{"id":802732,"date":"2025-11-09T17:01:09","date_gmt":"2025-11-09T17:01:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1261246"},"modified":"2025-11-09T17:01:09","modified_gmt":"2025-11-09T17:01:09","slug":"la-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellia-contro-gli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=802732","title":{"rendered":"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLa Cina vincer\u00e0 la corsa all\u2019intelligenza artificiale\u00bb. Con queste parole, pronunciate al&nbsp;<em>Financial Times Future of AI Summit<\/em>, <strong>Jensen Huang <\/strong>\u2014 amministratore delegato di <strong>Nvidia<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/nvidia-prima-societa-quotata-capitalizzazione-valore-di-5-mila-miliardi-dollari\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">la societt\u00e0 pi\u00f9 quotata al mondo<\/a> \u2014 ha sorpreso il pubblico e scosso Washington. Per il capo del colosso californiano, la combinazione tra&nbsp;energia a basso costo, minore burocrazia e una strategia industriale unitaria&nbsp;dar\u00e0 a <strong>Pechino<\/strong> un vantaggio decisivo rispetto agli <strong>Stati Unit<\/strong>i nella <strong>competizione globale sull\u2019IA<\/strong>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1261246\/1261410\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-23.jpg\" alt=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" class=\"wp-image-1261410 lazyload\" title=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-23.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-23.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-23-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-23-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Ceo di Nvidia Jensen Huang (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La guerra dei chip <\/h2>\n\n\n\n<p>Le sue dichiarazioni squarciano il velo sulle dinamiche interne a uno dei settori pi\u00f9 strategici della competizione tra le due superpotenze. Nonostante la <strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/accordi-show-e-mazze-da-golf-come-andato-realmente-il-viaggio-di-trump-in-asia\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">tregua commerciale<\/a><\/strong> siglata da <strong>Donald Trump<\/strong> e <strong>Xi Jinping<\/strong> lo scorso 30 ottobre a Busan, in Corea del Sud, il <strong>nodo dei chip<\/strong> non \u00e8 stato sciolto. La Casa Bianca non ha ancora dato il via libera alla fornitura dei nuovi modelli Blackwell di Nvidia sul mercato cinese. Pechino, da parte sua, si muove per rinforzare la <strong>produzione nazionale<\/strong>. Da un lato, la Cina&nbsp;ha imposto ai <strong>data center<\/strong> finanziati dallo Stato l\u2019uso esclusivo di <strong>chip nazionali<\/strong>, vietando quelli stranieri; dall\u2019altro,&nbsp;ha aumentato i <strong>sussidi energetici<\/strong>, tagliando fino alla met\u00e0 le <strong>bollette delle aziende<\/strong> che utilizzano semiconduttori made in China.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1261246\/1258982\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/xi-trump.jpg\" alt=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" class=\"wp-image-1258982 lazyload\" title=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/xi-trump.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/xi-trump.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/xi-trump-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/xi-trump-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Xi Jinping e Donald Trump (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tariffe agevolate per i data center di alcune province <\/h2>\n\n\n\n<p>Questa doppia mossa \u2014 divieto e incentivo \u2014 ha una logica chiara:&nbsp;costruire un\u2019industria dell\u2019intelligenza artificiale autonoma e sostenibile, capace di competere con i giganti occidentali e di superare la dipendenza da Nvidia, AMD e Intel. Il tutto in ossequio all&#8217;obiettivo dell&#8217;<strong>autosufficienza tecnologica<\/strong>, vero e proprio mantra delle proposte formulate dal <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/cina-iv-plenum-xx-comitato-centrale-del-partito-comunista-xi-jinping-piano-quinquennale\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">IV plenum del XX Comitato centrale del Partito comunista <\/a>in vista del XV piano quinquennale 2026-2030, che verr\u00e0 approvato ufficialmente il prossimo marzo. Le province di Gansu, Guizhou e Mongolia Interna, dove si concentrano alcuni dei pi\u00f9 grandi data center del Paese, sono diventate il laboratorio di questa politica. Qui, i governi locali offrono <strong>tariffe elettriche agevolate<\/strong>, fino a 0,4 yuan per kWh (circa 5,6 centesimi di dollaro), contro i 9,1 centesimi medi negli Stati Uniti. In queste regioni, l\u2019energia proviene in larga parte da <strong>fonti rinnovabili<\/strong> o a basso impatto ambientale, e la rete elettrica centralizzata consente una gestione pi\u00f9 efficiente dei carichi. Il confronto con l\u2019Occidente \u00e8 netto. Negli Stati Uniti, dove la rete \u00e8 frammentata e i costi variano da Stato a Stato, grandi gruppi come Meta e la xAI di Elon Musk stanno costruendo generatori privati per alimentare i propri centri dati. In Cina, invece, la <strong>pianificazione centrale<\/strong> permette di distribuire energia in modo pi\u00f9 omogeneo, trasformando un\u2019infrastruttura pubblica in un vantaggio strategico.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1261246\/1261411\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"840\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-ff.jpg\" alt=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" class=\"wp-image-1261411 lazyload\" title=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-ff.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-ff.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-ff-800x560.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-ff-390x273.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visitatori alla Conferenza Mondiale sull&#8217;Intelligenza Artificiale in Shanghai (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">No ai chip stranieri a favore di quelli domestici<\/h2>\n\n\n\n<p>Dietro l\u2019efficienza energetica c\u2019\u00e8 una scelta industriale precisa. I chip cinesi di Huawei, Cambricon e altre aziende minori \u2014 anche se meno performanti di quelli Nvidia \u2014 consumano tra il 30 e il 50 per cento di energia in pi\u00f9 per la stessa potenza di calcolo. Per compensare, <strong>Huawei<\/strong> ha sviluppato cluster di chip Ascend 910C, che distribuiscono i carichi di lavoro e riducono la dipendenza dal singolo processore. Il costo maggiore in termini di energia viene cos\u00ec bilanciato dai sussidi statali e da un accesso prioritario all\u2019infrastruttura. Parallelamente, Pechino ha imposto ai nuovi progetti di data center sovvenzionati di&nbsp;rimuovere tutti i chip stranieri installati&nbsp;se la costruzione non ha superato il 30 per cento di avanzamento. \u00c8 una delle misure pi\u00f9 drastiche mai adottate per ridurre la presenza tecnologica estera nei settori strategici del Paese. L\u2019obiettivo non \u00e8 solo economico, ma politico: assicurare che il futuro della potenza di calcolo cinese (vale a dire la nuova linfa dell\u2019economia digitale) sia controllato internamente. Il risultato \u00e8 un ecosistema in rapida trasformazione. Mentre nel 2022 Nvidia deteneva il 95 per cento del mercato dei chip IA in Cina, oggi la sua quota \u00e8 drasticamente scesa. Le aziende locali, da Huawei a startup come MetaX, Moore Threads ed Enflame, stanno guadagnando terreno grazie a <strong>finanziamenti pubblici<\/strong> e a un <strong>mercato protetto<\/strong>. Dopo la campagna di rettificazione guidata dal governo negli scorsi anni, i grandi gruppi tecnologici come <strong>ByteDance<\/strong>, <strong>Alibaba<\/strong>, <strong>Tencent<\/strong> sono costretti a sperimentare con chip domestici, alimentando cos\u00ec un ciclo virtuoso di domanda e sviluppo.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1261246\/1261413\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"801\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-fff.jpg\" alt=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" class=\"wp-image-1261413 lazyload\" title=\"La ricetta cinese per vincere la battaglia dell\u2019IA contro gli Usa\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-fff.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-fff.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-fff-800x534.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/La-ricetta-cinese-per-vincere-la-battaglia-dellIA-con-gli-Usa-fff-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lo stand Alibaba alla terza China International Supply Chain Expo (CISCE) a Pechino (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello alternativo a quello della Silicon Valley<\/h2>\n\n\n\n<p>Le parole dell&#8217;amministratore di Nvidia sono in parte provocatorie ma riflettono un dato di fatto:&nbsp;la Cina sta investendo in modo sistemico per assumere una posizione centrale nella catena del valore dell\u2019intelligenza artificiale, dalla produzione dei chip ai data center, fino alle applicazioni industriali. Lo dimostra la recente <strong>AI Plus Initiative<\/strong> lanciata dal governo allo scopo di integrare l\u2019IA in sei settori chiave \u2014 scienza, industria, agricoltura, sanit\u00e0, istruzione e governance urbana \u2014 come motore della \u201c<strong>nuova produttivit\u00e0 di qualit\u00e0<\/strong>\u201d. Pechino non si limita dunque a inseguire la Silicon Valley; mira a creare un <strong>modello alternativo<\/strong>, in cui&nbsp;l\u2019intelligenza artificiale diventa leva di crescita economica, efficienza energetica e legittimazione politica. E lo fa scommettendo sulla scala, sulla rapidit\u00e0 e sull\u2019integrazione verticale di tutta la filiera. La decisione di vietare i chip stranieri nei data center pubblici non \u00e8 soltanto una misura economica o di sicurezza. \u00c8 anche&nbsp;un messaggio strategico rivolto agli Stati Uniti: Pechino vuole dimostrare che l\u2019attuale interdipendenza incrociata nel settore tecnologico \u00e8&nbsp;sbilanciata a suo favore. Se da un lato la Cina dipende ancora dai chip americani di fascia alta, dall\u2019altro gli Stati Uniti dipendono in misura ben maggiore dalle&nbsp;<strong>terre rare cinesi<\/strong>, materiali essenziali per la produzione di semiconduttori, batterie, turbine e armamenti avanzati. Oltre il 70 per cento della <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/cina-usa-accordo-terre-rare-huawei-ren-zhengfei-autosufficienza-tecnologica\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">raffinazione mondiale di terre rare<\/a> avviene in Cina, che ne controlla anche la catena di approvvigionamento attraverso miniere in Africa e Asia. Con la stretta sui chip, Pechino invia dunque un segnale preciso:&nbsp;pu\u00f2 sostituire progressivamente la<strong> tecnologia americana<\/strong>, mentre Washington non pu\u00f2 rinunciare alle materie prime strategiche cinesi senza conseguenze devastanti per la propria <strong>industria high-tech<\/strong>. In altri termini,&nbsp;la leva delle terre rare vale oggi pi\u00f9 dei chip. Questa dinamica sottolinea una verit\u00e0 scomoda per gli Stati Uniti: la \u201c<strong>decoupling strategy<\/strong>\u201d rischia di essere pi\u00f9 costosa per chi la promuove che per chi la subisce.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La cooperazione strategica con i Paesi emergenti<\/h2>\n\n\n\n<p>A livello globale, questa strategia si accompagna a un messaggio politico chiaro: la Cina vuole proporsi come&nbsp;fornitore di beni pubblici tecnologico. <strong>Modelli linguistici open-source<\/strong> come&nbsp;DeepSeek-R1&nbsp;o&nbsp;Kimi K2&nbsp;vengono offerti gratuitamente o a basso costo a governi e startup dei<strong> Paesi emergenti<\/strong>, insieme a infrastrutture e dataset. Un approccio che, nei fatti, costruisce consenso e influenza nel cosiddetto Sud Globale, dove l\u2019accesso alle tecnologie occidentali resta limitato e costoso. Il rischio, per gli Stati Uniti, \u00e8 duplice: perdere il primato tecnologico e cedere quello morale. Laddove Washington teme di esportare potenza computazionale, Pechino la distribuisce come <strong>strumento di cooperazione<\/strong>. Sembra averlo ricordato lo stesso Huang, quando ha detto che \u00abl\u2019Occidente \u00e8 frenato dal cinismo\u00bb. La Cina, al contrario, trasforma ogni restrizione in un\u2019opportunit\u00e0 per rafforzare la propria autonomia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uso di chip di produzione nazionale. Tariffe elettriche agevolate. Sussidi. Ma anche cooperazione con i Paesi emergenti. 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