{"id":5638,"date":"2020-01-11T08:00:49","date_gmt":"2020-01-11T08:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=945327"},"modified":"2020-01-11T08:00:49","modified_gmt":"2020-01-11T08:00:49","slug":"in-iran-il-vero-bersaglio-era-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=5638","title":{"rendered":"In Iran il vero bersaglio era la Cina?"},"content":{"rendered":"<p>Gli analisti di Pechino sono convinti che l'attacco americano che ha portato all\u2019uccisione di Soleimani sia una provocazione contro la Repubblica popolare. Perch\u00e9 gli Usa vogliono contrastare l'espansione commerciale cinese nel Medio Oriente che ha in Teheran il suo partner principale.<\/p>\n<p>Attaccando l\u2019<strong>Iran<\/strong> gli <strong>Stati Uniti<\/strong> hanno voluto attaccare la<strong> Cina<\/strong>. I \u201cfalchi\u201d a <strong>Pechino<\/strong> ne sono convinti fin dal primo momento dell\u2019attacco americano che ha portato all\u2019uccisione del generale<strong> Qassen Soleimani<\/strong>. Tra gli altri sostiene questa tesi un interessante editoriale apparso sul quotidiano in lingua inglese di <strong>Hong Kong<\/strong>, il<em><strong> South China Morning Post<\/strong><\/em>, firmato da <strong>Ann Lee<\/strong>, dal titolo <em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.scmp.com\/comment\/opinion\/article\/3044952\/real-target-us-assassination-iranian-military-leader-qassen\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"The real target of the US assassination of Iranian military leader Qassen Soleimani: China  (apre in una nuova scheda)\">The real target of the US assassination of Iranian military leader Qassen Soleimani: China<\/a><\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.scmp.com\/comment\/opinion\/article\/3044952\/real-target-us-assassination-iranian-military-leader-qassen\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"The real target of the US assassination of Iranian military leader Qassen Soleimani: China  (apre in una nuova scheda)\"> <\/a>(Il vero obiettivo dell\u2019assassinio del leader militare iraniano Qassen Soleimani: la Cina, ndr). <\/p>\n\n\n\n<p>Ann Lee \u00e8 un\u2019analista cinese molto accreditata, gi\u00e0 docente di relazioni internazionali alla <strong>Peking University <\/strong>e professore aggiunto alla <strong>New York University and Pace University <\/strong>dove insegna<strong> macroeconomia <\/strong>e <strong>finanza internazionale<\/strong>, oltre che autrice di molti volumi sui rapporti <strong>Stati Uniti-Cina<\/strong>, come <em>What the US Can Learn from China <\/em>e <em>Will China\u2019s Economy Collapse?<\/em>. La tesi della Lee \u00e8 piuttosto chiara: \u00abGli Stati Uniti hanno reso pubblicamente evidente che considerano la Cina un &#8220;concorrente strategico&#8221;, un modo ducato per dire che la Cina \u00e8 un nemico\u00bb scrive la professoressa nel suo editoriale. \u00abL\u2019<strong>America<\/strong>\u00bb, spiega Lee, \u00abha attivamente cercato di trascinare la Cina in uno scontro militare fin dal 2013, sotto l&#8217;<strong>amministrazione Obama<\/strong>, trasformando improvvisamente i mari della Cina meridionale e della Cina orientale in punti caldi dopo decenni di pace nella regione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p> \u00abDal momento che il presidente cinese <strong>Xi Jinping <\/strong>non ha abboccato su quel fronte, l&#8217;amministrazione Trump ha cercato di provocare la Cina sollevando ulteriori problemi con Taiwan, la Corea del Nord e lo Xinjiang. Le azioni statunitensi relative a Hong Kong sono coerenti con questa strategia\u00bb, \u00e8 la tesi dell&#8217;analista. \u00abInfine\u00bb, continua l\u2019editoriale, \u00abnonostante l&#8217;<strong>accordo commerciale Usa-Cina<\/strong>, gli Stati Uniti hanno discriminato apertamente i cinesi cercando di danneggiarne l\u2019economia con ogni mezzo. Dal blocco degli investimenti cinesi in societ\u00e0 statunitensi alla limitazione per i fornitori americani di alta tecnologia di fare affari con aziende cinesi come Huawei, fino alle false accuse mosse a studenti e scienziati cinesi di essere spie\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<h2>NEL MIRINO LO STRETTO RAPPORTO COMMERCIALE CINA-IRAN<\/h2>\n\n\n\n<p>Fin qui, le tesi portate avanti dalla Lee non si discostano dalle ragioni della propaganda ufficiale anti-Usa di Pechino. Ma in che modo Soleimani si inserirebbe in questo scenario? Qui gli argomenti portati avanti dalla professoressa si fanno decisamente pi\u00f9 interessanti, e in parte anche condivisibili. La Cina \u00e8 uno dei maggiori importatori di <strong>petrolio iraniano<\/strong>. E fa anche parte della <strong>Shanghai Cooperation Organization<\/strong>, il che la rende un partner stretto della <strong>Russia<\/strong>. Ed \u00e8 altrettanto vero che da tempo Pechino investe in Iran per consolidare la sua presenza in <strong>Medio Oriente<\/strong>, rischiando cos\u00ec di creare nuove tensioni in una regione gi\u00e0 problematica.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Xi Jinping sta cercando di costruire una rotta commerciale preferenziale per collegare in maniera pi\u00f9 efficiente l&#8217;Asia all&#8217;Europa<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Negli ultimi tempi <strong>Teheran<\/strong> si \u00e8 trasformata nella punta di diamante della <strong>nuova Via della Seta <\/strong>cinese, il mega-progetto infrastrutturale attraverso cui il presidente Xi Jinping sta cercando di costruire una rotta commerciale preferenziale per collegare in maniera pi\u00f9 efficiente l&#8217;<strong>Asia<\/strong> all&#8217;<strong>Europa<\/strong>. E in quest\u2019ottica, non \u00e8 certo un caso che il primo capo di Stato straniero a recarsi in visita ufficiale in Iran dopo la cancellazione delle sanzioni sia stato, a suo tempo, proprio Xi Jinping, che ha approfittato dell&#8217;occasione per firmare un accordo che aumenter\u00e0 l&#8217;interscambio commerciale tra le due nazioni da 55 a 600 miliardi di dollari in appena 10 anni. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MNB_SRequestManager.exe_-6-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-945349\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MNB_SRequestManager.exe_-6-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MNB_SRequestManager.exe_-6-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/MNB_SRequestManager.exe_-6-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Una strategia rischiosa, quella cinese, che ha dimostrato con chiarezza di voler privilegiare le relazioni con Teheran cercando nello stesso momento di approfondire le relazioni con tutti gli altri Paesi del Medio Oriente. Insomma, la tesi dei \u201cfalchi\u201d pechinesi \u00e8 che l\u2019attacco a sorpresa americano intenda proprio colpire e frenare questa politica \u201cespansionistica\u201d della Cina in Medio Oriente bloccandone l\u2019avanzata in un Paese strategico come l\u2019Iran. Uno scenario decisamente \u201cbellicoso\u201d, quello descritto dalla professoressa Lee nel suo editoriale, che contrasta apertamente per\u00f2 con l\u2019atteggiamento molto prudente assunto da Pechino fin dai primi momenti dello scoppio della crisi tra Usa e Iran. <\/p>\n\n\n\n<h2>IN GENNAIO LA FIRMA PER METTERE FINE ALLA GUERRA COMMERCIALE USA-CINA<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019impressione infatti \u00e8 che la Cina sia consapevole che non pu\u00f2 permettersi di mettere a repentaglio i rapporti finalmente distesi con gli Stati Uniti e l\u2019imminente firma della \u201cfase&#8221;1\u201d degli accordi per mettere fine alla guerra commerciale in corso. Una firma confermata da <strong>Donald Trump<\/strong>, malgrado la delicata situazione, per il 15&nbsp;gennaio, e che difficilmente, stando alle previsioni, potr\u00e0 slittare. Ma i \u201cfalchi\u201d a Pechino, come la professoressa Lee, la vedono molto diversamente. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>In Cina sono assolutamente convinti che gli Stati Uniti intendano trascinare Pechino in una guerra attraverso un l\u2019Iran <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Sono assolutamente convinti che, dal momento che gli Stati Uniti non hanno avuto un grande successo nel provocare la Cina in uno scontro militare in altre possibili teatri di conflitto, intendano trascinare Pechino in una guerra attraverso un altro Paese, l\u2019Iran appunto, allo stesso modo in cui la Germania fu trascinata nella <strong>Prima guerra mondiale <\/strong>dopo l\u2019assassinio dell&#8217;arciduca <strong>Francesco Ferdinando<\/strong>. \u00abE non \u00e8 un caso\u00bb, conclude la professoressa Lee nel suo editoriale, \u00abse i dati delle ricerche su Google delle parole &#8220;Franz Ferdinand&#8221; hanno visto un picco proprio pochi minuti dopo l&#8217;assassinio di Soleimani. E la stragrande maggioranza di queste ricerche proveniva da Washington!\u00bb.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli analisti di Pechino sono convinti che l&#8217;attacco americano che ha portato all&rsquo;uccisione di Soleimani sia una provocazione contro la Repubblica popolare. Perch&eacute; gli Usa vogliono contrastare l&#8217;espansione commerciale cinese nel Medio Oriente che ha in Teheran il suo partner principale.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-5638","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5638"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5638\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5639,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5638\/revisions\/5639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}