Chiesa di Stato gestita dal Partito Comunista), i buddisti tibetani, i musulmani uiguri, i seguaci del Falun Dafa e gli attivisti democratici o chiunque sospettato di \u00abattivit\u00e0 anti-governativa\u00bb, come i due canadesi ancora detenuti in Cina. L\u2019artista e scultore canadese di origine cinese <strong>Kunlun Zhang,<\/strong> che \u00e8 riuscito a sopravvivere alle torture e a ritornare in Canada, ha raccontato che le guardie gli ripetevano: \u00abPossiamo fare di te qualsiasi cosa senza essere ritenuti responsabili. Se muori, ti seppelliremo e diremo a tutti che ti sei suicidato perch\u00e9 avevi paura di un&#8217;accusa criminale\u00bb.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caso del dipendente consolare Cheng &egrave; solo l&#8217;ultimo in ordine di tempo. Le testimonianze passate hanno permesso di mettere in fila circa 100 tecniche. 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