{"id":3956,"date":"2019-12-12T13:56:41","date_gmt":"2019-12-12T13:56:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=936191"},"modified":"2019-12-12T13:56:41","modified_gmt":"2019-12-12T13:56:41","slug":"come-maneggiare-i-pregiudizi-nelle-assunzioni-e-nel-marketing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=3956","title":{"rendered":"Come maneggiare i pregiudizi nelle assunzioni e nel marketing"},"content":{"rendered":"<p>L'effetto alone fa formulare valutazioni specifiche basandosi su impressioni generali. Per esempio facendoci ingaggiare una persona solo per l'aspetto fisico. Colloqui strutturati evitano questa distorsione. Che invece serve a valorizzare i brand. Guida per aziende ai \"bias\" cognitivi.<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Nonostante le loro migliori intenzioni, anche i <strong>manager <\/strong>possono cadere preda di generalizzazioni, stereotipi e <strong>pregiudizi<\/strong>. Questi <strong>meccanismi <\/strong>sono in grado di <strong>influenzare <\/strong>profondamente l\u2019individuo e, conseguentemente, l\u2019andamento dell\u2019<strong>azienda<\/strong>, arrivando perfino a ostacolarne il buon <strong>processo decisionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2>AUTOMATISMI MENTALI CHE CI FANNO SBAGLIARE<\/h2>\n\n\n\n<p>I <em><strong>bias<\/strong><\/em><strong> cognitivi<\/strong>, cos\u00ec vengono denominate in <strong>psicologia <\/strong>le forme di comportamento mentale caratterizzate da <strong>valutazioni distorte<\/strong> della <strong>realt\u00e0<\/strong>, sono molto difficili da individuare e da tenere sotto controllo. Si tratta, infatti, di schemi di <strong>deviazione del giudizio<\/strong>, condizionati da concetti preesistenti nella nostra mente, spesso senza legami logici o razionali. Questi errori di giudizio e <strong>automatismi della mente<\/strong> possono spingerci a prendere decisioni affrettate, approssimative e sbagliate e avere importanti ripercussioni sulla <strong>vita personale<\/strong> e <strong>professionale <\/strong>di ognuno di noi.<\/p>\n\n\n\n<h2>SPUNTI INTERESSANTI PER LA GESTIONE AZIENDALE<\/h2>\n\n\n\n<p>Per questi motivi, alla luce degli studi condotti tra la fine degli <strong>Anni 60<\/strong> e l&#8217;inizio degli <strong>Anni 70<\/strong> da due psicologi israeliani, <strong>Amos Tversky<\/strong> e <strong>Daniel Kahneman<\/strong>, quest\u2019ultimo vincitore del <strong>premio Nobel<\/strong> per l\u2019<strong>Economia <\/strong>nel 2002, \u00e8 necessario affrontare questa tematica anche in relazione alla <strong>gestione aziendale<\/strong>. In particolare, tra i tanti <em>bias<\/em> cognitivi esistenti e individuati nel corso di questi anni, l\u2019<em>halo effect<\/em> o \u201c<strong>effetto alone<\/strong>\u201d sembra essere uno dei pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n\n\n\n<h2>IMPLICAZIONI NELLA SELEZIONE DEL PERSONALE<\/h2>\n\n\n\n<p>Se da un lato questo \u00e8 in grado di incidere negativamente su delicate decisioni aziendali, dall\u2019altro pu\u00f2 essere sfruttato per <strong>incentivare <\/strong>la propria <strong>reputazione aziendale<\/strong>. Proprio in un articolo pubblicato sul <em>Mckinsey Quarterly<\/em> di dicembre 2019 sono state evidenziate le conseguenze dell\u2019effetto alone su <strong>amministratori delegati<\/strong> di importanti aziende, in particolar modo come questo possa influenzare il processo di <strong>selezione del personale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;ASPETTO ESTETICO FA SEMBRARE TUTTO POSITIVO<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019effetto alone, infatti, influenza i singoli individui e li induce a formulare <strong>giudizi specifici<\/strong> basati su <strong>impressioni generali<\/strong>. In poche parole, secondo quanto riportato dallo psicologo <strong>Edward L. Thorndike<\/strong>, il primo a coniare il termine nel 1920, \u00e8 sufficiente valutare positivamente una singola caratteristica di una persona, come per esempio l\u2019<strong>aspetto estetico<\/strong>, per farsi l\u2019idea che in essa siano presenti quasi esclusivamente aspetti <strong>positivi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2>TEST IDENTICI E INDICATORI PRECISI EVITANO DISTORSIONI<\/h2>\n\n\n\n<p>Tra i compiti di un manager vi \u00e8 certamente un\u2019adeguata selezione del personale. Questa attivit\u00e0, cos\u00ec come il rapporto che si ha con i <strong>clienti<\/strong>, \u00e8 profondamente influenzata dall\u2019effetto alone. Per evitare che questo <em>bias<\/em> influenzi <strong>scelte aziendali<\/strong>, cos\u00ec come riporta l\u2019articolo del <em>McKinsey Quarterly<\/em>, quando si tratta di decisioni di <strong>assunzione<\/strong>, la predisposizione di <strong>colloqui strutturati<\/strong> pu\u00f2 contribuire a mitigare l&#8217;effetto alone. Impostare colloqui o <strong>test identici<\/strong> e misurati rispetto a precisi <strong>indicatori<\/strong> pu\u00f2 certamente aiutare a gestire la selezione del personale.<\/p>\n\n\n\n<h2>SERVE UNA SCALA DI VALORI STANDARDIZZATA<\/h2>\n\n\n\n<p>Valutare i candidati secondo specifici criteri basati su <strong><em>mission<\/em><\/strong>, <em><strong>vision <\/strong><\/em>e <strong>obiettivi aziendali<\/strong>, utilizzando una scala di assunzione standardizzata, rappresenta certamente una valida soluzione per evitare di incappare nell\u2019effetto alone e per consentire l\u2019assunzione e la formazione di personale <strong>allineato<\/strong> sugli stessi obiettivi e valori. Dunque, certamente l\u2019impostazione di colloqui strutturati non previene l\u2019uso di <em>bias<\/em> cognitivi, ma pu\u00f2 aiutare utilmente a <strong>ridurli <\/strong>e tenerli sotto controllo.<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;EFFETTO ALONE PU\u00d2 ESSERE UN&#8217;ARMA PER IL MARKETING <\/h2>\n\n\n\n<p>Differentemente da quanto riportato rispetto all\u2019assunzione del personale aziendale, l\u2019effetto alone pu\u00f2 rappresentare un\u2019ottima arma per il <strong>marketing<\/strong>. In questo ambito, infatti, l\u2019effetto alone viene ampiamente sfruttato per migliorare l\u2019immagine di alcuni <strong>prodotti<\/strong> e posizionare un <strong>brand <\/strong>sul <strong>mercato<\/strong>. La <strong>condivisione <\/strong>di esperienze positive <strong>online <\/strong>di prodotti e servizi pu\u00f2 influenzare altri clienti, creando cos\u00ec un orientamento positivo a favore dell\u2019azienda stessa. Questo orientamento pu\u00f2 essere costruito investendo sulla <strong>pubblicit\u00e0 <\/strong>di prodotti di punta e sull\u2019associazione di <strong>personaggi famosi<\/strong> a particolari brand.<\/p>\n\n\n\n<h2>COS\u00cc SI AUMENTA FEDELT\u00c0 A MARCHI E VALORI<\/h2>\n\n\n\n<p>In conclusione, una volta individuati e compresi i pregiudizi e le <strong>distorsioni <\/strong>della realt\u00e0 che la nostra mente pu\u00f2 attuare, \u00e8 possibile sfruttarli in una visione strategica per implementare la <strong>reputazione aziendale<\/strong> e aumenter\u00e0 la <strong>fedelt\u00e0 <\/strong>a marchi e valori.<\/p>\n\n\n\n<p><em> *Professore di Strategie di comunicazione, Luiss, Roma<\/em><\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;effetto alone fa formulare valutazioni specifiche basandosi su impressioni generali. 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