{"id":36,"date":"2019-11-10T14:00:12","date_gmt":"2019-11-10T14:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=903899"},"modified":"2019-11-10T14:00:12","modified_gmt":"2019-11-10T14:00:12","slug":"gerd-leonhard-vi-spiego-perche-luomo-ringraziera-i-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=36","title":{"rendered":"Gerd Leonhard: \u00abVi spiego perch\u00e9 l\u2019uomo ringrazier\u00e0 i robot\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>In 20 anni cambier\u00e0 tutto. Anche tanti media, di carta e online, spariranno. Con molto meno lavoro ma molti pi\u00f9 profitti. Pure per lo Stato. La sfida nell\u2019etica e nella redistribuzione. Il futurologo a L43.<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Un mondo senza auto a carburante e call center. Dove lavorare da indipendenti per tre ore al giorno, mantenuti da un reddito minimo di base, garantito dagli introiti statali di<strong> energie<\/strong> potenzialmente <strong>illimitate <\/strong>e dai costi di produzione massicciamente abbattuti. Un mondo dove andare poi a svagarsi in locali magari con l\u2019insegna <em>no smartphone<\/em> accanto a <em>no smoke<\/em>. O accendendo radio e tiv\u00f9 <em>on demand<\/em>. Navigando con la voce su una <strong>Rete<\/strong> molto pi\u00f9 veloce e snella di <strong>siti web<\/strong>, grazie al <strong>5G<\/strong> e all\u2019<strong>intelligenza artificiale (Ai)<\/strong> che sbrigher\u00e0 tutte le <strong>ricerche dati<\/strong> e i compiti di <strong>routine<\/strong>. Quel mondo, secondo le previsioni del<strong> futurologo tedesco <a  href=\"https:\/\/www.futuristgerd.com\/\">Gerd Leonhard<\/a><\/strong>, pensatore e da anni studioso dell\u2019<strong>impatto<\/strong> delle <strong>tecnologie digitali<\/strong>, non sar\u00e0 la societ\u00e0 mostruosa dei film sul futuro di Hollywood. Ma potrebbe diventarlo se l\u2019<strong>etica umana<\/strong> non riuscir\u00e0 a dominarla. <\/p>\n\n\n\n<h2>LA RIVOLUZIONE PI\u00d9 RAPIDA<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019autore di <em>Technology vs. Humanity<\/em> (2016) non minimizza sulle <strong>distopie<\/strong> di un avvenire pervaso da<strong> macchine<\/strong> in potenza <strong>superuomini<\/strong>. \u00abPotremo fare delle bombe o dei miracoli, una responsabilit\u00e0 tremenda\u00bb, spiega a <em>Lettera43.it<\/em> dall\u2019Internet Festival di Pisa, \u00abil mondo cambier\u00e0 pi\u00f9 nei prossimi 20 anni che non negli ultimi 300. Il<strong> decollo <\/strong>concomitante di pi\u00f9 tecnologie &#8211; dal 5G, all\u2019<strong>Internet<\/strong> delle <strong>cose (Idc)<\/strong>, all\u2019<strong>ingegneria genetica<\/strong> che modificher\u00e0 il genoma &#8211; porter\u00e0 al pi\u00f9 grande e repentino cambio di paradigma della storia\u00bb. Per Leonhard, con alle spalle oltre 1500 <em>speech<\/em> anche tra i big del tech, settori come il bancario verranno smantellati. La gran parte dei <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/internet-e-pubblicita-chi-sta-uccidendo-i-giornali\/\">giornali sparir\u00e0, anche online<\/a>, se non diverranno un brand con pi\u00f9 offerta digitale. \u00abMa l\u2019umanit\u00e0 creativa\u00bb assicura \u00abvincer\u00e0 i robot e li guider\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/GerdLeonahard.jpg?x64991\" alt=\"Internet tecnologie futuro intervista Gerd Leonhard\" class=\"wp-image-903898\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/GerdLeonahard.jpg 700w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/GerdLeonahard-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption>Il futurolo Gerd Leonhard.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>DOMANDA. Che input riceve quando raccomanda per esempio agli staff di Google o di Microsoft a restare umani, di collaborare per creare insieme i Consigli etici digitali?<br>RISPOSTA. <\/strong>Sono fiducioso, anche loro sono esseri umani che non vogliono diventare macchine. Il problema delle tecnologie pi\u00f9 potenti dell\u2019uomo \u00e8 che non hanno discrimine tra bene e male. Anche il Dalai Lama ritiene l\u2019etica pi\u00f9 importante della religione. Predico con urgenza una rete di Consigli etici digitali a livello di citt\u00e0, Paesi, regioni e infine del mondo, perch\u00e9 il gioco non sfugga di mano. Al momento sono una 20ina. Solo con questo sistema capillare e gerarchico potremo accordarci su cosa sia etico o meno. Dilemma tanto difficile quanto cruciale. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non ci siamo riusciti nell\u2019analogico su questioni come l\u2019eutanasia o la maternit\u00e0 surrogata.<\/strong><br>Spesso si fraintende che l\u2019etica sia dire sempre no. Invece \u00e8 discernere caso per caso. Se per esempio con le tecnologie dell\u2019ingegneria genetica posso prevenire l\u2019insorgere del cancro, salvando anche solo una vita umana, ho il dovere di sforzarmi come scienziato. Ma non di creare un super soldato o un dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 ottimista anche sulle ricadute della perdita di centinaia di professioni: davvero, come sostiene, dopo la grande contrazione torneranno a circolare soldi, tanti, che verranno distribuiti?<\/strong><br>Per forza, i progressi saranno inevitabili, enormi e non graduali. E saranno un grosso business: comunicare diventer\u00e0 come l\u2019aria o l\u2019acqua. L\u2019energia pulita, solare e nucleare, sostituir\u00e0 il petrolio e sar\u00e0 illimitata. A basso costo come la gran parte della merce: con l\u2019intelligenza artificiale, i computer quantistici e in 3d, le superconnessioni in 5G, si potr\u00e0 produrre di pi\u00f9 e in massa, a un costo infinitamente inferiore. I governi devono ancora incassare i soldi dai benefit: la sfida pi\u00f9 grande, con l\u2019etica, sar\u00e0 la redistribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma i governi lo capiranno? Anche i partiti sono in una fase di rottura.<\/strong><br>Ogni politico dovrebbe superare il test del futuro con patentino. Tanti vivono ancora nel passato ma se, come credo, comprenderanno i margini di guadagno del cambiamento, gli Stati potranno offrire servizi di base a tutti e un reddito minimo garantito. Baster\u00e0 lavorare 2 o 3 ore al giorno, con gli stessi compensi di oggi, per tutta una serie di impieghi. Adesso lavoriamo di pi\u00f9 proprio a causa delle nuove tecnologie, ma presto sar\u00e0 l\u2019opposto. L\u2019idea del lavoro dovr\u00e0 essere ridefinita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali impieghi crolleranno drasticamente?<\/strong><br>Le macchine faranno tutto il <em>banking<\/em>. Come parte dello scientifico e del sanitario: i robot operano gi\u00e0, in modo pi\u00f9 invasivo e pi\u00f9 economico dei chirurghi, e con pi\u00f9 precisione. Tra 10 anni tutte le operazioni semplici, di contabilit\u00e0 e di routine saranno svolte dall\u2019intelligenza artificiale in modo pi\u00f9 efficiente e corretto: le informazioni per servizi si potranno avere in automatico parlando con le app: 20 milioni di operatori dei call center sono in estinzione. Come i contabili sostituiti da grandi calcolatori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei prevede servizi pubblici pi\u00f9 economici del 90% per i cittadini. Anche nell\u2019informazione: libri e giornali di carta spariranno tra i media?<br><\/strong>Toccare la carta d\u00e0 piacere, nella mente si attivano circuiti diversi che quando navighiamo su Internet: sono convinto che l\u201980% dei libri rester\u00e0, leggeremo di pi\u00f9 per il tempo libero. Con la gran parte dei giornali andr\u00e0 diversamente: prima la stampa era un modello di business per la pubblicit\u00e0, ma oggi non pi\u00f9. Non \u00e8 affatto necessario comprare un giornale all\u2019edicola per informarsi. Ci sono tante altre fonti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Soprattutto sui siti Internet.<\/strong><br>Distinguere tra carta e web \u00e8 fuorviante. Tra 10 anni non ci saranno pi\u00f9 neanche i siti web, tanto uomo&nbsp; e macchina si comprenetreranno. Non servir\u00e0 pi\u00f9 digitare a mano per trovare informazioni sulle pagine online: roba di 20 anni fa. Sar\u00e0 tutto disponibile a voce, <em>on demand<\/em>. E comunicheremo a distanza con audio, video, ologrammi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u00ec anche il giornalismo morir\u00e0.<\/strong><br>Affatto. Come altre professioni creative e umane sopravviver\u00e0, soprattutto nello <em>storytelling<\/em>. Il giornalismo non verr\u00e0 soppiantato da macchine incapaci di comprendere e di intuire situazioni e relazioni, di indagare e di verificare dati, di creare video e immagini originali. I computer sono ottimi database e potranno anche simulare storie, ma in modo dozzinale: capire il mondo non \u00e8 un dato di fatto. Certo di sicuro cambieranno i mezzi: vedremo le radio sparire dalle auto connesse a Internet. Tra i quotidiani reggeranno solo quelli molto buoni come il<em> New York Times<\/em>, l\u2019<em>Economist<\/em>, il<em> Guardian<\/em> o <em>der Spiegel<\/em> in Germania, che da fogli di carta si stanno trasformando in brand digitali del lifestyle. Cio\u00e8 in potenti societ\u00e0 tecnologiche.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Fururo2.jpg?x64991\" alt=\"Internet tecnologie futuro intervista Gerd Leonhard\" class=\"wp-image-903895\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Fururo2.jpg 700w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Fururo2-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption>Il cervello artificiale di un umanoide. GETTY.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Due multinazionali digitali per eccellenza, Google e Facebook, cercano di fare informazione.<br><\/strong>Ma siamo gi\u00e0 a una crisi dei social media, per la spazzatura generata dagli algoritmi. Che di per s\u00e9 sono insufficienti a fare informazione, devono incontrarsi con gli <em>old media<\/em>. Con questo abbaglio negli ultimi 10 anni sono stati persi molti soldi, molti media hanno chiuso e quel che abbiamo \u00e8 un cattivo giornalismo. Ma con la redistribuzione assisteremo a un grande revival, soprattutto dei media pubblici. Anche su questo sono ottimista.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cos\u2019altro non diventer\u00e0 mai macchina, nonostante corpi contaminati dai chip, estensioni di robot?<br><\/strong>Ci sar\u00e0 molta assistenza dell\u2019Ai. Ma difficilmente guidare un\u2019auto sar\u00e0 totalmente automatizzato, a causa dell\u2019imprevedibilit\u00e0 del traffico. Parte dei negozi rester\u00e0 gestito da persone, per via delle relazioni umane indispensabili per la nostra natura. Pensiamo ai contatti in un caf\u00e9, al lavoro di uno chef\u2026 C\u2019\u00e8 principio paradossale nella scienza: tutto ci\u00f2 che \u00e8 semplice per un computer \u00e8 difficile per l\u2019uomo, e viceversa. Gli uomini hanno dei limiti logici che le macchine non hanno. In compenso riescono a comprendere e a sentire.&nbsp;&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per\u00f2 le menti dei bambini potrebbero essere plasmate dalle tecnologie, diventando macchine: si vedono navigare negli smartphone prima di imparare a leggere e a scrivere.<\/strong><br>\u00c8 un\u2019urgenza, come detto, proteggere la parte umana circondata da tecnologie potenti, accattivanti come le droghe. Ma c\u2019\u00e8 una strada gi\u00e0 tracciata: i bambini per esempio non dovrebbero poter usare gli smartphone a scuola. E nei ristoranti sarebbe una bella regola il<em> no smartphone<\/em> &#8211; su base volontaria, non come obbligo per i ristoratori &#8211; oltre al <em>no smoke<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali Paesi sono pi\u00f9 avanti nella gestione responsabile delle nuove tecnologie?<br><\/strong>Paesi nordici come Finlandia e Danimarca. In Finlandia si educano gi\u00e0 i bambini a essere pi\u00f9 umani in un mondo digitale: lo scontro con le nuove tecnologie si vince grazie alla cultura. Occorre capire che insegnare la meccanica ai giovani li render\u00e0 disoccupati: se diventeremo macchine saremo oscurati dai robot.<strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In 20 anni cambier&agrave; tutto. Anche tanti media, di carta e online, spariranno. Con molto meno lavoro ma molti pi&ugrave; profitti. Pure per lo Stato. La sfida nell&rsquo;etica e nella redistribuzione. 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