{"id":2857,"date":"2019-12-03T06:00:16","date_gmt":"2019-12-03T06:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=930728"},"modified":"2019-12-03T06:00:16","modified_gmt":"2019-12-03T06:00:16","slug":"germania-assedio-alla-grande-coalizione-di-merkel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=2857","title":{"rendered":"Germania, assedio alla Grande coalizione di Merkel"},"content":{"rendered":"<p>I nuovi leader della Spd Saskia Esken e Norbert Walter-Borjans vogliono cambiare il contratto di governo con la cancelliera e ricostruire il welfare state. I conservatori dicono no e la tenuta dell'esecutivo \u00e8 a rischio. Mentre l'estrema destra di AfD \u00e8 pronta a cannibalizzare i moderati in un voto anticipato. Lo scenario. <\/p>\n<p>Due politici sconosciuti all&#8217;estero,<strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-sinistra-spd-walter-borjans-esken\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"> Saskia Esken<\/a><\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-sinistra-spd-walter-borjans-esken\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"> e<\/a><strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-sinistra-spd-walter-borjans-esken\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\"> Norbert Walter-Borjans<\/a>, <\/strong>ma evidentemente noti alla base in <strong>Germania<\/strong> come dissidenti della <strong>linea di governo<\/strong>, sono stati incoronati come <strong>leader<\/strong> dagli iscritti al partito <strong>socialdemocratico<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Uno schiaffo all&#8217;establishment della Spd che dal 2013 governa con i conservatori di <strong>Angela Merkel<\/strong>, e una doccia fredda per i conservatori della<strong> Cdu-Csu<\/strong>. Far\u00e0 di tutto per non darlo a vedere, ma la <strong>cancelliera<\/strong> ha buoni motivi di trascorrere il <strong>Natale<\/strong> nel panico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo <strong>vice Olaf Scholz<\/strong>, ponderato e competente ministro delle Finanze, era il nuovo leader <em>in pectore<\/em> della Spd, con il braccio destro <strong>Klara Geywitz<\/strong>. Sapeva di raccogliere un partito in macerie, dopo le dimissioni in primavera di <strong>Andrea Nahles<\/strong> sopraffatta dai fallimenti. Scholz sapeva anche di essere sul filo di lana con numeri: in testa al primo turno, ma con appena il 23% rispetto al 21% di quelli che sono diventati nuovi leader. Nondimeno nessuno, neanche il duo Esken-Walter-Borjans verso l&#8217;investitura al Congresso (6-8 dicembre 2019), si attendeva un segnale cos\u00ec forte dagli oltre 200 mila tesserati che hanno risposto al <strong>ballottaggio<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>I ROBIN HOOD DEI CONTRIBUENTI <\/h2>\n\n\n\n<p> \u00ab<a  href=\"https:\/\/www.spiegel.de\/politik\/deutschland\/neue-spd-spitze-pressestimmen-zu-saskia-esken-und-norbert-walter-borjans-a-1299196.html\">115 mila compagni<\/a> hanno votato per i due queruli\u00bb, rompiscatole, commentano in Germania. Mentre i nuovi vertici dell<strong>&#8216;estrema destra<\/strong> di <strong>AfD<\/strong>, eletti con un tempismo inquietante insieme a Esken e Walter-Borjans, puntano da sciacalli a quel che, profetizzano, rester\u00e0 dell&#8217;Unione della Cdu-Csu. Bench\u00e9 la solida <em>Bundesrepublik <\/em>si muova a passo lento e monotono (Merkel \u00e8 cancelliera dal 2006, Helmut Kohl suo pigmalione guid\u00f2 la Germania per 16 anni), in effetti i tempi potrebbero essere maturi per uno scossone che porti al <strong>voto anticipato<\/strong> nel<strong> 2020<\/strong>. Il duo Esken-Walter-Borjans ha trascorso anni nelle retrovie, dissociandosi dai <strong>tagli<\/strong> al <strong>welfare<\/strong> e dalle aperture al mercato gi\u00e0 dell&#8217;<strong>Agenda 2010<\/strong> di <strong>Gerhard Schr\u00f6der<\/strong>. \u00abIl peccato originale\u00bb, dicono, della Spd del terzo millennio. Il loro mantra \u00e8 la \u00ab<strong>rinegoziazione<\/strong> del contratto di<strong> Grande coalizione<\/strong>\u00bb, chiuso a fatica nel 2018 tra la Spd e la Cdu-Csu, dopo mesi di inedito vuoto di governo per la locomotiva d&#8217;Europa. Walter-Borjans, soprannominato il \u00abRobin Hood dei contribuenti\u00bb, a Merkel chiede di alzare il reddito minimo di 12 euro e ancora pi\u00f9 fondi per il clima. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MerkelSpd.jpg?x64940\" alt=\"Germania leader Spd Merkel estrema destra AfD\" class=\"wp-image-930726\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MerkelSpd.jpg 700w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MerkelSpd-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption>La cancelliera Angela Merkel (Cdu) con il vice cancelliere Olaf Scholz (Spd). GETTY.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>L&#8217;ENDORSEMENT DI LAFONTAINE <\/h2>\n\n\n\n<p>Musica per le orecchie dell&#8217;eminenza grigia della <strong>Linke <\/strong>\u2013 ed ex presidente dei socialdemocratici \u2013 <strong>Oskar Lafontaine<\/strong> che vede spianarsi la strada per un&#8217;<strong>alleanza<\/strong> tra la sua<strong> sinistra radicale<\/strong>, i <strong>Verdi<\/strong> e una<strong> Spd<\/strong> tornata alle origini. \u00abAdesso bisogna<strong> rompere<\/strong> con il<strong> neoliberismo<\/strong>\u00bb, ha subito commentato il leader tradito da Schr\u00f6der, \u00abEsken e Walter-Borjans hanno avuto questa chance perch\u00e9 slegati dalle scelte sbagliate del passato. Possono <strong>ricostruire<\/strong> lo<strong> stato sociale <\/strong>e tornare alla politica di pace di Willy Brandt\u00bb. L&#8217;attacco \u00e8 anche alla politica muscolare della leader della Cdu, <strong>delfina<\/strong> della cancelliera,<strong> Annegret Kramp-Karrenbauer<\/strong>, da qualche mese ministro della Difesa, che accelera sul riarmo e auspica nuove riduzioni a un welfare, a suo avviso, \u00abai limiti del sostenibile\u00bb. Lafontaine conosce bene la durezza di Kramp-Karrenbauer: entrambi, in tempi diversi, hanno governato la piccola Saarland afflitta dalla<a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-crisi-acciaio-auto-italia\/\"> crisi dell&#8217;acciaio<\/a> e dalla deindustrializzazione. Nei modi Merkel \u00e8 pi\u00f9 soft, ma la sostanza non cambia: il suo capo di gabinetto ha tagliato corto, di ritocchi all&#8217;accordo di governo i cristiano-democratici e sociali non vogliono saperne. <\/p>\n\n\n\n<h2>VERSO L&#8217;ALLEANZA A SINISTRA? <\/h2>\n\n\n\n<p>Difficile che il Robin Hood dei contribuenti e la co-leader si rimangino mesi di campagna e anni di militanza. Hanno anche l&#8217;appoggio dell&#8217;ala giovanile (<strong>Jusos<\/strong>) della Spd. A quel punto i socialdemocratici perderebbero anche il 14-15%, toccando davvero lo zero. E se si rompe il giocattolo e si spacca ancora il partito \u2013 Scholz, scosso dai risultati, esclude le sue dimissioni dal ministro dell&#8217;Eurogruppo \u2013 si possono solo anticipare le<strong> Legislative<\/strong>. La nuova guida dei socialdemocratici invita a non guardare come a un tab\u00f9 le coalizioni con la Linke che dal 1990 inglob\u00f2 i socialisti dell&#8217;ex Ddr: gli esperimenti nei governi locali, nei Comuni e nei Land sono incoraggianti. Nuovi laboratori in questa direzione stanno nascendo dalle <strong>alleanze anti-AfD<\/strong> delle <strong>Amministrative <\/strong>nel <strong>2019<\/strong>. Verdi e sinistra radicale, con una Spd che inverte davvero rotta dalle grandi coalizioni, potrebbero mollare gli ormeggi per gli esecutivi nazionali. Ne sono convinti anche nell&#8217;estrema destra, intenzionata di conseguenza ad \u00abandare al governo\u00bb con la Cdu-Csu. Per alcuni conservatori, soprattutto nell&#8217;<strong>ala bavarese<\/strong> della <strong>Csu<\/strong>, non sarebbe la fine del mondo. <\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;ESTREMA DESTRA MIRA A ENTRARE NEL GOVERNO<\/h2>\n\n\n\n<p>Il regista dell&#8217;operazione<strong> Aexander Gauland<\/strong> ha passato quasi 40 anni nella Cdu, ed \u00e8 deciso a traghettare l&#8217;AfD \u2013 con tutte le sue anime \u2013 verso l&#8217;alleanza con i moderati. Al Congresso di Braunschweig, assediato da 20 mila contestatori, ha ceduto lo scettro di <strong>portavoce<\/strong> a <strong>Tino Chrupalla<\/strong>, 44enne <em>homo faber <\/em>di AfD ed ex militante nei pulcini della Cdu, il \u00absuo ragazzo\u00bb commentano in Germania. Come Gauland, Chrupalla viene dalla <strong>Sassonia<\/strong>, roccaforte di AfD e delle frange pi\u00f9 estremiste dell&#8217;estrema destra. \u00c8 un ex imbianchino e decoratore, un piccolo imprenditore che sa parlare alla gente, chiede sicurezza ed \u00e8 vicino alla Russia. Da deputato, ha sferrato duri attacchi alla cancelliera Merkel. \u00c8 definito un \u00abpatriota tedesco\u00bb, come il braccio destro,<strong> co-presidente<\/strong> di AfD<strong> J\u00f6rg Meuthen<\/strong>. Ma ultimamente Chrupalla ha addolcito i toni schierandosi \u00abcontro gli antisemiti nel partito\u00bb, si mormora su ordine di Gauland che in parlamento, fino al nuovo voto, continua a essere il capogruppo e a indicare le mosse. Convinto che presto o tardi tutta la sinistra si metter\u00e0 d&#8217;accordo,&nbsp;e quel giorno Afd vuole essere pronta. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/AfD.jpg?x64940\" alt=\"Germania leader Spd Merkel estrema destra AfD\" class=\"wp-image-930723\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/AfD.jpg 700w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/AfD-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption>Tino Chrupalla e Joerg Meuthen, alla presidenza dell&#8217;estrema destra di AfD, in Germania. GETTY.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>IL MAQUILLAGE DI AFD<\/h2>\n\n\n\n<p>All&#8217;ultimo Congresso anche l&#8217;ala ultranazionalista di AfD che ha trionfato in Sassonia, la <strong><em>Fl\u00fcgel<\/em><\/strong> di <strong>Bj\u00f6rn H\u00f6cke<\/strong>, ha abbandonato i toni <strong>neonazisti<\/strong>. Tutti, incluso H\u00f6cke, fanno i responsabili per scalare il <strong>Bundestag<\/strong>. Anche a questo servono Chrupalla e Meuthen: appartenenti alla corrente \u201cmoderata\u201d ma dialoganti con i leader pi\u00f9 estremi del movimento. Che la Cdu, in particolare, ceda alle lusinghe di AfD \u00e8 per\u00f2 ancora pi\u00f9 improbabile di un&#8217;apertura alla sinistra della Spd. Proprio i cristiano-democratici di Merkel sono vittime dell&#8217;<strong>omicidio politico<\/strong> di <strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Walter L\u00fcbcke, (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-omicidio-lubcke-estrema-destra-attentati\/\" >Walter L\u00fcbcke<\/a><\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Walter L\u00fcbcke, (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-omicidio-lubcke-estrema-destra-attentati\/\" >,<\/a> il governatore locale che accoglieva i migranti freddato a giugno da un neonazista. Le lunghe frequentazioni di figure di AfD come H\u00f6cke in questo sottobosco sono assodate. Un s\u00ec all&#8217;estrema destra spaccherebbe l&#8217;Unione della Cdu-Csu pi\u00f9 di quanto Esken e Walter-Borjans non dividano i socialdemocratici. E che per AfD si tratti solo maquillage \u00e8 evidente: il deputato<strong> Stephan Brandner<\/strong>, appena <strong>destituito<\/strong> dalla guida della<strong> commissione<\/strong> parlamentare della <strong>Giustizia<\/strong>, per diverse affermazioni razziste e antisemite, \u00e8 stato eletto vice presidente di AfD. <\/p>\n\n\n\n<h2>IL PRECIPIZIO DELLA SPD <\/h2>\n\n\n\n<p>Un fatto \u00abmai accaduto prima\u00bb nella storia della Bundesrepublik, fanno quadrato tutte le altre forze politiche. L&#8217;altro <strong>vicepresidente<\/strong> di AfD, in tandem con l&#8217;ex co-leader certo non tenera <strong>Alice Weidel<\/strong>, \u00e8 l&#8217;ex eurodeputata <strong>Beatrix von Storch<\/strong>, nipote dell&#8217;ultimo primo ministro di Adolf Hitler. Ricostruire una verginit\u00e0 ad AfD \u00e8 una<em> mission i<\/em>mpossibile. Ma anche i due nuovi leader della Spd sono sul crinale di un precipizio.<a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/andrea-nahles-spd-germania-ultime-elezioni\/\" > Nahles, prima donna<\/a> alla guida dei socialdemocratici, fu nominata nel 2018 con il 50%, il suo mentore <strong>Martin Schulz <\/strong>era stato acclamato all&#8217;unanimit\u00e0 nel 2017, ma entrambi sono durati poco. Lo storico partito europeo ha continuato a perdere consensi ed elezioni. Al duo si rimprovera gi\u00e0, da una fetta minoritaria ma significativa del partito, la scarsa <strong>preparazione<\/strong> nazionale e di governo al cospetto, per esempio, del vice-cancelliere Scholz. Esken, 58enne informatica di Stoccarda, \u00e8 stata dirigente locale del partito, prima che deputata. Walter-Borjans \u00e8 un economista 67enne, gi\u00e0 ministro delle Finanze nel Nord Reno-Westfalia. Nahles \u00e8 uscita di scena da leader della Spd con un \u00abstatemi bene\u00bb. Al nuovo duo intanto auguri. <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nuovi leader della Spd Saskia Esken e Norbert Walter-Borjans vogliono cambiare il contratto di governo con la cancelliera e ricostruire il welfare state. I conservatori dicono no e la tenuta dell&#8217;esecutivo &egrave; a rischio. Mentre l&#8217;estrema destra di AfD &egrave; pronta a cannibalizzare i moderati in un voto anticipato. 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