{"id":824557,"date":"2026-02-13T02:32:00","date_gmt":"2026-02-13T02:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=5a100937f37c4979f041fa08c5f600bd"},"modified":"2026-02-13T02:32:00","modified_gmt":"2026-02-13T02:32:00","slug":"lallenamento-cognitivo-riduce-il-rischio-di-demenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=824557","title":{"rendered":"L&#8217;allenamento cognitivo riduce il rischio di demenza"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Un breve programma di <strong>allenamento cognitivo al computer<\/strong>, mirato ad aumentare la <strong>velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> delle informazioni e la capacit\u00e0 di gestire compiti complessi con attenzione divisa, \u00e8 associato a un rischio significativamente pi\u00f9 basso di ricevere una diagnosi di <strong>demenza<\/strong> fino a 20 anni dopo. \u00c8 quanto emerge da uno studio randomizzato finanziato dai National Institutes of Health e pubblicato sulla rivista Alzheimer's &amp; Dementia: Translational Research and Clinical Interventions, condotto da un gruppo di ricercatori coordinato da Marilyn Albert, direttrice dell'Alzheimer's Disease Research Center di Johns Hopkins Medicine.<\/p>\n<p>Lo studio analizza i dati a lungo termine dell'Advanced Cognitive Training for Independent and Vital Elderly (ACTIVE), il pi\u00f9 ampio studio statunitense mai condotto per valutare gli effetti di diversi tipi di <strong>training cognitivo<\/strong> negli anziani. Tra il 1998 e il 1999, i ricercatori hanno arruolato 2.802 adulti di et\u00e0 pari o superiore a 65 anni, assegnandoli in modo casuale a tre diversi interventi di allenamento cognitivo - memoria, ragionamento e <strong>velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> - oppure a un gruppo di controllo senza alcun training. I programmi consistevano in sessioni di 60-75 minuti distribuite nell'arco di cinque o sei settimane; met\u00e0 dei partecipanti ha inoltre ricevuto sessioni di richiamo (\"booster\") a distanza di uno e tre anni.<\/p>\n<h2>Risultati chiave&nbsp;<\/h2>\n<p>Nel follow-up a 20 anni, basato sull'analisi dei dati Medicare di 2.021 partecipanti, i ricercatori hanno osservato che l'intervento sulla <strong>velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> con sessioni di richiamo era l'unico associato a una riduzione statisticamente significativa dell'incidenza di <strong>demenza<\/strong> rispetto al gruppo di controllo. In particolare, 105 partecipanti su 264 (40%) nel gruppo di <strong>speed training con booster<\/strong> hanno ricevuto una diagnosi di demenza, contro 239 su 491 (49%) nel gruppo di controllo, pari a una <strong>riduzione del rischio del 25%<\/strong>.<\/p>\n<h2>Come funziona il training sulla velocit\u00e0 di elaborazione<\/h2>\n<p>Il <strong>training sulla velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> \u00e8 progettato per aiutare le persone a individuare rapidamente <strong>informazioni visive<\/strong> su uno schermo e a gestire compiti progressivamente pi\u00f9 complessi in tempi sempre pi\u00f9 brevi. Secondo gli autori, questo tipo di esercizio potrebbe rafforzare <strong>meccanismi cognitivi fondamentali<\/strong> per il funzionamento quotidiano e la <strong>resilienza cerebrale<\/strong> nel lungo periodo.<\/p>\n<p>\"Osservare che un potenziamento dell'allenamento sulla <strong>velocit\u00e0 mentale<\/strong> sia associato a un minor rischio di demenza due decenni dopo \u00e8 notevole, perch\u00e9 suggerisce che un intervento <strong>non farmacologico<\/strong> relativamente modesto pu\u00f2 avere <strong>effetti a lungo termine<\/strong>\", afferma Marilyn Albert. La ricercatrice sottolinea che anche piccoli ritardi nell'esordio della demenza potrebbero avere un impatto rilevante sulla <strong>salute pubblica<\/strong> e sui costi sanitari. Nel campione analizzato, le caratteristiche dei partecipanti al follow-up erano simili a quelle dello studio originale: circa tre quarti erano donne, il 70% di etnia bianca e l'et\u00e0 media all'inizio dello studio era di 74 anni.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 il training sulla velocit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 efficace<\/h2>\n<p>Durante il periodo di osservazione, circa tre quarti dei partecipanti sono deceduti, con un'et\u00e0 media di 84 anni. Nel complesso, la <strong>demenza<\/strong> \u00e8 definita come un declino delle funzioni cognitive tale da compromettere l'autonomia nella vita quotidiana. Gli autori spiegano che il <strong>training sulla velocit\u00e0 di elaborazione<\/strong> potrebbe essere particolarmente efficace perch\u00e9 <strong>adattivo<\/strong>, cio\u00e8 capace di modulare il livello di difficolt\u00e0 in base alle prestazioni individuali, a differenza degli interventi su memoria e ragionamento, che seguivano schemi standardizzati. Inoltre, questo tipo di allenamento stimola forme di <strong>apprendimento implicito<\/strong>, che coinvolgono circuiti cerebrali diversi rispetto all'apprendimento esplicito.<\/p>\n<p>Secondo George Rebok, investigatore principale del sito di studio e professore emerito alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, i risultati \"supportano lo sviluppo di <strong>interventi di training cognitivo per gli anziani<\/strong>, in particolare quelli mirati alla <strong>velocit\u00e0 di elaborazione visiva<\/strong> e all'<strong>attenzione divisa<\/strong>\". Gli autori concludono che saranno necessari ulteriori studi per comprendere i <strong>meccanismi biologici<\/strong> alla base di queste associazioni e per valutare possibili sinergie con altri interventi sullo stile di vita.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Un breve programma di allenamento cognitivo al computer, mirato ad aumentare la velocit\u00e0 di elaborazione delle informazioni e la capacit\u00e0 di gestire compiti complessi con attenzione divisa, \u00e8 associato a un rischio significativamente pi\u00f9 basso di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":298,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-824557","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/824557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/298"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=824557"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/824557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":824558,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/824557\/revisions\/824558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=824557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=824557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=824557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}