{"id":2738,"date":"2019-12-01T17:00:41","date_gmt":"2019-12-01T17:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=928541"},"modified":"2019-12-01T17:00:41","modified_gmt":"2019-12-01T17:00:41","slug":"la-genesi-di-tosca-capolavoro-di-sangue-e-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=2738","title":{"rendered":"La Genesi di Tosca, capolavoro di sangue e poesia"},"content":{"rendered":"<p>Dal dramma francese di Sardou al canovaccio di Illica e le liriche di Giacosa. La storia dell'opera di Puccini che apre la stagione della Scala. E che \u00e8 una delle cinque pi\u00f9 rappresentate al mondo. <\/p>\n<p>\u00c8 la prima volta che <em><strong>Tosca<\/strong><\/em> di <strong>Giacomo Puccini<\/strong> inaugura la <strong>stagione della Scala<\/strong>, il 7 dicembre. Sul podio <strong>Riccardo Chailly<\/strong>, regia di <strong>Davide Livermore<\/strong>, protagonisti il soprano <strong>Anna Netrebko<\/strong> (Floria Tosca), il tenore <strong>Francesco Meli <\/strong>(Cavaradossi) e il baritono <strong>Luca Salsi<\/strong> (Scarpia). <\/p>\n\n\n\n<p>Il caso \u00e8 singolare, perch\u00e9 si parla di una delle <strong>opere pi\u00f9 applaudite<\/strong> di sempre, che infatti ha nel <strong>teatro del Piermarini<\/strong> una <strong>storia importante<\/strong>, scandita attraverso i <strong>grandi interpreti del XX secolo.<\/strong> E in fondo anche perch\u00e9 nelle intenzioni del<strong> compositore<\/strong> l\u2019opera era destinata proprio alla Scala e al suo fido <strong>Arturo Toscanini<\/strong> che aveva allora poco pi\u00f9 di 30 anni. <\/p>\n\n\n\n<h2>LA FORTUNA PLANETARIA DI UN&#8217;OPERA SENZA TEMPO<\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>prima assoluta<\/strong> si ebbe in realt\u00e0 e non per caso al <strong>Teatro Costanzi <\/strong>di <strong>Roma<\/strong> (oggi <strong>Teatro dell\u2019Opera<\/strong>), il 14 gennaio 1900: cos\u00ec volle l\u2019<strong>editore Ricordi <\/strong>in considerazione della \u201cromanit\u00e0\u201d del soggetto. E anche per <strong>ragioni promozionali.<\/strong> A <strong>Milano<\/strong> <em>Tosca <\/em>approd\u00f2 due mesi pi\u00f9 tardi, il 17 marzo, sull\u2019onda di un <strong>grande successo<\/strong>. Nel giro di pochi anni sarebbe dilagata in Europa, quindi nelle Americhe e in Oriente. Era l\u2019inizio di una <strong>fortuna planetaria<\/strong>, che non accenna a tramontare. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Mar\u00eda Callas - Puccini  &quot;Vissi d&#039;arte&quot;  (Tosca)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zXQvPwYYVBI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Negli ultimi 15 anni (dati di <em>Operabase.com<\/em>) \u00e8 al <strong>quinto posto assoluto<\/strong> fra le opere pi\u00f9 rappresentate, con 1.428 produzioni e 6.869 rappresentazioni. Vuol dire che dal 2004 in media \u00e8 andata in scena un po\u2019 pi\u00f9 di una volta al giorno. E poi dicono che il <strong>melodramma<\/strong> \u00e8 al tramonto. Dipende dal titolo, e dall\u2019autore.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL DRAMMA DI VICTORIEN SARDOU<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>idea<\/strong> di <em>Tosca<\/em> era venuta a Puccini nel 1889, dopo avere assistito a Milano alla rappresentazione dell\u2019<strong>omonimo dramma<\/strong> di <strong>Victorien Sardou<\/strong> (scritto nel 1887) con la \u201cmattatrice\u201d <strong>Sarah Bernhardt<\/strong> nel ruolo principale. L\u2019interesse del compositore fu immediato, la causa di questo interesse resta misteriosa, a meno di non voler fare ricorso a categorie <strong>poco estetiche<\/strong> e <strong>molto psicologiche<\/strong> (e spesso anche molto banalizzate) come l\u2019<strong>intuito<\/strong> o l\u2019<strong>istinto creativo<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Giacomo-Puccini-761x1024.jpg?x64940\" alt=\"\" class=\"wp-image-928599\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Giacomo-Puccini-761x1024.jpg 761w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Giacomo-Puccini-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Giacomo-Puccini-768x1033.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 761px) 100vw, 761px\" \/><figcaption>Il compositore Giacomo Puccini (1858 &#8211; 1924) (Getty Images).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo spettacolo si teneva infatti in lingua originale <strong>francese <\/strong>e il musicista non cap\u00ec granch\u00e9 del <strong>dialogo<\/strong>, anche se \u00e8 vero che l\u2019arte di Bernhardt era largamente affidata alle <strong>sfumature della voce <\/strong>e al <strong>gesto<\/strong>. Ma soprattutto, la pi\u00e8ce di Sardou era (ed \u00e8) un <strong>drammone di cornice<\/strong> storica, improntato dal gusto per il <em><strong>coup de th\u00e9\u00e2tre<\/strong><\/em><strong> sanguinoso<\/strong>, che si dipana per cinque lunghi atti fra innumerevoli divagazioni in molteplici ambientazioni sceniche, popolato da una folla di <strong>23 personaggi<\/strong>. Qualcosa di sideralmente lontano dalla tagliente concentrazione drammatica che \u00e8 carattere fondante dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;EFFICACE ADATTAMENTO DI ILLICA<\/h2>\n\n\n\n<p>Dato atto della rabdomantica capacit\u00e0 di Puccini di \u201csentire\u201d le potenzialit\u00e0 melodrammatiche del testo di Sardou, bisogna aggiungere che all\u2019iniziale clic scattato nella mente del compositore segu\u00ec una lunga <strong>fase di dubbi <\/strong>e d\u2019<strong>incertezza<\/strong>, anch\u2019essa del resto caratteristica dei suoi <strong>complessi percorsi creativi<\/strong>. Intanto, la Casa Ricordi \u2013 su richiesta del musicista \u2013 aveva <strong>acquisito i diritti del testo<\/strong> e <strong>Luigi Illica<\/strong> ne aveva realizzato rapidamente una straordinaria sintesi, una \u201ctela\u201d efficacissima (oggi potremmo dire un <strong>adattamento<\/strong>) che riduceva gli atti da cinque a tre, lasciando Tosca, <strong>Scarpia<\/strong> e <strong>Cavaradossi <\/strong>praticamente soli a delineare il <em><strong>plot<\/strong><\/em><strong>,<\/strong> con solamente due altri personaggi di qualche significato nel contorno (il <strong>sagrestano <\/strong>e lo <strong>sbirro Spoletta<\/strong>). Il resto delle invenzioni di Sardou svaniva, salvo il <em>grand-guignol <\/em>(morti ammazzati o suicidi) e l\u2019ambientazione romana che diventava per\u00f2 elemento ben diversamente caratteristico nella sua specificit\u00e0 anche topografica. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Pavarotti- Tosca- E lucevan le stelle\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/oLP1951ZxIE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>La <strong>chiesa di Sant\u2019Andrea della Valle<\/strong>, <strong>Palazzo Farnese<\/strong> e <strong>Castel Sant\u2019Angelo<\/strong>: tutto si svolge in un <strong>triangolo <\/strong>di poche centinaia di metri nel<strong> cuore della Capitale<\/strong>. In questi luoghi, uno per atto, la storia inizia all\u2019<strong>ora dell\u2019Angelus<\/strong> (mezzogiorno) per concludersi all\u2019<strong>alba successiva<\/strong>, fra il 17 e il 18 giugno 1800. I<strong> papisti<\/strong> credono che <strong>Napoleone<\/strong> sia stato sconfitto a <strong>Marengo<\/strong> e invece \u00e8 accaduto il contrario; il feroce <strong>capo della polizia <\/strong>va a <strong>caccia di prigionieri politici evasi<\/strong> e cerca intanto di soddisfare la sua \u201c<strong>foia libertina<\/strong>\u201d nei confronti di una cantatrice famosa, con il <strong>condimento sadico di torture<\/strong> a un pittore volterriano, che di lei \u00e8 l\u2019<strong>amante<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;AFFIDAMENTO DELL&#8217;OPERA A PUCCINI <\/h2>\n\n\n\n<p>Tornando alla <strong>genesi dell\u2019opera<\/strong>, mentre Puccini si dedicava ad altro (e che altro: <em><strong>Manon Lescaut<\/strong><\/em> e <em><strong>Boh\u00e8me<\/strong><\/em>), <em>Tosca <\/em>&#8211; soggetto che lo stesso <strong>Verdi <\/strong>apprezzava, avendolo conosciuto durante un incontro con Illica e Sardou a Parigi &#8211; fu affidata dall\u2019editore Ricordi a un bravo compositore della sua scuderia, <strong>Alberto Franchetti<\/strong>. La <strong>prassi<\/strong> all\u2019epoca non era infrequente. Semmai, era decisamente raro che poi un soggetto \u201ctornasse a casa\u201d come avvenne con <em>Tosca<\/em>, riaffidata dopo la spontanea (o forse \u201c<strong>spintanea<\/strong>\u201d) rinuncia di Franchetti a un Puccini stavolta<strong> entusiasta dell\u2019impresa<\/strong>. Era l\u2019estate del 1895, di l\u00ec a pochi mesi avrebbe debuttato <em>La<\/em> <em>Boh\u00e8me<\/em>. A Illica venne affiancato<strong> Giuseppe Giacosa<\/strong>, per la <strong>rifinitura poetica<\/strong> di un <strong><a  href=\"\">libretto <\/a><\/strong>che \u00e8 quasi tutto in <strong>versi.<\/strong> Il famoso letterato e drammaturgo doveva risultare uno dei pi\u00f9 accesi critici del soggetto, ma i suoi tentativi di sfilarsi dall\u2019impresa vennero sempre respinti, segno che la sua <strong>polemica collaborazione<\/strong> era ritenuta<strong> fondamentale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Lorin-Mazel-regia-Luca-Ronconi-2006-1024x731.jpg?x64940\" alt=\"\" class=\"wp-image-928600\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Lorin-Mazel-regia-Luca-Ronconi-2006-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Lorin-Mazel-regia-Luca-Ronconi-2006-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Lorin-Mazel-regia-Luca-Ronconi-2006-768x549.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Una foto di scena di Tosca a La Scala con la direzione di Lorin Mazel e la regia di Luca Ronconi (2006). <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>I DUBBI DI GIUSEPPE GIACOSA<\/h2>\n\n\n\n<p>Giacosa imputava alla trama di contenere <strong>troppi fatti<\/strong> e <strong>pochi sentimenti<\/strong> e di essere per questo inadatta a diventare melodramma. Contestava non senza qualche motivo il fatto che il<strong> finale del primo atto <\/strong>e l\u2019<strong>inizio del secondo<\/strong> fossero entrambi caratterizzati da un <strong>monologo di Scarpia.<\/strong> Pensava che la <strong>successione di duetti<\/strong> mettesse a rischio l\u2019<strong>equilibrio<\/strong> del melodramma. Cercava luoghi dove fare poesia e stimolare la musa lirica pucciniana, com\u2019era avvenuto con risultati memorabili in <em>Boh\u00e8me<\/em>. Non capiva la diversit\u00e0 di <em>Tosca<\/em>, n\u00e9 poteva immaginare che Puccini stesse preparando una <strong>virata radicale <\/strong>rispetto allo stile e al clima dell\u2019opera ambientata a Parigi, ma alla fine si adatt\u00f2. E facendolo ha consegnato alla <strong>letteratura italiana<\/strong> alcuni dei pi\u00f9 <strong>seducenti versi<\/strong> per <strong>musica<\/strong> scritti fra Otto e Novecento. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Luciano-Pavarotti-1979-1980.png?x64940\" alt=\"\" class=\"wp-image-928601\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Luciano-Pavarotti-1979-1980.png 1018w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Luciano-Pavarotti-1979-1980-300x210.png 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-Luciano-Pavarotti-1979-1980-768x537.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1018px) 100vw, 1018px\" \/><figcaption>Luciano Pavarotti nella Tosca (1979-1980).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il libretto di <em>Tosca <\/em>\u00e8 infatti un <strong>capolavoro <\/strong>per il capolavoro: <strong>nitido e tagliente<\/strong>, <strong>lirico e brutale<\/strong>, funzionale come meglio non si potrebbe alla <strong>drammaturgia musicale pucciniana<\/strong>. Una miniera di versi memorabili fra i quali il <strong>musicologo Mario Bortolotto<\/strong> amava spesso citare quello di Cavaradossi nel primo atto, nel quale proclamava esserci la <strong>pi\u00f9 brillante avversativa<\/strong> della letteratura italiana: \u00ab\u00c8 buona la mia Tosca, MA credente\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2>LA PASSIONE DI MONTALE PER <em>TOSCA<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Oltre la <em><strong>boutade<\/strong><\/em><strong> colta<\/strong>, questo \u00e8 per\u00f2 anche un libretto insospettabilmente denso proprio sul piano della poesia. Non a caso, \u00e8 stato una sorta di riferimento non solo ideale ma molto pratico e preciso per uno dei maggiori poeti italiani del XX secolo, <strong>Eugenio Montale<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tosca-trama-la-scala-prima-2019-CALLAS-COVENT-GARDEN-TITO-GOBBI-RENATO-CIONI-1014x1024.jpg?x64940\" alt=\"\" class=\"wp-image-928598\"\/><figcaption>Il trionfo di Maria Callas nella Tosca al Covent Garden di Londra. Accanto a lei Tito Gobbi e Renato Cioni (LaPresse). <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In numerosi passai dell\u2019opera del Nobel per la Letteratura, soprattutto nella sua prima fase, gli studiosi hanno trovato agganci e vere e proprie<strong> citazioni del testo<\/strong> di Giacosa. Montale fu anche <strong>critico musicale,<\/strong> come \u00e8 ben noto, e in giovent\u00f9 aveva accarezzato l\u2019idea di una <strong>carriera da cantante lirico<\/strong>. \u00abCome baritono\u00bb, raccont\u00f2 una volta il poeta al suo biografo <strong>Giulio Nascimbeni<\/strong>, \u00abmi attraeva la figura di Scarpia nella <em>Tosca<\/em>. Vedo che in genere lo fanno tutti male. Non gli danno il tono del gran signore, lo trasformano in una specie di sceriffo austriaco&#8230;\u00bb. Ancora qualche giorno, e si potr\u00e0 capire se questa <em>Tosca<\/em> sarebbe stata nelle corde di Eugenio Montale.<br><\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal dramma francese di Sardou al canovaccio di Illica e le liriche di Giacosa. La storia dell&#8217;opera di Puccini che apre la stagione della Scala. E che &egrave; una delle cinque pi&ugrave; rappresentate al mondo. <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[31,541,32,33],"tags":[],"class_list":["post-2738","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-giacomo-puccini","category-teatro","category-teatro-alla-scala"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/50"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2738"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2738\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2739,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2738\/revisions\/2739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}