{"id":4380,"date":"2019-12-17T18:34:32","date_gmt":"2019-12-17T18:34:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=938593"},"modified":"2019-12-17T18:34:32","modified_gmt":"2019-12-17T18:34:32","slug":"perche-crescono-le-tensioni-extra-calcio-nel-clasico-barcellona-real","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=4380","title":{"rendered":"Perch\u00e9 crescono le tensioni extra calcio nel Cl\u00e1sico Barcellona-Real"},"content":{"rendered":"<p>Sentimento indipendentista della Catalogna contro la squadra del governo di Madrid. Da sempre, ma ancora di pi\u00f9 ora dopo il referendum del 2017, gli arresti e le proteste di piazza che hanno fatto rinviare la partita a ottobre. Storia di una sfida mai normale.<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">La <strong>Spagna <\/strong>si ferma, col fiato sospeso, in uno strano mercoled\u00ec che non \u00e8 di <strong>coppa <\/strong>come da abitudine, e nemmeno un turno infrasettimanale di <strong>campionato <\/strong>di quelli che vanno di moda negli ultimi anni. La Spagna si ferma, col fiato sospeso, per una partita che attende da 53 giorni. La partita. Il <strong>Cl\u00e1sico<\/strong>, nella sua versione pi\u00f9 estrema e <strong>politicizzata <\/strong>di sempre, che doveva essere giocato il 26 ottobre ma salt\u00f2 perch\u00e9 nella citt\u00e0 catalana migliaia di persone protestavano contro il <strong>governo <\/strong>di <strong>Madrid<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>GLI INCROCI DI FUOCO NEL 2014 E NEL 2017<\/h2>\n\n\n\n<p>Un match ancora pi\u00f9 delicato di quello del dicembre del 2017, poco dopo il <strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"referendum in Catalogna (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/referendum-catalogna-le-cose-da-sapere-sul-voto-dell1-ottobre\/\">referendum <\/a><\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"referendum in Catalogna (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/referendum-catalogna-le-cose-da-sapere-sul-voto-dell1-ottobre\/\">in <\/a><strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"referendum in Catalogna (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/referendum-catalogna-le-cose-da-sapere-sul-voto-dell1-ottobre\/\">Catalogna<\/a> <\/strong>dichiarato illegale da <strong>Madrid<\/strong>, con i leader <strong>indipendentisti <\/strong>in carcere e il presidente <strong>Carles Puigdemont<\/strong> autoesiliato (o in fuga, a seconda dei punti di vista) in <strong>Belgio<\/strong>. Pi\u00f9 di quello che si disput\u00f2 il 26 ottobre del 2014, due settimane prima della <strong>consultazione <\/strong>simbolica convocata dal <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"governo di Artur Mas (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/catalogna-artur-mas-il-referendum-e-la-strada\/\">governo di <\/a><strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"governo di Artur Mas (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/catalogna-artur-mas-il-referendum-e-la-strada\/\">Artur Mas<\/a><\/strong> dopo il no della <strong>Corte costituzionale<\/strong> a un <strong>referendum <\/strong>vero.<\/p>\n\n\n\n<h2>ALLERTA PER L&#8217;ORDINE PUBBLICO<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Barcellona <\/strong>e <strong>Real Madrid<\/strong> arrivano alla sfida del <strong>Camp Nou<\/strong> appaiate in testa alla classifica della <strong>Liga<\/strong>, 35 punti ciascuna. Ma il <strong>calcio <\/strong>sembra passare del tutto in secondo piano. Dalla capitale temono per la tenuta dell&#8217;<strong>ordine pubblico<\/strong> e la <strong>sicurezza <\/strong>di giocatori, dirigenti e tifosi madridisti. Il movimento catalanista <strong>Tsunami Democr\u00e1tic<\/strong> ha annunciato una <strong>mobilitazione<\/strong>. Si temono assalti al pullman del Real, a quello dell&#8217;<strong>arbitro<\/strong>, e invasioni di campo. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Contro l&#8217;Atletico, il Bar\u00e7a \u00e8 tornato a indossare la maglia a strisce gialle e rosse che riprende i colori della senyera catalana<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il Camp Nou, secondo gli opinionisti dei <strong>quotidiani <\/strong>vicini al Madrid, \u00e8 da anni rifugio per tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato definito <strong>incostituzionale<\/strong>, di istanze indipendentiste e <strong>bandiere estreladas<\/strong>. Nella recente trasferta al <strong>Wanda Metropolitano<\/strong> contro l&#8217;<strong>Atletico<\/strong>, il <strong>Bar\u00e7a <\/strong>\u00e8 tornato a indossare la maglia a <strong>strisce gialle e rosse<\/strong> che riprende i colori della <strong>senyera catalana<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-938692\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Lionel Messi con la maglia &#8220;indipendentista&#8221; esibita contro l&#8217;Atletico Madrid. (Ansa)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2><em>M\u00c9S QUE UN CLUB<\/em> DAL 1968<\/h2>\n\n\n\n<p>Non pu\u00f2 che essere cos\u00ec, il Barcellona \u00e8 <em><strong>m\u00e9s que un club<\/strong><\/em>, pi\u00f9 di un club, e lo \u00e8 da ben prima che <strong>Narc\u00eds de Carreras<\/strong> pronunciasse, nel 1968, la frase che sarebbe finita stampata sulle maglie da gioco <strong>blaugrana <\/strong>e sugli spalti del Camp Nou. Il Bar\u00e7a ha scelto chiaramente da che parte stare un secolo fa, a 20 anni esatti dalla sua <strong>fondazione <\/strong>avvenuta nel 1899 a opera di un gruppo di <strong>commercianti stranieri<\/strong> trapiantati in Catalogna, e quella parte \u00e8 quella del catalanismo indipendentista e repubblicano. \u00c8 cos\u00ec dal 1919, quando l&#8217;allora presidente del club <strong>Ricard Graells<\/strong> organizz\u00f2 la <strong>Diada <\/strong>(Festa nazionale) dell&#8217;11 settembre per commemorare il 205esimo anniversario della caduta di Barcellona nelle mani delle truppe <strong>borboniche <\/strong>di <strong>Filippo V<\/strong> di Spagna.<\/p>\n\n\n\n<h2>FISCHI ALL&#8217;INNO NAZIONALE SPAGNOLO<\/h2>\n\n\n\n<p>Ci sarebbero voluti soltanto altri sei anni perch\u00e9 si introducesse un nuovo rito catartico catalano e catalanista, quello dei <strong>fischi <\/strong>alla <strong>Marcha Real<\/strong>, l&#8217;<strong>inno nazionale spagnolo<\/strong> accompagnato dalla disapprovazione del pubblico blaugrana ogni volta che viene eseguito prima di una <strong>finale <\/strong>di <strong>Copa del Rey<\/strong>. Era il 24 giugno del 1925 e il Bar\u00e7a aveva organizzato nel campi di <strong>Les Corts<\/strong> una partita contro l&#8217;<strong>Fc Jupiter<\/strong>. Il generale <strong>Primo de Rivera<\/strong> aveva preso il potere in Spagna due anni prima, instaurando una <strong>dittatura militarista<\/strong> e di <strong>estrema destra<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>VILIPENDIO ED ESPULSIONE DEL PRESIDENTE GAMPER<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\">Ogni partita del Barcellona, gi\u00e0 all&#8217;epoca, era vista come riunione sediziosa, e per questo aveva bisogno di un <strong>permesso speciale<\/strong> per essere giocata. Il nulla osta, quel giorno, arriv\u00f2 in extremis, con il <strong>pubblico <\/strong>ammassato fuori dallo <strong>stadio <\/strong>in attesa di poter entrare. Quando l&#8217;orchestra della <strong>Marina militare britannica<\/strong> cominci\u00f2 a suonare, i fischi dei tifosi del Bar\u00e7a coprirono le note della Marcha Real. Un <strong>vilipendio <\/strong>che il Bar\u00e7a avrebbe pagato con l&#8217;espulsione del presidente <strong>Gamper <\/strong>e la sospensione delle attivit\u00e0 per sei mesi.<\/p>\n\n\n\n<h2>SOTTO I COLPI DELLA DITTATURA DI FRANCO<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Barcellona aveva preso una strada che non avrebbe pi\u00f9 abbandonato e che anzi si sarebbe rinforzata nei 39 anni di governo di <strong>Francisco Franco<\/strong>, sotto i colpi di un <strong>regime <\/strong>che cancell\u00f2 le <strong>autonomie <\/strong>e la <strong>lingua catalana<\/strong>, imponendo il <strong>castigliano <\/strong>come unico idioma legale, cambiando il nome della societ\u00e0 da <strong>Foot-Ball Club Barcelona<\/strong> in <strong>Club de Futbol Barcelona<\/strong> e rimuovendo dal suo stemma i riferimenti all&#8217;identit\u00e0 catalana. Un regime cui il Barcellona pag\u00f2 un pegno salato con l&#8217;uccisione del suo presidente repubblicano e di sinistra <strong>Josep Sunyol i Garriga<\/strong> nell&#8217;agosto del 1936, vittima di un&#8217;imboscata <strong>falangista <\/strong>in piena <strong>Guerra civile<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>MA LA VERA SQUADRA DEL REGIME \u00c8 L&#8217;ATLETICO<\/h2>\n\n\n\n<p>Dall&#8217;altra parte il Madrid avrebbe iniziato a costruirsi la fama di club <strong>fascista <\/strong>per via della presenza sempre pi\u00f9 frequente del <strong>Generalisimo <\/strong>sugli spalti del <strong>Chamart\u00edn <\/strong>e del <strong>Santiago Bernab\u00e9u<\/strong> poi. E poco importa se la realt\u00e0 forse fu un po&#8217; diversa, un po&#8217; pi\u00f9 sfumata, se il vero e autentico club del regime fu l&#8217;<strong>Atletico Madrid<\/strong>, squadra dell&#8217;<strong>aviazione<\/strong>, se persino un grande intellettuale come <strong>Javier Mar\u00edas<\/strong> ha dedicato un pezzo importante della sua attivit\u00e0 a cercare di raccontare e far emergere il lato repubblicano del Madrid.<\/p>\n\n\n\n<h2>LA &#8220;VISITA&#8221; FALANGISTA NELLO SPOGLIATOIO BLAUGRANA<\/h2>\n\n\n\n<p>Il mito, si sa, \u00e8 pi\u00f9 forte della storia. E quello del Barcellona <strong>antifascista <\/strong>contro il Real di Franco si aliment\u00f2 ulteriormente di episodi e aneddoti eloquenti. Come quell&#8217;<strong>11-1<\/strong> con cui il Real Madrid super\u00f2 il Bar\u00e7a nel ritorno della <strong>semifinale <\/strong>di Copa del Generalisimo del 1943, un risultato che ribalt\u00f2 il 3-0 dell&#8217;andata e &#8211; si narra &#8211; arriv\u00f2 a seguito di una visita di poca cortesia da parte di un manipolo di <em>bravi<\/em> falangisti nello <strong>spogliatoio blaugrana<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-1024x696.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-938695\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-1024x696.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-768x522.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Il Real Madrid. (Ansa)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>UNA CONTESA DI MERCATO SU DI STEFANO<\/h2>\n\n\n\n<p>O come il caso di mercato che segn\u00f2 gli Anni 50, col passaggio di <strong>Alfredo Di Stefano<\/strong> al Real Madrid al termine di una lunga querelle coi blaugrana, che ritenevano di aver acquisito i diritti del giocatore prima dei rivali. Un equivoco che in realt\u00e0 sarebbe nato dalla particolare situazione contrattuale di Di Stefano, che giocava in <strong>Colombia <\/strong>coi <strong>Millonarios <\/strong>(con cui si accord\u00f2 il Barcellona) ma era tesserato per il <strong>River Plate<\/strong> (col quale negozi\u00f2 il Real), ma che in Catalogna viene ancora oggi addebitato alle ingerenze e preferenze calcistiche di Franco.<\/p>\n\n\n\n<h2>A PIEDI CONTRO I RINCARI DEI BIGLIETTI DEL TRAM<\/h2>\n\n\n\n<p>Negli Anni 70, mentre la dittatura andava a spegnersi con le condizioni di salute del <strong>Caudillo<\/strong>, <strong>Manuel V\u00e1zquez Montalb\u00e1n<\/strong> coni\u00f2 l&#8217;espressione \u201c<strong>esercito disarmato<\/strong> della Catalogna\u201d per descrivere il Barcellona. Lo stesso Barcellona i cui tifosi, nel 1951, tornarono a casa a piedi dopo una partita vinta contro il <strong>Santander<\/strong>, facendo chilometri sotto la pioggia battente, per non prendere i <strong>tram <\/strong>i cui <strong>biglietti <\/strong>avevano appena subito un forte <strong>rincaro <\/strong>per decisione del governo nazionale. <\/p>\n\n\n\n<h2>LAPORTA E IL RITORNO DEL SENTIMENTO CATALANO<\/h2>\n\n\n\n<p>Un ruolo che il Bar\u00e7a aveva rivestito, volente o nolente, nel corso della sua storia, e che sarebbe diventato di fatto inscindibile dai suoi colori, a prescindere dalle <strong>intenzioni <\/strong>e dai <strong>programmi <\/strong>dei suoi presidenti. <strong>Josep Llu\u00ecs N\u00fa\u00f1ez<\/strong>, presidente per 22 anni tra il 1978 e il 2000, tent\u00f2 di allontanare il club dalle <strong>influenze politiche<\/strong> indipendentiste e di sinistra, per trasformarlo semplicemente in una fortissima <strong>polisportiva<\/strong>. Ci riusc\u00ec, almeno in parte, diventando il presidente pi\u00f9 vincente nella storia del Barcellona, ma fu travolto dal ritorno del sentimento catalano che port\u00f2 nel 2003 all&#8217;elezione del suo grande oppositore <strong>Joan Laporta<\/strong>.  <\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;ORGOGLIO DI GUARDIOLA DOPO LA COPPA DEI CAMPIONI<\/h2>\n\n\n\n<p>Nei sette anni di Laporta il Bar\u00e7a \u00e8 tornato a essere tutt&#8217;uno con la causa catalana, impersonata in campo da una squadra che aveva ritrovato nel suo <strong>settore giovanile<\/strong> la sua forza principale e nell&#8217;allenatore catalano e catalanista <strong>Pep Guardiola<\/strong> il suo alfiere. Nel 1992, quando da giocatore fu protagonista della prima <strong>Coppa dei Campioni<\/strong> vinta dal Bar\u00e7a, Guardiola si sporse dal balcone della <strong>Generalitat<\/strong>, la sede del sistema amministrativo-istituzionale del governo catalano, e disse: \u00ab<em>Ciutadans de Catalunya, ja la tenim aqu\u00ed<\/em>\u00bb (\u00abCittadini di Catalogna, finalmente l&#8217;abbiamo qui\u00bb). Non era una frase qualunque, ma una citazione dell&#8217;ex presidente catalano <strong>Josep Tarradellas<\/strong>, fuggito in Francia durante il franchismo. Tarradellas, che nel 1979 avrebbe messo la sua firma sull&#8217;<strong>Estatut <\/strong>che sanciva il ritorno dell&#8217;autonomia catalana, rientrando nel 1977 a Barcellona dopo un esilio lungo 38 anni, pronunci\u00f2 dallo stesso balcone: \u00ab<em>Ciutadans de Catalunya, ja s\u00f3c aqu\u00ed<\/em>\u00bb (\u00abCittadini di Catalogna, sono finalmente qui\u00bb).  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-guardiola-1024x924.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-938694\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-guardiola-1024x924.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-guardiola-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-guardiola-768x693.jpg 768w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/clasico-barcellona-real-madrid-politica-guardiola.jpg 1554w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Pep Guardiola ai tempi in cui giocava col Barcellona. (Ansa)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>BARTOMEU DECISAMENTE PI\u00d9 TIEPIDO<\/h2>\n\n\n\n<p>Il clima non \u00e8 cambiato nemmeno con la fine dell&#8217;era Laporta. Anzi, il precipitare della questione catalanista, coi due referendum gi\u00e0 citati e una <strong>dichiarazione<\/strong> di <strong>indipendenza unilaterale<\/strong>, con l&#8217;incarceramento e la condanna dei leader indipendentisti e il commissariamento della Generalitat, ha finito per trascinare il club e la sua dirigenza sempre pi\u00f9 dentro l&#8217;agone politico. Una posizione in cui, probabilmente, il presidente <strong>Josep Bartomeu<\/strong>, decisamente pi\u00f9 tiepido di Laporta sulla causa indipendentista, avrebbe preferito non trovarsi, ma dalla quale non \u00e8 potuto scappare. Quando nel 2014 fu convocato il primo referendum, contro il parere della Corte costituzionale, il Bar\u00e7a fu uno degli ultimi club ad appoggiare pubblicamente la causa, preceduto persino dai rivali cittadini che portano gli aggettivi <strong>Real <\/strong>ed <strong>Espanyol <\/strong>nel loro nome e che tradizionalmente sono identificati con la parte fedele alla <strong>monarchia <\/strong>della metropoli. Eppure il Barcellona \u00e8 ancora l\u00ec, a rappresentare l&#8217;esercito disarmato della Catalogna, cos\u00ec come V\u00e1zquez de Montalb\u00e1n l&#8217;aveva dipinto quasi mezzo secolo fa. Portatore di un&#8217;identit\u00e0 diventata pi\u00f9 grande di ogni altra cosa, persino dei <strong>trofei <\/strong>vinti e dei reali programmi di chi lo dirige. Tutt&#8217;uno con la causa catalana e nemico di Madrid. Non solo sul campo.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sentimento indipendentista della Catalogna contro la squadra del governo di Madrid. Da sempre, ma ancora di pi&ugrave; ora dopo il referendum del 2017, gli arresti e le proteste di piazza che hanno fatto rinviare la partita a ottobre. Storia di una sfida mai normale.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[57,75,658,36],"tags":[],"class_list":["post-4380","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-barcellona","category-calcio","category-real-madrid","category-sport"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4380","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4380"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4428,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4380\/revisions\/4428"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}