{"id":826629,"date":"2026-03-25T11:25:50","date_gmt":"2026-03-25T11:25:50","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=1079bc3823d1c653c34ca87344def24c"},"modified":"2026-03-25T11:25:50","modified_gmt":"2026-03-25T11:25:50","slug":"aviaria-cose-come-ci-si-contagia-quanto-e-pericolosa-cosa-ce-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=826629","title":{"rendered":"Aviaria: cos&#8217;\u00e8, come ci si contagia, quanto \u00e8 pericolosa. Cosa c&#8217;\u00e8 da sapere"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Con il paziente della regione Lombardia,&nbsp;<strong>primo caso umano di influenza H9N2<\/strong> rilevato in<strong> <\/strong>Europa, si torna a parlare dell'<strong>aviaria<\/strong>. Ma cos'\u00e8 e quanto \u00e8 pericolosa? Ecco le Faq aggiornate dell'Istituto Superiore di Sanit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<p>Con il termine <strong>influenza aviaria<\/strong> si definisce una <strong>infezione virale<\/strong> che si verifica principalmente negli <strong>uccelli<\/strong>. In particolare, gli <strong>uccelli selvatici<\/strong>, soprattutto acquatici, sono il veicolo principale di diffusione di questi <strong>virus<\/strong>, che poi possono essere trasmessi, ad esempio, agli <strong>animali da allevamento<\/strong>, provocando <strong>danni economici ingenti<\/strong>, e, sporadicamente, all\u2019<strong>uomo<\/strong>. I <strong>virus aviari<\/strong> hanno una grande capacit\u00e0 di <strong>mutare<\/strong> e, recentemente, alcuni di questi <strong>ceppi virali<\/strong> sono stati trasmessi anche ai <strong>mammiferi<\/strong>, tra cui <strong>bovini<\/strong>, e <strong>animali da compagnia<\/strong>, in particolare <strong>gatti<\/strong>.<\/p>\n<h2>L'aviaria \u00e8 un rischio anche per l'uomo?<\/h2>\n<p>La maggior parte dei <strong>virus aviari<\/strong> \u00e8 relativamente innocua per l\u2019<strong>uomo<\/strong>, tuttavia qualche <strong>ceppo virale<\/strong> pu\u00f2 presentare <strong>mutazioni<\/strong> che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l\u2019uomo. I <strong>casi umani<\/strong> possono essere asintomatici o con sintomi lievi. Al momento non c\u2019\u00e8 nessuna conferma della possibilit\u00e0 di una <strong>trasmissione da uomo a uomo<\/strong> dei <strong>virus aviari<\/strong>. Secondo l\u2019<strong>ECDC<\/strong>, ad oggi il <strong>rischio infezione<\/strong> per la <strong>popolazione generale<\/strong> \u00e8 basso e pu\u00f2 diventare moderato solo per i <strong>lavoratori<\/strong> o altro personale esposto in un <strong>allevamento<\/strong> in cui siano presenti <strong>casi confermati<\/strong>.<\/p>\n<h2>Sorveglianza dell'influenza aviaria in Italia<\/h2>\n<p>In <strong>Italia<\/strong> la <strong>sorveglianza<\/strong> dei <strong>virus dell\u2019influenza aviaria<\/strong> negli <strong>animali<\/strong> \u00e8 affidata ai <strong>servizi veterinari<\/strong>. Il <strong>Ministero della Salute<\/strong> progetta, coordina e monitora le attivit\u00e0 previste dal <strong>Piano Nazionale di Sorveglianza per l'Influenza Aviaria<\/strong>, con il supporto scientifico e tecnico del <strong>Centro di Referenza Nazionale per l'Influenza Aviaria<\/strong> ospitato presso l'<strong>Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe)<\/strong>. I <strong>Servizi Veterinari<\/strong> delle Regioni\/PPAA svolgono le attivit\u00e0 del Piano attraverso le <strong>ASL\/ULSS<\/strong>, responsabili dell'attuazione dei <strong>protocolli di campionamento<\/strong> nei <strong>volatili domestici e selvatici<\/strong>, e gli <strong>Istituti Zooprofilattici<\/strong> responsabili dell\u2019esecuzione dei <strong>test diagnostici<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>sorveglianza<\/strong> nel <strong>pollame<\/strong> e nell\u2019<strong>avifauna<\/strong> si basa su un <strong>sistema di sorveglianza attivo<\/strong>, con controlli sugli <strong>animali in vita<\/strong>, abbinato ad un <strong>sistema di individuazione precoce della malattia<\/strong> tramite una <strong>sorveglianza passiva<\/strong> su <strong>animali con sintomi sospetti o deceduti<\/strong> secondo le disposizioni, criteri e linee guida di <strong>Regolamenti della Commissione UE<\/strong>. La <strong>sorveglianza della circolazione dei virus dell\u2019influenza nell\u2019uomo<\/strong> \u00e8 coordinata dall\u2019<strong>ISS<\/strong> e viene effettuata attraverso la <strong>rete RespiVirNet<\/strong> che si basa su <strong>medici e pediatri sentinella<\/strong> e che monitora l\u2019andamento delle <strong>sindromi simil influenzali (ILI)<\/strong> causate da <strong>influenza<\/strong> e da altri <strong>virus respiratori<\/strong> sul territorio italiano. Questa rete, prima dedicata esclusivamente all\u2019influenza, \u00e8 in grado ora di monitorare gran parte dei <strong>virus respiratori<\/strong> e fornisce settimanalmente i <strong>dati epidemiologici e virologici<\/strong>. La rete attualmente \u00e8 costituita da <strong>28 laboratori<\/strong> nelle diverse Regioni\/PPAA e dall\u2019<strong>Istituto di Scienze Biomediche della Difesa (ISBD)<\/strong>-Ministero della Difesa. Oggi, questa rete \u00e8 in grado di rilevare anche eventuali possibili <strong>casi di infezione da virus aviari<\/strong> nella comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno, nell\u2019ambito di un <strong>progetto finanziato dal Ministero della Salute (CCM)<\/strong>, esperti dei due <strong>sistemi di sorveglianza<\/strong> collaborano per assicurare il rapido <strong>scambio di informazioni<\/strong>, per rafforzare il <strong>monitoraggio della circolazione dei virus dell\u2019influenza aviaria<\/strong> e della sua possibile <strong>trasmissione all\u2019uomo<\/strong>, in un\u2019ottica <strong>One Health<\/strong>. La rete coinvolge diverse istituzioni tra cui <strong>ISS<\/strong>, <strong>IZSVe<\/strong>, <strong>Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo<\/strong>, <strong>Universit\u00e0 di Parma<\/strong>, <strong>Universit\u00e0 di Bari<\/strong>, <strong>Universit\u00e0 delle Marche<\/strong>, <strong>Istituto di Scienze Biomediche della Difesa-Sezione di Patogeni Inusuali<\/strong>.<\/p>\n<h2>L'influenza aviaria in Europa<\/h2>\n<p>La <strong>Commissione UE<\/strong> monitora la situazione dell\u2019<strong>influenza aviaria<\/strong> insieme all\u2019 <strong>European Centre of Disease Prevention and Control (ECDC)<\/strong>, alla <strong>European Food Safety Authority (EFSA)<\/strong> e all\u2019<strong>European Reference Laboratory (EURL) for Avian Influenza<\/strong>. Ci sono <strong>regole europee<\/strong> sulle <strong>misure<\/strong> da attuare in caso di <strong>focolai<\/strong> in <strong>animali da allevamento<\/strong>, cos\u00ec come <strong>misure di prevenzione<\/strong> e <strong>preparedness<\/strong> contro il <strong>rischio di casi umani<\/strong>. La <strong>legislazione UE<\/strong> garantisce anche la <strong>sorveglianza<\/strong>, la <strong>risposta tempestiva<\/strong> e il <strong>coordinamento UE<\/strong> in caso di riscontro di <strong>casi umani<\/strong> (qui un approfondimento sulle misure).<\/p>\n<h2>\u00c8 sicuro mangiare carne o prodotti infetti?<\/h2>\n<p>La principale via attraverso cui \u00e8 possibile contrarre l\u2019<strong>infezione da virus aviari<\/strong> dagli <strong>animali<\/strong> \u00e8 l\u2019inalazione di <strong>particelle solide o liquide contaminate dal virus<\/strong> dovuta, ad esempio, all\u2019esposizione ad <strong>animali o a prodotti infetti<\/strong>. Secondo l\u2019<strong>EFSA<\/strong> non c\u2019\u00e8 nessuna evidenza che l\u2019<strong>influenza aviaria<\/strong> possa essere trasmessa all\u2019<strong>uomo<\/strong> mediante <strong>consumo di carne contaminata<\/strong>. Inoltre, il <strong>rischio<\/strong> di entrare in contatto con <strong>prodotti contenenti il virus<\/strong> \u00e8 minimizzato dalle <strong>misure di sicurezza<\/strong> previste dalle normative che, ad esempio, impongono l\u2019<strong>abbattimento e lo smaltimento sicuro<\/strong> dei capi degli <strong>allevamenti<\/strong> in cui vengono trovati <strong>animali positivi<\/strong>. Maneggiando in maniera sicura il <strong>cibo<\/strong>, cucinandolo e mantenendo una buona <strong>igiene<\/strong> durante la preparazione si possono prevenire eventuali <strong>rischi di infezione<\/strong> dovuti alla <strong>manipolazione di cibo eventualmente contaminato<\/strong>.<\/p>\n<p>Negli <strong>USA<\/strong>, recentemente, sono stati ritirati dei <strong>lotti di latte crudo<\/strong> risultato <strong>contaminato da virus aviario H5N1<\/strong>. In <strong>Italia<\/strong>, al momento, non sono stati trovati <strong>bovini infetti da virus aviari<\/strong>. In ogni caso, sono stati gi\u00e0 effettuati dei <strong>test<\/strong> da parte del <strong>Centro di Referenza Nazionale<\/strong> su oltre <strong>3000 capi bovini<\/strong> in aree in cui erano stati identificati <strong>casi nel pollame e negli uccelli selvatici<\/strong> che hanno dato esito negativo.<\/p>\n<h2>Pericoli per gatti e cani<\/h2>\n<p>Non si pu\u00f2 escludere un <strong>rischio di possibile infezione<\/strong>, se pur considerato basso, per <strong>gatti o cani<\/strong>, se, per esempio, vivono a contatto con <strong>uccelli infetti<\/strong>. \u00c8 importante evitare, per quanto possibile, il <strong>contatto con uccelli selvatici<\/strong>, in vita o deceduti, soprattutto in aree in cui \u00e8 stata riscontrata la presenza di <strong>virus aviari<\/strong> ed evitare di alimentarli con <strong>carne cruda<\/strong> o altri <strong>prodotti<\/strong> (es. visceri) provenienti da <strong>allevamenti non controllati<\/strong> durante i <strong>periodi di circolazione virale<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Con il paziente della regione Lombardia,&nbsp;primo caso umano di influenza H9N2 rilevato in Europa, si torna a parlare dell&#8217;aviaria. 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