{"id":2776,"date":"2019-12-02T11:00:38","date_gmt":"2019-12-02T11:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=928029"},"modified":"2019-12-02T11:00:38","modified_gmt":"2019-12-02T11:00:38","slug":"germania-la-crisi-dellacciaio-che-ferma-anche-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=2776","title":{"rendered":"Germania, la crisi dell\u2019acciaio che ferma anche l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Al siderurgico legata anche la crisi dell\u2019auto. Per i dazi di Trump, la concorrenza dalla Cina e la conversione green dell\u2019Ue. Il cuore della Ruhr \u00e8 malato: migliaia di cassintegrati agli altiforni. <\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Anche i grandi soffrono. La <strong>crisi<\/strong> dell\u2019<strong>acciaio<\/strong> mette a rischio migliaia di <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-cina-economia-rallentamento-bce-mario-draghi\/\">posti di lavoro, anche in <\/a><strong><a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-cina-economia-rallentamento-bce-mario-draghi\/\">Germania<\/a><\/strong>, soprattutto nei bacini <strong>siderurgici <\/strong>della <strong>Saarland <\/strong>e della <strong>Ruhr<\/strong> contesi nella Prima guerra mondiale per le risorse minerarie e per le industrie pesanti. Ma il cuore europeo delle acciaierie soffre di una \u00abpressione immensa\u00bb allertano i vertici dei <strong>metalmeccanici<\/strong> (<strong>Ig Metall<\/strong>) del <strong>Nord Reno-Vestfalia<\/strong>. Le condizioni di mercato, per diversi fattori concomitanti, sono reputate \u00abmolto difficili\u00bb anche dai vertici del gruppo Nirosta che entro la fine del 2021 programma di abbattere 373 posti di lavoro, in primo luogo negli stabilimenti della Saarland. Nel 2012 <strong>Thyssenkrupp <\/strong>cedette il ramo Nirosta ai finlandesi di Outokumpu, che evidentemente non ritengono pi\u00f9 redditizio produrre in Germania. Ma non \u00e8 una questione di stranieri: anche Dillinger e il gruppo <strong>Saarstahl<\/strong>, aziende con secoli di storia nel Land, hanno annunciato 1500 esuberi in tre anni. <\/p>\n\n\n\n<h2>MENO 4% DI PRODUZIONE DI ACCIAIO <\/h2>\n\n\n\n<p> Monta aria di <strong>smantellamento<\/strong> tra gli altiforni tedeschi: un comparto di 80 mila addetti siderurgici, 22 mila dei quali nella Saarland, 45 mila in Nord Reno-Vestfalia, diverse altre migliaia in Land come l\u2019Assia. Le acciaierie pi\u00f9 grandi reggeranno, ma cambiando radicalmente impianti e lavorazioni. Al costo di <strong>miliardi<\/strong> di euro di <strong>riconversione <\/strong>e di migliaia di posti di lavoro persi. Nel 2019 in Germania si \u00e8 prodotto il 4% dell\u2019acciaio in meno dello stesso del 2018. E da settembre parte dei lavoratori della Saarstahl sono in cassa integrazione, come da marzo in Assia alla Buderus Edelstahl che ha cancellato 150 posti di lavoro. Il comparto non migliorer\u00e0 nel 2020: per l\u2019anno fiscale da settembre 2019 a settembre 2020, l\u2019ammiraglia <a  href=\"https:\/\/www.borsaitaliana.it\/borsa\/notizie\/radiocor\/prima-pagina\/dettaglio\/thyssenkrupp-perdita-netta-sale-a-304-mln-in-2019-vede-rosso-piu--alto-in-2020-nRC_21112019_0831_119351266.html\">Thyssenkrupp ha preannunciato una <strong>perdita netta<\/strong> <\/a>\u00absignificativamente pi\u00f9 elevata\u00bb, considerato che il bilancio di quest\u2019anno si \u00e8 chiuso con 304 milioni di euro di perdita netta, rispetto ai 62 milioni del 2018.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Acciaio1.jpg?x64940\" alt=\"Germania crisi acciaio auto Italia\" class=\"wp-image-928022\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Acciaio1.jpg 700w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Acciaio1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption>Il monumento alle miniere della Saarland. GETTY.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>DALLA SIDERURGIA IL 6% DI  EMISSIONI CO2 <\/h2>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec per il 3 dicembre \u00e8 annunciata in Nord Reno-Westfalia una <a  href=\"https:\/\/www.siderweb.com\/articoli\/news\/704541-thyssenkrupp-i-sindacati-vanno-in-pressing\"><strong>mobilitazione <\/strong>dei lavoratori di Thyssenkrupp<\/a>. Contro il \u00abcircolo vizioso\u00bb, dicono, che si trascina dietro anche la grave <strong>crisi<\/strong> dell\u2019<strong>auto<\/strong>. La tagliola dei <strong>dazi <\/strong>di <strong>Donald Trump <\/strong>sull\u2019acciaio dall\u2019Ue (con la minaccia di dazi ancora pi\u00f9 pesanti sulle auto, e ogni auto ha circa un quintale di acciaio) ha aggravato la contrazione. Gi\u00e0 in atto a causa dell\u2019import di acciaio a<strong> basso costo<\/strong> &#8211; soprattutto dalla <strong>Cina<\/strong> -, e del processo di <strong>automazione <\/strong>anche nell\u2019industria pesante. Non ultimo, grava l\u2019adeguamento agli obiettivi dell\u2019Ue di<strong> emissioni zero <\/strong>e di decarbonizzazione entro il<strong> 2050 <\/strong>dell\u2019Ue: alla lunga, l\u2019onere pi\u00f9 grande per la siderurgia che da sola in Germania causa il <strong>6%<\/strong> delle<strong> emissioni Co2<\/strong> (il 2,5% gli altiforni di Duisburg, nella Ruhr).<strong> <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/sciopero-clima-pacchetto-germania\/\">Angela Merkel<\/a><\/strong><a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/sciopero-clima-pacchetto-germania\/\"> ci punta molto<\/a>: ha appena approvato un <strong>piano<\/strong> per il <strong>clima<\/strong> di <a  href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/09\/20\/germania-piano-per-il-clima-da-100-miliardi-tassa-sulle-emissioni-bonus-per-lelettrico-aumenti-biglietti-aerei-giu-quelli-ferroviari\/5466066\/\">100 miliardi entro il 2030<\/a>, che se da un lato d\u00e0 incentivi anche alle acciaierie per pulirsi, dall\u2019altro ne uccide il comparto e gli indotti. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Per diventare a emissioni zero Thyssenkrupp stima una spesa di 10 miliardi di euro, anche nella ricerca<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<h2>PRODURRE ACCIAIO <em>GREEN <\/em>COSTA MOLTO <\/h2>\n\n\n\n<p>Thyssenkrupp \u00e8 il primo della branca a cavalcare la rivoluzione<em> green<\/em> lanciata dall\u2019ultimo governo della cancelliera: entro il 2050 il gruppo intende dichiararsi<strong> clima neutrale<\/strong>. Ma per ridurre a zero l\u2019impatto delle emissioni nocive per l\u2019ambiente, nel siderurgico bisogna sostituire tutti gli altiforni a <strong>carbone<\/strong> con<a  href=\"https:\/\/www.infobuild.it\/approfondimenti\/la-produzione-di-acciaio\/\"> altiforni a <strong>idrogeno<\/strong><\/a>, facendoli lavorare con fonti di <strong>energia rinnovabili<\/strong>. Il colosso di Essen stima una spesa di 10 miliardi di euro, anche nella ricerca, per la trasformazione: senza <strong>aiuti statali <\/strong>impossibile anche per multinazionali del suo calibro. Tanto pi\u00f9 che per Paesi come la Germania attingere dal solare pe<a  href=\"https:\/\/www.vaielettrico.it\/enel-accelera-la-svolta-green-piu-rinnovabili-e-addio-al-carbone\/\">r smantellare le centrali a carbone<\/a> \u00e8 pi\u00f9 difficile e costoso. Produrre acciaio internamente rester\u00e0 poi sempre oneroso anche per il <strong>costo<\/strong> del <strong>lavoro<\/strong>, pi\u00f9 alto che negli stabilimenti in Cina sempre pi\u00f9 grandi e numerosi. E come se non bastasse nel 2019 si \u00e8 arrivati a un surplus di acciaio nel mondo, anche per il calo di produzione delle auto a causa delle minori richieste. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Acciaio2.jpg?x64940\" alt=\"Germania crisi acciaio auto Italia\" class=\"wp-image-928024\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Acciaio2.jpg 699w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Acciaio2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 699px) 100vw, 699px\" \/><figcaption>Le scorie durante la produzione dell&#8217;acciaio Thyssen negli altiforni di Duisburg. GETTY.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>ANCHE LE TUTE BLU DELL\u2019AUTO IN SCIOPERO<\/h2>\n\n\n\n<p>La Saarland \u00e8 pronta a diventare una \u00abregione modello per la produzione di acciaio a emissioni zero\u00bb. Ma il governo locale guidato dalla Cdu di Merkel chiede che una \u00abprotezione del settore a livello nazionale\u00bb, anche attraverso un pressing nell\u2019<strong>Ue<\/strong> per una riesame delle <strong>clausole <\/strong>di <strong>salvaguardia<\/strong> a freno delle importazioni di acciaio a basso costo. L\u2019<strong>agitazione<\/strong> cresce anche nel settore dell<strong>\u2019auto<\/strong>: a novembre a Stoccarda, nella capitale tedesca dell\u2019auto, hanno dimostrato in 15 mila dai colossi Daimler, Audi, Bosch e dagli altri gruppi dell\u2019indotto. Ig Metall stima piani di <strong>ristrutturazione<\/strong> per 160 aziende del ramo, solo nel Baden-W\u00fcrttemberg: il governo (Verdi e Cdu) del Land &#8211; ricco ma legato all\u2019export di auto &#8211; ha convocato a settembre i rappresentanti di categoria e il governo. Anche per ridiscutere i parametri della cassa integrazione e per chiedere aiuto al ministero del Lavoro. E se si ferma l\u2019indotto tedesco dell\u2019auto e dell\u2019acciaio, si blocca anche l\u2019indotto italiano.<\/p>\n\n\n\n<h2>PI\u00d9 TASSE&nbsp; E MENO AUTO E ACCIAIO. ANCHE IN ITALIA<\/h2>\n\n\n\n<p> Tutte le case automobilistiche investono massicciamente in<strong> auto elettriche<\/strong> e a guida autonoma. Il contraltare, come nel siderurgico, \u00e8 tagliare il costo del lavoro in stabilimenti dove gli operai sono sostituiti da <strong>robot<\/strong>. D\u2019altronde i 100 miliardi della Grande coalizione vanno in premi all\u2019acquisto di veicoli elettrici, in riduzioni nei biglietti dei mezzi pubblici meno inquinanti come i treni, e in investimenti per spingere l\u2019energia da fonti rinnovabili, che in Germania sono soprattutto<strong> parchi eolici<\/strong>. Tutte spese finanziate dai <strong>rincari <\/strong>alle <strong>tariffe<\/strong> per le emissioni Co2 nei trasporti e nell\u2019edilizia (per i quali saranno introdotte certificazioni) e dagli aumenti sul consumo di <strong>benzina<\/strong> e<strong> diesel<\/strong>. Mentre ai costruttori si impongono quote obbligatorie di auto elettriche e sul territorio si piantano stazioni di ricarica. Tempi pi\u00f9 verdi, ma molto pi\u00f9 grigi per l\u2019industria pesante tedesca che produrr\u00e0 magari dell\u2019acciaio pi\u00f9 pulito. Ma che di sicuro produrr\u00e0 meno acciaio. <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al siderurgico legata anche la crisi dell&rsquo;auto. Per i dazi di Trump, la concorrenza dalla Cina e la conversione green dell&rsquo;Ue. 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