{"id":798105,"date":"2025-11-02T16:51:06","date_gmt":"2025-11-02T16:51:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1259028"},"modified":"2025-11-02T16:51:06","modified_gmt":"2025-11-02T16:51:06","slug":"perche-il-mostro-di-sollima-e-unopera-squisitamente-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=798105","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Il mostro di Sollima \u00e8 un\u2019opera squisitamente politica"},"content":{"rendered":"\n<p>Nell\u2019<em>Introduzione<\/em> all\u2019<em>Almanacco dell\u2019orrore popolare. Folk horror e immaginario<\/em> <em>italiano<\/em> (Odoya), Fabio Camilletti esplora la radice britannica dell\u2019espressione \u201c<strong>folk horror<\/strong>\u201d, ossia la tonalit\u00e0 specifica di alcuni film inglesi degli Anni 60 e 70, riguardante il sogno di una Albione primordiale, edenica e pagana, incontaminata dalla modernit\u00e0, capace di attraversare i secoli e resistere alle pressioni del pensiero razionale. Sogno, o visione, puntualizza Camilletti, che non cessa di \u00abinfestarci\u00bb, in riferimento anche all\u2019Italia, in particolare ad alcuni settori dell\u2019<strong>immaginario cinematografico<\/strong> e <strong>letterario<\/strong>, indagando i quali si verifica come la civilt\u00e0 di massa ceda ormai il passo al ritorno delle <strong>condizioni tipiche del pre-moderno<\/strong>. In un saggio di qualche tempo fa, <em>Pensiero vivente. Origine e attualit\u00e0 della filosofia italiana <\/em>(Einaudi), Roberto Esposito ha notato come il caso italiano, rispetto al contesto europeo, risulti diverso: verrebbe meno infatti la <strong>dimensione tenebrosa<\/strong> e<strong> spettrale<\/strong> del sentimento edenico e pagano, che qui da noi non sarebbe vissuto come un incubo, ma una realt\u00e0 in qualche misura persino assodata. La questione cruciale dell\u2019<strong>origine<\/strong>, ovvero il passaggio, o salto, dall\u2019animale all\u2019essere umano, non viene vissuta da noi italiani quale fantasma e incubo, dato che il legame con la falda animale non \u00e8 stato mai effettivamente reciso. Ne \u00e8 esempio, tra gli altri, l\u2019<strong>allegoria del centauro<\/strong>, immaginata per raffigurare il <strong>principe di Machiavelli<\/strong>, met\u00e0 uomo e met\u00e0 bestia, astuto come la volpe e impetuoso come il leone.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1259028\/1259054\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"1022\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.17.51.jpg\" alt=\"Perch\u00e9 Il mostro di Sollima \u00e8 un\u2019opera squisitamente politica\" class=\"wp-image-1259054 lazyload\" title=\"Perch\u00e9 Il mostro di Sollima \u00e8 un\u2019opera squisitamente politica\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.17.51.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.17.51.jpg 750w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.17.51-390x531.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Almanacco dell&#8217;orrore popolare di Fabio Camilletti e Fabrizio Foni (Odoya).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ne <em>Il mostro<\/em> Fasoli e Sollima mettono in scena un&#8217;Italia folk horror <\/h2>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 torna in mentre alla fine dei quattro episodi della <strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/mostro-firenze-netflix-serie-piu-vista-mondo-classifica\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">serie Netflix <em>Il mostro<\/em><\/a><\/strong>, incentrata sui crimini del cosiddetto <strong>mostro di Firenze<\/strong>, nel momento in cui i creatori, <strong>Leonardo Fasoli<\/strong> e <strong>Stefano Sollima<\/strong>, quest\u2019ultimo anche regista, mettono in scena una Italia integralmente folk horror. Nonostante l\u2019azione si svolga tra gli Anni 60 e l\u2019inizio degli 80, i segni della modernit\u00e0, dal juke-box alla lavatrice, dalla televisione alle autostrade, risultano del tutto assenti. Al loro posto, una Italia folk, fatta invece di <strong>mulattiere sperdute<\/strong> nel <strong>nulla arcano<\/strong>, <strong>cimiteri<\/strong> come piccole <strong>megalopoli della morte<\/strong>, canne mosse da una brezza macabra e misteriosa, antiche case e spoglie isolate da tutto il resto. Gli esseri viventi che si aggirano in tali contrade, uomini donne e bambini, hanno molto in comune con l\u2019<strong>origine animale<\/strong> che tutti ci riguarda. In particolare, gli esemplari maschi sono rappresentati come una vera e propria \u201cspecie animale maschile\u201d che, al fine di comunicare e concordare il proprio rapporto con le cose, predilige utilizzare i <strong>sensi<\/strong> e <strong>l\u2019istinto<\/strong>, piuttosto che il <strong>linguaggio verbale<\/strong> comune. Gli sguardi, per esempio. Basta uno sguardo, intenso e mirato, e gli esseri in questione colgono subito il nucleo del non-detto, e tutte le indicazioni che ne derivano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Il Mostro | Teaser ufficiale | Netflix Italia\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zRo8j9MvAkc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;attivit\u00e0 delle indagini pare impotente perch\u00e9 razionale<\/h2>\n\n\n\n<p>Va da s\u00e9, quindi, che la polizia si trovi a mal partito nell\u2019approfondire le indagini sugli orribili <strong>delitti di coppie giovani<\/strong>, freddate in auto mentre, appartate in campagna, tentano di dare sfogo a un minimo di <strong>libido civilmente intesa<\/strong>. Poich\u00e9 l\u2019interrogatorio \u00e8 una procedura fondata prevalentemente sul linguaggio verbale, con l\u2019<strong>attivit\u00e0 razionale<\/strong> che ne deriva, non \u00e8 certo questo il veicolo appropriato per sondare le verit\u00e0 che i viventi animali maschi, <strong>sospettati di omicidio<\/strong>, eventualmente nascondono.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ogni episodio \u00e8 centrato su un singolo sospettato<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019idea narrativa di Fasoli e Sollima \u00e8 quella di dedicare ciascuno dei <strong>quattro episodi <\/strong>alla figura di un singolo sospettato, per cui allo spettatore capita di assistere alle medesime scene, da una angolazione per\u00f2 diversa, a seconda di chi sia il protagonista su cui l\u2019episodio si incentra. Il quadro che ne esce \u00e8 quello di una cornice che si fa essa stessa tela dipinta. Ogni volta, infatti, i crimini e le indagini sono \u201cincorniciati\u201d dal profilo di un singolo sospettato, per cui il quadro si stratifica ripetutamente, rimandando ogni volta il senso da decifrare alla cornice stessa. In tal modo, il mostro vero e proprio, autore materiale dei delitti, rimane un contorno, una sagoma, un profilo primordiali. Un\u2019ombra che, ripetendo gesti sempre uguali e sconvolgenti, colpisce selvaggiamente, da animale, vittime tanto predestinate quanto casuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1259028\/1259049\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"708\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/MOSTRO.jpg\" alt=\"Perch\u00e9 Il mostro di Sollima \u00e8 un\u2019opera squisitamente politica\" class=\"wp-image-1259049 lazyload\" title=\"Perch\u00e9 Il mostro di Sollima \u00e8 un\u2019opera squisitamente politica\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/MOSTRO.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/MOSTRO.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/MOSTRO-800x472.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/MOSTRO-390x230.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Stefano Sollima e il cast de Il mostro alla mostra del cinema di Venezia (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il maschio spicca come padrone e predatore<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019origine animale, che l\u2019arte di Machiavelli riferisce al prospetto aristocratico del principe, \u00e8 qui ricondotta alla radice folk, ovvero, come ricorda Camilletti, \u00aba tutto ci\u00f2 che rimanda a comportamenti, fenomeni culturali, elaborati di varia natura collegati a realt\u00e0 sociali basse: contadine, operaie, artigiane\u00bb. La pista che Fasoli\/Sollima seguono, infatti, \u00e8 quella <strong>contadina<\/strong>: i crimini avvengono all\u2019interno di un <strong>contesto rurale<\/strong>, di campagna, rappresentato minuziosamente, in cui il <strong>maschio<\/strong> spicca quale <strong>padrone e predatore<\/strong>, mentre la <strong>femmina<\/strong> giace<strong> vittima e sottomessa<\/strong>. Camilletti incrocia infine la dimensione del folk con la <strong>temperie del pop<\/strong>. Rispetto alla sfera del folk, fatta di comportamenti sociali derivati da pratiche basse, il pop sarebbe invece \u00abtutto ci\u00f2 che \u00e8 a grande diffusione di massa in contrapposizione a qualcosa che si vuole come elitario\u00bb. Lo abbiamo gi\u00e0 detto, Fasoli e Sollima escludono dal campo visivo i segni della modernit\u00e0 Anni 60 e 70, mettendo in scena una Italia molto lontana dall\u2019effervescenza del <strong>miracolo economico<\/strong>, ossia del pop, bens\u00ec circondata e avvinghiata nelle atmosfere tetre e efferate del mondo contadino, cio\u00e8 il folk. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vicenda del mostro di Firenze diventa un momento di riflessione<\/h2>\n\n\n\n<p>La dimensione del folk horror, allora, a cui la serie <em>Il mostro<\/em> senza dubbio appartiene, non intende affatto demonizzare la cultura contadina, il mostro che albergherebbe in ciascuno di noi, ma in un momento storico come il nostro, almeno secondo noi, induce a riflettere sulla <strong>recrudescenza<\/strong>, che le news illustrano quotidianamente, della <strong>dimensione selvaggia del primitivo<\/strong> nella nostra vita quotidiana. Questo \u00e8 probabilmente stato l\u2019<strong>elemento di attualit\u00e0<\/strong> che ha persuaso i vertici di Netflix a concedere il via libera a tutta l\u2019operazione. Senza turbare la committenza, Fasoli e Sollima non solo riescono ad alludere ai noti e consueti casi di cronaca nera riguardanti esecuzioni sommarie e femminicidio, che farebbero audience, ma rendono la vicenda poliziesca e giudiziaria del mostro di Firenze un momento di riflessione, articolando in chiave dialettica i nuclei semantici del folk, del pop e del primitivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il primitivo selvaggio pu\u00f2 uscire dalla superficie brillante del pop?<\/h2>\n\n\n\n<p>Il quesito suona cos\u00ec. Se il folk \u00e8 ci\u00f2 che resta grattando la superficie lucida e brillante del pop, \u00e8 possibile che il primitivo selvaggio, annidato comunque nel folk, abbia allora modo di uscire e manifestarsi? In breve, se accantonando televisione e lavatrici, e il mondo delle origini, primordiale, torna protagonista, cosa \u00e8 che infine davvero si mostra? Un eden perduto, oppure le scorribande crudeli della specie animale, maschile, padrona e predatrice? Il folk horror, come genere narrativo, in chiave problematica, sarebbe pertanto il segnale d\u2019allarme della presenza minacciosa del primitivo nel folk stesso. Tutto ci\u00f2 fa de <em>Il mostro<\/em> un film di quattro ore dal carattere <strong>squisitamente politico<\/strong>. Dalle frange della cultura pop, che ha imperversato dalla seconda met\u00e0 del Novecento in poi, sgusciano ormai fuori quelle vibrazioni dell\u2019ethos del primitivo, che il pop stesso non riesce pi\u00f9 a trattenere. Se il pop \u00e8 la cultura ufficiale della <strong>societ\u00e0 di massa<\/strong>, nel momento in cui quella cultura non tiene pi\u00f9, il perimetro del villaggio globale si ridisegna allora in aperta e selvaggia campagna, di guerra e di morte. Fasoli e Sollima ambientano <em>Il mostro<\/em> precisamente in una aperta campagna di violenza e sopraffazione, dove la specie animale maschile, con il ricorso minimo al linguaggio verbale, in assenza dei segni confortevoli del progresso, detta i<strong> codici dell\u2019umiliazione e del dominio<\/strong>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1259028\/1259052\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"961\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.13.27.jpg\" alt=\"Perch\u00e9 Il mostro di Sollima \u00e8 un\u2019opera squisitamente politica\" class=\"wp-image-1259052 lazyload\" title=\"Perch\u00e9 Il mostro di Sollima \u00e8 un\u2019opera squisitamente politica\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.13.27.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.13.27.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.13.27-800x641.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Screenshot-2025-10-30-alle-13.13.27-390x312.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una scena de Il mostro (da youtube).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La mostruosit\u00e0 non va rimossa ma educata<\/h2>\n\n\n\n<p>In chiave folk horror, cos\u00ec, la figura del mostro, di Firenze o meno, <strong>uomo nero o bogeyman<\/strong>, sarebbe l\u2019espressione inafferrabile della caduta e crisi del linguaggio verbale e del pensiero razionale. Anche questo, rende <em>Il mostro<\/em> un<strong> film squisitamente politico<\/strong>. La sfera ferina del primitivo, ormai fuori dall\u2019articolazione ludico giocosa del pop, pu\u00f2 spadroneggiare indisturbata: la mostruosit\u00e0 altro non sarebbe che l\u2019origine animale dell\u2019umano con cui \u00e8 impossibile non fare i conti. Il problema non \u00e8 rimuoverla, come fa l\u2019Europa borghese di Francia o Inghilterra, col rischio, quello tedesco, che riappaia spettralmente in chiave di croce uncinata. Il problema \u00e8 educarla. Nel momento in cui la serie folk horror di Fasoli e Sollima si conclude sul profilo lontano di un nuovo sospettato, il <strong>contadino Pacciani<\/strong>, ci\u00f2 vuol dire semplicemente che tutta la serie degli indagati, prima i<strong> fratelli Mele<\/strong> e <strong>Vinci<\/strong>, quindi Pacciani, \u00e8 la catena significante di un unico significato: il cedimento irreversibile della cultura di massa di stampo novecentesco. In breve, la violenza bestiale del primitivo, che ha avuto la meglio sulle piacevolezze patinate del pop.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella miniserie la sfera del primitivo spadroneggia indisturbata. E la mostruosit\u00e0 altro non \u00e8 che l&#8217;origine animale dell&#8217;umano con cui \u00e8 impossibile non fare i conti. 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