{"id":4243,"date":"2019-12-16T11:23:27","date_gmt":"2019-12-16T11:23:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=936863"},"modified":"2019-12-16T11:23:27","modified_gmt":"2019-12-16T11:23:27","slug":"israele-la-palude-fino-a-marzo-2020-e-oltre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=4243","title":{"rendered":"Israele, la palude fino a marzo 2020 (e oltre?)"},"content":{"rendered":"<p>Il primo pensiero, nella disillusione, corre al portafoglio. In Israele per le terze Legislative anticipate in un anno si bruceranno..<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Il primo pensiero, nella disillusione, corre al portafoglio. In<strong> <\/strong><a  href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-middle-east-50742232\"><strong>Israele<\/strong> per le terze <strong>Legislative anticipate <\/strong>in un anno <\/a>si bruceranno altri milioni di dollari. Centinaia, per un campagna elettorale che il<strong> 2 marzo 2020 <\/strong>riprodurr\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 lo stallo del <strong>9 aprile <\/strong>e del <strong>17 settembre 2019<\/strong>. Altre settimane di caccia alle streghe da una parte, e di mobilitazione infuocata<em> ad personam <\/em>dall\u2019altra. Di parti politiche che difficilmente si salderanno insieme. Sar\u00e0 un altro <strong>referendum <\/strong>contro <strong>Benjamin \u201cBibi\u201d Netanyahu<\/strong>: il primo ministro pi\u00f9 longevo &#8211; e ostinato &#8211; di Israele che non si fa da parte a dispetto dei processi. Anzi proprio a causa di essi, e per l\u2019incapacit\u00e0 degli oppositori di tradursi in alternativa politica. Per i quasi 6 milioni di elettori israeliani qualcosa di mai visto prima. Per ritmo di chiamate al voto e per prosciugamento della politica.<\/p>\n\n\n\n<h2>CAMPAGNA DI PROMESSE E FANGO <\/h2>\n\n\n\n<p>Yair Lapid, della coalizione <strong>Blu e bianco<\/strong>, ha invitato a \u00abtenere lontano i bambini dalla campagna dell\u2019odio, della violenza e del disgusto in televisione\u00bb. Nelle ultime settimane si sono susseguiti gli incontri tra la sua lista centrista e il<strong> Likud<\/strong> di Netanyahu per un\u2019intesa di governo mancata, prima dello scioglimento del parlamento. L\u2019unica possibilit\u00e0 di evitare le urne era una <strong>grande coalizione <\/strong>tra le due grandi forze testa a testa &#8211; ma senza maggioranza -, posto che Lapid e il coleader <strong>Benny Gantz <\/strong>possono unire la <strong>Lista degli arabi-israeliani<\/strong> e l\u2019<strong>ultradestra sionista<\/strong> di <strong>Avigdor Lieberman<\/strong> contro Netanyahu, ma mai in un loro governo. Cos\u00ec falliti i<a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/netanyahu-governo-israele\/\"> tentativi del Likud,<\/a> e poi di <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/israele-elezioni-gantz-netanyahu\/\">Blu e bianco, di formare un esecutivo <\/a>la sera del 10 dicembre Netanyahu, Lapid e il generale Gantz ancora si scapicollavano in tiv\u00f9. A giurare la loro volont\u00e0 eterna di mettere in piedi un governo di unit\u00e0 nazionale. E di non sperperare altri soldi pubblici <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Israele1.jpg\" alt=\"Israele terze elezioni 2020 Netanyahu\" class=\"wp-image-936858\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Israele1.jpg 700w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Israele1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption>Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Likud) in campagna per le Legislative del 2020. GETTY.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>I BLUFF DI NETANYAHU E GANTZ<\/h2>\n\n\n\n<p>Il premier e leader conservatore avrebbe chiamato a raccolta i suoi legali, valutando la possibilit\u00e0 di non cercare l\u2019<strong>immunit\u00e0<\/strong> sui<a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/israele-netanyahu-incriminazione-crisi-gantz\/\"> tre procedimenti penali (pe<strong>r corruzione, frode <\/strong>e <strong>abuso d\u2019ufficio<\/strong><\/a>) che lo riguardano. Dato che il nodo per un esecutivo bipartisan con Blu e bianco era la sua testa da premier. A meno che, era filtrato negli ultimi giorni, lo stesso non rinunciasse allo scudo legale (automatico per i parlamentari, non per i primi ministri in Israele) e sottinteso a ogni legge <em>ad personam<\/em> sulla giustizia nella nuova Legislatura. Gantz e Lapid avrebbero aperto in questo senso, come tentativo estremo: il massimo che potevano concedere senza \u00abrinunciare ai principi fondamentali\u00bb che li avevano \u00abportati in politica\u00bb. A condurre due campagne sull\u2019impresentabilit\u00e0 di Netanyahu. Non se ne \u00e8 fatto ben presto di nulla: quantomeno \u201cBibi\u201d bluffava, e forse non soltanto lui. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p> Queste terze elezioni hanno tre sole ragioni: corruzione, frode e abuso d&#8217;ufficio<\/p><cite>Biano e blu<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<h2> SUBITO IN CORSA ELETTORALE <\/h2>\n\n\n\n<p>Alla mezzanotte dell\u201911 dicembre, termine ultimo per approvare un nome di premier condiviso, la <strong>Knesset<\/strong> si \u00e8 <strong>sciolta<\/strong>, deliberando come ultimo e indispensabile atto nuove elezioni il 2 marzo prossimo. Poche ore prima dal <strong>Likud<\/strong> era arrivato l\u2019annuncio di <strong>primarie<\/strong> il <strong>26 dicembre<\/strong>, per ricompattare il partito su Netanyahu leader. E ancora premier: da \u201cBibi\u201d nessuna comunicazione sull\u2019attesa rinuncia alla sua richiesta di immunit\u00e0 in parlamento. In compenso, mentre i deputati erano riuniti per indire l\u2019ennesimo voto, Netanyahu assente rilanciava sui social l\u2019imperativo a \u00abvincere e vincere bene\u00bb contro la \u00abcospirazione di Ganz e dei leader arabi a forzare per il voto\u00bb. \u00c8 gi\u00e0 <a  href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/elections\/.premium-third-time-s-a-charm-why-this-israeli-election-could-be-different-1.8260064\"><strong>campagna elettorale<\/strong>, anche a Blu e bianco <\/a>sono ripartiti alla carica sulle \u00absole tre ragioni per queste terze elezioni, trasformate da una festa per la democrazia a un momento di vergogna: corruzione, frode e abuso d\u2019ufficio\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Israele2.jpg\" alt=\"Israele terze elezioni 2020 Netanyahu\" class=\"wp-image-936859\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Israele2.jpg 700w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Israele2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption>Il leader israeliano della coalizione Blu e bianco Benny Gantz. GETTY.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>A MONTE ANCHE I PIANI DI LIEBERMAN <\/h2>\n\n\n\n<p>Non sbaglia &#8211; per una volta &#8211; Lieberman, l\u2019ex ministro della Difesa arcinemico di Netanyahu e causa un anno fa della<strong> caduta <\/strong>del<strong> governo<\/strong>, quando rinfaccia ai leader del Likud (32 seggi) e a Blu e Bianco (33 seggi) di \u00abnon aver mai voluto davvero un governo di unit\u00e0\u00bb. E di aver portato Israele a \u00abnuove elezioni inutili\u00bb con una \u00abbattaglia dell\u2019ego in corso da mesi\u00bb. Lieberman avrebbe voluto un governo di <strong>larghe intese<\/strong> &#8211; senza Netanyahu premier &#8211; tra le due principali forze, appoggiato esternamente dalla sua<strong> lista laica e ultranazionalista<\/strong> (otto seggi). Ma a patto che fosse tenuta<a  href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/12\/12\/elezioni-israele\/\"> fuori dal nuovo esecutivo la <strong>destra ultraortodossa<\/strong> <\/a>(<strong>Shas<\/strong> e<strong> Giudaismo unito nella Torah<\/strong>), contraria alla leva obbligatoria chiesta insistentemente da Lieberman anche per gli ultraortodossi. Causa, questa, delle sue dimissioni da ministro, insieme alle campagne mancate su Gaza e al\u00a0 suo odio per Netanyahu.<\/p>\n\n\n\n<h2>&#8220;BIBI&#8221; ARRETRA ANCORA, MA NON CEDE <\/h2>\n\n\n\n<p>Lieberman pregusta da un pezzo la<a  href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/elections\/netanyahu-becoming-a-burden-lieberman-says-will-back-pardoning-pm-if-he-retires-1.8261140\"> caduta in disgrazia del premier dal 2009.<\/a> Al terzo voto in un anno non ha perso l\u2019occasione per scagliarsi contro di lui (\u00abio ho valori, tu solo interessi\u00bb) in un velenoso post su Facebook. Ma la sua architettura non poteva compiersi: il Likud fatica non poco a disfarsi di \u201cBibi\u201d, e di riflesso degli ultraortodossi alleati negli ultimi governi. Al netto di contestatori in ascesa come l\u2019ex ministro <strong>Gideon Saar<\/strong>, corso a sfidare Netanyahu alle <strong>primarie<\/strong>, il consenso per il leader appare solido tra i conservatori . E gli ultraortodossi sono utili a Netanyahu come ministri e deputati per far passare leggi<em> ad personam<\/em>. Ne ha disperatamente bisogno: l\u2019esecutivo <em>ad interim <\/em>che si trascina da un anno non ha i deputati per ottenere l\u2019impunit\u00e0. E \u201cBibi\u201d ci spera, nonostante tutto: negli ultimi sondaggi Gantz e Lapid sono avanti a 37 seggi (33 il Likud), ma la maggioranza \u00e8 lontana. Come gli elettori.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo pensiero, nella disillusione, corre al portafoglio. 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