{"id":5586,"date":"2020-01-09T20:59:06","date_gmt":"2020-01-09T20:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=944918"},"modified":"2020-01-09T20:59:06","modified_gmt":"2020-01-09T20:59:06","slug":"taglio-dei-parlamentari-la-battaglia-sul-referendum-allunga-la-vita-al-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=5586","title":{"rendered":"Taglio dei parlamentari, la battaglia sul referendum allunga la vita al governo"},"content":{"rendered":"<p>A tre giorni dalla scadenza del 12 gennaio, si tirano indietro quattro senatori di Forza Italia vicini a Mara Carfagna. Ma le defezioni sono almeno otto. Ora diventa cruciale il ruolo della Lega, che potrebbe decidere di invertire la rotta.<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Il destino del <strong>referendum<\/strong> contro il <strong>taglio dei parlamentari<\/strong> \u00e8 appeso a una <strong>manciata di firme<\/strong>. A <strong>tre giorni<\/strong> dalla scadenza del <strong>termine<\/strong> per la presentazione della richiesta, prevista per il 12 gennaio, si sono infatti <strong>tirati indietro<\/strong> quattro <strong>senatori <\/strong>di <strong>Forza Italia<\/strong> vicini a <strong>Mara Carfagna<\/strong>. Ma le <strong>defezioni<\/strong> sarebbero di pi\u00f9, <strong>almeno otto<\/strong>. E sono <strong>pronti<\/strong> al <strong>ritiro<\/strong> anche tre senatori del <strong>Pd<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>consultazione<\/strong> rischia quindi di <strong>saltare<\/strong>: se ci\u00f2 accadesse, la legge entrerebbe subito in vigore. Ma a &#8220;salvare&#8221; il referendum potrebbero pensarci altri senatori di Forza Italia, o pi\u00f9 probabilmente della Lega. Perch\u00e9 in un <strong>intreccio<\/strong> <strong>pericolossimo<\/strong> per le sorti del <strong>governo<\/strong>, solo se ci sar\u00e0 il referendum sul taglio dei parlamentari ha buone probabilit\u00e0 di tenersi anche il referendum promosso dal <strong>Carroccio <\/strong>per il <strong>maggioritario<\/strong> in tema di <strong>legge elettorale<\/strong>, su cui il 15 gennaio \u00e8 chiamata a esprimersi la Corte Costituzionale. <\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>maggioranza <\/strong>vuole provare a evitarli entrambi. Da una parte pressa i senatori per il ritiro delle firme, dall&#8217;altra deposita <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"il &quot;Germanicum&quot;, una proposta di legge elettorale proporzionale (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/come-funziona-germanicum-legge-elettorale\/\">il &#8220;Germanicum&#8221;, una proposta di legge elettorale proporzionale<\/a>. Mentre prosegue il lavoro sotterraneo per &#8220;blindare&#8221; la maggioranza e metterla al riparo dagli <strong>smottamenti<\/strong> nel <strong>M5s<\/strong>, magari con l&#8217;ingresso di un gruppetto di senatori in uscita da Forza Italia. <\/p>\n\n\n\n<h2>LE APERTURE DI CONTE<\/h2>\n\n\n\n<p>Tra i parlamentari non sono passate inosservate le parole con cui il premier <strong>Giuseppe Conte<\/strong> ha risposto a una domanda del quotidiano <em>Il<\/em> <em>Foglio<\/em> sulla possibilit\u00e0 che una parte degli azzurri possa appoggiare maggioranza, votando con Pd e M5s come gi\u00e0 avvenuto al parlamento europeo: \u00abSe si dovesse verificare questa condizione la <strong>valuteremo<\/strong>. Sarebbe un passaggio senz&#8217;altro significativo\u00bb. Antonio Tajani ha subito parlato di \u00abipotesi dell&#8217;irrealt\u00e0\u00bb, ma di un<strong> gruppo<\/strong> di deputati e senatori <strong>cosiddetti &#8220;responsabili&#8221;<\/strong> si vocifera con insistenza.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL GESTO DEGLI AZZURRI VICINI ALLA CARFAGNA<\/h2>\n\n\n\n<p>Del resto i quattro senatori <strong>Franco Dal Mas<\/strong>, <strong>Massimo Mallegni<\/strong>, <strong>Laura Stabile<\/strong> e <strong>Barbara Masini<\/strong>, che hanno annunciato di aver ritirato le firme sulla richiesta di referendum per \u00abimpedire a qualcuno di farsi prendere dalla <strong>tentazione<\/strong> di andare a votare senza ridurre prima il numero degli eletti\u00bb, sono tutti di Forza Italia. Il <strong>gesto<\/strong> prelude allo sbarco in maggioranza degli azzurri che fanno riferimento a Mara Carfagna? Fonti vicine alla vice presidente della Camera, per il momento, negano: \u00ab<strong>Voce libera<\/strong> vuole che il governo cada. Ma <strong>non si pu\u00f2 andare a votare<\/strong> con <strong>mille parlamentari<\/strong>, alimentando ancora il M5s anti casta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2>I CALCOLI CHE STANNO DIETRO AI GIOCHI POLITICI<\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>tesi prevalente <\/strong>\u00e8 che se venisse indetto il referendum, si aprirebbe una finestra per far saltare il governo e andare a votare per eleggere 630 deputati e 315 senatori, prima che vengano ridotti a 400 e 200. In tal caso chi vince vincerebbe di pi\u00f9, e chi perde perderebbe di meno. Ma nei <strong>giochi politici<\/strong> di queste ore viene fatto anche <strong>un altro<\/strong> <strong>calcolo<\/strong>: per un cavillo giuridico, se verr\u00e0 indetto il referendum costituzionale, avr\u00e0 pi\u00f9 probabilit\u00e0 di essere ammesso anche il referendum promosso dalla Lega per una legge elettorale maggioritaria. A quel punto potrebbe essere indetto un <strong>election day<\/strong> capace di far fibrillare l&#8217;esecutivo, in coincidenza con le elezioni regionali di <strong>primavera<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2>LA MAGGIORANZA PROVA A SMINARE IL CAMPO SULLA LEGGE ELETTORALE<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00abRischierebbe di essere un mega-referendum su Salvini\u00bb, osservano fonti del Pd. E anche per non dare all&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno altre armi di <strong>propaganda,<\/strong> il governo prova a tenersi fuori dalla battaglia. Conte e i capi delegazione di maggioranza hanno deciso infatti di <strong>non costituire<\/strong> l&#8217;esecutivo in giudizio di fronte alle Corte costituzionale. Per &#8220;sminare&#8221; la questione e dimostrare alla Consulta che sul <strong>sistema di voto <\/strong>sta gi\u00e0 legiferando il <strong>parlamento<\/strong>, \u00e8 stata accelerata anche la presentazione del Germanicum, nato da un primo accordo di maggioranza che non convice in pieno Liberi e uguali.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL SEGNALE SALVINI: \u00abFAREI REFERENDUM SU TUTTO\u00bb<\/h2>\n\n\n\n<p>Il testo \u00e8 stato depositato da <strong>Giuseppe Brescia<\/strong> del M5s. Prevede un sistema con <strong>soglia di sbarramento al 5%<\/strong> (nell&#8217;iter parlamentare, complici i voti segreti, c&#8217;\u00e8 il rischio che scenda) e <strong>diritto di tribuna<\/strong> per i piccoli partiti. Anche in nome di questa prima bozza di legge elettorale tre senatori del Pd, <strong>Roberto Rampi<\/strong> e gli orfiniani <strong>Francesco Verducci<\/strong> e <strong>Vincenzo D&#8217;Arienzo<\/strong>, potrebbero ritirare le firme sul taglio dei parlamentari. I senatori dem che hanno firmato in tutto sono sette, gli altri quattro resistono. Il 10 gennaio anche i Radicali presenteranno i risultati della loro raccolta. Ma adesso sar\u00e0 determinante il ruolo della Lega: <strong>\u00abIo farei referendum su tutto\u00bb<\/strong>, ha detto in serata <strong>Salvini<\/strong>. E sembra un segnale chiaro rivolto ai suoi: invertire la rotta sul tema della riduzione del numero dei parlamentari, firmare e metterci la faccia.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A tre giorni dalla scadenza del 12 gennaio, si tirano indietro quattro senatori di Forza Italia vicini a Mara Carfagna. Ma le defezioni sono almeno otto. 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