{"id":2098,"date":"2019-11-25T15:01:51","date_gmt":"2019-11-25T15:01:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=925997"},"modified":"2019-11-25T15:01:51","modified_gmt":"2019-11-25T15:01:51","slug":"gli-altri-storie-di-burqa-amore-e-rabbia-nel-secolo-del-jihad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=2098","title":{"rendered":"Gli Altri, storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad"},"content":{"rendered":"<p>Quello di Nicastro e Mineo \u00e8 uno spettacolo ibrido, tra teatro e giornalismo. Che attraverso storie mostra la paura per un guerrigliero che ti punta contro un\u2019arma, la piet\u00e0 per una famiglia di profughi, l\u2019incredulit\u00e0 davanti a un aspirante kamikaze. <\/p>\n<p>Settanta anni fa\u00a0erano i <strong>kamikaze giapponesi<\/strong> a sacrificare\u00a0la propria vita per l\u2019imperatore e oggi sono gli <strong>shahid islamisti <\/strong>a farlo in <strong>nome di Allah.<\/strong> L&#8217;interrogativo, per\u00f2, \u00e8 molto difficile da affrontare per la nostra cultura illuminista, ed \u00e8 sempre lo stesso: perch\u00e9 lo fanno? La risposta pi\u00f9 semplice \u00e8 quella che si sente a ogni tig\u00ec quando un <strong>uomo-bomba <\/strong>si fa esplodere. \u00c8 la risposta pi\u00f9 rassicurante, quella, in fondo, che ci auto-assolve: sono dei pazzi. Semplicemente dei pazzi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2>UNO SPETTACOLO IBRIDO TRA CRONACA E TEATRO<\/h2>\n\n\n\n<p>Per 80 minuti, invece, i due autori-interpreti dello spettacolo <em><strong>Gli Altri, storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad<\/strong><\/em>, in scena al <strong>teatro Officina<\/strong> di Milano, fanno di tutto per contestualizzare, problematizzare, rendere la complessit\u00e0 del reale in tutte le sue sfaccettature. Uno<strong> zigzagare<\/strong> tra luoghi, date, guerre alla ricerca di una risposta pi\u00f9 elaborata. Possiamo noi occidentali, con la nostra <strong>razionalit\u00e0<\/strong>, ma anche con le nostre <strong>rimozioni collettive<\/strong> davanti a una storia che non ci rende orgogliosi, capire tale sacrificio? Cos\u00ec, nel corso dello spettacolo, le <strong>ragioni umane<\/strong>, ma anche storiche e politiche del terrorismo islamista, prendono forma una dopo l\u2019altra, incarnate in storie di persone reali, incontrate in <strong>Cecenia<\/strong>, <strong>Egitto<\/strong>, <strong>Iraq<\/strong>, <strong>Afghanistan<\/strong>.\u00a0<em>Gli Altri <\/em>\u00e8 uno <strong>spettacolo \u201cibrido\u201d<\/strong>, di fusione tra <strong>cronaca<\/strong> e <strong>drammaturgia<\/strong>, e prova a rispondere a quella scomoda domanda \u00abperch\u00e9 lo fanno?\u00bb, con tutte le modalit\u00e0 espressive del genere. Non sono poche le lacrime alla fine della rappresentazione. Dal <em>Vajont <\/em>di<strong> Marco Paolini <\/strong>in avanti, le \u201c<strong>orazioni civili\u201d<\/strong> sembrano essere diventate l\u2019elemento di maggiore impatto della <strong>scena teatrale<\/strong> <strong>contemporanea<\/strong>. In genere \u00e8 l\u2019attore o il drammaturgo che si spingono nel terreno dell<strong>\u2019informazione<\/strong>. Nel caso de <em>Gli Altri, storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad<\/em> sono invece due<strong> giornalisti<\/strong> a fare il percorso dalla <strong>cronaca <\/strong>verso le<strong> scene<\/strong>. Con tutti i limiti, ma anche i pregi del caso.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL VIAGGIO DI NICASTRO E MINEO<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Andrea Nicastro<\/strong> \u00e8 inviato del <em>Corriere della Sera<\/em>, <strong>Francesca Mineo<\/strong> la voce di tante <strong>Ong<\/strong> che lavorano per lo sviluppo dei Paesi pi\u00f9 poveri. Assieme hanno scritto e ideato un <strong>viaggio<\/strong> (immobile, ma coinvolgente) nei luoghi e nelle situazioni dove vivono gli Altri. Il loro peso attoriale non regge il confronto con i professionisti della scena, ma l\u2019esposizione non ne risente perch\u00e9 gode della <strong>forza della verit\u00e0<\/strong>. Come dice <strong>Massimo De Vita,<\/strong> direttore artistico dell\u2019Officina, \u00abi bravi attori devono essere capaci di \u201cascoltare e osservare\u201d i personaggi che vogliono riprodurre in scena. Il duo Mineo-Nicastro non ha bisogno di padroneggiare la tecnica perch\u00e9 \u201crecitano\u201d semplicemente loro stessi. La paura per un guerrigliero che ti punta contro un\u2019<strong>arma<\/strong>, la piet\u00e0 per una<strong> famiglia di profughi<\/strong>, l\u2019incredulit\u00e0 davanti a un aspirante uomo-bomba, non sono recitate, sono solo rievocate rispetto a episodi provati in prima persona. Non c\u2019\u00e8 bisogno di interpretare, basta che raccontino\u00bb. Il risultato \u00e8 un<strong> effetto verit\u00e0<\/strong> che nessun attore pu\u00f2 raggiungere. Aiuta anche la presenza di un<strong> enorme schermo<\/strong> che inonda l\u2019intera scena con piccole clip o anche solo foto che mostrano le persone e gli eventi che si vogliono evocare. Tutti i sensi vengono cos\u00ec coinvolti.\u00a0La regia \u00e8 di <strong>Fabio Bettonica<\/strong>, le foto, intense e commoventi, di sguardi e volti \u201cAltri\u201d sono di R<strong>omano Cagnoni<\/strong>, <strong>Lorenzo Merlo <\/strong>e <strong>Mauro Sioli<\/strong>. Un intervento in audio \u00e8 del direttore di <em>Radio Popolare <\/em><strong>Massimo Bacchetta<\/strong>. Tre serate, tre sold out. Se c\u2019era bisogno di verificare la fame di informazione di qualit\u00e0 nel nostro Paese, questo <em>Gli Altri <\/em>lo ribadisce con forza.<br><\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello di Nicastro e Mineo &egrave; uno spettacolo ibrido, tra teatro e giornalismo. 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