{"id":826683,"date":"2026-03-26T01:48:00","date_gmt":"2026-03-26T01:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=3870d663d470686bf08b7133d25bbfa2"},"modified":"2026-03-26T01:48:00","modified_gmt":"2026-03-26T01:48:00","slug":"violenza-di-genere-in-1-caso-su-2-e-colpa-del-partner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=826683","title":{"rendered":"Violenza di genere, in 1 caso su 2 \u00e8 colpa del partner"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Ha in media <strong>38 anni<\/strong>, viene aggredita di notte e nel <strong>48% dei casi l'autore \u00e8 il partner<\/strong>. \u00c8 il profilo che emerge dall'analisi di oltre <strong>10.000 accessi in Pronto Soccorso<\/strong> per <strong>violenza contro le donne<\/strong>, da parte degli uomini, in <strong>16 Paesi europei<\/strong>, coordinata dall'<strong>Istituto Superiore di Sanit\u00e0<\/strong> e pubblicata oggi su <strong>Lancet Public Health<\/strong>.<\/p>\n<p>I dati, raccolti tra il 2008 e il 2023 nel <strong>Database Europeo degli Infortuni<\/strong> (European Injury Database), di cui ISS \u00e8 capofila, mostrano un \"orologio\" preciso della violenza: il <strong>35% degli episodi si concentra durante le ore notturne<\/strong>, tra le 20 e le 4 del mattino, una quota quasi doppia rispetto ad altri tipi di infortunio femminile. In quasi due casi su tre l'<strong>aggressione avviene in casa<\/strong>. E oltre una donna su cinque (21,4%) necessita di <strong>ricovero ospedaliero<\/strong>. \"Numeri che trasformano i <strong>Pronto Soccorso<\/strong> in una <strong>sentinella strategica<\/strong> per intercettare un <strong>fenomeno ancora in larga parte sommerso<\/strong> - dichiara Marco Giustini, uno degli autori dello studio - e che delineano per la prima volta un <strong>pattern clinico distintivo della violenza di genere in Europa<\/strong>\".<\/p>\n<h2>Il profilo delle vittime e il contesto delle aggressioni<\/h2>\n<p>Le donne che arrivano in <strong>Pronto Soccorso<\/strong> dopo un'aggressione nell'80% dei casi hanno tra i 15 e i 49 anni (in media <strong>38 anni<\/strong>), cio\u00e8 sono in piena <strong>et\u00e0 riproduttiva<\/strong>. Una concentrazione che indica come la <strong>rete sanitaria territoriale<\/strong>, consultori, medici di famiglia, servizi di salute riproduttiva, possa svolgere un ruolo decisivo nell'<strong>individuazione precoce della violenza<\/strong>, prima che si trasformi in emergenza. Secondo lo studio i casi aumentano sensibilmente nelle <strong>ore serali e notturne<\/strong>. Non \u00e8 un dettaglio statistico: \u00e8 il riflesso della <strong>natura prevalentemente domestica<\/strong> del fenomeno. Quasi due terzi delle <strong>aggressioni avvengono in ambiente domestico<\/strong>, in soggiorno, in cucina, in camera da letto o nelle immediate vicinanze dell'abitazione.<\/p>\n<h2>Le lesioni specifiche della violenza di genere<\/h2>\n<p>Anche le <strong>lesioni<\/strong> raccontano una storia precisa. Rispetto agli altri infortuni, la <strong>violenza di genere<\/strong> presenta un <strong>profilo clinico riconoscibile<\/strong>: <strong>contusioni ed ematomi<\/strong> nel 48% dei casi, quasi il doppio rispetto agli incidenti non intenzionali; <strong>traumi alla testa e al volto<\/strong> nel 49% dei casi, oltre tre volte pi\u00f9 frequenti; <strong>lesioni al collo e alla gola<\/strong> 2,4 volte pi\u00f9 comuni, spesso compatibili con <strong>tentativi di soffocamento<\/strong>; e <strong>lesioni da asfissia<\/strong> 10 volte pi\u00f9 frequenti, un segnale di allarme gravissimo, poich\u00e9 lo <strong>strangolamento<\/strong> \u00e8 riconosciuto come <strong>predittore di escalation letale<\/strong>. Al contrario, le fratture ortopediche sono meno comuni (11% contro 26% negli altri infortuni), confermando un pattern distinto: la <strong>violenza intenzionale<\/strong> colpisce <strong>aree vulnerabili e visibili<\/strong> del corpo, mentre gli incidenti coinvolgono pi\u00f9 spesso gli arti.<\/p>\n<h2>Asimmetria di genere e aggressori<\/h2>\n<p>I dati mostrano inoltre una netta <strong>asimmetria di genere<\/strong> tra vittime e aggressori. Oltre il 56% delle donne subisce violenza nella <strong>cerchia familiare ristretta<\/strong>: nel <strong>48% dei casi l'autore \u00e8 il partner<\/strong>, nel 7% un altro familiare, nel 2% un genitore. La <strong>violenza contro le donne<\/strong> \u00e8 quindi prevalentemente <strong>relazionale e domestica<\/strong>. Diverso il quadro per gli uomini vittime di aggressione, che risultano pi\u00f9 spesso colpiti da sconosciuti in contesti esterni alla famiglia.<\/p>\n<h2>La gravit\u00e0 degli esiti e i ricoveri<\/h2>\n<p>La <strong>gravit\u00e0<\/strong> non \u00e8 marginale. Oltre una donna su cinque (21,4%) necessita di <strong>ricovero ospedaliero<\/strong>, una quota superiore rispetto agli altri infortuni femminili (18,7%). Anche a parit\u00e0 di <strong>et\u00e0<\/strong> e Paese, la violenza perpetrata da uomini contro donne comporta una <strong>probabilit\u00e0 del 22% superiore di ricovero o esiti gravi<\/strong>, con il picco tra i 25 e i 64 anni.<\/p>\n<h2>Il quadro italiano della violenza<\/h2>\n<p>I <strong>dati italiani<\/strong> sono in linea con quelli degli altri Paesi europei. \"In Italia sono stati analizzati circa <strong>2.000 accessi al pronto soccorso<\/strong> di donne vittime di <strong>violenza maschile<\/strong> - dichiara Anna Carannante, co-autrice dello studio - con un'<strong>et\u00e0 media di 40 anni<\/strong>. In quasi il <strong>60% dei casi, l'aggressore era un partner o un familiare<\/strong>, ovvero una persona appartenente alla sfera intima della vittima. La forma di <strong>violenza pi\u00f9 frequente \u00e8 stata quella fisica<\/strong>, che ha rappresentato circa i tre quarti dei casi (72,6%), mentre nel 4% si \u00e8 trattato di <strong>violenza sessuale<\/strong>. Particolarmente significativa \u00e8 la quota di <strong>lesioni al capo e al volto<\/strong>, riportate nel 30% dei casi. A conferma del fenomeno della <strong>violenza domestica<\/strong>, nell'80% degli episodi l'aggressione si \u00e8 consumata tra le mura di casa\".<\/p>\n<h2>Limiti della rilevazione e violenza invisibile<\/h2>\n<p>Lo studio evidenzia per\u00f2 anche i <strong>limiti dell'attuale sistema di rilevazione<\/strong>: in oltre il 35% dei casi mancano informazioni contesto dell'aggressione nei registri ospedalieri e i <strong>Pronto Soccorso<\/strong> intercettano solo una parte del fenomeno, principalmente quella con lesioni fisiche evidenti. Restano in gran parte invisibili la <strong>violenza psicologica<\/strong>, il <strong>controllo coercitivo<\/strong> e gli <strong>abusi senza segni fisici<\/strong>.<\/p>\n<h2>Azioni urgenti e ruolo dei pronto soccorso<\/h2>\n<p>\"Proprio per questo i risultati indicano <strong>azioni concrete e urgenti<\/strong> - prosegue Anna Carannante - serve innanzitutto rafforzare la <strong>formazione del personale sanitario<\/strong> per riconoscere anche i segnali meno evidenti, introdurre <strong>protocolli standardizzati di raccolta dati<\/strong> in tutta Europa, potenziare l'<strong>integrazione tra Pronto Soccorso e servizi specialistici di supporto<\/strong>, estendere lo <strong>screening sistematico<\/strong> anche ai servizi territoriali e alla <strong>medicina di base<\/strong>\". \"Il messaggio \u00e8 chiaro - conclude Giustini - se raccolti e analizzati con metodo, i dati dei <strong>Pronto Soccorso<\/strong> possono trasformare i servizi di emergenza da semplici luoghi di cura in presidi fondamentali per l'<strong>individuazione precoce<\/strong> e la <strong>prevenzione della violenza di genere<\/strong>. Rendere visibile l'invisibile non \u00e8 solo una sfida scientifica. \u00c8 un imperativo di <strong>salute pubblica<\/strong> e una <strong>responsabilit\u00e0 collettiva<\/strong> che richiede <strong>investimenti<\/strong>, <strong>coordinamento europeo<\/strong> e un <strong>impegno strutturale nel tempo<\/strong>\".<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Ha in media 38 anni, viene aggredita di notte e nel 48% dei casi l&#8217;autore \u00e8 il partner. \u00c8 il profilo che emerge dall&#8217;analisi di oltre 10.000 accessi in Pronto Soccorso per violenza contro le donne, da parte degli uomini, in 16 Paesi europei, coor&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":298,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-826683","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/298"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=826683"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826683\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":826684,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/826683\/revisions\/826684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=826683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=826683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=826683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}