{"id":816995,"date":"2025-11-30T16:33:58","date_gmt":"2025-11-30T16:33:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1267441"},"modified":"2025-11-30T16:33:58","modified_gmt":"2025-11-30T16:33:58","slug":"pechino-entra-nel-middle-corridor-e-ridisegna-leurasia-oltre-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=816995","title":{"rendered":"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca"},"content":{"rendered":"\n<p>Per anni, il grande <strong>ponte terrestre<\/strong> tra <strong>Cina<\/strong> ed<strong> Europa<\/strong> (la<strong> China-Europe Railway Express<\/strong>) ha fatto affidamento quasi esclusivamente sul corridoio settentrionale, la lunga arteria ferroviaria che attraversa il <strong>territorio russo<\/strong> prima di raggiungere <strong>Bielorussia<\/strong> e, attraverso la <strong>Polonia<\/strong>, l\u2019<strong>Unione Europea<\/strong>. Era la via pi\u00f9 rapida, collaudata e dotata di una capacit\u00e0 notevole, un pilastro imprescindibile della <strong>Belt and Road Initiative <\/strong>lanciata da <strong>Xi Jinping<\/strong> nel 2013. Ma la <strong>guerra in Ucraina<\/strong>, scoppiata nel febbraio 2022, ha cambiato radicalmente lo scenario. Boicottaggi, restrizioni, instabilit\u00e0 politica e timori reputazionali hanno spinto molti operatori logistici europei a evitare un passaggio cos\u00ec strettamente legato alla <strong>Russia<\/strong>. In questo contesto, il cosiddetto \u201c<strong>Middle Corridor<\/strong>\u201d\u2014 o Trans-Caspian International Transport Route (TITR) \u2014 \u00e8 passato da opzione marginale a <strong>priorit\u00e0 strategica<\/strong>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1267441\/1267464\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"799\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/China-Europe-Railway-Express.jpg\" alt=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" class=\"wp-image-1267464 lazyload\" title=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/China-Europe-Railway-Express.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/China-Europe-Railway-Express.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/China-Europe-Railway-Express-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/China-Europe-Railway-Express-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il tratto polacco del China Railway Express (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Cina investe nella joint venture costituita da Kazakistan, Azerbaigian e Georgia<\/h2>\n\n\n\n<p>Il segnale pi\u00f9 forte di questa svolta \u00e8 arrivato ora da <strong>Pechino<\/strong>, nonostante la strombazzata partnership strategica con Mosca. <strong>China State Railway Group<\/strong>, il colosso ferroviario nazionale, ha infatti acquisito una quota nella joint venture <strong>Middle Corridor Multimodal Transport<\/strong>, costituita da <strong>Kazakistan<\/strong>, <strong>Azerbaigian<\/strong> e <strong>Georgia<\/strong>,<strong> <\/strong>per gestire in modo integrato la <strong>rotta alternativa<\/strong>. Registrata ad Astana nel novembre 2023, la joint venture \u00e8 stata concepita per armonizzare tariffe, servizi, infrastrutture e operazioni, superando la frammentazione che ha sempre penalizzato il corridoio. L\u2019ingresso cinese, confermato pochi giorni fa, rappresenta non solo un investimento logistico ma un chiaro messaggio: Pechino si prepara a ricalibrare le proprie <strong>rotte commerciali<\/strong> verso<strong> Ovest<\/strong>, riducendo l\u2019esposizione a un contesto russo sempre pi\u00f9 problematico. L\u2019importanza della decisione emerge anche dai dati. Prima della guerra, circa il 45 per cento del traffico ferroviario Cina-Europa utilizzava il corridoio settentrionale. Oggi quella quota \u00e8 crollata a circa il 15 per cento, secondo quanto riportato da <em>Caixin<\/em>. Le aziende europee continuano a diffidare di percorsi che potrebbero essere sottoposti a <strong>sanzioni<\/strong> o <strong>interruzioni improvvise<\/strong>. Di conseguenza, sempre pi\u00f9 spedizionieri stanno guardando al Middle Corridor, nonostante presenti ancora limiti strutturali. Ma proprio per colmare tali lacune, la Cina ha deciso di entrare nella governance del progetto, accelerando un processo che altrimenti sarebbe avanzato lentamente.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1267441\/1241012\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"778\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tagfin_20250828093847705_04cce76bee8bab5b398b4480b14f74aa-1024x778.jpg\" alt=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" class=\"wp-image-1241012 lazyload\" title=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tagfin_20250828093847705_04cce76bee8bab5b398b4480b14f74aa-1024x778.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tagfin_20250828093847705_04cce76bee8bab5b398b4480b14f74aa-1024x778.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tagfin_20250828093847705_04cce76bee8bab5b398b4480b14f74aa-800x608.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tagfin_20250828093847705_04cce76bee8bab5b398b4480b14f74aa-768x584.jpg 768w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/tagfin_20250828093847705_04cce76bee8bab5b398b4480b14f74aa-scaled.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Xi Jinping (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le difficolt\u00e0 logistiche della rotta alternativa a quella russa<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Middle Corridor collega la Cina occidentale ai porti del Kazakistan sul <strong>Mar Caspio<\/strong>, da cui i container vengono traghettati verso Baku in Azerbaigian. Da l\u00ec, il percorso prosegue via ferrovia verso la Georgia, supera il Mar Nero o continua via terra fino alla Turchia, raggiungendo l\u2019Europa sud-orientale tramite i corridoi logistici anatolici. A livello geografico, la rotta \u00e8 pi\u00f9 breve del corridoio settentrionale di circa 2500 chilometri. A livello politico, evita completamente Russia e Bielorussia, un aspetto divenuto decisivo per molti clienti occidentali. Dal punto di vista logistico, per\u00f2, rimane un mosaico complesso di fusi orari, norme diverse, cambi di modalit\u00e0 operative, attraversamenti marittimi e infrastrutture che necessitano di <strong>investimenti urgenti<\/strong>. Non a caso, il traffico sta crescendo ma non senza difficolt\u00e0. Nel 2024, il TITR ha movimentato 3,3 milioni di tonnellate di merci, con un aumento del 20 per cento su base annua. Ancora pi\u00f9 impressionante l\u2019incremento dei container: 565 mila TEU, pi\u00f9 del doppio rispetto al 2023. Ma operatori come DHL Global Forwarding hanno sospeso temporaneamente i servizi lungo questa rotta a causa di \u00abincertezze\u00bb operative. Un segnale che il potenziale del corridoio \u00e8 enorme ma fragile: senza una governance integrata, capacit\u00e0 portuali maggiori e collegamenti pi\u00f9 affidabili, il corridoio rischia di non poter competere stabilmente con il passaggio russo, che rimane pi\u00f9 scorrevole e standardizzato. La nuova partecipazione cinese alla joint venture potrebbe rappresentare la svolta. Pechino, con la sua esperienza nella gestione di mega-sistemi logistici, pu\u00f2 accelerare gli investimenti nei terminal del Kazakistan (come Aktau e Kuryk) e in quelli dell\u2019Azerbaigian (il porto di Alat), oltre a favorire l\u2019ammodernamento delle <strong>ferrovie caucasiche<\/strong>. L\u2019obiettivo \u00e8 chiaro: trasformare il Middle Corridor da opzione emergenziale a rotta pienamente competitiva con la <strong>Northern Route<\/strong> e con il <strong>trasporto marittimo attraverso Suez<\/strong>, che pure ha subito pesanti interruzioni a causa della <strong>crisi nel Mar Rosso<\/strong>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1267441\/1267460\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"910\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2025-11-28-alle-15.24.46.jpg\" alt=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" class=\"wp-image-1267460 lazyload\" title=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2025-11-28-alle-15.24.46.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2025-11-28-alle-15.24.46.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2025-11-28-alle-15.24.46-800x607.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot-2025-11-28-alle-15.24.46-390x296.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">(da railways.kz).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La diversificazione delle vie commerciali e l&#8217;influenza in Asia Centrale<\/h2>\n\n\n\n<p>Il rafforzamento del corridoio centroasiatico non \u00e8 un\u2019operazione puramente economica, ma si colloca all\u2019interno della pi\u00f9 ampia strategia cinese di <strong>diversificazione delle vie commerciali<\/strong> e di consolidamento della propria <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/cina-vertice-asia-centrale-astana-xi-jinping-kazakistan-putin-russia-trump-g7\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">influenza in Asia Centrale e nel Caucaso<\/a>. Da anni, Pechino investe in infrastrutture ferroviarie, stradali, energetiche e logistiche tra Kazakistan, Uzbekistan, Azerbaigian e Georgia, costruendo ci\u00f2 che Xi Jinping definisce \u00abarchitettura di connettivit\u00e0 eurasiatica\u00bb. La cooperazione con questi Paesi \u00e8 vista come un contrappeso all\u2019imprevedibilit\u00e0 dei mercati occidentali e alle <strong>tensioni con Washington<\/strong>. Parallelamente, i Paesi centroasiatici vedono nel Middle Corridor un\u2019opportunit\u00e0 per affrancarsi dalla dipendenza logistica da Mosca, che sin dall\u2019epoca sovietica ha dominato i transiti regionali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Crescono le tensioni economiche tra Pechino e Mosca<\/h2>\n\n\n\n<p>Il riorientamento logistico della Cina sta dunque creando un <strong>nuovo triangolo strategico<\/strong> Eurasia-Cina-Europa che si sviluppa al di fuori del controllo russo. Attenzione, questo non significa che Pechino abbandoner\u00e0 il corridoio settentrionale. Significa per\u00f2 che ora dispone di un\u2019alternativa credibile, in grado di mettere pressione sulla Russia e di garantire maggiore flessibilit\u00e0 alle <strong>catene di approvvigionamento cinesi<\/strong>. La mossa \u00e8 tanto pi\u00f9 significativa se letta nel contesto delle <strong>tensioni economiche tra Pechino e Mosca<\/strong>: secondo vari report, il commercio bilaterale soffre di oscillazioni e difficolt\u00e0 legate a sanzioni secondarie statunitensi, al calo dell\u2019export cinese verso la Russia e alla <strong>sensibilit\u00e0 reputazionale<\/strong> delle <strong>aziende cinesi<\/strong> coinvolte con partner russi. Dal 2022 in poi, l&#8217;interscambio tra Cina e Russia \u00e8 cresciuto in modo esponenziale, con un aumento dell&#8217;uso delle monete nazionali al posto del dollaro statunitense. Ma negli ultimi mesi la tendenza sembra essersi arrestata. A settembre, l&#8217;export cinese in Russia \u00e8 crollato del 21 per cento su base annua. Gli acquisti di Pechino da Mosca sono tornati ad aumentare di circa il 4 per cento, ma dopo un calo del 17,8 per cento del mese precedente. E riguardano quasi interamente il <strong>settore energetico<\/strong>, vale a dire quello pi\u00f9 esposto a scossoni politici. Un problema soprattutto per il Cremlino, che dopo la guerra in Ucraina \u00e8 sempre pi\u00f9 dipendente dalla Cina sul fronte economico.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1267441\/1224097\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"835\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-27-alle-13.07.22-1024x835.jpg\" alt=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" class=\"wp-image-1224097 lazyload\" title=\"Pechino entra nel Middle Corridor e ridisegna l\u2019Eurasia oltre Mosca\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-27-alle-13.07.22-1024x835.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-27-alle-13.07.22-1024x835.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-27-alle-13.07.22-800x653.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-27-alle-13.07.22-768x626.jpg 768w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Screenshot-2025-06-27-alle-13.07.22.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Xi Jinping e Vladimir Putin (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova geografia della globalizzazione<\/h2>\n\n\n\n<p>In un recente viaggio a Pechino, il premier russo <strong>Mikhail Mishustin<\/strong> ha cercato di raggiungere due obiettivi. Primo: confermare i progetti esistenti, a partire dal <strong><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/russia-cina-gasdotto-power-siberia-2-gazprom\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">gasdotto Forza della Siberia 2<\/a><\/strong>, la cui costruzione richiede per\u00f2 diversi anni e su cui restano incognite legate ai costi. Secondo: individuare nuovi motori di crescita comune. In particolare, si \u00e8 parlato di <strong>tecnologia<\/strong> e<strong> intelligenza artificiale<\/strong>. Ma anche di <strong>turismo<\/strong>, con Mosca che potrebbe a breve annunciare l&#8217;esenzione dal visto per i cittadini cinesi. In questo quadro complesso, il Middle Corridor appare come un progetto che ridisegna le mappe commerciali dell\u2019Eurasia. Rende l\u2019Asia Centrale un attore logistico di primo piano, spinge <strong>Ankara<\/strong> a rafforzare il ruolo della Turchia come hub euroasiatico, offre all\u2019Europa meridionale una via di accesso pi\u00f9 diretta alle merci cinesi, riduce la vulnerabilit\u00e0 della Cina a pressioni politiche e crea margini di manovra in un periodo di crescente frammentazione delle rotte globali. Il corridoio che bypassa la Russia non \u00e8 solo un percorso alternativo. \u00c8 il simbolo di una<strong> nuova geografia della globalizzazione<\/strong>, in cui la Cina costruisce resilienza e <strong>autonomia strategica<\/strong>. Se nei prossimi anni gli investimenti cinesi sapranno modernizzare i porti caspici, stabilizzare le tariffe e migliorare le tempistiche, il Middle Corridor potrebbe diventare uno dei pi\u00f9 importanti assi commerciali a livello globale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Investire nel corridoio ferroviario dell&#8217;Asia Centrale permette alla Cina di bypassare la Russia, alleato scomodo. E di accrescere la propria influenza nella regione. Costruendo una nuova geografia della globalizzazione.<\/p>\n","protected":false},"author":757,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[],"class_list":["post-816995","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esteri"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/816995","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/757"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=816995"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/816995\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":816996,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/816995\/revisions\/816996"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=816995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=816995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=816995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}