{"id":826237,"date":"2026-03-17T19:12:17","date_gmt":"2026-03-17T19:12:17","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=10855838bd2a9b675dae7c774ab8c18d"},"modified":"2026-03-17T19:12:17","modified_gmt":"2026-03-17T19:12:17","slug":"camminare-nella-storia-gli-studenti-di-roma-nei-campi-di-birkenau-e-auschwitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=826237","title":{"rendered":"Camminare nella storia, gli studenti di Roma nei campi di Birkenau e Auschwitz"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Un pugno nello stomaco. Si \u00e8 concluso il <strong>Viaggio della Memoria<\/strong> a <strong>Birkenau<\/strong> e <strong>Auschwitz<\/strong> per i 132 <strong>liceali di Roma<\/strong> che hanno in qualche modo \u201ctoccato\u201d le <strong>sofferenze<\/strong> e l\u2019<strong>orrore dello sterminio nazista<\/strong>. Con rispetto, il silenzio \u00e8 calato subito tra i giovani, abituati al rumore e agli scherzi della vita quotidiana. Davanti ai binari di Birkenau che sembrano non finire mai, nessuna parola. Ma la consapevolezza del <strong>dolore<\/strong>, \u201cdell\u2019abisso e della bestialit\u00e0\u201d, come ha affermato il sindaco di Roma Capitale <strong>Roberto Gualtieri<\/strong> sottolineando l\u2019importanza del viaggio che ogni anno viene organizzato per rendere vivo il <strong>ricordo<\/strong> di una pagina storica buia. Gualtieri ha deposto una corona di fiori davanti al muro delle fucilazioni di Auschwitz ringraziando le <strong>testimonianze dei sopravvissuti<\/strong> che tramandano la <strong>memoria<\/strong> (<strong>Sami Modiano<\/strong> e le sorelle <strong>Tatiana e Andra Bucci<\/strong>).<\/p>\n<p>Arrivati sulla <strong>Judernrampe<\/strong>, il luogo dove arrivavano i <strong>convogli dei deportati<\/strong> ad Auschwitz e avveniva la <strong>selezione dei nazisti<\/strong>, i ragazzi sono rimasti attoniti davanti al racconto della perfetta <strong>macchina della morte nazista<\/strong>.<\/p>\n<h2>L'impatto emotivo a Birkenau<\/h2>\n<p>Il vento freddo di Birkenau attraversava i cappotti, ma in nessuno di loro \u00e8 calata l\u2019attenzione o la voglia di conoscere. Con gli <strong>occhi sbarrati<\/strong> e lo stomaco sottosopra non hanno mai abbassato lo sguardo davanti a quelle <strong>baracche<\/strong>, ai resti dei <strong>crematori<\/strong> e al <strong>filo spinato<\/strong>. A guidare i ricordi della memoria lo storico <strong>Marcello Pezzetti<\/strong>. Ai ragazzi ha parlato della <strong>vita del campo di concentramento<\/strong> e delle <strong>procedure dello sterminio<\/strong>. Storie non di numeri ma di <strong>volti, famiglie e vite spezzate<\/strong> senza un perch\u00e9.<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>Una ragazza si \u00e8 fermata, ha chiuso gli occhi per un istante. \u201cNon \u00e8 giusto\u201d, ha sussurrato. E in quelle parole c\u2019era tutto: lo <strong>sgomento<\/strong>, la <strong>rabbia<\/strong>, la <strong>costernazione<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il passaggio ad Auschwitz<\/h2>\n<p>La visita \u00e8 proseguita ad <strong>Auschwitz<\/strong>. L\u2019ingresso sotto la scritta \u201c<strong>Arbeit macht frei<\/strong>\u201d (Il lavoro rende liberi) segna un passaggio che nessuno dei ragazzi dimenticher\u00e0. Se Birkenau li aveva colpiti per l\u2019immensit\u00e0 dello <strong>sterminio<\/strong>, Auschwitz li costringe a confrontarsi con la dimensione pi\u00f9 <strong>concreta e tangibile della sofferenza<\/strong>.<\/p>\n<h2>La violenza quotidiana e le vite spezzate<\/h2>\n<p>I <strong>corridoi stretti<\/strong>, le <strong>celle<\/strong>, i <strong>muri segnati dal tempo<\/strong> raccontano una <strong>violenza quotidiana, sistematica<\/strong>. Camminando tra i blocchi di mattoni, tutti uguali eppure ognuno carico di storie, si percepisce la presenza di <strong>milioni di vite spezzate<\/strong>. Non sono numeri. Erano persone: <strong>bambini<\/strong> che non hanno pi\u00f9 rivisto e abbracciato i loro genitori, <strong>madri<\/strong> che hanno stretto le mani dei figli fino all\u2019ultimo momento, <strong>uomini<\/strong> che hanno cercato di conservare un briciolo di <strong>dignit\u00e0<\/strong> in mezzo alla <strong>disumanit\u00e0 pi\u00f9 totale<\/strong>.<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>Poi le <strong>sale del museo<\/strong>. Le <strong>scarpe<\/strong>, le <strong>valigie<\/strong>, gli <strong>occhiali<\/strong>, i <strong>capelli<\/strong>. Oggetti semplici, quotidiani, che improvvisamente diventano <strong>testimonianze potentissime<\/strong>. Ogni paio di scarpe racconta una <strong>vita interrotta<\/strong>, ogni valigia, un viaggio che doveva portare altrove.<\/p>\n<h2>La tragedia oltre i numeri<\/h2>\n<p>La <strong>tragedia<\/strong> non \u00e8 un numero a sei zeri (<strong>6 milioni<\/strong> furono gli <strong>ebrei sterminati<\/strong> e con loro anche <strong>zingari, rom e prigionieri politici<\/strong>), ma la somma di milioni di singole <strong>colazioni interrotte<\/strong>, di <strong>abbracci spezzati<\/strong>, di <strong>sogni interrotti<\/strong>.<\/p>\n<p>Nessuno parla molto. Qualcuno respira profondamente, come se avesse bisogno di ricordare a s\u00e9 stesso cosa significhi essere <strong>libero<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il senso del viaggio<\/h2>\n<p>\u00c8 in quel momento che il <strong>senso del viaggio<\/strong> si compie davvero: quei ragazzi non sono pi\u00f9 soltanto studenti in gita, ma <strong>testimoni<\/strong>. Testimoni di una <strong>storia<\/strong> che non hanno vissuto, ma che ora dovrebbero sentire propria. Una storia da <strong>custodire e difendere<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Un pugno nello stomaco. Si \u00e8 concluso il Viaggio della Memoria a Birkenau e Auschwitz per i 132 liceali di Roma che hanno in qualche modo \u201ctoccato\u201d le sofferenze e l\u2019orrore dello sterminio nazista. Con rispetto, il silenzio \u00e8 calato subito tra i &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":298,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[10,1531],"tags":[],"class_list":["post-826237","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca","category-komposer"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/298"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=826237"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":826238,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826237\/revisions\/826238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=826237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=826237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=826237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}