{"id":812199,"date":"2025-11-23T14:23:37","date_gmt":"2025-11-23T14:23:37","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=2301edbb7a0f2c0dcabe6e99cab6363e"},"modified":"2025-11-23T14:23:37","modified_gmt":"2025-11-23T14:23:37","slug":"irpinia-23-novembre-1980-il-terremoto-che-spezzo-litalia-in-due-e-la-nascita-della-prot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=812199","title":{"rendered":"Irpinia, 23 novembre 1980: il terremoto che spezz\u00f2 l\u2019Italia in due e la nascita della Prot&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>AGI - 23 novembre 1980, \u00e8 domenica. Esattamente come oggi, 45 anni dopo. \u00c8 il crepuscolo di una domenica tranquilla, l'aria per tutto il giorno stranamente calda, porta ancora il profumo del pranzo, l\u2019odore delle castagne, e l'Italia si prepara per un'altra, ordinaria, settimana. Poi, alle 19:34, si spezza. Un boato sordo, come un ruggito primordiale che sale dalle viscere della terra, inghiotte l'allegria, i preparativi gi\u00e0 in atto per Natale. Non \u00e8 un tuono, non \u00e8 un'esplosione, \u00e8 l'inizio del buio: improvvisamente le luci delle abitazioni si spengono. Cala il silenzio.<\/p>\n<p>La terra tradisce i suoi figli con una scossa lunga, eterna, novanta secondi che cambiano la storia di una regione e incorniciano il 23 novembre 1980 nel lutto indelebile. Ancora oggi, a distanza di anni, in quelle terre di Campania e Basilicata si cammina sulle ceneri di un ricordo che non \u00e8 solo cronaca, ma carne viva. Si chiama dolore e si chiama riscatto. Saranno quasi 3.000 le anime spezzate, oltre 8.000 i feriti e 280.000 gli sfollati in un vasto cratere che va da Sant'Angelo dei Lombardi a Balvano, da Conza della Campania a Lioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scossa, misurata a un devastante 6.9 di magnitudo Richter, colpisce una vasta area, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania. La violenza del sisma \u00e8 inaudita: intere frazioni vengono polverizzate, paesi cancellati dalla mappa in un solo, interminabile minuto e mezzo. Il \u201ccratere\u201d copre circa 17.000 km\u00b2, oltre 688 comuni subiscono danni di cui circa la met\u00e0 rasa al suolo. La prima, drammatica realt\u00e0 \u00e8 l'isolamento. Linee elettriche e telefoniche saltano. Le strade sono bloccate da detriti, frane (come quelle imponenti di Calitri, Caposele e Senerchia) e dal caos della popolazione in fuga.<\/p>\n<p>La macchina dei soccorsi, in un'Italia non ancora dotata di una Protezione Civile, \u00e8 lenta e disorganizzata. Nelle prime ore sono i sopravvissuti, i vicini, i familiari a scavare a mani nude, in una corsa contro il tempo illuminata solo da fiaccole e dai fari delle poche auto rimaste intere. I giorni immediatamente successivi sono segnati dalla presa di coscienza della portata della tragedia e da una denuncia che scuote l'intero Paese. I primi aiuti, seppur tra mille difficolt\u00e0, iniziano ad affluire. Volontari, Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine e militari raggiungono il \"cratere\" in condizioni estreme, spesso con pioggia, neve e temperature gelide che aggravano la situazione degli sfollati. Il 26 novembre, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini si reca nelle zone devastate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sua celebre denuncia in televisione \u00e8 un atto di accusa contro i ritardi e le \"mancanze gravi\" dello Stato: \"Qui non c'entra la politica, qui c'entra la solidariet\u00e0 umana... Credetemi, il modo migliore per ricordare i morti \u00e8 quello di pensare ai vivi.\" Parole che rimarranno incise per sempre nella coscienza nazionale, catalizzando in quel momento la mobilitazione di tutta l'Italia. Dopo il caos iniziale, la nomina del Commissario straordinario Giuseppe Zamberletti avvia una fase di coordinamento pi\u00f9 efficace, ponendo le basi per quello che diverr\u00e0 il moderno sistema di Protezione Civile.<\/p>\n<p>Dopo i primi tre mesi infernali, tra scosse di assestamento e la vita nelle tendopoli, inizia la fase della ricostruzione che durer\u00e0 anni, tra speranze e ombre. Migliaia di persone vengono ospitate in alloggi di fortuna, roulotte e prefabbricati. La quotidianit\u00e0 \u00e8 stravolta, ma la resilienza della popolazione irpina si manifesta nella volont\u00e0 di non arrendersi. Ma alla solidariet\u00e0 si affianca purtroppo la speculazione. Enormi stanziamenti statali (la Legge 219 del 1981) attirano l'interesse di malaffare e criminalit\u00e0 organizzata, gettando un'ombra sulla gestione di ingenti risorse e rallentando in molti casi il vero processo di rinascita, soprattutto nelle aree pi\u00f9 interne.<\/p>\n<p>Oggi, l'Irpinia \u00e8 un luogo che porta sul corpo e nell'anima i segni di quella notte. I borghi ricostruiti, talvolta spostati, talvolta riedificati sulle antiche rovine, testimoniano una ferita che si \u00e8 trasformata in forza. Il terremoto del 1980 non \u00e8 solo una data, ma un monito potente sull'importanza della prevenzione, della rapidit\u00e0 dei soccorsi e di una ricostruzione che sia davvero al servizio delle persone e non del profitto. Nel ricordo dei quasi 3.000 morti, oggi si guarda a quella domenica sera con l'impegno solenne di non dimenticare mai il grido d'aiuto che sal\u00ec da sotto le macerie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; 23 novembre 1980, \u00e8 domenica. Esattamente come oggi, 45 anni dopo. \u00c8 il crepuscolo di una domenica tranquilla, l&#8217;aria per tutto il giorno stranamente calda, porta ancora il profumo del pranzo, l\u2019odore delle castagne, e l&#8217;Italia si prepara per un&#8217;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":298,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-812199","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/812199","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/298"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=812199"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/812199\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":812200,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/812199\/revisions\/812200"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=812199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=812199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=812199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}