{"id":825111,"date":"2026-02-23T14:41:24","date_gmt":"2026-02-23T14:41:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1287763"},"modified":"2026-02-23T14:41:24","modified_gmt":"2026-02-23T14:41:24","slug":"laltro-garibaldi-estratto-del-libro-di-virman-cusenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=825111","title":{"rendered":"L\u2019altro Garibaldi: estratto del libro di Virman Cusenza"},"content":{"rendered":"\n<p>Dietro la figura dell\u2019eroe dei due mondi, oltre la camicia rossa e il mito risorgimentale, si cela un uomo sorprendentemente moderno e visionario. <strong>Virman Cusenza<\/strong> con <em><strong>L&#8217;altro Garibaldi. I Diari di Caprera<\/strong><\/em> (Mondadori) ci invita a conoscere il Garibaldi meno noto, accompagnandoci nella sua vita quotidiana, liberando il mito dagli stereotipi. Sull&#8217;isola infatti Garibaldi non si limita a guidare un&#8217;azienda agricola modello, ma importa macchinari innovativi, realizza un mulino d\u2019avanguardia, impianta 14 mila viti e alleva una sorta di secondo esercito, composto da un migliaio di capi di bestiame. Fondatore della Societ\u00e0 Reale di Protezione degli Animali, l&#8217;eroe cosmopolita coltiva idee e relazioni, accoglie amici, intellettuali e visitatori, sperimentando forme anticipate di famiglia allargata. In questo senso <em>I Diari agricoli<\/em> testimoniano una vita scandita da zappa e spada, raccolgono osservazioni meteorologiche e annotazioni puntuali su eventi storici: dalla visita di emissari reali allo sbarco di Bakunin. Caprera si rivela cos\u00ec pi\u00f9 di un buen retiro, ma un laboratorio da cui osservare il mondo senza smettere di influenzarlo. <em>Lettera43<\/em> vi propone un estratto da <em>L&#8217;altro Garibaldi<\/em>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1287763\/1287770\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"781\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera-.jpeg\" alt=\"L\u2019altro Garibaldi: estratto del libro di Virman Cusenza\" class=\"wp-image-1287770 lazyload\" title=\"L\u2019altro Garibaldi: estratto del libro di Virman Cusenza\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera-.jpeg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera-.jpeg 781w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera--390x599.jpeg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 781px) 100vw, 781px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La copertina di L&#8217;altro Garibaldi di Virman Cusenza.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La guerra delle api<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Non si comanda un esercito, se prima non si impara a governare un alveare. \u00c8 la lezione pi\u00f9 importante che il generale trae dopo i primi anni a Caprera, dove ha sperimentato la complessit\u00e0 dell\u2019apicoltura. Organizzare questi piccoli insetti, farli acquartierare proficuamente, garantirne il pascolo con la pi\u00f9 grande diversit\u00e0 di fiori possibile, sfamarli in inverno quando corolle e petali scarseggiano non \u00e8 meno complesso che organizzare le truppe. Perfino raccogliere il frutto della loro laboriosit\u00e0 \u00e8 operazione non priva di rischi. Ma Garibaldi, forse proprio per questo, si appassiona. Arrivando a confessare nel \u201973 a un esperto come Isidoro Guerinoni, direttore della Societ\u00e0 apistica di Pistoia e suo \u00abmaestro\u00bb in quest\u2019arte, che la sua \u00abprincipale occupazione sono le api. Se avessi cominciato trent\u2019anni prima, ne farei un\u2019estesa coltura\u00bb. Si emoziona quando esce il primo sciame. Ancora pi\u00f9 che con le pianticelle che fanno capolino tra i solchi che ha sarchiato. Con le api l\u2019orgoglio \u00e8 doppio, perch\u00e9 \u00e8 come se la sua mano per qualche istante si trasformasse in quella del demiurgo: dirige la vita di creature tra le pi\u00f9 organizzate e strutturate militarmente che conosca. Troppo facile accostare la loro perizia e determinazione ai tentennamenti di chi dovrebbe riunire l\u2019Italia e non lo fa. Se in politica potesse fare con Roma e Venezia quel che riesce a realizzare con le api, ecco che avrebbe gi\u00e0 completato l\u2019opera. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma il demiurgo \u00e8 re Vittorio Emanuele, e l\u2019Italia non \u00e8 un apiario. Facile capire quindi perch\u00e9, con cellette e alveari, si prenda le soddisfazioni che non raggiunge in altri campi. Ma non si accontenta certo. Anzi, qui si allena: alveari, grano, viti, nonch\u00e9 mucche, agnelli e tori, cavalli, pecore e asini, sono il suo reggimento ma pure il motivo di ilarit\u00e0 quotidiana, quello che gli strappa un sorriso, nonostante certe mattine esca di casa carico di tensione come alla vigilia di un temporale. Menotti, Basso e Fruscianti \u2013 ciascuno a modo suo \u2013 lo prendono in giro perch\u00e9 dicono che il bestiario di Caprera in fin dei conti \u00e8 il suo battaglione sardo in servizio permanente effettivo. Non sappiamo se a sfidarlo siano state, inconsciamente, le evidenti affinit\u00e0 con il pi\u00f9 complesso sistema politico-sociale nascente (fare l\u2019apiario per capire come riunire gli italiani). Di sicuro, l\u2019approccio dello stratega \u00e8 ancora una volta scientifico, come lo \u00e8 stato sin dall\u2019inizio per le coltivazioni da impiantare nell\u2019isola. Le pagine dei Diari dedicate all\u2019allevamento delle api sono organizzate come l\u2019altro libro mastro: varie colonne registrano anno, mese e giorno, numero delle arnie, temperatura, pressione barometrica, fioritura, provviste, sciami, operazioni e osservazioni, prodotti. In certe pagine vengono segnate anche uscite ed entrate, perch\u00e9 non bisogna dimenticare che tutto questo il generale non lo fa per la gloria ma per arrotondare i conti di casa, grazie alla vendita del miele e della cera. Il biennio superstite dei quaderni ci racconta come il numero delle arnie con gli anni si sia assottigliato. Tra il \u201973 e il \u201974 ne restano una quarantina. I nemici sono pi\u00f9 insidiosi dei francesi o dei borbonici, e si chiamano formiche e tarme. Infestano le casse in cui sono ospitate le api e, nonostante la periodica mattanza di questi due indesiderati ospiti, la minaccia ritorna ciclicamente. A questa si aggiunge un flagello ancora maggiore: nella stagione pi\u00f9 fredda \u2013 quindi con una fioritura assai ridotta \u2013 bisogna sfamare gli sciami che muoiono letteralmente di fame. La cura migliore \u00e8 quella del miele rimasto, di scarsa qualit\u00e0 naturalmente, ma pur sempre prezioso. Nel maggio del 1873 apprendiamo che gli alveari vivono una stagione di conflitti pi\u00f9 accesa delle guerre di indipendenza. Apparentemente, le trentanove arnie rimaste lavorano bene, essendovi tuttora molti fiori di muschio, cardi, fichi d\u2019India, mirto ed erba medica. Ma si \u00e8 scatenata \u00abla guerra mortale fra le api, forse perch\u00e9 le arnie sono troppo vicine\u00bb. <\/em><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1287763\/1287769\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera-.jpg\" alt=\"L\u2019altro Garibaldi: estratto del libro di Virman Cusenza\" class=\"wp-image-1287769 lazyload\" title=\"L\u2019altro Garibaldi: estratto del libro di Virman Cusenza\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera-.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera-.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/I-Diari-di-Caprera--390x585.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Virman Cusenza (Imagoeconomica).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p><em>Un po\u2019 come succede tra garibaldini e mazziniani nelle dispute dentro e fuori del Parlamento. A sedare gli animi e a sfamare la popolazione, Garibaldi invia una vivandiera d\u2019eccezione, la figlia Clelia. Che cos\u00ec racconta l\u2019impresa da piccola ardita nelle pagine di Mio padre: Nella stagione invernale portavo il miele alle api. D\u2019inverno, senza fiori, nelle arnie si fa la fame. Il miele pi\u00f9 scadente si teneva appunto per quest\u2019uso. A Fontanaccia, vicino all\u2019aranceto, c\u2019\u00e8 una minuscola costruzione che molti si chiedono che cosa possa essere. Era la casa delle api. Io entravo con due piattini, uno per mano, ripieni del dolce nettare e li posavo vicino alle arnie, non senza un vago senso di paura per le tante api che mi svolazzavano intorno. Pap\u00e0 notava la mia esitazione e dolcemente mi incoraggiava: \u00abBambina, non aver paura. Entra pure. Loro sanno benissimo che tu porti da mangiare; non ti faranno nulla\u00bb. Allora entravo, sicura come se fosse stata la voce di mio padre a scongiurare ogni pericolo. Le api mi si posavano sulle mani e sul viso ma io me ne restavo tranquilla. Pap\u00e0, fuori, mi aspettava. Posavo i piattini e uscivo, felice di aver terminato il mio coraggioso compito. Soltanto una volta un\u2019ape entr\u00f2 nei miei capelli e sentendosi prigioniera mi punse. Pap\u00e0 mi lev\u00f2 subito il pungiglione e premendo sulla parte lesa la lama del suo temperino mi disse: \u00abOra non sentirai pi\u00f9 nessun dolore. Tutto \u00e8 passato, vero?\u00bb. Il generale nei Diari agricoli \u00e8 in versione \u00abscienziato\u00bb, registra ogni minima variazione: alla fine di settembre annota che le api \u00abnon trovano pi\u00f9 polline\u00bb. A dicembre che stanno \u00abdentro per il freddo\u00bb. Comunque, prima di tuffarsi con il solito entusiasmo in questa impresa, ha studiato a dovere. Si \u00e8 abbonato a riviste specializzate, ha letto manuali e consultato esperti. Si \u00e8 fatto spedire dall\u2019Inghilterra addirittura un\u2019arnia di vetro che gli consente di assistere a tutte le operazioni senza disturbare le laboriose inquiline. La descrizione di questo ingegnoso oggetto ce l\u2019ha lasciata l\u2019agronomo Eugenio Canevazzi: un cilindro sormontato da una cupola, entrambi coperti di paglia intrecciata. Il congegno all\u2019interno ospitava anche un barometro ed era dotato di porticine, piccole saracinesche e serrande di la- mina da cui si poteva osservare il lavoro delle api. Quando l\u2019alveare era colmo di miele e di cera, chiusi i fori, si sollevava il coperchio e dalle tre campane di vetro sottostanti si estraeva il prodotto. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pi\u00f9 tardi negli anni, di pari passo alla decadenza di tutta l\u2019azienda agricola, anche l\u2019apicoltura va in malora. Garibaldi chiede aiuto all\u2019esperto Guerinoni, lamentando di essere stato abbandonato dal custode che si \u00e8 impiegato nelle pi\u00f9 redditizie ferrovie sarde, per cui \u00e8 costretto a servirsi di un novizio. Si \u00e8 ridotto a sole quarantacinque casse e ha urgente bisogno di un modello pi\u00f9 moderno \u00aba favo mobile, comodo per il matrimonio delle famiglie\u00bb. Ogni tanto torna il flagello biblico delle formiche, pari a un esercito invasore contro cui la guerriglia del generale \u2013 specialit\u00e0 in cui era esperto \u2013 poco pu\u00f2 fare. Le tarme, poi, sono peggio dei fucili Chassepot a Mentana. Divorano il legno delle casse, che sono diventate sei. \u00abCredo sia indispensabile avere del legname idoneo, cio\u00e8 inattaccabile, o per sua natura o mediante iniezione di qualche composto chimico\u00bb, scrive disperato al direttore della rivista milanese \u00abL\u2019Apicoltore\u00bb. Solo pochi anni prima, era stato pi\u00f9 facile battere i prussiani a Digione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei Diari di Caprera, la figura dell&#8217;eroe dei due mondi si mostra come uomo sorprendentemente moderno e visionario. 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