{"id":4122,"date":"2019-12-13T15:28:49","date_gmt":"2019-12-13T15:28:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=937382"},"modified":"2019-12-13T15:28:49","modified_gmt":"2019-12-13T15:28:49","slug":"il-nuovo-presidente-dellalgeria-tebboune-stretto-tra-militari-e-proteste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=4122","title":{"rendered":"Il nuovo presidente dell\u2019Algeria Tebboune stretto tra militari e proteste"},"content":{"rendered":"<p>Ex primo ministro di Bouteflika e leale al capo delle Forze armate Salah, \u00e8 stato eletto in una votazione boicottata dal popolo. Ora si trova tra l'incudine dell'esercito e il martello delle manifestazioni.<\/p>\n<p>Dal febbraio del 2019 l\u2019<strong>Algeria<\/strong> ha visto il susseguirsi settimanale di una lunga teoria di manifestazioni di protesta contro <strong>Abdelaziz Bouteflika<\/strong>, il suo \u201c<strong>cerchio magico<\/strong>\u201d diremmo noi, e l\u2019intero sistema politico, militare, ed economico che \u00e8 andato impossessandosi delle leve del <strong>potere <\/strong>del <strong>Paese <\/strong>dal 1962, ingabbiandolo in una camicia di forza che la crisi degli ultimi anni ha reso intollerabile. Crisi politica dunque ma anche <strong>economico-sociale<\/strong>, l\u2019una e l\u2019altra strettamente intrecciate in una soffocante corruzione e spartizione della rendita energetica.  <\/p>\n\n\n\n<h2>LA PROFONDA CRISI SOCIO-ECONOMICA DELL&#8217;ALGERIA<\/h2>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 non sottolineare come l\u2019Algeria si collochi tra i primi 10 produttori mondiali di <strong>gas <\/strong>e terzo produttore africano di <strong>petrolio<\/strong>; che gli idrocarburi rappresentano ancora oggi il 95% delle entrate dell\u2019<strong>export<\/strong> e il 65% del bilancio dello Stato e soffre chiaramente di una <strong>monocultura industriale<\/strong>, quasi esclusivamente votata allo sfruttamento energetico e di conseguenza dipendente dall\u2019andamento del prezzo di quelle risorse nel mondo con ricadute di forte <strong>criticit\u00e0 sociali <\/strong>come in questi ultimi tempi. Non stupisce certo che in questa <strong>dinamica <\/strong>sia andato fermentando un diffuso <strong>scontento <\/strong>soprattutto nel segmento pi\u00f9 <strong>giovane <\/strong>del Paese nel quale il 55% del totale ha meno di 30 anni.<\/p>\n\n\n\n<h2>LE DIMISSIONI DI BOUTEFLIKA<\/h2>\n\n\n\n<p>Serviva solo una scintilla perch\u00e9 si producesse l\u2019incendio e l\u2019entourage di Bouteflika lo ha offerto su un piatto d\u2019argento con la presentazione della<strong> ri-candidatura<\/strong> di Bouteflika per un quinto mandato. Inesorabile l\u2019onda delle proteste la cui parola d\u2019ordine spiegava chiaramente quale fosse il bersaglio cui si puntava e se dunque era del tutto prevedibile che le dimissioni di Bouteflika rassegnate all\u2019inizio di aprile <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/algeria-news-oggi\/\">non sarebbero bastate a fermare la <\/a><strong><a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/algeria-news-oggi\/\">protesta popolare<\/a><\/strong>, si doveva ad una robusta miopia del regime di cogliere la profondit\u00e0 strutturale della protesta (<strong>Hirak<\/strong>). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/elezioni-algeria-presidente-Tebboune-1-1024x942.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-937416\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/elezioni-algeria-presidente-Tebboune-1-1024x942.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/elezioni-algeria-presidente-Tebboune-1-300x276.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/elezioni-algeria-presidente-Tebboune-1-768x707.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Proteste ad Algeri nel giorno delle elezioni, boicottate dalla maggior parte della popolazione (GettyImages).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ancor meno di riuscire a \u201cleggere\u201d il suo carattere anomalo, mai scaduto in violenza neppure al momento in cui la data delle elezioni, rinviate ben due volte sotto la pressione del Hirak, sono state fissate al <strong>12 dicembre<\/strong>. Pacifico dunque ma fortemente determinato a denunciarne l\u2019inaccettabilit\u00e0 e dunque a promuoverne il boicottaggio contro una consultazione giudicata al servizio esclusivo del potere costituito.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL POTERE NELLE MANI DEL CAPO DELL&#8217;ESERCITO<\/h2>\n\n\n\n<p>E ben poco ascolto \u00e8 stato dato alle <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/algeria-presidenziali-proteste-bouteflika\/\">rassicurazioni del <\/a><strong><a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/algeria-presidenziali-proteste-bouteflika\/\">Comandante delle forze armate<\/a><\/strong><a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/algeria-presidenziali-proteste-bouteflika\/\">, il generale <\/a><strong><a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/algeria-presidenziali-proteste-bouteflika\/\">Ahmed Gaid Salah<\/a><\/strong>, considerato l\u2019uomo forte del sistema assieme al Presidente ad interim <strong>Abdelkarem Bensalah<\/strong>, che poteva vantare a suo merito l\u2019aver convinto\/costretto Bouteflika alle dimissioni. Lo stesso Gaid Salah che aveva da ultimo smentito con forza la notizia che le forze armate stessero sponsorizzando uno dei candidati alla presidenza, bollandola come \u00abpropaganda\u00bb propalata per delegittimare le elezioni. Lo stesso Gaid Salah che aveva definito \u00abgiusta punizione inflitta a certi elementi della <strong>gang <\/strong>in sintonia con l\u2019urgente e legittima attesa del popolo\u00bb la condanna a 15 anni di prigione inflitta a <strong>Said Bouteflika<\/strong>, il fratello del deposto presidente, e altri due alti ufficiali dello spionaggio algerino per complotto contro lo Stato. La ragione? Il diffuso convincimento che si trattasse di prese di posizione finalizzate a lucidare la propria <strong>immagine<\/strong>, renderla pi\u00f9 accettabile e con ci\u00f2 posizionarsi meglio anche all\u2019interno del \u00absistema Bouteflika\u00bb, e non di veri convincimenti <strong>riformistici<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<h2>I CANDIDATI TUTTI LEGATI A BOUTEFLIKA<\/h2>\n\n\n\n<p>La lista dei cinque candidati alla presidenza, del resto, ne era specchio fedele dato che ben quattro di loro (<strong>Abdelmajid Tebboune, Ali Benflis, Azzedine Mihoubi <\/strong>e<strong> Abdelaziz Bela\u00efd<\/strong>) erano gi\u00e0 stati parte di governi del ventennio di presidenza di Bouteflika, il quinto, <strong>Abdelkader Bengrina<\/strong>, essendo un outsider di stampo <strong>islamista <\/strong>impegnato in particolare in una personale battaglia contro il celibato femminile.  <\/p>\n\n\n\n<h2>LE ELEZIONI BOICOTTATE<\/h2>\n\n\n\n<p>Con queste premesse, non ha stupito la modesta <strong>affluenza <\/strong>alle urne al 41%, pi\u00f9 bassa di dieci punti di quella del 2014 e comunque la pi\u00f9 bassa di sempre.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Non ha stupito che la giornata fosse scandita da una dimostrazione di massa che chiedeva a gran voce di non andare a votare<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ancor meno ha stupito che la giornata fosse scandita da una <strong>dimostrazione <\/strong>di massa da parte del movimento protestatario che chiedeva a gran voce di non andare a votare e <strong>represso <\/strong>spesso in modo brutale dalla polizia che, a sua giustificazione ha potuto stigmatizzare alcuni tentativi di blocco dei <strong>seggi elettorali<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<h2>TEBBOUNE ELETTO PRESIDENTE<\/h2>\n\n\n\n<p>Da segnalare che nell\u2019attesa dei risultati vi \u00e8 stata una prima rivendicazione di vittoria da parte di Tebboune, gi\u00e0 <strong>primo ministro <\/strong>di Bouteflika nel 2017, che come era facile ipotizzare ha fatto subito scattare la risposta di Hirak improntata al rifiuto dell\u2019esito elettorale e alla promessa di un nuovo <strong>ciclo di manifestazioni<\/strong> di protesta settimanale. Si \u00e8 trattato di una rivendicazione che aveva una solida base di riferimento visto che \u00e8 proprio questo 74enne dirigente e politico algerino a risultare il nuovo presidente dell\u2019Algeria con un consistente 58% dei voti. Nessuna necessit\u00e0 di <strong>ballottaggio <\/strong>dunque e una mera formalit\u00e0 l\u2019attesa dei risultati che saranno comunicati dal<strong> Consiglio costituzionale<\/strong> entro una decina di giorni.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL NUOVO CAPO DI STATO STRETTO TRA MILITARI E PROTESTE<\/h2>\n\n\n\n<p>Amicizie trasversali, nessuna tessera di <strong>partito<\/strong>, aveva iniziato la sua campagna affermando di essere stato un precursore del movimento Hirak in quanto convinto sostenitore della necessit\u00e0 di un processo di <strong>riforma <\/strong>del sistema e dalla lotta alla corruzione. Un figlio in carcere con l\u2019accusa di traffico di stupefacenti. Si trova tra l\u2019incudine del <strong>potentato militare<\/strong> che certo cercher\u00e0 di salvaguardare il suo ruolo, sostanzialmente decisorio, e il martello di una diffusa <strong>sfiducia popolare<\/strong> di cui il vero Hirak \u00e8 portabandiera e di cui si attendono le reazioni, ci\u00f2 che lo pone in una posizione complicata e per di pi\u00f9 appesantita dalla crisi economico-sociale che sta attraversando il Paese, nonch\u00e9 dall\u2019incombente minaccia del <strong>terrorismo<\/strong>. I suoi primi giorni daranno il termometro della sua capacit\u00e0 di imprimere una rotta costruttiva al suo <strong>mandato<\/strong>. Intanto si \u00e8 saputo che il primo personaggio che gli ha fatto visita \u00e8 stato l\u2019<strong>ambasciatore statunitense<\/strong>; un segnale tutt\u2019altro che trascurabile a livello politico-economico.  <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ex primo ministro di Bouteflika e leale al capo delle Forze armate Salah, &egrave; stato eletto in una votazione boicottata dal popolo. 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