{"id":402,"date":"2019-11-11T13:20:52","date_gmt":"2019-11-11T13:20:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=915668"},"modified":"2019-11-11T13:20:52","modified_gmt":"2019-11-11T13:20:52","slug":"nordstream-2-e-la-geopolitica-del-gas-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=402","title":{"rendered":"Nordstream 2 e la geopolitica del gas russo"},"content":{"rendered":"<p>Russia e Germania hanno vinto la partita sul gasdotto, a discapito degli Stati centrali dell'Europa, in particolare dell'Ucraina. Mentre Putin pu\u00f2 tornare a occuparsi dei progetti gi\u00e0 avviati con la Cina assetata di energia e per accaparrarsi le risorse dell'Artico.<\/p>\n<p>Con il <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"via libera della Danimarca a Nordstream 2 (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/nord-stream-2-gas-danimarca-russia-usa\/\" >via libera della <\/a><strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"via libera della Danimarca a Nordstream 2 (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/nord-stream-2-gas-danimarca-russia-usa\/\" >Danimarca <\/a><\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"via libera della Danimarca a Nordstream 2 (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/nord-stream-2-gas-danimarca-russia-usa\/\" >a<\/a><strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"via libera della Danimarca a Nordstream 2 (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/nord-stream-2-gas-danimarca-russia-usa\/\" > Nordstream 2<\/a><\/strong>, bloccato temporaneamente per <strong>questioni ambientali<\/strong>, si \u00e8 chiusa, salvo imprevisti, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-francia-nordstream\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"la telenovela del gasdotto russo-tedesco (apre in una nuova scheda)\">la telenovela del <\/a><strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/germania-francia-nordstream\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"la telenovela del gasdotto russo-tedesco (apre in una nuova scheda)\">gasdotto russo-tedesco<\/a><\/strong> sotto il <strong>Baltico<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 in dirittura d&#8217;arrivo, si era incagliato nelle <strong>acque territoriali danesi<\/strong> e senza la luce verde di <strong>Copenaghen <\/strong>avrebbe dovuto allungare il percorso. Niente chilometri in pi\u00f9 e altri ritardi, quindi, e cos\u00ec il progetto trainato dal colosso <strong>Gazprom<\/strong> dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi e partire a pieno regime nel 2020. <\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta del raddoppio di <strong>Nordstream 1<\/strong>, gi\u00e0 in funzione da quasi 10 anni, che porter\u00e0 altri 55 miliardi di <strong>metri cubi di gas <\/strong>russo all&#8217;anno direttamente in <strong>Germania<\/strong>. Aggirando da Nord l&#8217;<strong>Europa centrale<\/strong> e soprattutto l&#8217;<strong>Ucraina<\/strong>. Voluto con forza da <strong>Mosca<\/strong> e <strong>Berlino<\/strong>, Nordstream 2 \u00e8 stato ostacolato fortemente da alcuni <strong>Stati dell&#8217;Ue<\/strong>, guidati dalla <strong>Polonia<\/strong>, e soprattutto dagli <strong>Stati Uniti<\/strong>, interessati a indebolire il legame energetico tra <strong>Russia<\/strong> ed Europa e sostituirsi almeno in parte a Mosca attraverso forniture di gas liquido proveniente da Oltreoceano. <\/p>\n\n\n\n<h2>UNA BATTAGLIA VINTA DA PUTIN E MERKEL<\/h2>\n\n\n\n<p>Se dunque \u00e8 stata detta davvero l&#8217;ultima parola sui tubi della discordia, ad averla vinta sono stati in primo luogo<strong> Vladimir Putin <\/strong>e <strong>Angela Merkel<\/strong>, in questi ultimi mesi sotto pressione da <strong>Washington <\/strong>per lasciare incompiuto il lavoro fatto dal suo predecessore<strong> Gerhard Schr\u00f6der<\/strong>, che all&#8217;inizio degli anni Duemila aveva detto il primo s\u00ec a Nordstream 1. A nulla sembra essere in definitiva servito il pesante lavoro di <strong>lobby americano<\/strong>, sia su <strong>Bruxelles <\/strong>che su singoli Stati europei: il <strong>Cremlino <\/strong>continua a essere in posizione di forza nella guerra del gas che va avanti, tra cambiamenti di scenari anche repentini, gi\u00e0 da un paio di lustri, ma che vede come attori principali sul Vecchio continente sempre Russia e Germania. Se sul versante meridionale Mosca ha dovuto cambiare le carte, con l&#8217;abbandono di<strong> Southstream <\/strong>poi in parte sostituito con <strong>Blustream<\/strong> a fianco della <strong>Turchia<\/strong>, su quello settentrionale l&#8217;asse Mosca-Berlino non ha dato segni di cedimento, nonostante la<strong> <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"crisi ucraina (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/elezioni-ucraina-zelensky\/\" >crisi ucraina<\/a><\/strong> e le <strong>sanzioni occidentali, europee e statunitensi<\/strong>, che comunque non sono andate a toccare i progetti energetici.<\/p>\n\n\n\n<h2>KIEV E LA QUESTIONE DELLA DIPENDENZA UCRAINA DAL GAS RUSSO<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche le minacce di <strong>ritorsioni economiche<\/strong> verso le <strong>aziende europee<\/strong>, non solo tedesche, ma anche olandesi, austriache, francesi e italiane, sono andate a vuoto. Putin e Merkel possono dirsi soddisfatti, <strong>Donald Trump<\/strong> un po&#8217; meno, cos\u00ec come polacchi e baltici, insieme con gli ucraini, i perdenti. Sar\u00e0 infatti<strong> Kiev <\/strong>a essere la pi\u00f9 penalizzata dal doppio Nordstream, che in sostanza la taglier\u00e0 fuori dal sistema di transito, o comunque da gran parte di esso. Addio quindi a 3 miliardi di dollari all&#8217;anno e la necessit\u00e0 a questo punto di dover affrontare la questione della dipendenza dal gas russo, in realt\u00e0 non cos\u00ec complicata. Negli anni passati, gi\u00e0 prima del <em><strong>regime change <\/strong><\/em>a Kiev e la <strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"guerra nel Donbass (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/crimea-oggi\/\" >guerra nel Donbass<\/a><\/strong>, il braccio di ferro tra Russia e Ucraina sulle questioni energetiche \u00e8 stato ampiamente strumentalizzato da entrambe le parti per ragioni geopolitiche ed economiche, quando in realt\u00e0 l&#8217;Ucraina, senza troppi sforzi come dimostrato proprio negli ultimi anni, potrebbe sensibilmente diminuire l&#8217;<strong>import di gas russo <\/strong>per il proprio fabbisogno interno. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_5459146-1024x700.jpg?x64991\" alt=\"\" class=\"wp-image-915715\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_5459146-1024x700.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_5459146-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_5459146-768x525.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Alcune tubazioni di gas in Ucraina (foto \u00a9AP\/Lapresse).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli interessi di Gapzrom e <strong>Naftogaz <\/strong>e degli <strong>oligarchi <\/strong>di riferimento, da una parte e dall&#8217;altra, hanno segnato i rapporti tra Mosca e Kiev nel settore pi\u00f9 opaco e corrotto dell&#8217;economia di entrambi i Paesi. <strong>Yulia Tymoshenko<\/strong>, l&#8217;eroina della <strong>rivoluzione arancione del 2004<\/strong>, era stata sbattuta in galera dal presidente <strong>Victor Yanukovich<\/strong> nel 2011 con l&#8217;accusa di abuso di ufficio per aver firmato i contratti con Putin nel 2009, gli stessi che sono ancora in vigore fino alla fine di quest&#8217;anno e devono essere rinegoziati con la mediazione dell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>ORA MOSCA PU\u00d2 APRIRE NUOVI MERCATI DEL GAS CON LA CINA <\/h2>\n\n\n\n<p>Tra battaglie legali e successi alterni davanti ai tribunali, Gazprom e Naftogaz sono di fronte a una nuova sfida sulla quale l&#8217;avvio di Nordstream pesa non poco. Il Cremlino ha anche stavolta il coltello dalla parte del manico, anche perch\u00e9 l&#8217;Ucraina, pur avendo ricevuto assicurazioni di massima da parte di Berlino e Bruxelles, \u00e8 rimasta isolata e gli aiuti trasversali americani, non certo disinteressati, sono finiti in un disastro. Basti pensare al 2014 e all&#8217;entrata in scena di <strong>Hunter Biden<\/strong>, figlio dell&#8217;allora vicepresidente americano John, in <strong>Burisma<\/strong>, una delle maggiori societ\u00e0 ucraine private energetiche. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Dal Cremlino intanto Putin pu\u00f2 tornare a occuparsi dei progetti gi\u00e0 avviati su quello orientale<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>In un contesto che ha visto l&#8217;<a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Ucraina post Euromaidan commissariata con addirittura tre ministri stranieri (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/ucraina-cosi-gli-usa-entrano-nelle-stanze-del-potere\/\" >Ucraina post Euromaidan commissariata con addirittura tre ministri stranieri<\/a>, tra cui l&#8217;americaca <strong>Natalia Yaresko<\/strong> alle Finanze, il terreno di conquista si era allargato: controllata inizialmente da un oligarca vicino a Yanukovich, il suo consiglio di amministrazione \u00e8 diventato dopo il cambio di governo filoccidentale a Kiev una cabina di regia proamericana dove sono finiti tra gli altri l&#8217;ex presidente polacco <strong>Aleksander Kwasniewski<\/strong> e l&#8217;ex capo dell&#8217;antiterrorismo della <strong>Cia <\/strong>e vice ad di <strong>Blackwater <\/strong>(ora <strong>Academi<\/strong>) <strong>Joseph Cofer Black<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_1660802-1024x757.jpg?x64991\" alt=\"\" class=\"wp-image-915721\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_1660802-1024x757.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_1660802-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_1660802-768x568.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Xi Jingping e Vladimir Putin (foto LaPresse).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Paradossalmente, pi\u00f9 che diventare un attore antitetico alla Russia, Burisma si \u00e8 rivelata cos\u00ec solo il peccato originale sulla quale \u00e8 scoppiato poi l&#8217;<strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Ucrainagate c (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/inchiesta-impeachment-trump-ucraina-zelenski\/\" >Ucrainagate<\/a><\/strong> che ha coinvolto Donald Trump. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia. Dal Cremlino intanto Putin, che con Nordstream ha infine stabilizzato il fronte occidentale, pu\u00f2 tornare a occuparsi dei progetti gi\u00e0 avviati su quello orientale, con la <strong>Cina<\/strong> assetata di gas, e la sfida alle<strong> risorse dell&#8217;Artico<\/strong>, dove per sicurezza \u00e8 stata gi\u00e0 piantata una bandiera russa.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Russia e Germania hanno vinto la partita sul gasdotto, a discapito degli Stati centrali dell&#8217;Europa, in particolare dell&#8217;Ucraina. Mentre Putin pu&ograve; tornare a occuparsi dei progetti gi&agrave; avviati con la Cina assetata di energia e per accaparrarsi le risorse dell&#8217;Artico.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[179,180,182,178,184],"tags":[],"class_list":["post-402","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-energia","category-gas","category-gazprom","category-russia","category-ucraina"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=402"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":404,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/402\/revisions\/404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}