{"id":818703,"date":"2025-12-03T09:44:25","date_gmt":"2025-12-03T09:44:25","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=d44cbed205adaeaef38754697d6af9b0"},"modified":"2025-12-03T09:48:12","modified_gmt":"2025-12-03T09:48:12","slug":"disabilita-e-sport-luci-e-ombre-tra-strutture-inadeguate-e-casi-virtuosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=818703","title":{"rendered":"Disabilit\u00e0 e sport: luci e ombre, tra strutture inadeguate e casi virtuosi"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Per migliaia di persone con disabilit\u00e0, fare sport \u00e8 ancora un sogno impossibile, con <strong>oltre il 20% delle strutture ancora inaccessibili<\/strong>, sostegni insufficienti e un sistema ancora lontano dall\u2019essere davvero inclusivo. Questo il quadro emerso in occasione della&nbsp;<strong>Giornata internazionale delle persone con disabilit\u00e0<\/strong>, che cade oggi 3 dicembre. Secondo il recente Rapporto Osservatorio Valore Sport 2025, redatto da <strong>The European House Ambrosetti<\/strong> in collaborazione con il <strong>CONI<\/strong>, il <strong>Comitato Italiano Paralimpico<\/strong>, l\u2019<strong>ICSC<\/strong> (Istituto per il Credito Sportivo e Culturale) e Sport e Salute, il nostro Paese conta circa 77.000 impianti, molti dei quali obsoleti (il 44% risale agli anni \u201970-\u201980) e caratterizzati da <strong>gravi barriere architettoniche<\/strong>.<\/p>\n<h2>I numeri della disabilit\u00e0 a scuola<\/h2>\n<p>Questa esclusione infrastrutturale si inserisce in un quadro pi\u00f9 ampio di domanda in crescita: secondo quanto riportato dall\u2019ISTAT nell\u2019ultima indagine sul settore, infatti, per l\u2019anno scolastico 2023-2024 si registrano<strong> quasi 360.000 alunni con disabilit\u00e0<\/strong>, pari al 4,5% degli iscritti (+6% rispetto all\u2019anno precedente e +26% in cinque anni).<\/p>\n<p>Nonostante un incremento della quota di docenti con formazione specifica per il sostegno (+10% in quattro anni), <strong>permane una discontinuit\u00e0 nella didattica:<\/strong> sempre l\u2019ISTAT evidenzia che oltre il 57% degli studenti con disabilit\u00e0 cambia insegnante di sostegno da un anno all\u2019altro. Per quanto concerne la pratica sportiva, l\u2019Istituto rileva che nel 2024 oltre 21,5 milioni di persone (il 37,5% della popolazione di 3 anni e pi\u00f9) dichiarano di praticare sport, ma le barriere di accesso possono rendere questa partecipazione meno equa di quanto il dato complessivo suggerisca.<\/p>\n<h2>Il caso virtuoso:&nbsp;No Limits Team di Monza<\/h2>\n<p>In questo contesto, <strong>No Limits Team di Monza<\/strong> rappresenta un modello virtuoso di integrazione e accessibilit\u00e0 alla pratica sportiva: si tratta di una vera e propria <strong>squadra di pallavolo iscritta a Special Olympics per persone con disabilit\u00e0 intellettive<\/strong>. \u00c8 stata fondata nel 2017 come frutto della collaborazione tra l\u2019<strong>Associazione Silvia Tremolada e il Vero Volley,<\/strong> il quale riconosce il valore che lo sport riveste per tutti e la sua importanza nello sviluppo fisico, psichico e sociale della persona: consente di approfondire la conoscenza del proprio corpo e delle potenzialit\u00e0, ma anche dei propri limiti.<\/p>\n<p>In particolare, per le persone con disabilit\u00e0 lo sport \u00e8 un elemento fondamentale, in quanto rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 di crescita e di formazione che permette di raggiungere un giusto benessere interiore. \u201cL\u2019elemento pi\u00f9 prezioso del lavoro con i No Limits \u00e8 il valore umano che viviamo ogni giorno insieme ai ragazzi della squadra\u201d, afferma Alessandra Marzari, presidente di Vero Volley. \u201cNon offriamo solo un'attivit\u00e0 sportiva: creiamo un ambiente accogliente in cui ogni persona, indipendentemente dalle proprie abilit\u00e0, pu\u00f2 sentirsi parte integrante di un progetto condiviso. Se non lo si vive \u00e8 difficile comprendere che significato abbia l'attesa del momento di sport insieme per i ragazzi e per le loro famiglie: ci\u00f2 che si innesca \u00e8 invece chiaro sotto i nostri occhi e siamo grati di poter portare avanti progetti come questo e come tutti gli altri con la persona al centro, ad esempio con San Patrignano e Change&nbsp;the&nbsp;Game\u201d.<\/p>\n<p>Attualmente <strong>gli iscritti alla squadra sono circa cinquanta<\/strong>, suddivisi in 35 atleti (20 maschi e 15 femmine) e circa venti partner che arrivano, per esempio, dal mondo del volontariato o dalle scuole superiori. Gli atleti di No Limits condividono il campo di allenamento dell\u2019Opiquad Arena con le campionesse di Vero Volley come Paola Egonu e Anna Danesi, ma con regole leggermente diverse. Si giocano vere e proprie partite di pallavolo 6 contro 6, tuttavia per ogni squadra devono esserci sempre in campo 3 atleti e 3 partner, che li aiutano a eseguire azioni sempre pi\u00f9 evolute. Ci sono poi tre regole in pi\u00f9 rispetto alle partite di Serie A: non si possono effettuare pi\u00f9 di 3 battute consecutive per ogni giocatore, al termine dei 3 turni di servizio si esegue una rotazione della formazione; in ogni azione di gioco almeno uno dei 3 tocchi deve essere fatto da un atleta, poich\u00e9 non possono essere fatti tocchi esclusivamente dai partner prima di mandare la palla nel campo avversario.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno la squadra, <strong>sponsorizzata da ArgenX<\/strong>, disputer\u00e0 i secondi Incontri Regionali Ricreativi di pallavolo indetti da <strong>Special Olympics<\/strong> sfidando altri 7 team lombardi: Bergamo, Brescia, Cazzago, Montichiari, Morbegno, Agrate e Lodi. Inoltre da anni partecipa a progetti e manifestazioni organizzate dal Comune di Monza, come \u201cEntra in gioco\u201d, e da quelli limitrofi, che garantiscono una o due giornate al mese di attivit\u00e0 agonistica. Sonia Ciboldi, una delle veterane tra le atlete di No Limits, \u00e8 stata selezionata per rappresentare l\u2019Italia alla prima World Cup di pallavolo che si \u00e8 tenuta quest\u2019anno a Katowice in Polonia, classificandosi sesta con la nostra Nazionale.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019esempio di Sonia \u00e8 motivo di grande orgoglio della nostra squadra e testimonia la bont\u00e0 del nostro lavoro\u201d dichiara Massimo Tadini, Direttore responsabile di No Limits Team. \u201cPersonalmente ritengo che questo mondo, che attualmente sta riscuotendo parecchio interesse da Enti, aziende e media, debba cogliere l\u2019occasione per fare un salto di qualit\u00e0, in modo che la parola Inclusione, ultimamente molto in voga, voglia significare un\u2019autentica mescolanza di persone che hanno opportunit\u00e0 diverse dalla vita: finch\u00e9 continueremo a parlare di integrazione di un mondo con l\u2019altro, continuandone con questo a sottolinearne la diversit\u00e0, non potremo parlare di vera e propria inclusione. Troppe sono le occasioni in cui i due mondi (quello dei normali e quello dei diversi) stanno insieme integrati nello stesso luogo ma empaticamente separati tra loro. Per questo continuer\u00f2 a stare vicino, come allenatore, direttore responsabile o nel modo in cui mi sar\u00e0 permesso a questa realt\u00e0 in cui tutti servono agli altri per raggiungere uno scopo comune: fare punto e vincere le partite attraversando e vivendo sensazioni, paure, situazioni ed emozioni, come tutti fanno nella propria vita\u201d.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Per migliaia di persone con disabilit\u00e0, fare sport \u00e8 ancora un sogno impossibile, con oltre il 20% delle strutture ancora inaccessibili, sostegni insufficienti e un sistema ancora lontano dall\u2019essere davvero inclusivo. 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