{"id":4736,"date":"2019-12-23T08:03:15","date_gmt":"2019-12-23T08:03:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=940248"},"modified":"2019-12-23T08:03:15","modified_gmt":"2019-12-23T08:03:15","slug":"la-libia-non-e-un-porto-sicuro-e-sarraj-vuole-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=4736","title":{"rendered":"La Libia non \u00e8 un porto sicuro e Sarraj vuole armi"},"content":{"rendered":"<p>L'allarme dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite: \u00abTra gennaio e novembre, oltre 8.600 migranti sono stati intercettati in mare dalla Guardia costiera e riportati indietro dove sono vittime di violenze e abusi\u00bb. Intanto il premier ricorda la sua richiesta: \u00abDa Roma nessuna risposta ufficiale\u00bb<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Nel giorno in cui le <strong>Nazioni Unite <\/strong>ricordano che la <strong>Libia<\/strong> non \u00e8 un<strong> porto sicuro, <\/strong>il primo ministro <strong>Fayez Sarraj<\/strong> sottolinea di averci chiesto armi per la guerra di Tripoli. <\/p>\n\n\n\n<h2>QUEGLI 8.600 RIPORTATI IN LIBIA<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 23 dicembre in una nota l &#8216;Alto Commissariato dell&#8217;Onu per i diritti Umani (Ohchr) ha lanciato l&#8217;allarme: \u00abTra gennaio e novembre, oltre 8.600 migranti sono stati intercettati in mare dalla <strong>Guardia costiera libica <\/strong>e riportati in <strong>Libia,<\/strong> che ovviamente non pu\u00f2 essere considerato in nessun modo come un porto sicuro per lo sbarco\u00bb. \u00ab<strong>Migranti e rifugiati i<\/strong>n Libia \u00abcontinuano a essere regolarmente sottoposti a <strong>violazioni e abusi <\/strong> tra cui <strong>uccisioni extragiudiziali e arbitrarie, detenzione arbitraria, sparizioni forzate, torture, violenza sessuale e di genere<\/strong>, rapimento per riscatto, estorsione e lavoro forzato da parte di funzionari statali, trafficanti e trafficanti \u00bb, denuncia l&#8217;Onu. <\/p>\n\n\n\n<h2>SARRAJ CHIAMA L&#8217;ITALIA NON RISPONDE<\/h2>\n\n\n\n<p>Intanto il<strong> premier libico<\/strong> <strong>Fayez Sarraj<\/strong> intervistato dal Corriere della Sera ha dichiarato: \u00abNoi avevamo chiesto le armi a tanti Paesi, inclusa l<strong>&#8216;Italia,<\/strong> che pure ha diritto di scegliere la politica che pi\u00f9 le aggrada e con cui i rapporti restano comunque ottimi. Da <strong>Roma<\/strong>, in verit\u00e0, non sono mai giunte risposte ufficiali\u00bb. \u00abCon Di Maio &#8211; spiega Sarraj &#8211; abbiamo avuto un ricco scambio d&#8217;opinioni. Quanto invece alla sua tappa a <strong>Bengasi <\/strong>dal nostro aggressore (il <strong>generale Haftar<\/strong>, ndr) e<strong> Tobruk <\/strong>non ho visto alcuna sostanza, oltre a generiche dichiarazioni di amicizia che lasciano il tempo che trovano. Cos\u00ec, la<strong> comunit\u00e0 internazionale <\/strong>risulta divisa. Da una parte i Paesi disposti ad armare i nostri avversari-aggressori. A loro &#8211; prosegue &#8211; si contrappongono altri Paesi, tra cui l&#8217;Italia, che credono tutt&#8217;ora alla formula per cui l&#8217;unica soluzione resta il dialogo politico\u00bb. \u00abMa si tenga a mente &#8211; sottolinea &#8211; che qui siamo sotto attacco militare, con sofferenze indicibili per la popolazione vittima di<strong> bombardamenti, morti, feriti, con centinaia di migliaia di sfollati<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2>L&#8217;UE CI RICORDA L&#8217;EMBARGO<\/h2>\n\n\n\n<p>Il portavoce dell&#8217;attuale Alto rappresentante dell&#8217;Ue,<strong> Joseph Borrell<\/strong> a proposito ha ricordato che sulla Libia c&#8217;\u00e8 un embargo: \u00abAlla luce dell&#8217;attuale escalation in<strong> Libia<\/strong>, soprattutto attorno a<strong> Tripoli,<\/strong> l&#8217;Unione europea reitera il suo appello a tutte le<strong> parti libiche<\/strong> perch\u00e9 cessino tutte le azioni militari e ricomincino il dialogo politico\u00bb. \u00abTutti i membri della comunit\u00e0 internazionale dovrebbero osservare e rispettare l&#8217;embargo sulle armi dell&#8217;Onu\u00bb<\/p>\n\n\n\n<h2>TRA PUTIN, ERDOGAN, GLI USA E LA GERMANIA<\/h2>\n\n\n\n<p> Alla domanda se alla fine saranno <strong>Putin ed Erdogan<\/strong> a dettare le regole del gioco, risponde: \u00ab\u00c8 uno scenario difficile, reso ancora pi\u00f9 complesso dagli interventi stranieri. Non credo per\u00f2 che l&#8217;intera questione possa venire risolta solo dai colloqui tra Putin ed Erdogan. \u00c8 un processo caratterizzato da continui contatti bilaterali e multilaterali, in cui non mancano le voci degli <strong>Stati Uniti<\/strong>, della <strong>Germania<\/strong> impegnata con l&#8217;Onu a preparare la <strong>conferenza di Berlino<\/strong> e degli altri partner europei. Il nostro aggressore ha gi\u00e0 fallito. Al momento del suo improvviso attacco il 4 aprile diceva che avrebbe preso Tripoli entro 48 ore. Nove mesi dopo la guerra continua\u00bb<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;allarme dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite: &laquo;Tra gennaio e novembre, oltre 8.600 migranti sono stati intercettati in mare dalla Guardia costiera e riportati indietro dove sono vittime di violenze e abusi&raquo;. 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