{"id":822365,"date":"2026-02-01T12:00:32","date_gmt":"2026-02-01T12:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=0cace14ec2e31ff36814365b75011d80"},"modified":"2026-02-01T12:00:32","modified_gmt":"2026-02-01T12:00:32","slug":"bambina-uccisa-a-4-anni-da-violenze-e-denutrizione-2-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=822365","title":{"rendered":"Bambina uccisa a 4 anni da violenze e denutrizione, 2 arresti"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Uccisa da chi avrebbe dovuto salvarla. Una <strong>bambina<\/strong>, piccola e indifesa, al centro di un'<strong>indagine silenziosa<\/strong>, meticolosa, durata mesi per dare un nome e una responsabilit\u00e0 a un orrore consumatosi tra le mura di quella che avrebbe dovuto essere un'<strong>oasi di salvezza<\/strong>. Ieri, i <strong>Carabinieri della Compagnia di Nola<\/strong> hanno notificato un'<strong>ordinanza di custodia cautelare in carcere<\/strong> a una coppia di Tufino, accusata di <strong>omicidio aggravato<\/strong>. La vittima \u00e8 una <strong>bambina di appena quattro anni<\/strong>, morta nella notte tra il <strong>13 e il 14 dicembre 2024<\/strong>.<\/p>\n<p>L'<strong>epilogo<\/strong> di questa <strong>drammatica vicenda<\/strong> non \u00e8 stato un tragico colpo del destino, ma, secondo la Procura di Nola, il risultato di mesi di <strong>abusi e privazioni<\/strong>. La piccola era stata <strong>affidata alla coppia<\/strong> nell'estate del 2024, dopo che la <strong>potest\u00e0<\/strong> dei genitori naturali era stata sospesa. Un passaggio che avrebbe dovuto garantirle cure e serenit\u00e0, ma che si \u00e8 trasformato in un <strong>lento e inesorabile declino<\/strong>.<\/p>\n<h2>L'allarme e le indagini iniziali<\/h2>\n<p>L'<strong>allarme scatt\u00f2<\/strong> nel cuore della notte, nell'abitazione della famiglia affidataria. Quando il <strong>medico del pronto intervento<\/strong> giunse sul posto, si trov\u00f2 di fronte a una scena che impose l'immediata segnalazione alle autorit\u00e0. Le <strong>condizioni del corpo<\/strong> della bambina erano tali da far scattare istantaneamente le <strong>indagini<\/strong>, affidate ai militari della <strong>Sezione Operativa di Nola<\/strong> e alla <strong>Stazione di Tufino<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il mosaico probatorio<\/h2>\n<p>Da quel momento, il <strong>lavoro degli inquirenti<\/strong> non si \u00e8 mai fermato, avvalendosi della <strong>sezione rilievi del nucleo investigativo&nbsp;di Castello di Cisterna<\/strong> e degli specialisti della <strong>sezione biologia del RIS di Roma<\/strong>. Il <strong>mosaico probatorio<\/strong> si \u00e8 composto attraverso un incrocio di <strong>dati tecnici e testimonianze<\/strong>. Decisive sono state le <strong>consulenze informatiche e medico-legali<\/strong>, ma anche l'acquisizione di documenti e l'analisi dello scambio di messaggi tra gli indagati e altre persone. Un quadro che ha permesso di ricostruire cronologicamente il <strong>calvario della minore<\/strong>.<\/p>\n<h2>La cruda verit\u00e0 dell'autopsia<\/h2>\n<p>I <strong>dati scientifici<\/strong> emersi dall'<strong>autopsia<\/strong> hanno restituito una verit\u00e0 cruda: la bambina \u00e8 stata vittima di condotte tecnicamente definite come <strong>child neglect<\/strong>. Non solo <strong>incuria<\/strong>, ma una <strong>sistematica violenza<\/strong> che ha portato a una <strong>grave denutrizione<\/strong>. Il <strong>referto<\/strong> parla chiaro. Lo stato della piccola \u00e8 stato definito <strong>cachettico<\/strong>, un termine medico che descrive un <strong>deperimento fisico estremo<\/strong>. Il corpo della bambina, fiaccato dalla <strong>fame<\/strong> e segnato da <strong>violenze fisiche<\/strong>, non ha retto.<\/p>\n<h2>Traumi aggiuntivi e la chiusura del caso<\/h2>\n<p>A questo quadro gi\u00e0 drammatico si sono aggiunti ulteriori <strong>traumi aggiuntivi<\/strong> che hanno accelerato la fine: <strong>gravi ustioni<\/strong>, <strong>piaghe da decubito<\/strong>, una <strong>frattura non curata<\/strong> e l'insorgenza di una <strong>grave patologia polmonare<\/strong>, letale su un <strong>organismo ormai privo di difese<\/strong>. La <strong>misura cautelare<\/strong> emessa dal <strong>gip di Nola<\/strong> chiude il cerchio su una vicenda dove la <strong>protezione si \u00e8 mutata in abbandono<\/strong> e la <strong>cura in crudelt\u00e0<\/strong>, lasciando una comunit\u00e0 intera a interrogarsi sul silenzio che ha circondato questa <strong>tragedia<\/strong>.<\/p>\n<h2>La storia<\/h2>\n<p>La bambina, di nome Alessandra, era stata <strong>affidata dal padre a un suo cugino e alla moglie di questi.<\/strong> I suoi genitori naturali risiedono nel Beneventano e hanno altri due figli, ma era stata tolta loro la potest\u00e0 genitoriale. Un affido non formalizzato, anche se tra agosto, momenti in cui avviene il fatto, e dicembre, quando la piccola muore, c'\u00e8 stata la visita di un assistente sociale alla coppia.<\/p>\n<p>Dopo le 22:30 della notte del 12 dicembre 2024, due telefonate erano arrivate al 118, prima segnalando un malore della bambina che avrebbe preso un farmaco per curare la tosse e poi per un incidente domestico. Ma la tesi della coppia che <strong>la piccola fosse morta dopo la caduta di una scala a chiocciola non ha mai convinto<\/strong> i carabinieri e i pm, che hanno disposto l'autopsia sulla salma. Gi\u00e0 l'esame esterno del corpo aveva rivelato segni di violenze, persino ustioni e graffi, e una perdita di capelli da comprendere. Oggi la svolta delle indagini.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Uccisa da chi avrebbe dovuto salvarla. 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