{"id":4636,"date":"2019-12-20T19:28:45","date_gmt":"2019-12-20T19:28:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=939836"},"modified":"2019-12-20T19:28:45","modified_gmt":"2019-12-20T19:28:45","slug":"perche-la-disney-ha-sbagliato-quasi-tutto-con-star-wars-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=4636","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la Disney ha sbagliato (quasi) tutto con Star Wars"},"content":{"rendered":"<p>Il 18 dicembre \u00e8 uscito L'ascesa di Skywalker, ultimo capitolo della nuova trilogia. Il film ha riscosso timide critiche e chiuso un cerchio non facile. Dimostrando tutte le lacune della produzione.<\/p>\n<p>Diventare il conglomerato pi\u00f9 grosso di Hollywood non \u00e8 stato sufficiente a maneggiare una delle saghe pi\u00f9 delicate della cinematografica contemporanea. Potrebbe essere sintetizzato cos\u00ec il tormentato rapporto tra la <strong>Walt Disney Company<\/strong> e il mondo di <em><strong>Star Wars<\/strong><\/em>. E l&#8217;uscita nelle sale di <em>Star Wars &#8211; L&#8217;ascesa di Skywalker<\/em> rappresenta l&#8217;epilogo di questa produzione travagliata. Il 18 novembre l&#8217;episodio nove della serie partorita dalla mente di <strong>George Lucas<\/strong> \u00e8 sbarcato in sala. E le timide reazioni di critica e pubblico hanno confermato che il cerchio non si \u00e8 chiuso al meglio. Il problema \u00e8 che la parabola iniziata nel 2015 con l&#8217;uscita del Ritorno della forza ha subito talmente tante correzioni che centrare l&#8217;obiettivo era impossibile. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"videoContainer video-p-movingup\" data-idp=\"5d63f7debe727f23af3d750c\" class=\"wp-block-dgt-mup-video\"><script src=\"https:\/\/cdn.movingplay.it\/video\/lettera43\/player\/letteraplayer.load.min.js?idp=5d63f7debe727f23af3d750c&amp;vid=f34fd6ac7d3acb1ced198a4b33fd139b&amp;autoplay=1&amp;mute=0&amp;popupholder=1&amp;ima=1&amp;opt=1\" async><\/script><div id=\"mov-5d63f7debe727f23af3d750c\" class=\"movingplayer\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<h2>UN FILM TROPPO DENSO PER ESSERE APPREZZATO<\/h2>\n\n\n\n<p>Partiamo dal finale, ovviamente senza spoiler. Nelle oltre due ore e 22 minuti <strong>J.J. Abrams<\/strong>, che \u00e8 tornato dietro la macchina da presa e alla sceneggiatura dopo la parentesi di <strong>Rian Johnson<\/strong>, \u00e8 stato costretto agli straordinari. S\u00ec, perch\u00e9 la direzione di Johnson, oltre a scontentare ampiamente i fan pi\u00f9 ortodossi, aveva scardinato quasi completamente i piani originali di Abrams delineati due anni prima con l&#8217;episodio sette. La sensazione, mano mano che la pellicola scorre, \u00e8 quella di vedere due film.<\/p>\n\n\n\n<h2>SMANTELLATA L&#8217;EREDIT\u00c0 DI JOHNSON <\/h2>\n\n\n\n<p>La prima ora circa \u00e8 un film a s\u00e9. Smonta pezzo per pezzo quanto fatto ne <em><strong>Gli Ultimi Jedi<\/strong><\/em>, e riannoda i fili con il capitolo del 2015. Allo stesso tempo il vero episodio nove ha solo un ora e 20 per tirare le conclusioni. Ecco quindi che il montaggio \u00e8 serrato, pure troppo. I personaggi, e gli spettatori, praticamente non respirano mai. Mancano i momenti per gustarsi i paesaggi e le situazioni, come <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"ha scritto Adi Robertson su The Verge (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.theverge.com\/2019\/12\/18\/21026630\/star-wars-the-rise-of-skywalker-review-jj-abrams-daisy-ridley-adam-driver\">ha scritto Adi Robertson su <em>The Verge<\/em><\/a>. Si pu\u00f2 avere un&#8217;idea di questa altalena nei primi minuti forsennati quando il personaggio di <strong>Poe Dameron<\/strong>, interpretato da Oscar Isaac, guida il <strong>Millennium Falcon<\/strong> in una serie di salti nell&#8217;iperspazio che fanno pi\u00f9 che altro girare la testa. Il resto del film risponde a molte delle domande che erano rimaste in sospeso. Johnson le aveva semplicemente ignorate, Abrmas, che le aveva poste, salva capra e cavoli cercando <strong>risposte <\/strong>coerenti, anche se non sempre ci riesce. Al termine della forsennata corsa dei personaggi resta un buon finale, scontato, ma non troppo, fedele ai fan, ma fino a un certo punto. Il problema \u00e8 che in questa fetta restano indietro diversi dettagli che avrebbero meritato pi\u00f9 respirto e che forse potrebbero trovare posto in <strong>spin-off<\/strong> dedicati. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191050432-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-939950\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191050432-1024x429.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191050432-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191050432-768x322.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Adam Driver nei panni di Kylo Ren in una scena di  Star Wars &#8211; L&#8217;ascesa di Skywalker<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>GLI EFFETTI DELLE &#8220;INNOVAZIONI&#8221; DI JOHNSON SULLA SAGA<\/h2>\n\n\n\n<p>La sensazione \u00e8 che Abrams abbia voluto sconfessare quanto fatto dal predecessore. E questo \u00e8 uno dei limiti di questa <strong>nuova trilogia<\/strong>. Ci sono film simili, il primo e il terzo, e il secondo che si erge come barriera tra i due. Le &#8220;colpe&#8221; di Johnson sono evidenti. Ha deluso i <strong>fan<\/strong> soprattutto per non aver rispettato i personaggi, distorcendo quelle che erano le loro caratteristiche e questo ha complicato tutta la storyline principale. Quello che ha fatto il regista di Silver Spring non \u00e8 stato per\u00f2 tutto da buttare. <em>Gli Ultimi Jedi<\/em> ha introdotto e allargato l&#8217;universo Jedi innovando, a modo suo, anche in maniera curiosa. E infatti quegli spunti sono rimasti anche nell&#8217;ultimo capitolo. La dicotomia tra Rian e Abrams non \u00e8 per\u00f2 il frutto di due modi diversi in intendere la saga, ma dei pesanti limiti della produzione Disney.<\/p>\n\n\n\n<h2>I LIMITI DELLA PRODUZIONE DISNEY<\/h2>\n\n\n\n<p>Visti tutti e tre insieme, i film della trilogia targata Disney sembrano slegati, sfilacciati. Sono capitoli consecutivi di una stessa storia che per\u00f2 procedono per contro proprio e questo non pu\u00f2 essere responsabilit\u00e0 di questo o quel regista, ma delle scelte dei vertici che non hanno saputo disegnare un progetto coerente. La carenza pi\u00f9 grave risiede nel fatto che \u00e8 stato portato avanti un lavoro senza aver bene in mente dove arrivare. Quando negli Anni 80 Lucas si occup\u00f2 degli episodi cinque e sei, lasci\u00f2 sceneggiatura e regia ad altri per preoccuparsi della produzione. E infatti uscirono i migliori film dell&#8217;intera saga. Lucas aveva delineato i <strong>soggetti<\/strong> costruendo una <strong>storyline<\/strong> coerente che poi altri avevano arricchito. Cos\u00ec non ha fatto la Disney. Quando nel 2012 la major di Burbank complet\u00f2 l&#8217;acquisizione della Lucasfilm, Lucas lasci\u00f2 in eredit\u00e0 un plot che indicava la possibile eredit\u00e0 dei personaggi, in particolare la famiglia <strong>Skywalker<\/strong>, ma in casa Disney venne ignorato tutto. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191056189-1024x429.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-939951\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191056189-1024x429.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191056189-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191056189-768x322.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Daisy Ridley interpreta Rey in una scena di  Star Wars &#8211; L&#8217;ascesa di Skywalker.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>PERCH\u00c8 A <em>STAR WARS<\/em> SAREBBE SERVITO UNO SHOWRUNNER<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Kathleen Kennedy<\/strong>, storica produttrice dei film di <strong>Steven Spielberg<\/strong>, nel 2012 venne messa a capo della Lucasfilm e da allora si \u00e8 occupata di creare, ammodernare ed espandere l&#8217;universo di <em>Star Wars<\/em>. Il problema \u00e8 che ci\u00f2 \u00e8 stato portato avanti senza progettualit\u00e0. Soprattutto nel gestire la trilogia \u00e8 mancata una figura centrale di coordinamento. Una specie di &#8220;<strong>showrunner<\/strong>&#8221; che, come nelle serie tiv\u00f9, si occupasse della coerenza interna. Qualcuno che tenesse a bada l&#8217;estro di Johnson e rendesse i tre film pi\u00f9 amalgamati. Kennedy, <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"intervistata da Rolling Stone (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.rollingstone.com\/movies\/movie-news\/lucasfilm-president-kathleen-kennedy-interview-rise-skywalker-future-star-wars-912393\/\">intervistata da <\/a><em><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"intervistata da Rolling Stone (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.rollingstone.com\/movies\/movie-news\/lucasfilm-president-kathleen-kennedy-interview-rise-skywalker-future-star-wars-912393\/\">Rolling Stone<\/a><\/em> in occasione dell&#8217;uscita de <em>L&#8217;ascesa di Skywalker<\/em>, ha spiegato che ogni film della trilogia \u00ab\u00e8 difficile da completare. Non c&#8217;\u00e8 materiale su cui basarsi. Non abbiamo i fumetti. Non abbiamo <strong>romanzi<\/strong> da 800 pagine. Non abbiamo altro che narratori pieni di passione che si riuniscono e parlano di quale potrebbe essere la prossima avventura\u00bb. Un problema sicuramente reale, ma forse si poteva fare meglio e paradossalmente la Disney aveva la soluzione in casa.<\/p>\n\n\n\n<h2>COSA POTEVA FARE DISNEY PER GESTIRE LA SAGA<\/h2>\n\n\n\n<p>In anni recenti, dove il pubblico nutrito a base di <strong>Netflix<\/strong> si \u00e8 abituato alla serialit\u00e0, \u00e8 paradossalmente diventato difficile costruire saghe cinematografiche. Ne sa qualcosa ad esempio la <strong>Warner Bros<\/strong> che ha cercato di creare un&#8217;universo intorno ai personaggi dei <strong>fumetti DC<\/strong> mancando il bersaglio, pur mettendo insieme degli <em>stand-alone<\/em>, come <em><strong>Wonder Woman<\/strong><\/em> e <em><strong>Aquaman<\/strong><\/em>, che hanno sbancato i botteghini. Il punto per\u00f2 \u00e8 che Disney aveva in casa il know-how necessario per provare a fare qualcosa di meglio, e questo gi\u00e0 dal 2009 quando ha acquisito la <strong>Marvel<\/strong>. In particolare la soluzione aveva un nome cognome: <strong>Kevin Feige<\/strong>. O meglio il suo metodo. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191337736-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-939952\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191337736-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191337736-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_20191220191337736-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>UN &#8220;METODO FREIGE&#8221; PER SALVARE LA COERENZA DELLA SAGA <\/h2>\n\n\n\n<p>Proprio quest&#8217;anno con <em>Endgame<\/em> si \u00e8 chiuso l&#8217;ampio ciclo del <strong>Marvel Cinematic Universe<\/strong>, unico, e per ora solo, esperimento riuscito di universo cinematografico. I giganteschi fumettoni Marvel, pur con tutti i limiti che queste produzioni portano con s\u00e9, avevano il merito di avere una visione, una linea abbastanza coerente. Vien da chiedersi se un po&#8217; di questa esperienza non sarebbe servita alla Lucasfilm. Forse il &#8220;metodo Feige&#8221; resta pi\u00f9 adatto per lo sviluppo dei fumetti, ma probabilmente avrebbe aiutato a sviluppare una saga in modo pi\u00f9 equilibrato. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_2019122019145966-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-939953\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_2019122019145966-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_2019122019145966-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NEWS3.0BDF_2019122019145966-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma in casa Disney non \u00e8 tutto da buttare. Il 12 novembre 2019, con il lancio della propria piattaforma di streaming, <strong>Disney+,<\/strong> \u00e8 stata resa disponibile <strong><em>The Mandalorian<\/em><\/strong>, serie ambientata tra il capitolo sei e sette e che vede tra i protagonisti un cacciatore di taglie e una nuova-vecchia creatura che ha fatto impazzire i social: <strong>Baby Yoda<\/strong>. Un prodotto che ha subito riscosso il plauso dei fan. Una serie costata moltissimo, quasi 100 milioni di dollari e ideata da <strong>Jon Favreau<\/strong>, lo stesso Favreau che ha prodotto e diretto i primi due Iron Man, un caso? Forse no. <\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 18 dicembre &egrave; uscito L&#8217;ascesa di Skywalker, ultimo capitolo della nuova trilogia. Il film ha riscosso timide critiche e chiuso un cerchio non facile. Dimostrando tutte le lacune della produzione.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[203],"tags":[],"class_list":["post-4636","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spettacolo"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4636"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4636\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4637,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4636\/revisions\/4637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}