{"id":4545,"date":"2019-12-19T16:07:04","date_gmt":"2019-12-19T16:07:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=939160"},"modified":"2019-12-19T16:07:04","modified_gmt":"2019-12-19T16:07:04","slug":"quel-giorno-di-20-anni-fa-in-cui-macao-torno-in-mano-alla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=4545","title":{"rendered":"Quel giorno di 20 anni fa in cui Macao torn\u00f2 in mano alla Cina"},"content":{"rendered":"<p>Il 20 dicembre 1999 il Portogallo restituiva alla Cina Macao. Agli antipodi della ribelle Hong Kong per identit\u00e0 e rapporti con Pechino. Il ricordo di un momento storico.<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">A <strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Macao (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/macao-proteste-hong-kong-xi-jinping-cina\/\">Macao<\/a> <\/strong>l\u2019orologio della <strong>storia <\/strong>si \u00e8 resettato esattamente 20 anni fa, la notte del 20 dicembre 1999. Due anni dopo <strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/tag\/hong-kong\/\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Hong Kong (apre in una nuova scheda)\">Hong Kong<\/a><\/strong>, anche quell\u2019ultimo avamposto d\u2019Occidente in Asia, dopo pi\u00f9 di quattro secoli di dominio portoghese, tornava \u00abnell\u2019abbraccio della Madrepatria cinese\u00bb, come dicevano e tuttora dicono pomposamente a Pechino. Secondo gli<strong> accordi firmati tra Cina e Portogallo<\/strong> circa 10 anni prima di quella data, nel 1987, questo piccolissimo territorio, prima <strong>colonia <\/strong>e poi, ufficialmente, \u201cTerritorio cinese sotto amministrazione portoghese\u201d, passava alla Cina seguendo gli stessi criteri della ex colonia britannica, comprese (in teoria) tutte le libert\u00e0 fondamentali esistenti sotto il Portogallo.<\/p>\n\n\n\n<h2>UN RIFUGIO CONTRO LA NOSTALGIA<\/h2>\n\n\n\n<p>Nei tanti anni vissuti a Hong Kong il mio rifugio contro la nostalgia si chiamava proprio Macao. Quando l\u2019<strong>Occidente cristiano<\/strong> nel quale comunque sono nato mi riafferrava, e la nostalgia mi prendeva alle spalle, saltavo sul primo aliscafo da <strong>Central <\/strong>e mi mettevo in viaggio per quella che allora era ancora una <strong>enclave <\/strong>portoghese in Cina. Per un giorno, o anche solo un pomeriggio, staccavo da tutto e da tutti e mi sottoponevo alla mia personale terapia contro la nostalgia.  Mi sorprendevo a girare per le <strong>vie del centro<\/strong>, a sfiorare con le mani le antiche pietre degli edifici coloniali, a intenerirmi leggendo le targhe con i nomi delle strade in portoghese (e sotto in cinese, ovviamente, ma era meglio di niente). Uno dei miei angoli preferiti era il <strong>vecchio cimitero degli stranieri<\/strong>, con le sue tombe consumate dal tempo, sprofondate nel terreno, con sopra incise le storie di mercanti portoghesi, marinai olandesi e capitani inglesi morti per il colera o la febbre gialla, all\u2019epoca dei bastimenti a vela o a vapore. La nostalgia si poteva toccare con mano a Macao. E poi, i portoghesi di <strong>saudade <\/strong>se ne intendono forse pi\u00f9 di chiunque altro.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p> Fu una libera scelta del Portogallo, una piccola nazione, a quei tempi una delle pi\u00f9 povere in Europa <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>A Macao ci andavo quasi sempre da solo. Erano momenti tutti miei quelli, di cui avevo bisogno come di una personale e intima ricarica dal caos, dalla volgarit\u00e0 e dall\u2019orgia perenne di <strong>cemento e acciaio <\/strong>di Hong Kong. Ma in quel fine anno del 1999 il tempo stava per scadere anche per questo fazzoletto di terra portoghese in Cina. Dopo pi\u00f9 di 400 anni, Lisbona l\u2019avrebbe restituita a Pechino. Non si trattava questa volta, come quasi tre anni prima per Hong Kong, della <strong>scadenza di un contratto<\/strong>. Fu una libera scelta del Portogallo, una piccola nazione, a quei tempi <strong>una delle pi\u00f9 povere in Europa <\/strong>e che non aveva ancora visto la ripresa odierna, ben lontana da quella <strong>potenza economica globale <\/strong>che possedeva un impero coloniale in grado di rivaleggiare con quelli di Spagna o Inghilterra. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/storia-macao-cina-1024x698.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-939173\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/storia-macao-cina-1024x698.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/storia-macao-cina-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/storia-macao-cina-768x524.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>I fuochi d&#8217;artificio a Macao in occasione dell&#8217;anniversario del ritorno alla Cina.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I portoghesi avevano gi\u00e0 abbastanza preoccupazioni a sbarcare il lunario ogni giorno a casa loro per potersi permettere di mantenere un presidio coloniale dall\u2019altra parte della terra, che gli <strong>costava uno sproposito<\/strong>. Per questo quando Pechino gli chiese se volessero ridargliela, si decise per un ritorno \u201csoft\u201d di Macao, firmando qualche anno prima un accordo articolato con i cinesi. Quel giorno di 20 anni fa, salendo sull\u2019aliscafo, cercai di prepararmi a <strong>dire addio<\/strong> alla Macao portoghese che avevo conosciuto, e profondamente amato: dovevo scrivere un <strong>articolo di cronaca<\/strong> sul giorno del ritorno alla Cina. Ne venne fuori una vera e propria dichiarazione d\u2019amore. Quasi postuma, oramai. <\/p>\n\n\n\n<h2>UNA ENCLAVE NATA E SVILUPPATASI SUL COMMERCIO<\/h2>\n\n\n\n<p>Nata e sviluppatasi sul <strong>commercio<\/strong>, Macao, a 70 chilometri di mare dalla modernissima Hong Kong, ebbe origine per un reciproco tornaconto. I portoghesi, all\u2019apice del loro potere e della loro espansione sui mari del mondo, volevano un <strong>punto d\u2019appoggio sulla costa cinese<\/strong> per le navi che da Goa, in <strong>India<\/strong>, facevano rotta verso il Giappone. I cinesi cercavano qualcuno che li liberasse dalle bande di feroci pirati che imperversavano su quelle coste. Era l\u2019anno <strong>1557<\/strong>: Lisbona, con i suoi cannoni, distrusse i pirati, e Pechino le concesse il permesso di installarsi a Macao. Da allora la storia dei rapporti sino-portoghesi fu una storia pressoch\u00e9 unica nel suo genere, di serene e idilliache<strong> cortesie reciproche<\/strong>.  E prosegue cos\u00ec ancora oggi, perch\u00e9 Pechino resta molto orgogliosa di questa sua \u201cfiglia prediletta e fedele\u201d, contrapponendola con forza alla \u201cribelle Hong Kong\u201d. Ma in una sorta di provocazione tardiva, proprio in quel giorno fatidico di 20 anni fa,  a Macao si erano dati appuntamento tutti i principali protagonisti del <strong>dissenso <\/strong>anti-cinese del tempo. <\/p>\n\n\n\n<h2>GLI INTELLETTUALI ESILIATI DALLA CINA<\/h2>\n\n\n\n<p>Incontrandoli mi sembr\u00f2 di trovarmi di colpo catapultato sul set di un film sulla Cina di inizio secolo, quando gli <strong>intellettuali<\/strong>, esiliati dal Dragone come lo sono ancora oggi, cospiravano per rovesciare l\u2019impero in stanzette buie immerse nel fumo. A Macao quel giorno erano in 60: 60 tra i maggiori <strong>dissidenti <\/strong>che da anni stavano cercando di far sentire all\u2019estero una voce ormai da tempo messa a tacere in patria. C\u2019era<strong> Yan Jiaqi<\/strong>, il sociologo consigliere dell\u2019ex segretario generale del Partito <strong>Zhao Ziyang<\/strong>. E c\u2019era <strong>Wang Xizhe<\/strong>, l\u2019autore dell\u2019unico manifesto democratico dell\u2019era di Mao Zedong di cui si sia avuta notizia. Non c\u2019era invece<strong> Wei Jingsheng<\/strong>, il pi\u00f9 famoso di tutti. Invitato, mi dissero gli organizzatori, \u00absi \u00e8 rifiutato perch\u00e9 non vuole associarsi. Ci sono diversit\u00e0 tra noi, ma non dovremmo accentuarle\u00bb, mi spieg\u00f2 Yan Jiaqi. \u00abAbbiamo scelto Macao, perch\u00e9 e il posto pi\u00f9 vicino alla nostra terra, dove tutti vogliamo tornare. L\u2019anno prossimo, dopo che anche Macao sar\u00e0 tornata alla Cina, non sapremo pi\u00f9 dove andare\u00bb, concluse sconsolato Yan, a cui pochi giorni prima era stato proibito anche l\u2019ingresso a Hong Kong.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>I porto-macaensi si riuniscono ancora oggi ogni sera nell\u2019antico e solenne palazzo rosa del Club militar in Avenida da Praja Grande, dove li incontrai <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma chi non poteva e soprattutto non voleva <strong>scappare<\/strong>, invece, erano quel manipolo di \u201cmezzosangue\u201d, i porto-macaensi che si riuniscono ancora oggi ogni sera nell\u2019antico e solenne palazzo rosa del <strong>Club militar in Avenida da Praja Grande<\/strong>, dove li incontrai. Per loro non esiste altra patria che Macao. \u00abPossiamo sopravvivere soltanto qui, sulle acque basse e torbide di questa baia\u00bb, mi disse melanconico l\u2019avvocato <strong>Manuel Oporto Fernandez<\/strong>. \u00abSiamo nati tutti da una vecchia storia d\u2019amore tra Oriente e Occidente. Quando l\u2019<strong>Europa <\/strong>se ne sar\u00e0 andata cosa ne sar\u00e0 di noi?\u00bb. L\u2019avvocato Oporto si ritrovava, ogni mese, in una vecchia villa dell\u2019isola di Coloane, con molti di quegli \u201cesuli della storia\u201d, per ricordare il passato e la magia di questo posto straordinario \u00abdove gli uomini potevano discutere in pace, e i poeti sognare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2>TESTIMONI DI UNA STORIA CHE STAVA PER COMPIERSI<\/h2>\n\n\n\n<p>Poi venne la sera di quel giorno fatidico, e io andai con una moltitudine di gente, di colleghi della <strong>stampa internazionale<\/strong>, di fotografi e cineoperatori, fino al vicino confine con la Cina dove, esattamente allo scoccare della mezzanotte del 20 dicembre 1999, vedemmo il Pla, l\u2019<strong>Esercito Popolare di Liberazione cinese<\/strong>, entrare a Macao. La gente li osservava sfilare in silenzio. Nessuno applaud\u00ec. La storia si era compiuta, e noi ne eravamo stati testimoni. Dopo pi\u00f9 di <strong>quattro secoli<\/strong>, il vecchio Portogallo, e con lui, cos\u00ec ci sembr\u00f2, l\u2019intero Occidente, si ritirava in buon ordine e quella che \u2013 gi\u00e0 allora lo intuivamo \u2013 sarebbe stata<strong> la nuova Cina<\/strong> protagonista del<strong> nuovo millennio<\/strong> che stava per cominciare si faceva largo. Prepotentemente.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 20 dicembre 1999 il Portogallo restituiva alla Cina Macao. Agli antipodi della ribelle Hong Kong per identit&agrave; e rapporti con Pechino. 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