{"id":826039,"date":"2026-03-13T10:19:15","date_gmt":"2026-03-13T10:19:15","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=9d56039133b75f472e5bbe476b9361b4"},"modified":"2026-03-13T10:19:15","modified_gmt":"2026-03-13T10:19:15","slug":"il-super-poliziotto-tra-condanne-e-misteri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=826039","title":{"rendered":"Il super poliziotto tra condanne e misteri"},"content":{"rendered":"<p>AGI - <strong>Bruno Contrada<\/strong>: un <strong>combattente<\/strong>&nbsp;fino alla fine,&nbsp;<strong>sospettato<\/strong>&nbsp;fin quasi agli ultimi giorni di vita. L'occasione pi\u00f9 recente in cui si era parlato di&nbsp;<strong>Bruno Contrada<\/strong>, napoletano ma da mezzo secolo a Palermo, morto all'et\u00e0 di 94 anni, era stata l'inchiesta sul&nbsp;<strong>depistaggio Piersanti Mattarella<\/strong>, nella quale era indagato l'ex prefetto Filippo Piritore, tornato libero nei giorni scorsi dopo una sentenza della Cassazione sui suoi arresti domiciliari: era sparito il&nbsp;<strong>guanto usato dai killer<\/strong>&nbsp;dell'ex presidente della Regione siciliana e oggi Piritore \u00e8 sotto accusa per aver cercato di sviare le indagini su questa storia.<\/p>\n<h2>Contrada, Pirintore e il mistero del guanto&nbsp;<\/h2>\n<p>Ma con chi aveva detto di aver parlato di quel <strong>misterioso guanto<\/strong>, Piritore, quando era un giovane funzionario della Squadra mobile? \"Con <strong>Bruno Contrada<\/strong>\", aveva risposto nel settembre e nell'ottobre 2024 ai pm di Palermo. Chiamato in causa - non sempre a proposito - per mille vicende, legate agli&nbsp;<strong>anni di piombo siciliani<\/strong>, i '70 e gli '80 in particolare, Contrada \u00e8 morto comunque da&nbsp;<strong>uomo libero<\/strong>, dopo avere scontato otto anni tra carcere e arresti domiciliari. Sempre a inseguire le sue&nbsp;<strong>contraddizioni<\/strong>&nbsp;per\u00f2, e quelle di un intero Paese nella&nbsp;<strong>lotta, spesso border line, alla mafia<\/strong>.<\/p>\n<h2>Le sentenza (ineseguibile) di condanna per Contrada&nbsp;&nbsp;<\/h2>\n<p>La sentenza che lo aveva dichiarato&nbsp;<strong>colpevole di concorso in associazione mafiosa<\/strong>, infliggendogli 10 anni, era stata dichiarata \"<strong>ineseguibile<\/strong>\" dopo che la&nbsp;<strong>Corte europea dei diritti dell'uomo<\/strong>, da Strasburgo, l'aveva dichiarata priva di effetti penali.<\/p>\n<p>\"Colpa\" del&nbsp;<strong>concorso esterno<\/strong>, il combinato disposto degli articoli 110 e 416 bis del codice penale, caro a&nbsp;<strong>Giovanni Falcone<\/strong>&nbsp;ma - all'epoca dei fatti contestati a Contrada, compresi tra il 1974 e il 1992 - ancora vago e indeterminato.<\/p>\n<h2>Il caso del mancato risarcimento di 667mila euro&nbsp;<\/h2>\n<p>Un motivo tecnico che aveva dato al '<strong>superpoliziotto<\/strong>' la possibilit\u00e0 di dire di avere scontato la pena senza ragione. Ma come in molti fatti italiani, dopo aver ottenuto un&nbsp;<strong>risarcimento da 667 mila euro<\/strong>, un annullamento con rinvio da parte della Cassazione aveva fatto s\u00ec che la Corte d'appello palermitana, tornata a occuparsi del caso, il risarcimento lo negasse. La ragione era che comunque Contrada, con i suoi comportamenti, avesse \"dato causa\" ai&nbsp;<strong>sospetti di collusione<\/strong>&nbsp;nei suoi confronti.&nbsp;<strong>Collusioni che non sarebbero state immaginarie<\/strong>.<\/p>\n<h2>Contrada 'superpoliziotto' e le accuse dei pentiti&nbsp;<\/h2>\n<p><strong>Capo della Squadra mobile<\/strong>&nbsp;negli anni pi\u00f9 duri del contrasto alla&nbsp;<strong>criminalit\u00e0 organizzata<\/strong>, Contrada aveva sempre detto di aver subito la vendetta di mafiosi che, come&nbsp;<strong>Gaspare Mutolo<\/strong>, lo odiavano perch\u00e9 lui la&nbsp;<strong>lotta alla mafia<\/strong>&nbsp;l'aveva sempre fatta e senza sconti: Mutolo fra l'altro era tra i colpevoli dell'omicidio dell'agente Gaetano Cappiello, morto durante il tentativo di catturare i sequestratori dell'imprenditore Angelo Randazzo.<\/p>\n<p>Ma era stato proprio l'ex picciotto di Partanna a inguaiare il '<strong>superpoliziotto<\/strong>', parlando delle sue&nbsp;<strong>collusioni con Cosa nostra<\/strong>&nbsp;e col capo del mandamento di Partanna Mondello,&nbsp;<strong>don Saro Riccobono<\/strong>, \"signore\" delle borgate marinare di Palermo.<\/p>\n<h2>Carriera, sospetti e depistaggi<\/h2>\n<p>Altri&nbsp;<strong>pentiti<\/strong>, tra cui&nbsp;<strong>Francesco Marino Mannoia<\/strong>, avevano rivelato i collegamenti con&nbsp;<strong>Stefano Bontate<\/strong>, il cosiddetto Principe di Villagrazia, anche lui assassinato, come don Saro. Nella squadra dell'eterno imputato-indagato, negli anni '70, prima che i sospetti si addensassero su di lui, c'era stato anche&nbsp;<strong>Boris Giuliano<\/strong>, ucciso da Leoluca Bagarella il 21 luglio 1979 nel bar Lux di Palermo.<\/p>\n<h2>Le foto in bianco e nera della squadra Mobile \"dura e pura\"&nbsp;<\/h2>\n<p>Vecchie foto in bianco e nero ritraggono i due insieme con altri volti storici della Mobile \"dura e pura\": \"Non ho mai tradito i miei uomini, Giuliano in particolare\", aveva ripetuto mille volte Bruno Contrada. La sua carriera era proseguita con la dirigenza della&nbsp;<strong>Criminalpol della Sicilia occidentale<\/strong>, poi il lavoro all'<strong>Alto commissariato per la lotta alla mafia<\/strong>, l'ingresso nei&nbsp;<strong>Servizi segreti<\/strong>, la scalata fino a diventare il numero tre del&nbsp;<strong>Sisde<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il presunto \"colossale depistaggio\" sul giudice Borsellino&nbsp;<\/h2>\n<p>E intanto i&nbsp;<strong>sospetti che si accumulavano<\/strong>, concretizzati dalla questione dell'arresto annunciato di Oliviero Tognoli e del sorriso che lo stesso industriale avrebbe fatto a&nbsp;<strong>Giovanni Falcone<\/strong>, quando il giudice istruttore gli aveva chiesto se fosse stato Contrada a dargli la dritta.<\/p>\n<p>Storie degli anni '80, poi oggetto del lungo processo che lo vide imputato a Palermo, fino al periodo delle&nbsp;<strong>stragi<\/strong>&nbsp;e ai sospetti dei pm di Caltanissetta sul possibile ruolo che l'agente segreto avrebbe avuto un ruolo nella&nbsp;<strong>vicenda Borsellino<\/strong>&nbsp;in particolare, oggetto di un \"<strong>colossale depistaggio<\/strong>\". Una posizione nebulosa, la sua, forse anche comoda quando non si riusciva ad arrivare a risultati investigativi concreti, sempre risoltasi con un nulla di fatto.<\/p>\n<h2>Contrada si difende: \"sono pulito\"&nbsp;<\/h2>\n<p>\"Sono pulito\", ripeteva, \"su di me non \u00e8 mai stato dimostrato nulla di concreto\". Fino alla morte, fino agli ultimi sospetti, fino a una sentenza \"<strong>improduttiva di effetti penali<\/strong>\" e a tante inchieste archiviate.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Bruno Contrada: un combattente&nbsp;fino alla fine,&nbsp;sospettato&nbsp;fin quasi agli ultimi giorni di vita. 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