{"id":2530,"date":"2019-11-29T06:00:16","date_gmt":"2019-11-29T06:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=928840"},"modified":"2019-11-29T06:00:16","modified_gmt":"2019-11-29T06:00:16","slug":"dodici-nomi-per-raccontare-120-anni-di-barcellona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=2530","title":{"rendered":"Dodici nomi per raccontare 120 anni di Barcellona"},"content":{"rendered":"<p>Dal fondatore Gamper alla Pulce Lionel Messi, passando per Cruijff e Guardiola: i personaggi e i fatti che hanno segnato la storia del \"m\u00e9s que un club\".<\/p>\n<p>Centoventi anni di <strong>storia<\/strong>, di trofei, di gol e di bandiere sventolate al vento. Quelle blaugrana e quelle gialle e rosse della <strong>Catalogna<\/strong>. Sul collo dei giocatori del <strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/tag\/barcellona\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Barcellona  (apre in una nuova scheda)\">Barcellona <\/a><\/strong>\u00e8 impressa una frase, \u201cm\u00e9s que un club\u201d, pi\u00f9 che un club. Perch\u00e9 il Bar\u00e7a non \u00e8 solo una squadra di <strong>calcio<\/strong>, non \u00e8 solo un diversivo per i mercoled\u00ec di coppa e le domeniche di campionato. Il Bar\u00e7a \u00e8 storia, una storia lunga <strong>120 anni<\/strong>, segnata dai volti e dai nomi che l&#8217;hanno scritta. Ne abbiamo scelti 12, uno per ogni decennio di vita del club.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"videoContainer video-p-movingup\" data-idp=\"5c8f832bbe727f15e1e6e1b1\" class=\"wp-block-dgt-mup-video\"><script src=\"https:\/\/cdn.movingplay.it\/video\/lettera43\/player\/letteraplayer.load.min.js?idp=5c8f832bbe727f15e1e6e1b1&amp;vid=e15334bfb7944d3042e9b21336786a79&amp;autoplay=1&amp;mute=0&amp;popupholder=1&amp;ima=1&amp;opt=1\" async><\/script><div id=\"mov-5c8f832bbe727f15e1e6e1b1\" class=\"movingplayer\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<h2>1899-1909: JOAN GAMPER <\/h2>\n\n\n\n<p>Il Barcellona nasce ufficialmente il <strong>29 novembre del 1989<\/strong>, con una riunione dei primi soci al Gimnasio Sole. Nasce grazie a un annuncio pubblicato poco pi\u00f9 di un mese prima, il 22 ottobre, sul settimanale <em>Los Deportes<\/em>: \u00abIl nostro amico e compagno Sig. <strong>Kans Kamper<\/strong>, della sezione Calcio della &#8220;Sociedad Los Deportes&#8221; e gi\u00e0 campione svizzero, volendo organizzare alcune partite a Barcellona, chiede che chiunque ami questo sport lo contatti recandosi nel suo ufficio il marted\u00ec o il venerd\u00ec sera dalle 9 alle 11\u00bb. Kans Kamper ha 21 anni, \u00e8 nato in Svizzera, opera nel commercio e ha gi\u00e0 girato mezza Europa prima di fermarsi a Barcellona. Ha una grande passione per il calcio e la voglia di fondare un club. Nel giro di un mese arrivano le prime adesioni, con Kamper, che negli anni successivi cambier\u00e0 nome e cognome catalanizzandoli in <strong>Joan Gamper<\/strong>, ci sono Walter Wil (che sar\u00e0 nominato primo presidente), Llu\u00eds d&#8217;Oss\u00f3,&nbsp;Bartomeu Terradas, Otto Kunzle, Otto Maier, Enric Ducal, Pere Cabot, Carles Pujol, Josep Llobet, John Parsons e William Parsons. Una squadra e un club che fin dall&#8217;inizio mostrano la loro vocazione internazionale e internazionalista.<\/p>\n\n\n\n<h2>1910-1919: JUAN DE GARCHITORENA <\/h2>\n\n\n\n<p>Nel suo primo decennio di vita, il Barcellona vince una Copa Macaya, una Copa Barcelona e due volte il <strong>Campionato di Catalogna<\/strong>. I soci continuano ad aumentare e nel 1908, quando il club si trova davanti al bivio tra il salto di qualit\u00e0 definitivo (con importanti investimenti finanziari) e la scomparsa, Gamper prende in mano le redini diventando per la prima volta presidente. Lo sar\u00e0 per 25 anni complessivi, a periodo alterni, facendosi da parte e tornando 1uasi sempre per guidare il club nei suoi momenti pi\u00f9 turbolenti. Come nel 1917, quando il presidente <strong>Gaspar Ros\u00e9s<\/strong> si dimette a seguito del caso Garchitorena. <strong>Juan de Garchitorena <\/strong>\u00e8 un giovane attaccante di 18 anni quando arriva al Barcellona. Il club lo tessera come spagnolo, dal momento che nessuno straniero pu\u00f2 giocare entro i confini nazionali, ma lui \u00e8 nato nelle Filippine. Quando l&#8217;Espanyol lo scopre, fa ricorso alla Federazione, presieduta dallo stesso uomo che guida il Barcellona, <strong>Gaspar Ros\u00e9s<\/strong>. Ros\u00e9s cerca una mediazione, propone la ripetizione delle partite in cui \u00e8 stato schierato Garchitorena, ma a ribellarsi \u00e8 il direttivo del Barcellona, che preferisce perdere a tavolino gli incontri e il campionato di Catalogna piuttosto che piegare la testa a un principio che ritiene ingiusto, quello che vieta ai giocatori stranieri di disputare il campionato. Ros\u00e9s, umiliato e isolato, si dimette da entrambi gli incarichi.  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni-1-1-1024x669.jpg?x64940\" alt=\"\" class=\"wp-image-928866\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni-1-1-1024x669.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni-1-1-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni-1-1-768x502.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Diego Armando Maradona con la maglia del Barcellona nel 1984.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>1920-1929: PAULINO \u00c1LCANTARA<\/h2>\n\n\n\n<p>A proposito di filippini&#8230; Il Bar\u00e7a ne ha avuto un altro nella sua storia, di origini catalana e quindi naturalizzato. Nessun rischio Garchitorena, dunque. Il suo nome era <strong>Paulino \u00c1lcantara<\/strong>, cominci\u00f2 a giocare nel Barcellona appena 15enne, nel 1912, poi nel 1916 fu costretto a lasciare la Spagna per seguire la famiglia nelle <strong>Filippine<\/strong>. Dopo due anni e dopo aver contratto la malaria, riusc\u00ec a convincere i genitori a lasciarlo tornare in Catalogna, per giocare di nuovo col Barcellona, dove rest\u00f2 fino al 1927, segnando 200 gol in 177 partite. Al suo <strong>esordio<\/strong>, a 15 anni, segn\u00f2 una tripletta. Con 5 Coppe di Spagna e 10 campionati catalani, \u00c1lcantara segn\u00f2 la storia del club a cavallo di due decenni, diventando grande protagonista soprattutto negli Anni &#8217;20, gli stessi che videro la costruzione dello stadio di Les Corts, nel 1922, e la nascita del nomignolo <em>cul\u00e9<\/em> per i tifosi blaugrana che si assiepavano sugli spalti e a cavalcioni sulla rete di recinzione mostrando le terga ai passanti. Il 24 giugno del 1925 il Barcellona organizz\u00f2 a Les Corts una partita contro l&#8217;Fc Jupiter. La <strong>Spagna <\/strong>era da due anni sotto il regime del generale <strong>Primo de Rivera<\/strong> e decine di migliaia di tifosi si assieparono fuori dal campo in attesa che arrivasse il via libera alla partita da parte della dittatura. Quando i cancelli furono aperti e l&#8217;orchestra della Marina Militare Britannica attacc\u00f2 a suonare gli inni, il pubblico catalano copr\u00ec con sonori fischi la Marcia Reale spagnola, accompagnando poi con gli applausi God Save the King. Fu l&#8217;inizio di un&#8217;usanza che prosegue ancora oggi. Ma durante il <strong>regime <\/strong>quel vilipendio fu pagato a carissimo prezzo, con l&#8217;espulsione di Gamper e di tutto il direttivo e la chiusura dell&#8217;attivit\u00e0 del club per sei mesi.<\/p>\n\n\n\n<h2>1930-1939: JOSEP SUNYOL<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Bar\u00e7a riprese a camminare, il regime cadde, Primo de Rivera mor\u00ec e nel 1931 si instaur\u00f2 la <strong>seconda Repubblica spagnola<\/strong>. I cambiamenti politici portarono alla guida del club un presidente convintamente repubblicano e di sinistra, <strong>Josep Sunyol<\/strong>. Un uomo di calcio che pag\u00f2 con la vita il suo impegno politico. Nel 1936, all&#8217;inizio della guerra civile che avrebbe portato Francisco Franco al potere, Sunyol fu <strong>vittima di un&#8217;imboscata<\/strong> mentre si recava a Madrid in auto. La vettura fu fermata da una banda armata di franchisti in una strada di campagna e tutti gli occupanti, Sunyol compreso, vennero fucilati. A Barcellona, per giorni, non seppero nulla del presidente scomparso. L&#8217;annuncio della sua morte arriv\u00f2 in ritardo. Fu l&#8217;inizio del durissimo <strong>conflitto <\/strong>tra il Barcellona e il <strong>potere politico franchista<\/strong>, che sarebbe durato fino alla morte del Caudillo, nel 1975.<\/p>\n\n\n\n<h2> 1940-1949: ENRIQUE PINEIRO<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Barcellona pat\u00ec in particolar modo l&#8217;avvento del Franchismo. Il regime commissari\u00f2 di fatto il club, gli tolse la sua <strong>identit\u00e0 <\/strong>cambiandone nome (che da Football Club Barcelona pass\u00f2 al pi\u00f9 spagnolo Club de Futbol Barcelona), sigla e persino scudetto, con la rimozione di tre delle cinque bande rosse in sfondo giallo che rappresentavano la bandiera catalana. La <strong>squadra <\/strong>rest\u00f2 comunque competitiva, nonostante le intromissioni di Franco, e persino i pi\u00f9 diligenti franchisti posti alla sua presidenza finirono per farsi rapire dal suo fascino. Accadde a <strong>Enrique Pineiro<\/strong>, marchese della Mesa de Asta, amico personale di Franco che con lui ingaggi\u00f2 una personalissima sfida nella sfida tra il club catalano e il <strong>Real Madrid<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Nel 1943, dopo aver vinto per 3-0 l&#8217;andata della semifinale della Copa del Generalisimo, Pineiro invi\u00f2 un telegramma a Franco per invitarlo come suo ospite alla finale <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nel 1943, dopo aver vinto per 3-0 l&#8217;andata della semifinale della <strong>Copa del Generalisimo<\/strong> (l&#8217;ex Copa del Rey), Pineiro invi\u00f2 un telegramma a Franco per invitarlo come suo ospite alla finale. Il dittatore non la prese bene e mentre i giocatori si cambiavano negli spogliatoi per scendere in campo nella gara di ritorno, ricevettero la visita di un piccola squadriglia che li minacci\u00f2 di gravi ritorsioni se non avessero ceduto il passaggio del turno al Madrid. Il Barcellona, la stessa squadra che all&#8217;andata aveva dominato vincendo 3-0, perse 11-1 una partita che ancora oggi rappresenta il <strong>Cl\u00e1sico <\/strong>col pi\u00f9 ampio margine di scarto tra le due squadre. Pineiro non toller\u00f2 l&#8217;episodio e annunci\u00f2 direttamente a Franco le proprie dimissioni da presidente del Barcellona.<\/p>\n\n\n\n<h2>1950-1959: LAZSL\u00d3 KUBALA<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Barcellona torn\u00f2 comunque grande e prima della fine degli<strong> Anni 40<\/strong> vinse tre volte il Campionato di Spagna, due volte la Copa Eva Duarte e il suo primo titolo internazionale, la Coppa Latina. Il club rilanci\u00f2 le proprie ambizioni e nel 1951 ingaggi\u00f2 un giocatore che ne avrebbe segnato la storia. <strong>Lazsl\u00f3 Kubala<\/strong> era fuggito dall&#8217;Ungheria comunista nel 1949, dopo essersi fatto reclutare nei reparti di confine. Era passato dall&#8217;<strong>Italia<\/strong>, dove la <strong>Pro Patria<\/strong> lo aveva tesserato senza poterlo schierare per via della squalifica internazionale legata al ricorso presentato dall&#8217;Ungheria dopo la sua fuga, aveva sfiorato la <strong>tragedia di Superga<\/strong> dopo aver rinunciato, per impegni familiari, a indossare la maglia del Grande Torino nell&#8217;amichevole di Lisbona contro il Benfica, ed era arrivato in Spagna. Il Real Madrid di Santiago Bernab\u00e9u gli aveva messo gli occhi addosso, strappando anche un accordo di massima per il suo ingaggio, ma <strong>Pep Samitier<\/strong>, ex attaccante, ex allenatore e ora dirigente del Barcellona, riusc\u00ec a strapparlo alla concorrenza con un&#8217;abile mossa. Kubala gioc\u00f2 a Barcellona tra il 1951 e il 1961, segnando 131 gol in 186 partite e ingaggiando una sfida personale e di squadra con Alfredo Di Stefano, che il Bar\u00e7a fu sul punto di affiancargli ma che si sarebbe accasato al Real Madrid dopo una lunga ed estenuante battaglia legale tra i due club. Vinse quattro volte il Campionato spagnolo, cinque la Copa del Generalisimo, due la <strong>Copa Eva Duarte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2>1960-1969: CARLES REXACH<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli Anni 60 cominciarono con il grande sacrificio di <strong>Luis Suarez<\/strong>, ceduto all&#8217;Inter per ottenere i fondi per completare il Camp Nou, e proseguirono con una serie di vittorie in Coppa (due del Generalisimo e una delle Fiere) ma senza nemmeno un titolo di campione di Spagna. Nel 1961 i blaugrana disputarono e persero contro il Benfica anche la loro prima finale di <strong>Coppa dei Campioni<\/strong>. Nell&#8217;ottica di un decennio tutto sommato negativo, il Bar\u00e7a trov\u00f2 nuovo slancio sul finale della decade, con l&#8217;approdo in prima squadra di <strong>Carles Rexach<\/strong>. Prodotto del vivaio, Rexach sarebbe stato protagonista col Bar\u00e7a prima in campo, fino al 1981, poi in panchina, quindi da dirigente. Sarebbe stato lui, pi\u00f9 di 30 anni dopo, a far firmare a Lionel Messi il famoso tovagliolo su cui fu redatta la prima bozza di contratto tra il calciatore argentino e la squadra catalana.<\/p>\n\n\n\n<h2>1970-1979: JOHAN CRUIJFF<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Barcellona torn\u00f2 a vincere il campionato di Spagna 14 anni dopo l&#8217;ultima volta, poco prima della met\u00e0 degli <strong>Anni 70<\/strong>. E ci riusc\u00ec grazie all&#8217;arrivo in Catalogna di uno dei pi\u00f9 grandi fuoriclasse della sua storia.<strong> Johan Cruijff<\/strong> firm\u00f2 per il Bar\u00e7a nel 1973, dopo tre Coppe dei Campioni di fila vinte con l&#8217;Ajax. Accolse la sfida di un club che desiderava tornare grande e di una citt\u00e0 in perenne lotta contro la dittatura di Franco, che di l\u00ec a due anni sarebbe caduta con la morte del Caudillo. Nella prima stagione di Cruijff, i blaugrana conquistarono il <strong>titolo <\/strong>dopo aver battuto il Real Madrid a domicilio per 5-0 e sempre contro i Blancos persero per 4-0 la finale di Copa del Generarlisimo, nella quale non potevano essere schierati stranieri. Cruijff segn\u00f2 86 gol nelle sue 5 stagioni in Catalogna, vinse un campionato e una Copa del Rey, ma soprattutto divenne <strong>simbolo di un club<\/strong> a cui si leg\u00f2 cos\u00ec tanto da tornarci poi, per cambiarlo e riportarlo a vincere, da allenatore, e di una terra che am\u00f2 cos\u00ec profondamente da chiamare il proprio figlio Jordi, come il santo patrono di Barcellona, in un&#8217;epoca in cui i nomi catalani erano ancora vietati dalla legge della dittatura.<\/p>\n\n\n\n<h2>1980-1989: DIEGO ARMANDO MARADONA<\/h2>\n\n\n\n<p>Passarono altri 11 anni prima che il Barcellona, che continuava a fare incetta di coppe nazionali, potesse festeggiare un nuovo titolo di campione di Spagna. Dieci anni nei quali, tra le altre cose, al <strong>Camp Nou<\/strong> trov\u00f2 casa per due stagioni colui che presto avrebbe lasciato lo status di uomo per trasformarsi in leggenda. <strong>Diego Armando Maradona<\/strong> arriv\u00f2 in Europa nell&#8217;estate del 1982, quella dopo i <strong>Mondiali<\/strong>, non ancora 21enne. Gioc\u00f2 in Catalogna due stagioni, vincendo soltanto una Coppa di Spagna, giocando 58 partite e segnando 38 gol. Mostr\u00f2 tutta la sua classe ma non riusc\u00ec mai ad ambientarsi, frenato anche dagli <strong>infortuni<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Gli Anni 90 furono quelli della seconda era Cruijff,  quella da allenatore, e dell&#8217;avvio di un ciclo vincente che, con alti e  bassi, continua fino a oggi <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il pi\u00f9 grave fu quello procuratogli alla quinta giornata del campionato 1983-84 da un&#8217;entrataccia di Andoni Goikoetxea, difensore dell&#8217;Athletic Bilbao. Maradona fu operato alla caviglia e rientr\u00f2 all&#8217;inizio del 1984. La partita di ritorno contro l&#8217;Athletic \u00e8 ricordata per una delle pi\u00f9 violente risse nella storia del calcio, avviata proprio dalla vendetta personale di Maradona, che si avvent\u00f2 su Goikoetxea al termine della finale di Copa del Rey vinta dai baschi per 1-0. Calci, pugni, schiaffi e spintoni coinvolsero tutte le rose delle due squadre. A fine stagione Maradona lasci\u00f2 il Barcellona per firmare col <strong>Napoli<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2>1990-1999: RONALD KOEMAN<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli <strong>Anni 90<\/strong> furono quelli della seconda era Cruijff, quella da allenatore, e dell&#8217;avvio di un ciclo vincente che, con alti e bassi, continua fino a oggi. Il Bar\u00e7a usc\u00ec dal complesso di inferiorit\u00e0 nei confronti del Madrid e cominci\u00f2 a proporre una sua personale evoluzione del calcio totale. Nel 1992 conquist\u00f2 la sua prima Coppa dei Campioni battendo in finale la <strong>Sampdoria <\/strong>di Mancini e Vialli. Protagonista della partita fu <strong>Ronald Koeman<\/strong>, autore su punizione del gol decisivo. \u00c8 ufficialmente iniziata l&#8217;era del Dream Team.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni--1024x882.jpg?x64940\" alt=\"\" class=\"wp-image-928862\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni--1024x882.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni--300x259.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/barcellona-120-anni--768x662.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Pep Guardiola in una foto del 2000.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>2000-2009: PEP GUARDIOLA<\/h2>\n\n\n\n<p>Il nuovo millennio ha portato il momento pi\u00f9 ricco e felice della storia blaugrana. E a segnarlo \u00e8 stato senza dubbio <strong>Pep Guardiola<\/strong>. Mentre si avvicina la primavera del 2008, con la consapevolezza che l&#8217;era Rijkaard, che ha portato la seconda <strong>Champions League <\/strong>nella storia del club, si \u00e8 ormai chiusa, il presidente<strong> Joan Laporta <\/strong>\u00e8 alle prese con la scelta del nuovo allenatore. Sono giorni convulsi, una parte del club vorrebbe il ritorno di Jos\u00e9 Mourinho, gi\u00e0 visto al Camp Nou prima da traduttore di Robson e poi da assistente di van Gaal. Ma il profilo del portoghese non \u00e8 il migliore secondo il direttore sportivo <strong>Txiki Begiristain<\/strong>, che sponsorizza un ex compagno di squadra ai tempi del Dream Team di Cruijff. Pep Guardiola sta conducendo la squadra B alla vittoria del gruppo catalano della Tercera Divisi\u00f3n. Non ha esperienza ma ha un&#8217;idea di calcio gi\u00e0 piuttosto chiara, definita, accattivante. \u00c8 la stessa di Cruijff, solo aggiornata ai tempi che cambiano, riproposta con una difesa a quattro e non a tre, ma comunque destinata a passare attraverso il <strong>dominio del pallone<\/strong> e il <strong>pressing<\/strong>. Laporta lo convoca nel suo ufficio e gli chiede se si senta pronto per allenare la prima squadra, lui fissa i suoi occhi in quelli del presidente e gli risponde: \u00abIo s\u00ec, sei tu che non hai le palle\u00bb. \u00c8 la frase che convince definitivamente Laporta. Il calcio di Guardiola riempie le pagine dei quotidiani sportivi di tutto il mondo, lo chiamano tiqui-taca, anche se anni dopo il tecnico riveler\u00e0 di non amare particolarmente quel nome. Al primo anno arriva il triplete. Il Barcellona che aveva chiuso la stagione precedente a 18 punti di distanza dal Real Madrid vince <strong>Liga<\/strong>, Copa del Rey e Champions League. In quattro anni arriveranno altri due campionati, un&#8217;altra coppa nazionali, un&#8217;altra Champions League, tre Supercoppe di Spagna, due Supercoppe europee e due Mondiali per club.  <\/p>\n\n\n\n<h2>2010-2019: LIONEL MESSI<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;ascesa di Guardiola coincide con quella di <strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/messi-pallone-doro-2019\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Lionel Messi (apre in una nuova scheda)\">Lionel Messi<\/a><\/strong>, il cui talento gi\u00e0 evidente esplode definitivamente sotto la guida del tecnico catalano. La <strong>Pulce <\/strong>si sposta verso il centro dell&#8217;attacco, comincia a segnare a ripetizione, nei quattro anni di Guardiola monopolizza letteralmente il <strong>Pallone d&#8217;Oro<\/strong>, vincendone quattro di fila. L&#8217;addio di Pep rende ancora pi\u00f9 evidente la sua leadership sulla squadra. Messi comincia ad avere voce in capitolo sull&#8217;allenatore da scegliere e sui compagni di squadra. Fa fuori Ibrahomovic e salva Villa, promuove <strong>Neymar <\/strong>e pi\u00f9 volte ottiene la conferma di Mascherano. Nel frattempo gli altri grandi del ciclo, <strong>Xavi e Iniesta<\/strong>, lasciano il Barcellona. Persino Neymar se ne va e Messi rimane da solo a guidare una squadra che \u00e8 sempre pi\u00f9 dipendente da lui. Nel 2012 realizza il record del maggior numero di gol segnati in un anno solare (91). Nel 2015, dopo il secondo triplete sotto la guida di <strong>Luis Enrique<\/strong>, arriva anche il quinto Pallone d&#8217;Oro, quest&#8217;anno potrebbe essere la volta del sesto. Supera Cesar Sanchez e diventa il giocatore con pi\u00f9 gol nella storia del Barcellona, \u00e8 il bomber del Cl\u00e1sico e il giocatore che ha vinto pi\u00f9 trofei, l&#8217;unico ad aver segnato almeno 40 gol per 10 stagioni consecutive. E la lista dei <strong>record <\/strong>\u00e8 ancora lunga e in continuo aggiornamento. Come la storia del Barcellona.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal fondatore Gamper alla Pulce Lionel Messi, passando per Cruijff e Guardiola: i personaggi e i fatti che hanno segnato la storia del &#8220;m&eacute;s que un club&#8221;.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[57,75],"tags":[],"class_list":["post-2530","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-barcellona","category-calcio"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2530"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2610,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2530\/revisions\/2610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}