{"id":825386,"date":"2026-02-27T15:29:53","date_gmt":"2026-02-27T15:29:53","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=28b377cf1c1b4545a3804e286c311edf"},"modified":"2026-02-27T15:29:53","modified_gmt":"2026-02-27T15:29:53","slug":"la-garante-dei-detenuti-a-roma-salta-la-meta-delle-visite-mediche-esterne-ogni-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=825386","title":{"rendered":"La Garante dei detenuti: &#8220;A Roma salta la met\u00e0 delle visite mediche esterne ogni anno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>AGI - La met\u00e0 delle <strong>visite mediche esterne<\/strong> programmate salta ogni anno per la mancanza di <strong>agenti di scorta<\/strong>. Le <strong>stanze dell'affettivit\u00e0<\/strong> non sono state mai predisposte, le <strong>aree verdi<\/strong> sono poche e il <strong>sovraffollamento<\/strong>, con il numero delle persone che aumenta e gli spazi disponibili che diminuiscono, non \u00e8 pi\u00f9 un'emergenza ma uno stato \"strutturale\".<\/p>\n<p>La <strong>Garante dei detenuti di Roma<\/strong>, <strong>Valentina Calderone<\/strong>, in un colloquio con l'AGI, denuncia le \"gravi carenze\" delle <strong>carceri della Capitale<\/strong>. E promuove iniziative come quelle messe in campo dal <a href=\"https:\/\/percorsiconibambini.it\/sfide\/scheda-progetto\/\">progetto<\/a> <strong>S.Fi.De - Percorsi di sostegno per i figli di persone detenute<\/strong>, <strong>selezionato da Con i Bambini*<\/strong> nell'ambito del <strong>Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile<\/strong>, che mirano a mantenere un ponte tra dentro e fuori e a sostenere il <strong>nucleo familiare<\/strong>.<\/p>\n<h2>Le visite mediche esterne saltano<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\"Gli ultimi mesi sono stati molto complicati per gli <strong>istituti romani<\/strong>. Quando si gestisce un sistema cos\u00ec faticoso, con un <strong>soprannumero di detenuti<\/strong> e una <strong>carenza di personale<\/strong>, \u00e8 ovvio che poi vengano meno anche le cose essenziali. Sicuramente il dato pi\u00f9 evidente \u2013 spiega Calderone - \u00e8 che una media del <strong>50% delle visite mediche esterne<\/strong> salta ogni anno, e questo \u00e8 un tema di grande sofferenza per le <strong>persone detenute<\/strong> che aspettano da mesi una visita. Gli si dice che l'appuntamento \u00e8 in una data e poi quello stesso giorno scoprono che non c'\u00e8 la <strong>scorta<\/strong> per poterli accompagnare\".<\/p>\n<h2>Sovraffollamento e carenza di personale<\/h2>\n<p>\"Il crollo di una parte del tetto di <strong>Regina Coeli<\/strong> \u2013 osserva la Garante - ha aggravato ulteriormente la situazione, perch\u00e9 tutte le persone arrestate, nella maggior parte dei casi, sono confluite all'interno di <strong>Rebibbia Nuovo Complesso<\/strong>. Questo ha creato, ovviamente, una serie di <strong>problemi di gestione<\/strong>. Il <strong>sovraffollamento<\/strong> riguarda praticamente tutti gli <strong>istituti del territorio<\/strong>, anche il <strong>minorile<\/strong>. Abbiamo un flusso di transiti, di arrivi di <strong>neo-diciottenni<\/strong>, di persone molto giovani, soprattutto maschi, all'interno degli <strong>istituti per adulti<\/strong>, e non c'\u00e8 possibilit\u00e0 di separarli dal resto della <strong>popolazione carceraria<\/strong>. E questo incrementa le difficolt\u00e0\". Ma, ci tiene a ribadire, \"non \u00e8 solamente una questione fisica di spazio, \u00e8 anche un <strong>problema di personale<\/strong>. Alla <strong>carenza di agenti penitenziari<\/strong> si aggiunge un aumento incredibile delle persone, e diventa molto difficile provare a gestire e a occuparsi dei <strong>percorsi individualizzati<\/strong>. E poi c'\u00e8 la questione di un irrigidimento particolare per i <strong>reparti di alta sicurezza<\/strong> e quindi dell'accesso alle opportunit\u00e0 per questi detenuti, con richieste molto stringenti rispetto a orari e controlli\". Da qui le \"criticit\u00e0\" legate anche alla difficolt\u00e0 di tutelare la <strong>sfera affettiva<\/strong> delle persone private della libert\u00e0, il loro <strong>diritto alla continuit\u00e0 del legame affettivo<\/strong> con i partner e con figli.<\/p>\n<h2>Le stanze dell'affettivit\u00e0 e la genitorialit\u00e0<\/h2>\n<p>\"Sul tema dell'<strong>affettivit\u00e0<\/strong> abbiamo pendente ormai da due anni la decisione della <strong>Corte Costituzionale<\/strong>. Le famose <strong>stanze dell'affettivit\u00e0<\/strong> \u2013 denuncia - non solo non sono ancora state predisposte ma neanche immaginate, e ovviamente spesso il tema della <strong>genitorialit\u00e0<\/strong> ha a che fare anche con i rapporti con i propri partner\". Calderone riconosce che \"c'\u00e8 molta disparit\u00e0: ci sono istituti che prevedono molte <strong>telefonate straordinarie<\/strong>, che dispongono dell'<strong>area verde<\/strong> per incontrarsi, altri che non ne hanno\".<\/p>\n<h2>Contatti telefonici insufficienti e il tab\u00f9 dei cellulari<\/h2>\n<p>\"Nonostante la <strong>modifica normativa<\/strong>, che ha aumentato da quattro a sei le <strong>telefonate mensili<\/strong> a disposizione dei <strong>detenuti<\/strong>, restano totalmente insufficienti. Non siamo pi\u00f9 negli <strong>anni '70<\/strong> in cui il rapporto con il telefono era ovviamente diverso. Ci sono delle inchieste, escono notizie sui giornali di quante persone abbiano disponibilit\u00e0 di <strong>telefoni illegalmente<\/strong> all'interno del carcere e sappiamo che, nella maggior parte dei casi, i <strong>cellulari<\/strong> non vengono utilizzati per scopi criminali ma per chiamare le <strong>famiglie<\/strong>. Allora \u2013 sollecita - bisognerebbe avere il coraggio di fare quello che fanno in altri <strong>Paesi europei<\/strong> dove ci sono alcuni istituti in cui \u00e8 consentita la disponibilit\u00e0 di un <strong>telefono cellulare<\/strong>, altri in cui c'\u00e8 proprio un <strong>telefono fisso<\/strong> all'interno delle stanze. Bisognerebbe abbattere il <strong>tab\u00f9<\/strong>, soprattutto per le persone detenute per <strong>reati comuni<\/strong>, in assenza di esigenze di sicurezza particolari, e consentire una <strong>fluidit\u00e0 nei contatti<\/strong>, almeno telefonici, soprattutto con i <strong>figli<\/strong>, maggiore di quella che invece \u00e8 permessa\".<\/p>\n<h2>L'esperienza di Casa di Leda<\/h2>\n<p>Poi a <strong>Roma<\/strong> ci sono anche piccole realt\u00e0 come <strong>Casa di Leda<\/strong>, casa protetta per <strong>donne detenute con figli minori<\/strong> fino a 10 anni, ospitata in un <strong>bene confiscato alla criminalit\u00e0 organizzata<\/strong>, che accoglie <strong>madri in pena alternativa alla detenzione<\/strong> o agli <strong>arresti domiciliari<\/strong>.<\/p>\n<h2>Preservare il nucleo familiare e la rete di supporto<\/h2>\n<p>Per Calderone, si tratta di \"un'<strong>esperienza unica a Roma<\/strong>, che funziona bene\" e andrebbe replicata. Il <strong>nucleo familiare<\/strong>, raccomanda la Garante, \"dovrebbe essere sempre preservato in qualche modo o preso in carico nella sua totalit\u00e0\". Tuttavia, prosegue, \"quando una persona, anche residente a <strong>Roma<\/strong>, entra in carcere, non c'\u00e8 pi\u00f9 possibilit\u00e0 di una <strong>presa in carico dei servizi sociali territoriali<\/strong>. Questo fa s\u00ec che il <strong>percorso delle persone<\/strong> sia frammentato perch\u00e9 diventa molto difficile tenere insieme o continuare a seguire quel nucleo, e quindi \u00e8 come se la parte che sta in carcere avesse una dimensione, e la parte che sta fuori non fosse minimamente inclusa\". In prospettiva, propone Calderone, \"potrebbe avere senso mettere in campo, nel <strong>Comune di Roma<\/strong>, una sorta di '<strong>rete<\/strong>', un <strong>servizio rivolto ai familiari delle persone detenute<\/strong>, che possa fungere da collegamento con la persona che sta all'interno dell'istituto e con i <strong>servizi sociali territoriali<\/strong>\".<\/p>\n<h2>Investire in progetti di supporto e interventi strutturali<\/h2>\n<p>\"In un sistema in cui si fa fatica, in cui ogni iniziativa \u00e8 molto complessa perch\u00e9 non esiste solo il problema degli <strong>spazi<\/strong> ma dell'<strong>organizzazione<\/strong>, della <strong>sorveglianza costante<\/strong> \u2013 evidenzia - a cascata ne risente tutto. Per questo si dovrebbe investire tanto in <strong>progetti come S.Fi.De<\/strong>, che coinvolgano e sostengono i <strong>familiari<\/strong>. Dovrebbero essere iniziative strutturate e pensate in modalit\u00e0 fissa\". Nel <strong>carcere<\/strong>, conclude Calderone, \"bisogna tornare a respirare e poter organizzare anche tutto il resto: servono <strong>interventi pi\u00f9 strutturali<\/strong> sul fronte del <strong>lavoro<\/strong>, della <strong>formazione<\/strong> e della <strong>tutela dei minori<\/strong>\".<\/p>\n<p>---<\/p>\n<p><em>*&nbsp;<strong>S.Fi.De- Percorsi di Sostegno per i Figli di persone Detenute<\/strong>, \u00e8 un progetto selezionato da Con i Bambini nell\u2019ambito del Fondo per il contrasto della povert\u00e0 educativa minorile. Il Fondo nasce da un\u2019intesa tra le fondazioni di origine bancaria rappresentate da <strong>Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore<\/strong> e il governo e sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei<strong> processi educativi <\/strong>da parte dei <strong>minori<\/strong>. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 \u00e8 nata l\u2019impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla <strong>Fondazione Con Il Sud<\/strong>. www.conibambini.org.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; La met\u00e0 delle visite mediche esterne programmate salta ogni anno per la mancanza di agenti di scorta. 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