{"id":3497,"date":"2019-12-08T08:00:28","date_gmt":"2019-12-08T08:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=933852"},"modified":"2019-12-08T08:00:28","modified_gmt":"2019-12-08T08:00:28","slug":"anche-se-vincera-johnson-non-ci-sara-brexit-prima-del-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=3497","title":{"rendered":"Anche se vincer\u00e0 Johnson non ci sar\u00e0 Brexit prima del 2023"},"content":{"rendered":"<p>Al voto del 12 dicembre la vittoria dei Tory appare scontata. La promessa di BoJo \u00e8 \u00abuscita comunque con accordo o no a fine 2020\u00bb. Ma non sar\u00e0 cos\u00ec<\/p>\n<p>Il <strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/corbyn-johnson-regno-unito-elezioni-news\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"voto britannico del prossimo 12 dicembre (apre in una nuova scheda)\">voto britannico<\/a><\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/corbyn-johnson-regno-unito-elezioni-news\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"voto britannico del prossimo 12 dicembre (apre in una nuova scheda)\"> del prossimo<\/a><strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/corbyn-johnson-regno-unito-elezioni-news\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"voto britannico del prossimo 12 dicembre (apre in una nuova scheda)\"> 12 dicembre<\/a><\/strong> rappresenta comunque una svolta. Assai pi\u00f9 importante di quando, con una lunga marcia di avvicinamento durata 12 anni e bloccata due volte dal veto francese, <strong>Londr\u00e0<\/strong> ader\u00ec alla<strong> Cee<\/strong> nel 1973. <\/p>\n\n\n\n<p>Se <strong>gioved\u00ec 12 <\/strong>vince alle politiche il <strong>partito Tory<\/strong>, diventato ormai il <strong>Conservative Brexit Party<\/strong> (e le probabilit\u00e0 maggiori sono che vinca) \u00e8 l\u2019uscita (pi\u00f9 lenta del previsto probabilmente, ma comunque un\u2019uscita) da qualcosa di assai pi\u00f9 integrato e anche politicamente significativo di quanto non fosse l\u2019<strong>Europa<\/strong> comunitaria del 1973.  Se, miracolosamente per i <strong>pro-Ue<\/strong>, i Tory non arrivano alla maggioranza restando tuttavia sicuramente il maggior partito, sarebbe comunque un fatto di grande importanza e la quasi certa fine della <strong>Brexit<\/strong> perch\u00e9, privi di alleati, non riuscirebbero a formare il governo. E gli altri sono impegnati a tenere un nuovo referendum.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 23 ora italiana di gioved\u00ec 12 dicembre gli<strong> exit poll <\/strong>daranno le prime indicazioni e due ore dopo ci saranno i primi<strong> risultati parziali <\/strong>di alcuni collegi ritenuti particolarmente significativi. Si tratta di una ventina di circoscrizioni, nella zona suburbana londinese e nel Sud Ovest  dell\u2019<strong>Inghilterra<\/strong> dove i <strong>conservatori <\/strong>potrebbero perdere alcuni seggi a favore del voto filo-Ue. Ugualmente molta attenzione ci sar\u00e0 sui seggi tradizionalmente laburisti delle<strong> Midlands<\/strong> e dell<strong>\u2019Inghilterra settentrionale <\/strong>dove il partito Tory potrebbe, anzi, dovrebbe in nome della Brexit strappare vari seggi tradizionalmente laburisti ma a maggioranza contrari &#8220;da sinistra\u201d all&#8217;<strong>Unione europea<\/strong>. Vincere qui \u00e8 per il premier <strong>Boris Johnson <\/strong> indispensabile per assicurarsi una sufficiente maggioranza nel rinnovato del <strong>parlamento di Westminster<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>ESISTE IL FRONTE PRO BREXIT, NON ESISTE QUELLO ANTI BREXIT<\/h2>\n\n\n\n<p>La linea ufficiale laburista \u00e8 stata di \u201cequidistanza\u201d fra pro Europa e anti Europa, puntando invece su altri nodi, tipo il <strong>servizio sanitario nazionale<\/strong> la casa e l\u2019impoverimento diffuso; \u00e8 una \u201cequidistanza\u201d comprensibile, per alcuni aspetti, visto che un quarto circa degli elettori laburisti non ama <strong>Bruxelles <\/strong>e nelle circoscrizioni indicate sfiora la maggioranza, ma certamente poco utile in una competizione dove il tema Brexit \u00e8 stato dominante ed \u00e8 stato difficile far finta che cos\u00ec non fosse.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Laburisti, liberaldemocratici e nazionalisti scozzesi non sono mai stato cos\u00ec disuniti come in questa campagna elettorale<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>La forza dei Tory e di <strong>Boris Johnson <\/strong>\u00e8 che hanno monopolizzato con un partito unito e \u201cnormalizzato\u201d tutto il fronte pro Brexit, fatto fuori praticamente l\u2019inventore della formula <strong>Nigel Farage<\/strong>, che far\u00e0 fatica secondo i <strong>sondaggi<\/strong> a prendere una manciata di deputati e forse nessuno, e lanciato un chiaro e pressoch\u00e9 unico messaggio, con un contorno di promesse fantasmagoriche di<strong> spesa pubblica<\/strong>. Il messaggio \u00e8 \u00abfacciamo la Brexit, rispettiamo la<strong> democrazia<\/strong>\u00bb, cio\u00e8 il referendum del 2016.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-5-1024x635.jpg?x73881\" alt=\"\" class=\"wp-image-933950\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-5-1024x635.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-5-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-5-768x476.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Boris Johnson.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il fronte opposto, <strong>laburisti<\/strong> e <strong>liberaldemocratici<\/strong> essenzialmente, pi\u00f9 i <strong>nazionalisti scozzesi<\/strong>, non \u00e8 mai stato cos\u00ec disunito come nella <strong>campagna elettorale<\/strong>; non offre nessuna garanzia di aver saputo concentrate bene collegio per collegio i voti sul candidato<strong> remain<\/strong> pi\u00f9 vicino alla vittoria; e tantomeno offrire una visione e parole d\u2019ordine comuni. Insomma, c\u2019\u00e8 un fronte pro Brexit ma non uno anti Brexit. <\/p>\n\n\n\n<h2>CORBYN HA POCHISSIME CHANCE DI DIVENTARE PRIMO MINISTRO<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Jeremy Corbyn <\/strong>ha fatto campagna molto pi\u00f9 su <strong>programmi<\/strong> e <strong>slogan economico-sociali<\/strong>. L\u2019unica cosa chiara sul tema centrale, la Brexit, la dice quando assicura che, se vincer\u00e0, negozier\u00e0 in pochi mesi un nuovo trattato, per vari aspetti sulla falsariga, si pensa, di quello che da tempo regola i rapporti fra  <strong>Oslo<\/strong> e <strong>Bruxelles <\/strong>e per altri pi\u00f9 stretto, e lo sottoporr\u00e0 subito a un nuovo referendum con un quesito semplice: o il nuovo trattato di collaborazione dall\u2019esterno con la Ue o il remain, cio\u00e8 cancellare tutto e avanti come membro a pieno titolo dell\u2019Unione. Ma l\u2019unica cosa certa \u00e8 che Corbyn non vincer\u00e0.  <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Corbyn rimane ancorato a idee pi\u00f9 da Quarta internazionale (Trotzky) che da moderno Paese industriale dell\u2019Occidente<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Corbyn \u00e8 il meno popolare dei leader che il <strong>Labour<\/strong> abbia mai avuto. Ritenuto una brava persona, assai pi\u00f9 affidabile a livello personale di Boris Johnson \u00abautore di una carriera fatta di bugie\u00bb, come scrive il pi\u00f9 autorevole commentatore politico del <em><strong>Financial Times<\/strong><\/em>, ma ancorato a idee pi\u00f9 da <strong>Quarta internazionale<\/strong> (<strong>Trotzky<\/strong>) che da moderno <strong>Paese industriale dell\u2019Occidente<\/strong>. Al suo fianco ha poi portato al vertice del partito esponenti della <strong>sinistra radicale<\/strong> come <strong>Seumas Milne<\/strong>, che ex colleghi giornalisti del<em><strong> Guardian<\/strong><\/em> definiscono un<em><strong> public school leftist<\/strong><\/em>, cio\u00e8 un <strong>radical chic<\/strong> (la <strong><em>public school<\/em><\/strong><em> <\/em>in Gran Bretagna \u00e8 la scuola privata di rango), o come <strong>Andrew Murray<\/strong>, anch\u2019egli di alti natali ma senza public school, fortemente anti occidentale e anti<strong> Israele<\/strong> e con molta nostalgia del ruolo ahim\u00e9 finito di un\u2019<strong>Unione sovietica<\/strong> guardiana della pace. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-4-1024x676.jpg?x73881\" alt=\"\" class=\"wp-image-933948\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-4-1024x676.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-4-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MNB_SRequestManager.exe_-4-768x507.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Jeremy Corbyn.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Corbyn ha in teoria qualche chance di diventare <strong>primo ministro<\/strong> di un governo di coalizione con<strong> liberaldemocratici<\/strong> e <strong>nazionalisti scozzesi <\/strong>cementato da poca amicizia e molta convenienza, che potrebbe rinegoziare la Brexit sottoporla a nuovo referendum e poi andare a nuove elezioni visto che solo su questo saranno d\u2019accordo. Sarebbe una possibilit\u00e0 teorica se il responso di gioved\u00ec sar\u00e0 un altro <strong><em>hung parliament<\/em><\/strong>, un parlamento impiccato, bloccato senza nessuno dei due partiti con almeno 326 seggi, e con una somma fra laburisti liberaldemocratici e scozzesi che arrivi almeno attorno a 330. Ma i sondaggi danno oggi a Johnson attorno a 350 deputati, per quanto sia molto aleatorio nel sistema uninominale secco britannico trasformare una intenzione di voto in seggi, e su queste cifre, se confermate, la partita \u00e8 chiusa. <strong>Andrew Hawkins <\/strong>di <strong>ComRes<\/strong>, fra i pi\u00f9 seguiti centri di sondaggio commerciale e politico, parla di 30 deputati in pi\u00f9 rispetto al\u2019insieme dell\u2019opposizione.<\/p>\n\n\n\n<h2>TUTTI I SONDAGGI DANNO LA VITTORIA SICURA DEI TORY<\/h2>\n\n\n\n<p>I <strong>mercati finanziari <\/strong>scommettono gi\u00e0 su una vittoria dei Tory, il mondo delle scommesse politiche, come noto in Gran Bretagna floridissimo e pi\u00f9 che mai nel 2019, un po\u2019 meno. La forbice \u00e8 tra un 65% di scommesse a favore di Johnson e un 35% circa per Corbyn, ma attenzione, non conta solo il numero, contano molto le cifre impegnate, molto molto pi\u00f9 alte sul lato Johnson. Quanto ai seggi a Westminster, gli scommettitori viaggiano su 338-344 per i conservatori mentre al massimo scommettono su 221+46+22 fra laburisti, liberaldemocratici e nazionalisti scozzesi, quindi 289 che, anche con l\u2019aggiunta di una dozzina di indipendenti, non arriverebbero al minimo matematico di 326. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Le trattative per arrivare da quello che \u00e8 ora solo un contratto di divorzio a un\u2019intesa commerciale complicatissima richieder\u00e0 anni, tutti i tre anni<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Sembra quindi, secondo l\u2019arte delle previsioni e anche in parte secondo l\u2019aria che si respira, una partita chiusa, che sar\u00e0 chiusa solo per\u00f2 nella notte del 12-13 dicembre. Una volta vinto, Johnson prender\u00e0 il suo tempo. La promessa di oggi, per scaldare i seguaci, \u00e8 \u00abuscita comunque con accordo o no a fine 2020\u00bb, ma non sar\u00e0 cos\u00ec. Le trattative per arrivare da quello che \u00e8 ora solo un contratto di divorzio a un\u2019intesa commerciale complicatissima richieder\u00e0 anni, tutti i tre anni, fino al 2022, ipotizzati dal divorzio. E fino ad allora il Regno Unito sar\u00e0 commercialmente parte della Ue. E poi si voter\u00e0 nel 2024 e Johnson vuole restare a Downing Street almeno due mandati come <strong>Margaret Thatcher<\/strong> e <strong>Tony Blair<\/strong> e vorr\u00e0 una Brexit che faccia meno danni possibili alla sua rielezione. L\u2019uscita subito? Gi\u00e0 prometteva di uscire il 31 ottobre vivo o morto e poi di non chiedere una proroga fino al 31 gennaio, vivo o morto, e ha fatto entrambe le cose, vivo o morto. La sua \u00e8 appunto \u00abuna carriera fatta di bugie\u00bb <\/p>\n\n\n\n<h2>QUELLE FALSE CITAZIONI DI CHURCHILL FATTE DA JOHNSON<\/h2>\n\n\n\n<p>Nella campagna referendaria del 2016, dove Johnson era portabandiera del leave, fu molto utilizzata una citazione da <strong>Winston Churchill<\/strong>, estratta si diceva da un dibattito parlamentare dell\u201911 maggio 1953, con Churchill premier che parlava della Ced , la Comunit\u00e0 europea di difesa fra alcuni Paesi del continente che il parlamento francese avrebbe silurato nell\u2019agosto 1954. Non ne faremo parte, diceva effettivamente Churchill, come da resoconti parlamentari, \u00abperch\u00e9 siamo con l\u2019Europa ma non dell\u2019Europa\u00bb. La citazione ampliava nel 2016, attribuendolo sempre a Churchill, questo concetto. E lo completava con un sonoro e churchilliano \u00abse la Gran Bretagna deve scegliere fra l\u2019Europa e i mari aperti, sceglier\u00e0 sempre i mari aperti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/f4270513-b884-4174-a263-40d9e8da9a52_large-1024x764.jpg?x73881\" alt=\"\" class=\"wp-image-680338\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/f4270513-b884-4174-a263-40d9e8da9a52_large-1024x764.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/f4270513-b884-4174-a263-40d9e8da9a52_large-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/f4270513-b884-4174-a263-40d9e8da9a52_large-768x573.jpg 768w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/f4270513-b884-4174-a263-40d9e8da9a52_large.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Winston Churchill.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Si trattava di un falso. Le elaborate distinzioni su che cos\u2019\u00e8 il Regno Unito e che cos\u2019\u00e8 l\u2019Europa e quale sia il giusto rapporto erano s\u00ec di Churchill, ma in un articolo scritto nel 1930 per l\u2019americano <em><strong>Saturday Evenening Post<\/strong><\/em>. E la frase sugli oceani fu detta non nel \u201953 in parlamento ma in uno scatto di rabbia nel maggio 1944 a un <strong>Charles De Gaulle<\/strong> chiamato da Algeri a Londra per illustrargli il piano Overlord (Normandia) e che poneva troppe condizioni. \u00c8 arcinoto che Churchill a pi\u00f9 riprese e con forza, dal 1947 al 1961, spinse per la piena e convinta adesione di Londra al progetto europeo. Ma Johnson, che ha scritto un libro su Churchill per crescere all\u2019ombra del mito (ottobre 2015) ha avuto bisogno della sua versione. Falsa.     <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al voto del 12 dicembre la vittoria dei Tory appare scontata. La promessa di BoJo &egrave; &laquo;uscita comunque con accordo o no a fine 2020&raquo;. 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