{"id":4576,"date":"2019-12-20T06:00:28","date_gmt":"2019-12-20T06:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=939494"},"modified":"2019-12-20T06:00:28","modified_gmt":"2019-12-20T06:00:28","slug":"la-narrazione-distorta-dello-spettacolo-teatrale-sulle-banche-venete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=4576","title":{"rendered":"La narrazione distorta dello spettacolo teatrale sulle banche venete"},"content":{"rendered":"<p>Il Comunale di Vicenza chiude le porte a \"Una Banca Popolare\". Che ha debuttato a Venezia tra perplessit\u00e0 e indignazione. Effetto di una lettura del terremoto BpVI sbilanciata a favore di Zonin. <\/p>\n<p>Al <strong>teatro Comunale di Vicenza<\/strong> hanno gi\u00e0 deciso. Commenti non ne filtrano, ma la scelta \u00e8 netta: <em>Una Banca Popolare<\/em>, novit\u00e0 di <strong>Romolo Bugaro<\/strong> prodotta dal Teatro Stabile del Veneto, che ha debuttato al Goldoni di Venezia a met\u00e0 dicembre, non approder\u00e0 nella citt\u00e0 pi\u00f9 ferita dal<strong> tracollo delle Popolari venete<\/strong>. Nessuna sorpresa. Si parla di un palcoscenico che dista meno di 100 metri da quello che fu il <strong>quartier generale della Banca Popolare di Vicenza<\/strong>, l\u2019istituto di credito presieduto da <strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/zonin-processo-bpvi\/\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Gianni Zonin (apre in una nuova scheda)\">Gianni Zonin<\/a><\/strong>, fallito trascinando nel crac oltre 100 mila soci. Le finestre dell\u2019ultimo piano del palazzo di via Framarin, dove si trovavano gli uffici dei Vip e la sala del consiglio di amministrazione, danno proprio sul teatro progettato da <strong>Gino Valle <\/strong>e aperto nel 2007. BpVI era fra i<strong> soci fondatori<\/strong>, aveva due rappresentanti nel consiglio della Fondazione costituta ad hoc dal proprietario, il Comune di Vicenza, per la gestione. E supportava con un sostanzioso contributo \u2013 200 mila euro all\u2019anno \u2013 le attivit\u00e0 di spettacolo. <\/p>\n\n\n\n<h2>BELTOTTO, DA ZAIA AL TEATRO STABILE<\/h2>\n\n\n\n<p>Sono passati due anni e mezzo dal crollo e molto \u00e8 cambiato. Banca Intesa, che al prezzo di un euro ha rilevato la Popolare fallita, in consiglio non c\u2019\u00e8 e ha <strong>dimezzato il contributo<\/strong>. Rimane importante la presenza della Regione, pi\u00f9 incisiva da quando l\u2019Amministrazione comunale di Vicenza, a giugno del 2018, si \u00e8 allineata a <strong>centrodestra <\/strong>con quella veneta. Il dettaglio non \u00e8 privo di significato. La Regione ha nello Stabile l\u2019istituzione teatrale di riferimento: fra l\u2019altro, il presidente \u00e8 <strong>Giampiero Beltotto<\/strong>, in passato (dopo essere stato <strong>caporedattore della Rai<\/strong> a Venezia) per cinque anni portavoce di <strong>Luca Zaia<\/strong>, inamovibile governatore. E questo fa capire che dire no allo Stabile, anche solo per la distribuzione di un allestimento, non \u00e8 cos\u00ec semplice. Il fatto \u00e8 che questo spettacolo \u2013 ampiamente pubblicizzato prima dell\u2019andata in scena come lettura delle vicende bancarie venete \u201cdalla parte dei cattivi\u201d \u2013 appare decisamente sbilanciato in una prospettiva che si pu\u00f2 definire solo come \u201cfilo-zoniniana\u201d. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-1-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-939523\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-1-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-1-768x513.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>L&#8217;opera \u00e8 stata prodotta dal Teatro Stabile del Veneto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A Venezia, il debutto e le repliche sono caduti in una certa pubblica indifferenza e in varie private <strong>indignazioni<\/strong>. Alla prima il teatro era tutt\u2019altro che pieno e le <strong>accoglienze <\/strong>non sono state propriamente entusiastiche. Devono essere bastati i resoconti molto cauti della carta stampata per indurre un gruppetto di poche persone a recarsi al Goldoni, assistere all\u2019<strong>ultima replica<\/strong>, non applaudire e \u201caspettare fuori\u201d l\u2019autore e il regista, <strong>Alessandro Rossetto<\/strong>. Volevano \u201cchiedere spiegazioni\u201d si \u00e8 letto in una cronaca del quotidiano<em> Nuova Venezia<\/em>, difficile che quelle avute da una aiuto-regista (gli altri asseritamente non erano presenti) siano state soddisfacenti. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Dall\u20198 al 12 gennaio la partita si sposter\u00e0 al Verdi di Padova, citt\u00e0 decisamente pi\u00f9 coinvolta di Venezia nel terremoto BpVI <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Passate le feste, <strong>dall\u20198 al 12 gennaio<\/strong> la partita si sposter\u00e0 al Verdi di Padova, citt\u00e0 decisamente pi\u00f9 coinvolta di Venezia nel terremoto BpVI. E si vedr\u00e0 quale accoglienza sar\u00e0 riservata al debutto nella drammaturgia dell\u2019autore di casa Bugaro, <strong>avvocato-scrittore<\/strong> che gode di buona notoriet\u00e0 per una serie di romanzi spesso ad ambientazione veneta che gli sono valsi anche due ingressi nella cinquina del premio Campiello, nel 1998 e nel 2007. La sua scrittura teatrale, per\u00f2, appare sostanzialmente deludente. E la sua lettura del caso banche venete sembra andare in direzione di una <strong>narrazione <\/strong>che \u00e8 singolarmente sovrapponibile a quella che Gianni Zonin sta portando avanti da quando ha deciso di tornare in pubblico, di rispondere ai <strong>giornalisti <\/strong>e di partecipare alle udienze del processo in cui \u00e8 imputato. <\/p>\n\n\n\n<h2>BUGARO E \u00abI NAZISTI DELLA BCE\u00bb<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 la narrazione di una gestione bancaria che \u00e8 fallita per  avere voluto pervicacemente fare <strong>l\u2019interesse dell\u2019economia del territorio<\/strong> e che riconduce il crollo alla capziosit\u00e0 dei controlli di <strong>Bankitalia <\/strong>e della Bce (\u00abi nazisti della Bce\u00bb fa dire testualmente Bugaro al suo presidente della fittizia Popolare del Nordest). Scrollandosi di dosso con arrogante sicumera ogni responsabilit\u00e0 per qualsiasi \u201cmala gestio\u201d, per qualsiasi comportamento illegale. Tutto questo avviene in un <strong>lunghissimo monologo<\/strong> (45 minuti peraltro ben sostenuti dall\u2019attore Fabio Sartor) che come tutti i monologhi non prevede contradditorio, prospettiva diversa, sviluppo dialettico. Il banchiere <strong>Gianfranco Carrer<\/strong> (cos\u00ec si chiama il personaggio nello spettacolo) racconta la sua verit\u00e0: un singolare spot teatrale per le tesi difensive dell\u2019ex banchiere Zonin in tribunale a Vicenza. Che in questo dovesse consistere la pur interessante scelta di portare sulla scena il grande crac del Veneto \u00e8 revocabile in dubbio. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-2-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-939524\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-2-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/una-banca-popolare-teatro-2-768x513.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Una scena di &#8220;Una Banca Popolare&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Bugaro si limita ad abbozzare (nella prima parte) il ruolo e le miserie del \u201ccerchio magico\u201d che stava intorno al presidente della Banca Popolare: <strong>imprenditori e professionisti <\/strong>che hanno goduto di un trattamento privilegiato, si sono prestati a operazioni poche chiare spesso (ma non sempre) risolte in cospicui rovesci finanziari e solo alla fine, quando \u00e8 esplosa la crisi, hanno scaricato il loro \u201cbenefattore\u201d. Ma il lungo monologo finale cancella anche questo pur parziale tentativo di articolare di pi\u00f9 e meglio il discorso. Che mai accende una luce sul colossale <strong>tradimento della fiducia <\/strong>di decine di migliaia di risparmiatori. Altri elementi, poi, sono destinati ad alimentare le polemiche. <\/p>\n\n\n\n<h2>IL PASSATO DI BELTOTTO ALLA BPVI<\/h2>\n\n\n\n<p>Sorprende ad esempio che alla produzione di uno spettacolo cos\u00ec a tesi (ne \u00e8 prevista una versione cinematografica) partecipi la \u201cJole Film\u201d di Marco Paolini, il popolare autore-attore che completa in questo modo un inedito percorso di avvicinamento allo Stabile, gi\u00e0 contrassegnato da una significativa presenza nei suoi <strong>cartelloni<\/strong>. E incuriosisce, diciamo cos\u00ec, il fatto che Beltotto sia stato <strong>l\u2019ultimo responsabile della comunicazione<\/strong>, prima del definitivo tracollo, della Banca Popolare di Vicenza. In quei mesi, Beltotto era gi\u00e0 vicepresidente dello Stabile e lo era anche successivamente, quando il suo <strong>predecessore, Angelo Tabaro<\/strong>, decise di concretizzare il progetto di <em>Una Banca Popolare<\/em>. Infine, nell\u2019ottobre 2018 Beltotto \u00e8 diventato presidente. \u00c8 stato lui, quindi, a seguire la definitiva realizzazione dello spettacolo. Al limite, come testimone del crollo, avrebbe anche potuto esserne un personaggio. <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Comunale di Vicenza chiude le porte a &#8220;Una Banca Popolare&#8221;. Che ha debuttato a Venezia tra perplessit&agrave; e indignazione. 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