{"id":5721,"date":"2020-01-13T08:00:13","date_gmt":"2020-01-13T08:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=943647"},"modified":"2020-01-13T08:00:13","modified_gmt":"2020-01-13T08:00:13","slug":"versamenti-e-restituzioni-i-conti-dei-partiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=5721","title":{"rendered":"Versamenti e restituzioni: i conti dei partiti"},"content":{"rendered":"<p>Con lo Spazzacorrotti le donazioni sono pubbliche. Anche quelle dei parlamentari. Ma tra polemiche, scissioni e cambi casacca non tutti sono puntuali con i pagamenti. E spesso si tratta di big: da Renzi a Bossi. <\/p>\n<p>Il <strong>Movimento 5 stelle<\/strong> ha chiuso l\u2019anno con la polemica sulle <strong><a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/rimborsi-5-stelle-lorenzo-fioramonti\/\">restituzioni<\/a><\/strong>. Tra chi si \u00e8 messo in regola all\u2019ultimo istante e chi invece sar\u00e0 sottoposto al giudizio dei <strong>probiviri<\/strong>, il tema tiene banco. \u00abL&#8217;85% dei parlamentari \u00e8 in regola con le restituzioni ai cittadini\u00bb, hanno fatto sapere i capigruppo cinque stelle di Camera e Senato <strong>Davide Crippa<\/strong> e <strong>Gianluca Perilli,<\/strong> annunciando l&#8217;avvio dei procedimenti per chi non \u00e8 in regola. Ma la questione non riguarda solo i <strong>pentastellati<\/strong>: anche gli altri partiti fanno spesso i conti con le somme che i parlamentari dovrebbero versare alle rispettive <strong>tesorerie<\/strong>. E talvolta in primo piano ci sono nomi di peso, come insegna la vicenda dell\u2019ex presidente del Senato, <strong>Pietro Grasso<\/strong>, che si \u00e8 scontrato con il Pd, suo ex partito: a fine 2017 l\u2019allora tesoriere <strong>Francesco Bonifazi<\/strong> gli aveva fatto notificare un <strong>decreto ingiuntivo <\/strong>per recuperare oltre 80 mila euro. Ma ci sono esempi pi\u00f9 recenti, da <strong>Matteo Renzi<\/strong> a <strong>Umberto Bossi<\/strong>.<em>&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE:<\/strong> <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Le sfide del 2020 su cui il governo si gioca la sopravvivenza (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/sfide-governo-2020\/\">Le sfide del 2020 su cui il governo si gioca la sopravvivenza<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lettera43.it&nbsp;<\/em>ha infatti esaminato i documenti sui sostenitori delle <strong>forze politiche<\/strong>: con il cosiddetto <strong>Spazzacorrotti <\/strong>ogni partito deve pubblicare i nomi, parlamentari compresi, di chi fa una donazione maggiore di 500 euro. E qualsiasi partito chiede almeno quella cifra.<\/p>\n\n\n\n<h2>IL PD CHIEDE 1.500 EURO AL MESE<\/h2>\n\n\n\n<p>Le situazioni pi\u00f9 critiche sono legate a strappi politici. Da quanto si legge sul sito del Pd, <a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"alla sezione &quot;trasparenza (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.partitodemocratico.it\/partito\/versamenti-2019\/\">alla sezione &#8220;trasparenza<\/a>&#8220;, Renzi ha fatto un solo versamento nel 2019: \u00e8 di 6.500 euro e risale al 25 febbraio. Il Pd chiede ai suoi parlamentari di destinare alle casse del partito <strong>1.500 euro al mese<\/strong>: l\u2019ex presidente del Consiglio, almeno fino a novembre (e da quanto risulta sul file pubblico), ha quindi saldato poco pi\u00f9 di quattro quote, nonostante fosse un esponente dem fino ad agosto. Nel documento, poi, il nome di <strong>Maria Elena Boschi <\/strong>ricorre una sola volta per un contributo, dell\u201911 settembre scorso, pari a 6 mila euro, un quadrimestre esatto. L\u2019ex ministra ha per\u00f2 sempre ribadito di essere \u00abin regola con i pagamenti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/inchiesta-open-matteo-renzi-perquisizioni-3-1024x683.jpg\" alt=\"inchiesta-open-matteo-renzi-perquisizioni\" class=\"wp-image-927634\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/inchiesta-open-matteo-renzi-perquisizioni-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/inchiesta-open-matteo-renzi-perquisizioni-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/inchiesta-open-matteo-renzi-perquisizioni-3-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Matteo Renzi, leader di Italia viva.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>ITALIA VIVA&#8230;GI\u00c0 AD AGOSTO<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019agosto del 2019, quando <strong>Italia viva<\/strong> non era stata lanciata ufficialmente, Renzi ha versato 10 mila euro sul conto della nascente <strong>creatura politica<\/strong>. Anche Boschi, con due diverse donazioni (una da mille euro e un\u2019altra da 500) ha dato un contributo di partenza a Iv per un totale di 1.500. Una quota che ha coperto un intero trimestre: il minimo di versamento richiesto dal partito renziano \u00e8 infatti di <strong>500 euro<\/strong>. Singolare \u00e8 invece il caso accaduto con l\u2019attuale viceministra dell\u2019Istruzione, <strong>Anna Ascani<\/strong>: continua a destinare con precisione la sua quota al Pd, ma ad agosto ha optato per una <strong>doppia contribuzione<\/strong>. Una ai dem e un\u2019altra, sempre da 1.500, proprio a Iv. Ascani \u00e8 tra le renziane che hanno preferito non lasciare il Pd: cos\u00ec dall\u2019estate scorsa non risultano altri versamenti a Italia viva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/salvini-nave-gregoretti-memoria-difensiva.jpg\" alt=\"salvini nave gregoretti memoria difensiva\" class=\"wp-image-942916\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/salvini-nave-gregoretti-memoria-difensiva.jpg 668w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/salvini-nave-gregoretti-memoria-difensiva-300x207.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 668px) 100vw, 668px\" \/><figcaption>Matteo Salvini. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2>I CONTI DELLE DUE LEGHE<\/h2>\n\n\n\n<p>I parlamentari della Lega danno un sostegno importante: <strong>3 mila euro.<\/strong> Cifra decisamente alta che, secondo quanto si \u00e8 lasciato sfuggire il senatore Ugo Grassi (ex M5s), servirebbe \u00abper contribuire alla progressiva restituzione dei&nbsp;49 milioni&nbsp;di euro\u00bb. Per risalire alle donazioni occorre consultare <strong>due diversi documenti:<\/strong> quello della <strong>Lega Nord<\/strong> e l\u2019altro della <strong>Lega per Salvini Premier<\/strong>. Il vecchio Carroccio conta pochi aficionados tra i deputati e senatori: nei vari mesi ricorrono nomi di peso come l\u2019ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, <strong>Giancarlo Giorgetti<\/strong>, il senatore di lungo corso, <strong>Roberto Calderoli<\/strong>, e l\u2019ex sottosegretario all\u2019Economia, <strong>Massimo Garavaglia<\/strong>. Sono loro, insieme a un altro sparuto gruppo di sostenitori, a rimpinguare le casse della vecchia Lega. Un\u2019ampia maggioranza di leghisti, invece, contribuisce al rafforzamento economico del <strong>nuovo partito<\/strong>, quello tutto a <a  href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/salvini-premier-2020\/\">trazione salviniana<\/a>. In entrambi i casi, stando a quanto pubblicato ufficialmente sui siti, il leader storico, Umberto Bossi, non figura tra i contributori. C\u2019\u00e8 solo il suo omonimo, il senatore Simone Bossi.<\/p>\n\n\n\n<h2>LE DIFFICOLT\u00c0 DI FORZA ITALIA<\/h2>\n\n\n\n<p>Da tempo <strong>Forza Italia<\/strong> \u00e8 alle prese con <strong>ristrettezze economiche<\/strong>, tanto che il tesoriere, <strong>Alfredo Messina<\/strong>, ha dovuto far sentire la propria voce lo scorso anno. \u00abPagare \u00e8 un obbligo morale, chi non paga deve capire che \u00e8 un inadempiente, non si deve sentire un furbo\u00bb, ha tuonato, spiegando di dover stare dietro a tutti per ottenere la quota mensile che nel caso degli azzurri ammonta a<strong> 900 euro al mese<\/strong>. Il documento sui contributi, che si ferma a novembre, riporta che l\u2019ex ministro <strong>Renato Brunetta<\/strong> ha fatto un solo bonifico, ad aprile, di 3.600 euro, a copertura del primo quadrimestre. Plausibile che arrivi un altro maxi pagamento a saldo del resto, visto che predilige soluzioni \u201cuniche\u201d. Anche l\u2019ex leader dell\u2019Ugl ed ex presidente della Regione Lazio <strong>Renata Polverini<\/strong> \u00e8 ferma al primo ottobre con un contributo che per\u00f2 ha coperto il mese di settembre, in cui non figurano versamenti. Il deputato Osvaldo Napoli ha invece dato il suo ultimo contributo il 30 luglio (per coprire agosto), mentre la collega a Montecitorio Daniela Ruffino \u00e8 ferma al 27 giugno. Un altro deputato, Sestino Giacomoni, ha versato in totale per il 2019 solo due quote, entrambe a ottobre. Un quadro complicato per gli azzurri, che per\u00f2 fa in parte tirare un sospiro di sollievo: secondo Messina solo una parte residuale \u00e8 indietro con i versamenti.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con lo Spazzacorrotti le donazioni sono pubbliche. Anche quelle dei parlamentari. Ma tra polemiche, scissioni e cambi casacca non tutti sono puntuali con i pagamenti. 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