{"id":825782,"date":"2026-03-08T12:34:00","date_gmt":"2026-03-08T12:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1290268"},"modified":"2026-03-08T12:34:00","modified_gmt":"2026-03-08T12:34:00","slug":"8-marzo-poste-italiane-pioniera-dellemancipazione-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=825782","title":{"rendered":"8 marzo, Poste italiane pioniera dell\u2019emancipazione femminile"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 2026, a 80 anni dal referendum del 1946, l\u2019<strong>8 marzo<\/strong> richiama una svolta storica, vale a dire il primo voto delle donne italiane, tappa fondamentale dell\u2019<strong>emancipazione femminile<\/strong>. Un cammino al quale il Paese \u00e8 giunto anche grazie a un sempre maggiore ruolo delle donne nel mondo del lavoro. E, in questa storia, le<strong> Poste italiane<\/strong> hanno avuto un ruolo significativo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le prime telegrafiste nel 1863<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019esordio del <strong>lavoro femminile<\/strong> nelle Poste risale al <strong>1863<\/strong>, quando le donne iniziarono a operare come <strong>ausiliarie telegrafiste<\/strong>. Gi\u00e0 dal 1865 furono <strong>impiegate<\/strong> negli uffici postali come <strong>portalettere<\/strong> e <strong>gerenti di ricevitorie<\/strong>, inizialmente nei piccoli centri rurali e poi anche nelle citt\u00e0, dove il mestiere della portalettere divenne quasi \u201calla moda\u201d. L\u2019ingresso delle donne nelle Poste rappresent\u00f2 un fatto innovativo, uno dei primi accessi strutturati delle donne al lavoro statale. Non mancavano, tuttavia, le <strong>limitazioni<\/strong> imposte dalla cultura dell\u2019epoca. Tra queste l\u2019<strong>obbligo di nubilato<\/strong>, perch\u00e9 si riteneva che il ruolo di moglie e madre fosse incompatibile con un\u2019attivit\u00e0 lavorativa. Anche dopo l\u2019abolizione di questo vincolo, alla fine dell\u2019Ottocento, il lavoro della donna sposata restava subordinato all\u2019<strong>autorizzazione del marito<\/strong> (come previsto dall\u2019istituto dell\u2019autorizzazione maritale presente nel primo Codice civile del Regno d\u2019Italia del 1865). Eppure, la presenza femminile continu\u00f2 a crescere, soprattutto nel ruolo di telegrafista, attivit\u00e0 ritenuta pi\u00f9 \u201cconsona\u201d perch\u00e9 svolta in ambienti separati e sotto la <strong>direzione di altre donne<\/strong>. Tra il 1874 e il 1877 anche la scrittrice e giornalista <strong>Matilde Serao<\/strong> lavor\u00f2 come telegrafista alle Poste centrali di Napoli, esperienza che ispir\u00f2 la novella <em>Telegrafi dello Stato \u2013 sezione femminile<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le guerre e la svolta<\/h2>\n\n\n\n<p>Durante la <strong>Prima guerra mondiale<\/strong>, le donne furono chiamate a <strong>sostituire gli uomini <\/strong>partiti per il fronte, assumendo anche la <strong>responsabilit\u00e0<\/strong> di uffici postali e telegrafici di rilievo. L\u2019efficienza dimostrata contribu\u00ec a un cambiamento normativo importante, ovvero l&#8217;<strong>abolizione dell&#8217;autorizzazione maritale<\/strong> (1919). Un processo che si consolid\u00f2 durante la <strong>Seconda guerra mondiale<\/strong>, quando le donne tornarono a ricoprire ruoli chiave nelle Poste, mantenendo spesso le loro posizioni anche dopo il rientro degli uomini dal fronte. Negli Anni 50 la presenza femminile aument\u00f2 ulteriormente, accompagnando la <strong>modernizzazione<\/strong> del Paese. Da l\u00ec in poi iniziarono a ricoprire ruoli sempre pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La presenza femminile oggi<\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi la <strong>forte presenza femminile<\/strong> \u00e8 uno dei tratti identitari di Poste Italiane. Il <strong>53 per cento <\/strong>degli oltre 120 mila dipendenti \u00e8 donna, cos\u00ec come il 46 per cento dei quadri e dirigenti e il 44,5 per cento dei componenti del consiglio d\u2019amministrazione. \u00c8 donna il 60 per cento dei <strong>direttori<\/strong> dei quasi 13 mila uffici postali presenti in Italia, la rete capillare su cui l\u2019azienda ha costruito nel tempo la propria storia e la propria forza. Anche tra i <strong>neoassunti<\/strong> la presenza femminile \u00e8 significativa, tanto che il 47 per cento dei nuovi ingressi \u00e8 composto da donne. Per sostenere il lavoro femminile, Poste Italiane ha introdotto diverse policy tra cui la politica di s<strong>ostegno alla genitorialit\u00e0 attiva<\/strong>, che offre anche percorsi di sostegno e sviluppo per il benessere individuale e organizzativo. Nell\u2019ambito del welfare, il Gruppo garantisce misure avanzate per la genitorialit\u00e0 tra cui <strong>congedi pi\u00f9 ampi <\/strong>di quelli previsti dalla legge, un\u2019<strong>indennit\u00e0<\/strong> pari al 100 per cento dello stipendio durante maternit\u00e0 e paternit\u00e0 e programmi di <strong>coaching<\/strong> dedicati alle neomamme. La politica sulla genitorialit\u00e0 mira anche a promuovere la <strong>genitorialit\u00e0 condivisa<\/strong>, coinvolgendo i padri e potenziando i meccanismi di conciliazione famiglia-lavoro. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I riconoscimenti ottenuti<\/h2>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, il Gruppo Poste Italiane ha ottenuto riconoscimenti che lo collocano ai vertici del panorama nazionale, dall&#8217;attestazione ISO 30415 sulla <strong>Diversity &amp; inclusion<\/strong> all\u2019<strong>Equal salary<\/strong> per l\u2019equit\u00e0 retributiva fino alla <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/poste-italiane-certificazione-parita-genere\/\">UNI\/PdR 125 per la <strong>parit\u00e0 di genere<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalle prime telegrafiste dell\u2019Ottocento alle manager di oggi, da oltre 160 anni il Gruppo valorizza e supporta il lavoro delle donne. 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