{"id":809429,"date":"2025-11-19T12:11:05","date_gmt":"2025-11-19T12:11:05","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=1cafa7b9eb0e318dc46fb8459543e22b"},"modified":"2025-11-19T12:11:05","modified_gmt":"2025-11-19T12:11:05","slug":"troppa-violenza-sui-bambini-lallarme-unicef-per-la-giornata-dei-diritti-dellinfanzia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=809429","title":{"rendered":"&#8220;Troppa violenza sui bambini&#8221;. L&#8217;allarme Unicef per la giornata dei diritti dell&#8217;infanzia"},"content":{"rendered":"<p>AGI - \"Stiamo vivendo in questo momento la <strong>peggiore epoca per l'infanzia<\/strong> dal 1946 ad oggi, \u00e8 per questo che mi viene da dire che non c'\u00e8 nulla da celebrare. Il 20 novembre \u00e8 la <strong>giornata mondiale dell'infanzia<\/strong>. Ma in realt\u00e0 \u00e8 la giornata dell'infanzia che abbiamo dimenticato, che abbiamo violato, di cui ci ricordiamo solo quando vediamo le immagini dei bombardamenti, delle morti che ci indignano un giorno, perch\u00e9 poi torniamo alla nostra quotidianit\u00e0\".<\/p>\n<p>Lo dice Andrea Iacomini, portavoce dell'<strong>Unicef<\/strong> in Italia che in una intervista all'AGI, in occasione della giornata mondiale per l'infanzia che si celebra il 20 novembre, lancia un appello a non abbassare la guardia, a non dimenticarsi mai, neanche per un minuto, dei bambini vulnerabili del mondo.<\/p>\n<p>Vediamo immagini, soffriamo, ma poi ci riprendiamo il nostro vivere, \"anche se oggi - prosegue - la nostra quotidianit\u00e0 \u00e8 fatta anche in Italia di grandi <strong>violenze sui bambini<\/strong>, all'interno delle famiglie, e di episodi di cronaca violenti nei confronti di tutto ci\u00f2 che riguarda la vita di un minorenne. Abbiamo davanti ai nostri occhi le immagini dei bambini di <strong>Gaza<\/strong>, dell'<strong>Ucraina<\/strong>, dei piccoli vittime delle guerre: 500 milioni in tutto il mondo. Ma abbiamo anche le immagini dei bambini vittime di violenza in Italia\".<\/p>\n<p>E allora, prosegue il portavoce Unicef, \"siamo davanti a una spirale di violenza nella quale l'infanzia \u00e8 coinvolta. E viene da dire che questo trattato del 1989, il pi\u00f9 ratificato al mondo, e preciso che solo l'America non l'ha fatto, \u00e8 anche il pi\u00f9 violato al mondo. Per questo, mi sento sostenere che celebriamo un trattato che di fatto noi adulti non stiamo assolutamente rispettando e che in qualche modo, mette ogni giorno i bambini in condizioni opposte a quelle che invece il testo ci richiede\".<\/p>\n<h2>Cosa chiede?<\/h2>\n<p>\"Il diritto a essere protetti, ad avere una casa, a non stare sotto le bombe. Il diritto a essere uguali per razza, per religione senza alcuna distinzione. I bambini - precisa Iacomini -&nbsp;&nbsp;in molte parti del mondo, sono privi di diritti e hanno sempre pi\u00f9 bisogno del nostro sostegno\".&nbsp;<\/p>\n<p>Il portavoce dell'Unicef snocciola dei dati che fanno rabbrividire: \"213 milioni di bambini in 146 paesi hanno bisogno di assistenza umanitaria - spiega -&nbsp;&nbsp;un bambino su 5 vive in una zona di conflitto, (500 milioni circa), 50 milioni di bambini sono sfollati, un miliardo vive in 33 paesi in condizioni di povert\u00e0 e ad altissimo rischio di impatto per i cambiamenti climatici. E poi, c'\u00e8 il problema dei tagli ai finanziamenti e agli aiuti umanitari che stanno avendo le conseguenze sul loro presente e sul loro futuro\".&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<h2>E davanti a questi numeri, \u00e8 lecito chiedersi: che cosa celebriamo il 20 novembre?<\/h2>\n<p>\"Giusto. Che cosa celebriamo se per esempio a Gaza - sottolinea Andrea Iacomini -&nbsp;&nbsp;dopo due anni di conflitto, 64 mila bambini sono stati uccisi, sono stati feriti, hanno perso le loro case, gli ospedali sono distrutti, altri 56 mila hanno perso uno entrambi i genitori...Quale giornata celebriamo se in Ucraina 3,2 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria o se in <strong>Sudan <\/strong>che \u00e8 la vera grande crisi del pianeta, completamente oscurata, ci sono 16 milioni di bambini che hanno bisogno di aiuto, vengono violentati e stuprati..\"<\/p>\n<h2>Ma perch\u00e9 non si riesce a fare di pi\u00f9 per la fame, la povert\u00e0 e il disagio?<\/h2>\n<p>\"Le analisi dell'Unicef dicono che almeno 14 milioni di bambini affronteranno l'interruzione dei servizi e verranno privati del supporto nutrizionale a causa dei tagli ai finanziamenti globali - risponde Iacomini - quindi se prima era complesso, ora lo sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 ed esporremo i minorenni a un rischio sempre maggiore di malnutrizione grave e anche di morte. Morte che oggi \u00e8 la piaga della nostra epoca nella quale vivono i bambini. La crisi dei finanziamenti avviene proprio in un momento di bisogni senza precedenti per i bambini, che continuano ad affrontare dei livelli record di sfollamento, nuovi e prolungati conflitti, epidemie di malattie, conseguenze mortali del cambiamento climatico. Tutti fattori che stanno minando il loro accesso a una alimentazione naturalmente adeguata\".<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>Il portavoce in Italia dell'Unicef ricorda che presto, ci sar\u00e0 anche la giornata contro la <strong>violenza sulle donne<\/strong>: \"Vogliamo con forza ribadire e chiedere agli Stati un impegno concreto per contribuire a risolvere grandi problemi che riguardano le giovanissime: a livello globale - aggiunge - una ragazza su 5 si sposa durante l'infanzia; ci sono 700 milioni di ragazze che si sono sposate prima dei 18 anni; in 122 milioni non frequentano la scuola; 4 ragazze adolescenti e giovani donne su 10 non completano gli studi della secondaria e superiore; una ragazza su 4 di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 19 anni che ha avuto una relazione, ha subito una violenza da parte del partner. In tutto il mondo l'Unicef collabora proprio con gruppi e associazioni guidate da ragazze per fare in modo che loro voci non siano solo ascoltate, ma anche seguite da azioni concrete, proprio per definire le politiche, la programmazione e la risposta umanitaria\".<\/p>\n<h2>Ma come possiamo aiutare?<\/h2>\n<p>\"Innanzitutto non dobbiamo restare indifferenti. E oggi accade il contrario. Si spendono 3 bilioni dollari per armi - sottolinea Iacomini - e solo il 10% di quella spesa, ad esempio, potrebbe contribuire a risolvere il problema della povert\u00e0 globale. Oggi pi\u00f9 che mai, proprio a fronte dei tagli e degli investimenti nelle armi dobbiamo salvare la vita dei nostri figli investendo in aiuti, aiutando, prestando soccorso. L'aiuto \u00e8 la risposta a questa epoca, la donazione \u00e8 la risposta a questo momento terribile per l'infanzia che stiamo, ripeto ironicamente, celebrando. Aiutare vuol dire sostenere le organizzazioni umanitarie in modo che le politiche dei tagli non privino i bambini dei tanti successi che si sono ottenuti, come il calo della mortalit\u00e0 infantile, le vaccinazioni, gli accessi a scuola. La risposta \u00e8 una sola quindi: donare. E poi, trovare un nuovo modo di amare. Il professor Leo Buscaglia diceva che l'opposto dell'amore non \u00e8 l'odio come noi pensiamo, perch\u00e9 l'odio si pu\u00f2 sconfiggere, non \u00e8 la rabbia, perch\u00e9 la rabbia si pu\u00f2 incanalare: il contrario dell'amore \u00e8 l'indifferenza. E quindi, la cosa importante \u00e8 combattere con l'amore, l'indifferenza\".<\/p>\n<h2>Ha un desiderio Andrea Iacomini maturato da quando \u00e8 portavoce Unicef in Italia?<\/h2>\n<p>\"Sembra paradossale eppure, il mio auspicio sarebbe quello di rimanere disoccupato. Si, perch\u00e9 se Unicef chiude, vuol dire che il suo compito \u00e8 finito e abbiamo salvato tutti i bambini del mondo e non c'\u00e8 pi\u00f9 bisogno di lavorare per una grande organizzazione come questa. E perch\u00e9 se cosi fosse, finalmente, l'infanzia non vive pi\u00f9 le condizioni drammatiche di oggi\".<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; &#8220;Stiamo vivendo in questo momento la peggiore epoca per l&#8217;infanzia dal 1946 ad oggi, \u00e8 per questo che mi viene da dire che non c&#8217;\u00e8 nulla da celebrare. Il 20 novembre \u00e8 la giornata mondiale dell&#8217;infanzia. 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