{"id":3499,"date":"2019-12-08T11:25:29","date_gmt":"2019-12-08T11:25:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=934522"},"modified":"2019-12-08T11:25:29","modified_gmt":"2019-12-08T11:25:29","slug":"la-prima-della-scala-ci-insegna-luso-metalinguistico-di-instagram","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=3499","title":{"rendered":"La Prima della Scala ci insegna l\u2019uso metalinguistico di Instagram"},"content":{"rendered":"<p>In platea, Durante l'esecuzione della Tosca, fiorivano gli spettatori col cellulare in mano. Una rappresentazione di come i social abbiano vinto sulla nostra percezione del reale.<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Assistito al <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Terzo Atto della Tosca (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/recensione-tosca-prima-della-scala\/\" >Terzo Atto della <strong>Tosca<\/strong><\/a> dall\u2019ingresso della platea con il cappotto sul braccio, fra i cani sciolti, quelli che si erano attardati a fumare in piazza e le poverette che non avrebbero potuto fare altrimenti perch\u00e9 indossavano un vestito da fatina con le lucine di Natale incorporate accese e che dunque non avrebbero potuto sedersi in platea (ci siamo informate, si chiama Dvora, a Milano fa l\u2019estetista-con-punturine, ogni anno si presenta con qualche obbrobrio addosso scatenando l\u2019eccitazione dei fotografi e confermando cos\u00ec l\u2019idea che la <strong>Prima della Scala<\/strong> sia un posto di sciroccate a cui nulla interessa della musica), ci siamo accorte che nessuno spegneva il cellulare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/ok-1-1024x683.jpg?x73881\" alt=\"\" class=\"wp-image-934529\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/ok-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/ok-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/ok-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/ok-1.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Gli applausi per l&#8217;arrivo del presidente Sergio Mattarella.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>LA CORSA AI SOCIAL DURANTE LA PRIMA<\/h2>\n\n\n\n<p>Tutti, invece, controllavano non solo i messaggi, ma anche i social. I social. Ma che cosa c\u2019era di cos\u00ec impellente da controllare su <strong>Instagram<\/strong>, <strong>Twitter<\/strong> e <strong>Facebook<\/strong> mentre ci si trovava all\u2019evento culturale-mondano pi\u00f9 atteso dell\u2019anno e sarebbe stato lecito goderselo senza pensieri? Visto che siamo curiose per natura e per mestiere, e in pi\u00f9 eravamo seccatissime perch\u00e9 invece a noi quel terzo atto piace molto, volevamo godercelo anche da quella posizione precaria e aspettavamo con trepidazione \u201ce lucevan le stelle\u201d (purtroppo svan\u00ec anche il sogno nostro di ascoltarla cantata come si deve, <strong>Francesco Meli<\/strong> \u00e8 un <strong>Mario Cavaradossi<\/strong> troppo tiepido), dopo aver segnalato ai vicini che le lucette dell\u2019estetista, ora arrivata proprio l\u00ec accanto a noi a ridacchiare, fornivano un\u2019illuminazione pi\u00f9 che sufficiente per disturbare lo spettacolo, abbiamo buttato un occhio sulle schermate dei vicini pi\u00f9 prossimi.<\/p>\n\n\n\n<h2>COME INSTAGRAM VINCE SULLA PERCEZIONE DEL REALE<\/h2>\n\n\n\n<p>Controllavano chi fosse stato ritratto, fotografato, segnalato alla Scala, cio\u00e8 il luogo dove si trovavano in quel preciso momento. Ci siamo messe a sorridere anche noi, soddisfatte. Non dovevamo irritarci, ma rallegrarci, perch\u00e9 finalmente, dopo anni di teorie, stavamo assistendo alla perfetta <em>mise en abyme<\/em> delle potenzialit\u00e0 non social ma <strong>sociologiche<\/strong> di Instagram, alla sua vittoria sulla nostra percezione del reale. Instagram come volont\u00e0 e rappresentazione, l\u2019abisso della differipetizione, come certe fotografie di <strong>Man Ray<\/strong> in cui l\u2019immagine si ripete ossessivamente, sempre pi\u00f9 in piccolo, all\u2019interno della prima. Lo scopo di quell\u2019affannosa ricerca collettiva era il controllo ansioso di chi si trovasse l\u00ec con noi dei ricchi-e-famosi, se si fosse perso qualche volto e qualche immagine importante fra i tanti presenti (ci spiace per il ministro <strong>Provenzano<\/strong> che ha innescato l\u2019inutile polemica contro Milano-asso-piglia-tutto-d\u2019Italia: il 7 dicembre non mancava nessuno dei potenti di oggi e anche di ieri, vedi il povero <strong>Angelino Alfano<\/strong> al cui passaggio non scattano pi\u00f9 i flash), e se ci si potesse vantare di qualcosa con gli amici, suscitare qualche commento desioso e invidioso, trarne vantaggio, schermirsi.<\/p>\n\n\n\n<h2>LA SFILATA DEI POTENTI TRA GAFFE ED ELEGANZA<\/h2>\n\n\n\n<p>Quanto a lungo hanno parlato il candidato alla presidenza di Confindustria <strong>Carlo Bonomi<\/strong> e <strong>Diana Bracco<\/strong>? Quanto era divertente vedere i cronisti incerti fra <strong>Alexander Pereira<\/strong>, sovrintendente uscente, e <strong>Dominique Meyer<\/strong>, entrante e gi\u00e0 sostanzialmente insediato? Quanto erano davvero gentili gli scambi di cortesie fra <strong>Lella Curiel<\/strong> e il costumista di Tosca, <strong>Gianluca Falaschi<\/strong> (\u00absignora, lei ci ha insegnato l\u2019eleganza\u00bb, \u00abma no, bravo davvero lei, complimenti\u00bb)? E poi. Il viceministro agli Esteri <strong>Ivan Scalfarotto<\/strong> era davvero l\u2019unico accompagnatore di <strong>Maria Elena Boschi<\/strong>, star della serata in abito-smoking di velluto nero, sottile, elegante e understated come una milanese (quanta strada ha percorso, da quel provincialissimo tailleur bluette del primo giuramento nel governo Renzi)? E com\u2019era possibile che sessant\u2019anni di comunismo non avessero insegnato ai ricchi ospiti cinesi dei <strong>Dolce&amp;Gabbana<\/strong> che \u00e8 semplicemente atroce vedere una donna farsi reggere lo strascico da una cameriera come la Li\u00f9 di Turandot (e non vogliamo nemmeno commentare la cafoneria di un abito da ballo a teatro).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/LP_10750681-1024x683.jpg?x73881\" alt=\"\" class=\"wp-image-934526\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/LP_10750681-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/LP_10750681-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/LP_10750681-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Ivan Scalfarotto e Maria Elena Boschi alla Prima (Foto LaPresse)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>IL FILTRO DI INSTAGRAM CHE ESALTA L&#8217;INDIVIDUALISMO DI MASSA <\/h2>\n\n\n\n<p>Insomma, a tutto questo Instagram e i social servivano alla Prima, a dimostrazione che il nuovo saggio di Paolo Landi, <em>Instagram al tramonto<\/em>, a <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"cui accennavamo la scorsa settimana (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/maison-margiela-martin-banksy\/?refresh_ce\" >cui accennavamo la scorsa settimana<\/a>, \u00e8 davvero il libro del momento: la rappresentazione del nuovo mondo dell\u2019<strong>individualismo<\/strong> di massa, il mondo in cui ci crediamo unici spettatori di uno spettacolo condiviso, il mondo a cui riconosciamo importanza solo attraverso il piccolo schermo del nostro <strong>smartphone<\/strong>. Un piccolo schermo che ci valorizza e al tempo stesso ci difende: nulla di male pu\u00f2 davvero accaderci attraverso la distanza dell\u2019obiettivo, a nulla possiamo credere davvero e fino in fondo, nulla ci tocca. Ed ecco, dunque, ripresa la Prima della Scala, ma anche e purtroppo tante atrocit\u00e0. Il mondo reale e filtrato al tempo stesso, in cui ci pare di vivere il doppio, e che invece ci allontana sempre di pi\u00f9 dalla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In platea, Durante l&#8217;esecuzione della Tosca, fiorivano gli spettatori col cellulare in mano. 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