{"id":825232,"date":"2026-02-25T10:28:57","date_gmt":"2026-02-25T10:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1287863"},"modified":"2026-02-25T10:28:57","modified_gmt":"2026-02-25T10:28:57","slug":"trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-ue-trovato-linganno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=825232","title":{"rendered":"Trasparenza salariale, fatta la direttiva Ue trovato l\u2019inganno?"},"content":{"rendered":"\n<p>Le<strong> intenzioni dell\u2019Europa<\/strong> sono buone, ma c\u2019\u00e8 sempre il solito rischio che, fatta la norma, poi sia trovato l\u2019inganno. Oppure che sorga l\u2019ennesimo <strong>mostro burocratico<\/strong> a danno dei <strong>sistemi produttivi nazionali<\/strong>, in testa quello <strong>italiano<\/strong>. O ancora che si creino <strong>figli e figliastri<\/strong> in ragione di nuove forme di <strong>discriminazione regolatoria<\/strong>. Insomma, persino dietro la <strong>sacrosanta direttiva Ue<\/strong> del 2023, che impone in modo pi\u00f9 cogente e concreto la <strong>trasparenza delle retribuzioni<\/strong> e la <strong>parit\u00e0 salariale di genere<\/strong>, possono nascondersi delle insidie. Anche perch\u00e9 il governo italiano, che con una certa sollecitudine ha avviato il <strong>percorso di recepimento<\/strong> attraverso lo schema di decreto legislativo varato in esame preliminare dal Cdm a inizio febbraio, nella calibrazione delle norme dovr\u00e0 tenere conto del peculiare tessuto imprenditoriale e occupazionale del Paese, ma anche del nostro humus sociale e culturale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Occhi puntati al gender pay gap<\/h2>\n\n\n\n<p>La ministra del Lavoro,<strong> Marina Calderone<\/strong>, aveva esultato al momento dell\u2019approvazione del testo: \u00abLa valorizzazione del talento di tutte e di tutti \u00e8 una condizione essenziale per un mondo del lavoro moderno e inclusivo\u00bb. Sar\u00e0 davvero cos\u00ec? A grandi linee, la direttiva innanzitutto obbliga i datori a indicare <strong>fasce retributive chiare <\/strong>negli <strong>annunci di lavoro<\/strong> (oggi merce rarissima nelle bacheche digitali e non) o prima del colloquio. I selezionatori non possono nemmeno chiedere ai candidati quanto guadagnavano in precedenza. Inoltre i dipendenti potranno pretendere dalla propria azienda informazioni trasparenti sul proprio livello retributivo e sulla <strong>media degli stipendi<\/strong>, divisa per genere, dei colleghi che svolgono mansioni equiparabili. Nel caso in cui emergesse un <strong>gender pay gap<\/strong> pari o superiore al 5 per cento, il datore di lavoro deve motivarlo e avviare una <strong>valutazione congiunta<\/strong> con i sindacati e l\u2019Ispettorato del lavoro per correggerlo. Le aziende dai 100 dipendenti in su dovranno comunicare periodicamente dati specifici sulla trasparenza retributiva. Quelle fino a 49 dipendenti, invece, devono attendere un decreto ministeriale per capire le modalit\u00e0 di rilascio dei dati: la materia \u00e8 ovviamente delicata e il governo cercher\u00e0 di non gravare i datori con oneri eccessivi, contemperando le esigenze di pubblicit\u00e0 con quelle connesse alla <strong>privacy<\/strong>, spesso prevalenti in contesti lavorativi piccoli.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1287863\/1287898\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-f.jpg\" alt=\"Trasparenza salariale, fatta la direttiva Ue trovato l\u2019inganno?\" class=\"wp-image-1287898 lazyload\" title=\"Trasparenza salariale, fatta la direttiva Ue trovato l\u2019inganno?\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-f.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-f.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-f-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-f-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elivira Calderone (Imagoeconomica).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come evitare i rischi di distorsione e le trappole<\/h2>\n\n\n\n<p>Le nuove regole Ue sono rivolte ai <strong>datori pubblici e privati<\/strong>. Il recepimento, che dovr\u00e0 avvenire entro <strong>giugno di quest\u2019anno<\/strong>, pu\u00f2 tuttavia generare ulteriori problemi che sono stati snocciolati dagli esperti dell\u2019Osservatorio \u2018Lo Stato del Lavoro\u2019, un progetto di <em>Journalism for Social Change<\/em>, diretto da <strong>Eleonora Voltolina<\/strong>, giornalista e imprenditrice sociale, resa celebre dalla webzine&nbsp;<em>La Repubblica degli stagisti<\/em>. Il discussion paper sulla trasparenza salariale, che verr\u00e0 presentato mercoled\u00ec in Senato, vede come partner scientifico il think tank Tortuga e vanta la partecipazione in chiave multidisciplinare di vari esperti del settore occupazione e risorse umane. Il documento vuole essere uno strumento a disposizione del legislatore italiano per arrivare a una calibratura positiva delle norme europee rispetto al contesto italiano, ma non nasconde i rischi di distorsioni o \u00abtrappole che devono essere evitate\u00bb, come vengono definite nel paper.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1287863\/1287897\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1047\" height=\"1518\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-fff.jpeg\" alt=\"Trasparenza salariale, fatta la direttiva Ue trovato l\u2019inganno?\" class=\"wp-image-1287897 lazyload\" title=\"Trasparenza salariale, fatta la direttiva Ue trovato l\u2019inganno?\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-fff.jpeg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-fff.jpeg 1047w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-fff-800x1160.jpeg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-fff-390x565.jpeg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1047px) 100vw, 1047px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La locandina del convegno sulla trasparenza salariale.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;ombra del lavoro grigio e l&#8217;uso di canali informali di reclutamento<\/h2>\n\n\n\n<p>Rispetto all\u2019esigenza di annunci trasparenti sulla retribuzione offerta, ad esempio, si paventa un <strong>effetto boomerang<\/strong> per cui le persone vengono formalmente assunte e pagate come part-time, ma poi lavorano full-time e vengono retribuite parzialmente in nero o con <strong>falsi rimborsi spese<\/strong>. Dunque, si rischia un aumento del cosiddetto \u201c<strong>lavoro grigio<\/strong>\u201d. \u00abLa scarsa chiarezza sulle varie componenti della retribuzione acuisce questo problema\u00bb, spiega il documento. Inoltre, si potrebbero generare effetti distorsivi sugli annunci. Soprattutto le <strong>Pmi,<\/strong> costrette alla trasparenza, potrebbero decidere di rinunciare alle <strong>call pubbliche <\/strong>per preferire ancora di pi\u00f9 i <strong>canali informali<\/strong> e <strong>opachi <\/strong>di cooptazione legati a relazioni, conoscenze e passaparola. In pi\u00f9 non \u00e8 ancora chiaro \u00abse il raggio di applicazione comprender\u00e0 anche i <strong>freelance<\/strong> in termini di compensation oraria, o i<strong> co.co.co<\/strong>\u00bb. \u00abRealisticamente no\u00bb, dicono alcuni esperti. Cosa che, secondo il paper, \u00abfa emergere il rischio di una (ennesima) spinta verso la richiesta di far aprire ai candidati<strong> partita Iva<\/strong> e trattarli come (finti) consulenti\u00bb. Se consideriamo il mezzo flop della <strong>legge sull\u2019equo compenso<\/strong>, ci rendiamo conto della miscela esplosiva che potrebbe crearsi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Occorre neutralizzare il tema della discrezionalit\u00e0 delle aziende<\/h2>\n\n\n\n<p>Ci sono poi i rischi, gi\u00e0 evocati, rispetto alle esigenze della privacy e della tutela di dati personali sensibili, senza dimenticare l\u2019ulteriore <strong>carico burocratico<\/strong> che potrebbe gravare sui datori e \u00abbisogna neutralizzare il pi\u00f9 possibile il tema della discrezionalit\u00e0, evitando che le aziende creino mille<strong> job title<\/strong> differenti all&#8217;unico scopo di dribblare la possibilit\u00e0 di un confronto omogeneo\u00bb. In tal senso, la chiarezza normativa sar\u00e0 decisiva e \u00ablo Stato dovr\u00e0 fornire tempestivamente indicazioni precise, senza possibilit\u00e0 di confusione interpretativa, rispetto a come definire gli inquadramenti su cui si baseranno le comparazioni\u00bb, osserva il documento.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1287863\/1287899\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodeo-project-management-software-Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno.jpg\" alt=\"Trasparenza salariale, fatta la direttiva Ue trovato l\u2019inganno?\" class=\"wp-image-1287899 lazyload\" title=\"Trasparenza salariale, fatta la direttiva Ue trovato l\u2019inganno?\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodeo-project-management-software-Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodeo-project-management-software-Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodeo-project-management-software-Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodeo-project-management-software-Trasparenza-salariale-fatta-la-direttiva-Ue-trovato-linganno-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">(foto di Rodeo Porject Management via Unsplash).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Poche donne nel mercato del lavoro e con carriere pi\u00f9 discontinue<\/h2>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 un apparato di regole, pur meritorio, difficilmente pu\u00f2 cambiare le condizioni strutturali del nostro <strong>mercato del lavoro<\/strong>, soprattutto rispetto alla <strong>parit\u00e0 salariale<\/strong>. Le statistiche evidenziano infatti un gender pay gap \u201cristretto\u201d, ossia formale, abbastanza contenuto nel confronto europeo, ma un differenziale molto pi\u00f9 ampio se si considerano i redditi complessivi. I fattori sono tanti: rimane come un macigno la <strong>scarsa partecipazione delle donne<\/strong> al mercato del lavoro (meno del 55 per cento), pesano pure le <strong>carriere pi\u00f9 discontinue<\/strong>, i tanti part-time involontari o i soffitti di cristallo sempre difficili da infrangere. Infine, esiste un<strong> milieu culturale<\/strong> che le norme possono influenzare e modificare, ma non dall\u2019oggi al domani.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La proposta di una BustaPaga 2.0<\/h2>\n\n\n\n<p>Nelle ultime pagine del paper l\u2019osservatorio lancia cinque proposte per un recepimento virtuoso della direttiva Ue: semplificare la trasparenza retributiva tramite<strong> standard chiar<\/strong>i e una <strong>reportistica precompilata<\/strong> basata sui dati gi\u00e0 in possesso della pubblica amministrazione; regolare appunto in modo stringente i range salariali negli annunci di lavoro, con forchette realistiche e comparabili; investire nella cultura della trasparenza attraverso formazione, procedure oggettive di carriera e coinvolgimento degli enti bilaterali; creare sistemi pubblici di confronto salariale tra imprese per rafforzare mobilit\u00e0 e concorrenza, in particolare con il ricorso al Libretto formativo; infine introdurre una \u201c<strong>BustaPaga2.0<\/strong>\u201d standardizzata e leggibile per rendere le retribuzioni realmente comprensibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le intenzioni dell&#8217;Europa sicuramente sono buone, ma in Italia il recepimento potrebbe creare nuove forme di discriminazione. 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