{"id":232,"date":"2019-11-10T23:18:38","date_gmt":"2019-11-10T23:18:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=915265"},"modified":"2019-11-10T23:18:38","modified_gmt":"2019-11-10T23:18:38","slug":"elezioni-in-spagna-sanchez-e-leterna-rincorsa-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=232","title":{"rendered":"Elezioni in Spagna: Sanchez e l\u2019eterna rincorsa del governo"},"content":{"rendered":"<p>Il partito socialista del \"guapo\" resta la prima forza politica ma passa da 123 a 120 seggi. E la maggioranza resta un rebus.<\/p>\n<p>Un<strong> percorso politico <\/strong>da montagne russe: da <strong>giovane<\/strong> <strong>deputato<\/strong> poco noto alla guida del <strong>partito<\/strong> <strong>socialista<\/strong> spagnolo, fino alla <strong>Moncloa<\/strong>, dove per\u00f2 non riesce a insediarsi stabilmente. <strong>Pedro<\/strong> <strong>Sanchez<\/strong> ha confermato la sua tenacia anche in uno dei momenti di maggiore incertezza nella politica spagnola e ha puntato dritto all&#8217;obiettivo di restare a capo di un governo <strong>monocolore<\/strong>, preferendo il rischio al compromesso al ribasso. Ma il <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/risultati-elezioni-spagna-novembre-2019\/\">risultato delle urn<\/a>e non lo ha premiato: rimane il primo partito ma passa da 123 a 120 seggi. Quarantasette anni, <strong>economista<\/strong>, madrileno, Sanchez \u00e8 soprannominato &#8216;el guapo&#8217; (il bello), ma secondo alcuni non \u00e8 un campione in fatto di <strong>carisma<\/strong>. Eppure, con la sua pacatezza e il perfetto inglese notato da molti sembra essersi cucito addosso il ruolo del resistente (del resto la sua autobiografia si intitola <em>Manuale di Resistenza<\/em>) dopo una carriera politica quantomeno travagliata.<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;ASCESA NEL PARTITO SOCIALISTA<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Professore<\/strong> <strong>universitario<\/strong> ed ex giocatore di basket, sposato e con due figlie, Pedro entra a far parte del <strong>Psoe<\/strong> a 21 anni, nel 1993. \u00c8 consigliere comunale nella sua Madrid e poi deputato, prima di tentare la scalata del partito candidandosi alle primarie, nel 2014. Finanzia la sua campagna con il <strong>crowdfunding<\/strong>, viaggia con la sua auto per migliaia di chilometri per raccogliere voti e dorme nelle case dei militanti. Gli iscritti lo premiano, eleggendolo <strong>segretario<\/strong> <strong>generale<\/strong>: un volto nuovo per salvare un Psoe quasi sempre al governo nella Spagna post-franchista ma punito per la gestione della crisi economica nelle elezioni del 2011, vinte dai <strong>Popolari<\/strong>. Sembra incarnare la speranza, ma le cose non vanno per il verso giusto e con Sanchez candidato premier nel 2015 il Psoe ottiene i peggiori risultati di sempre. Stesso scenario nel voto anticipato dell&#8217;anno successivo, per cui \u00e8 costretto a farsi da parte.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL RAPPORTO TRAVAGLIATO CON GLI INDIPENDENTISTI<\/h2>\n\n\n\n<p>La sua <strong>carriera<\/strong> politica sembra arrivata gi\u00e0 al capolinea ma lui non ci sta e si ripresenta alla primarie. Riesce a convincere nuovamente la base con lo slogan &#8216;no \u00e8 no&#8217; ad un dialogo con i popolari di <strong>Mariano<\/strong> <strong>Rajoy<\/strong> e prevale. Quando il Pp viene travolto da uno scandalo di corruzione, nel maggio 2018, Sanchez presenta una mozione di sfiducia e il 2 giugno giura davanti al re. Ma alla Moncloa resiste soltanto otto mesi: i <strong>partiti<\/strong> <strong>indipendentisti<\/strong> gli ritirano la fiducia per la sua contrariet\u00e0 a discutere la convocazione di un referendum sull&#8217;autodeterminazione della regione. A quel punto gioca d&#8217;anticipo e convoca nuove elezioni, le terze in meno di quattro anni, sperando in un <strong>mandato<\/strong> popolare che lo confermi alla Moncloa.<\/p>\n\n\n\n<h2>LA DECISIONE DI TORNARE ALLE URNE<\/h2>\n\n\n\n<p>Davanti per\u00f2 si trova l&#8217;avanzata <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/elezioni-spagna-vox\/\">dell&#8217;ultradestra di <\/a><strong><a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/elezioni-spagna-vox\/\">Vox<\/a><\/strong> e una Spagna provata dall&#8217;instabilit\u00e0: il 28 aprile 2019 il Psoe viene incoronato primo partito ma non ha la maggioranza necessaria per governare da solo. Sanchez ancora una volta sceglie di tirare dritto verso l&#8217;obiettivo: con <strong>Podemos<\/strong> non c&#8217;\u00e8 dialogo, con <strong>Ciudadanos<\/strong> bruciano ancora le ferite di una tesissima campagna elettorale. La quadra non si trova, il governo con l&#8217;appoggio esterno non si fa e dopo mesi di tentativi il premier \u00e8 costretto a indire nuove elezioni: un&#8217;altra prova di resistenza.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il partito socialista del &#8220;guapo&#8221; resta la prima forza politica ma passa da 123 a 120 seggi. 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