{"id":825436,"date":"2026-02-28T21:43:38","date_gmt":"2026-02-28T21:43:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1289000"},"modified":"2026-02-28T21:43:38","modified_gmt":"2026-02-28T21:43:38","slug":"attacco-alliran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=825436","title":{"rendered":"Attacco all\u2019Iran: lo shock petrolifero e l\u2019impatto sull\u2019economia europea"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono momenti in cui la geopolitica diventa immediatamente economia. Non tra mesi. Non tra settimane. Subito. La <strong>chiusura<\/strong> \u2013 anche solo parziale \u2013 dello<a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/stretto-hormuz-dove-perche-importante\/\"  rel=\"noreferrer noopener\"> <strong>Stretto di Hormuz<\/strong><\/a> seguita all&#8217;<strong>attacco su larga scala<\/strong> lanciato da<strong> Stati Uniti<\/strong> e <strong>Israele<\/strong> contro <strong>l&#8217;Iran<\/strong> (tra le vittime anche la Guida suprema, l&#8217;ayatollah <strong>Ali Khamenei<\/strong> anche se Teheran smentisce) \u00e8 uno di quelli. Da quel tratto di mare passa circa un <strong>quinto del petrolio mondiale<\/strong> e una quota rilevante del <strong>gas naturale liquefatto<\/strong>. Quando quel passaggio diventa instabile, il mercato non aspetta di verificare quanti barili mancheranno davvero. Reagisce prima. Prezzi, <strong>assicurazioni<\/strong>, noli marittimi, tempi di consegna: tutto si muove all\u2019istante. Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che sta accadendo. <\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1289000\/1289012\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"834\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea.jpg\" alt=\"Attacco all\u2019Iran: lo shock petrolifero e l\u2019impatto sull\u2019economia europea\" class=\"wp-image-1289012 lazyload\" title=\"Attacco all\u2019Iran: lo shock petrolifero e l\u2019impatto sull\u2019economia europea\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea-800x556.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea-390x271.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nella combo, la residenza della Guida Suprema dell&#8217;Iran Al\u00cf Khamenei distrutta negli attacchi israeliani, Teheran, 28 febbraio 2026 (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il costo dell&#8217;incertezza sulle assicurazioni<\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo <em>Reuters<\/em>, diversi operatori e trader hanno <strong>sospeso <\/strong>o <strong>rallentato spedizioni di greggio<\/strong>, <strong>prodotti raffinati <\/strong>e<strong> Gnl <\/strong>attraverso Hormuz dopo i raid statunitensi e israeliani; immagini satellitari mostrano navi ferme nei pressi degli <strong>hub del Golfo<\/strong>, mentre alcune metaniere hanno rallentato o modificato rotta. Non serve un blocco totale per generare uno shock: basta l\u2019incertezza. A questo si aggiunge il <strong>costo del rischio<\/strong>. Il&nbsp;<em>Financial Times<\/em>&nbsp;riporta che gli <strong>assicuratori marittimi<\/strong> stanno rinegoziando al rialzo le<strong> coperture \u201cwar risk\u201d<\/strong> e in alcuni casi cancellando polizze. Significa una cosa molto semplice: anche se formalmente il traffico non fosse completamente interrotto, il <strong>costo marginale dell\u2019energia<\/strong> salirebbe comunque. E se sale il costo marginale, sale il <strong>prezzo finale<\/strong>. Nei giorni precedenti l\u2019escalation, <em>Reuters<\/em> aveva gi\u00e0 segnalato un balzo dei noli petroliferi ai massimi da sei anni, tra charter anticipati e timori di conflitto. Quando il rischio geopolitico incontra una capacit\u00e0 navale limitata, la bolletta si paga due volte: nel <strong>prezzo della materia prima<\/strong> e nel <strong>costo per trasportarla<\/strong>. Ma Hormuz \u00e8 solo il primo collo di bottiglia. Il secondo si chiama<strong> Bab el-Mandeb<\/strong>, lo stretto che collega il Mar Rosso al <strong>Golfo di Aden<\/strong> e quindi al <strong>Canale di Suez<\/strong>. Se anche quel passaggio tornasse stabilmente sotto attacco \u2013 come gi\u00e0 accaduto nel 2024 con il crollo dei flussi energetici nel Mar Rosso documentato dall\u2019EIA statunitense \u2013 le <strong>rotte verso l\u2019Europa <\/strong>si allungherebbero di settimane passando attorno all\u2019Africa, con un ulteriore aumento dei costi logistici e assicurativi. In quel caso il sistema globale entrerebbe in modalit\u00e0 di stress prolungato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I tre scenari possibili<\/h2>\n\n\n\n<p>Gli scenari possibili sono tre. Il primo \u00e8 uno<strong> shock breve<\/strong>. Il premio al rischio esplode, i prezzi salgono, ma il traffico riprende in tempi relativamente rapidi. Il mercato riassorbe. Restano per\u00f2 assicurazioni pi\u00f9 care, scorte ricostituite a prezzi maggiori e un livello strutturale di volatilit\u00e0 pi\u00f9 elevato. Il secondo scenario \u00e8 una disruption di settimane, con traffico a singhiozzo. Qui inizia il problema serio. L\u2019<strong>Asia <\/strong>\u2013 Cina e Giappone in testa \u2013 compete per garantirsi continuit\u00e0 nelle forniture. La <strong>Cina<\/strong> assorbe la quasi totalit\u00e0 delle <strong>esportazioni iraniane<\/strong> via mare; il Giappone dipende in modo massiccio dal <strong>Medio Oriente<\/strong> per alimentare le sue raffinerie. Se questi giganti devono sostituire o garantire volumi, pagheranno il premio necessario. L\u2019<strong>Europa<\/strong> diventa price-taker. Energia pi\u00f9 cara, Gnl pi\u00f9 caro, prodotti raffinati pi\u00f9 cari. Il terzo scenario \u00e8 quello pi\u00f9<strong> destabilizzante<\/strong>: un <strong>conflitto prolungato<\/strong>. <em>Reuters<\/em> ha gi\u00e0 evidenziato il rischio che un\u2019escalation estesa nel tempo possa trasformare uno shock in un <strong>cambio di regime<\/strong>. Se l\u2019orizzonte si allunga, l\u2019energia cara smette di essere un picco e diventa un nuovo equilibrio.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1289000\/1289016\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"823\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/irN.jpg\" alt=\"Attacco all\u2019Iran: lo shock petrolifero e l\u2019impatto sull\u2019economia europea\" class=\"wp-image-1289016 lazyload\" title=\"Attacco all\u2019Iran: lo shock petrolifero e l\u2019impatto sull\u2019economia europea\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/irN.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/irN.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/irN-800x549.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/irN-390x267.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifestazione anti Stati Uniti in Iran (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 l&#8217;Europa rischia grosso<\/h2>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che l<strong>\u2019Europa si fa male<\/strong>. Gli Stati Uniti dispongono di una significativa produzione domestica di energia. L\u2019Europa no. L\u2019Europa importa, paga in dollari e, se l\u2019euro si indebolisce, paga ancora di pi\u00f9. Ogni aumento del prezzo del petrolio o del gas si traduce in bollette pi\u00f9 alte, <strong>carburanti pi\u00f9 costosi<\/strong>, costi industriali crescenti. Si sente spesso dire che la perdita dei barili iraniani potrebbe essere compensata dall\u2019<strong>OPEC<\/strong>. \u00c8 vero che esiste una certa \u201c<strong>spare capacity<\/strong>\u201d, concentrata soprattutto in <strong>Arabia Saudita<\/strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong>. Ma trasformare questa possibilit\u00e0 teorica in barili effettivamente consegnati \u00e8 un\u2019altra questione. La spare capacity non \u00e8 un interruttore che si accende in 24 ore. Servono decisioni politiche coordinate, tempi tecnici, valutazioni strategiche. Non tutta la capacit\u00e0 inutilizzata \u00e8 immediatamente attivabile e non tutta \u00e8 perfettamente sostituibile in termini qualitativi. Le raffinerie non possono cambiare miscela dall\u2019oggi al domani. Ma soprattutto, anche ammesso che si produca di pi\u00f9, resta il <strong>problema logistico<\/strong>. Se Hormuz \u00e8 instabile, il vero collo di bottiglia non \u00e8 solo quanto si pompa, ma quanto si riesce a spedire e a quale costo. Produzione e trasporto non sono la stessa cosa. In un contesto di <strong>rischio militare<\/strong>, assicurazioni e noli possono diventare il limite reale dell\u2019offerta effettiva. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Energia e logistica pi\u00f9 care si riflettono sulle materie prime<\/h2>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi un elemento geopolitico che raramente viene evidenziato: un rialzo strutturale dei prezzi avvantaggia in modo diretto chi esporta fuori dal teatro del conflitto. In questo contesto, la <strong>Russia<\/strong> sarebbe tra i <strong>principali beneficiari<\/strong>, vedendo aumentare i ricavi senza subire direttamente il rischio logistico del Golfo. Lo shock, inoltre, non si ferma al petrolio. Energia pi\u00f9 cara e logistica pi\u00f9 costosa si riflettono sui costi delle <strong>materie prime industriali<\/strong>. Il <strong>rame<\/strong>, essenziale per reti elettriche, trasformatori,<strong> data center<\/strong> e <strong>infrastrutture digitali<\/strong>, \u00e8 gi\u00e0 sostenuto da una domanda strutturale legata all\u2019elettrificazione e all\u2019<strong>intelligenza artificiale.<\/strong> Se a questo si aggiunge un contesto di tensione energetica e shipping pi\u00f9 caro, i costi dei grandi progetti industriali salgono ulteriormente. Il risultato \u00e8 una parola che l\u2019Europa conosce bene: <strong>stagflazione<\/strong>. Crescita che rallenta mentre l\u2019inflazione resta elevata. Prezzi dei beni importati in aumento. Potere d\u2019acquisto che si riduce. Investimenti rinviati perch\u00e9 il costo del capitale resta alto in un contesto di incertezza. <strong>Industria energivora<\/strong> sotto pressione. Spazio fiscale che si restringe mentre aumentano le richieste di sostegno pubblico. <\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1289000\/1289018\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea-2.jpg\" alt=\"Attacco all\u2019Iran: lo shock petrolifero e l\u2019impatto sull\u2019economia europea\" class=\"wp-image-1289018 lazyload\" title=\"Attacco all\u2019Iran: lo shock petrolifero e l\u2019impatto sull\u2019economia europea\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea-2.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea-2.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea-2-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Attacco-allIran-lo-shock-petrolifero-e-limpatto-sulleconomia-europea-2-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un data center (Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le conseguenze di una incertezza prolungata<\/h2>\n\n\n\n<p>Il tempo \u00e8 il vero moltiplicatore. Uno shock si assorbe. Un\u2019incertezza prolungata cambia il <strong>regime economico<\/strong>. Se l\u2019<strong>operazione militare<\/strong> durer\u00e0 a lungo, come \u00e8 stato dichiarato, l\u2019Europa non si trover\u00e0 davanti a una semplice fiammata dei prezzi, ma a un equilibrio pi\u00f9 costoso e pi\u00f9 instabile. E in questo equilibrio, per un continente strutturalmente importatore di energia e gi\u00e0 esposto a tensioni commerciali e industriali, il conto rischia di essere particolarmente pesante. Non \u00e8 una questione ideologica. \u00c8 una questione di struttura economica. Quando i grandi <strong>choke point globali <\/strong>entrano in crisi, l\u2019Europa paga pi\u00f9 di altri. Perch\u00e9<strong> importa energia<\/strong>. Perch\u00e9 compete con giganti asiatici per le stesse molecole. Perch\u00e9 ha meno margini per assorbire shock ripetuti. La domanda ora non \u00e8 soltanto cosa accadr\u00e0 nei prossimi giorni. La domanda \u00e8 quanto a lungo il mondo rester\u00e0 in questa <strong>zona di rischio<\/strong>. Perch\u00e9 se l\u2019incertezza diventa permanente, il conto non sar\u00e0 una fiammata. Sar\u00e0 un nuovo equilibrio pi\u00f9 costoso. E per l\u2019Europa \u2013 e per l\u2019Italia in particolare \u2013 sostenerlo sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz avranno ricadute pesanti soprattutto per l&#8217;Europa. Non solo sul costo dell&#8217;energia, ma anche su quello delle materie prime. 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