{"id":826832,"date":"2026-03-29T17:03:31","date_gmt":"2026-03-29T17:03:31","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=17fdc9ccfb01bc62434b19f868f51d43"},"modified":"2026-03-29T17:03:31","modified_gmt":"2026-03-29T17:03:31","slug":"furti-darte-i-colpi-grossi-piu-famosi-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=826832","title":{"rendered":"Furti d&#8217;arte, i &#8216;colpi grossi&#8217; pi\u00f9 famosi in Italia"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Fa sempre notizia il<strong> furto di un'opera d'arte<\/strong>. Anche se in Italia, ahim\u00e8, \u00e8 <strong>abbastanza frequente. <\/strong>Il <strong>Belpaese \u00e8 al primo posto d<\/strong>i questo tipo di trafugamenti anche per l'immenso patrimonio artistico che possediamo. Secondo gli studi pi\u00f9 recenti, circa 600 reperti prezioni vengono rubati all'anno, ossia ben due al giorno. L'ultimo furto riguarda quello scoperto oggi: i dipinti di Renoir, Cezanne e Matisse -'Les Poissons', 'Natura morta con ciliegie' e 'Odalisca sulla terrazza' - sono stati sottratti alla fondazione Magnani Rocca di Parma da una banda di ladri che \u00e8 riuscita a introdursi all'interno della villa a Mamiano di Traversetolo. Anche se il valore non \u00e8 stato stimato esattamente, si tratta sicuramente di un colpo da milioni di euro. Purtroppo le opere dei tre impressionisti sono solo le ultime della lista.<\/p>\n<h2>La \"Nativit\u00e0\" di Caravaggio<\/h2>\n<p>Tra i furti pi\u00f9 famosi in Italia, c'\u00e8 La \"Nativita'\" di Caravaggio di cui non si hanno pi\u00f9 notizie <strong>da quasi 60 anni.<\/strong> Nell'autunno del 1969, a <strong>Palermo, <\/strong>un gruppo di uomini sospetti irruppe nell'<strong>oratorio di San Lorenzo, <\/strong>arrotol\u00f2 la tela e poi si dilegu\u00f2. Sembra che il furto del dipinto, <strong>valutato attorno a 20 milioni di dollari,<\/strong> sia stato <strong>commissionato dalla mafia<\/strong>, ma non vi sono prove certe. Ci sono moltissime<strong> leggende attorno alla sua sorte: <\/strong>c'\u00e8 chi dice che addirittura <strong>Riina la conservasse come scendiletto<\/strong>, chi afferma che invece giaccia nascosta insieme ad altri beni della mafia, sotterrata in qualche landa sperduta, o anche chi sostiene che venne nascosta in una stalla e quindi rosicchiata dai topi o che sia stata trafugata in Svizzera per essere venduta a collezionisti spregiudicati.&nbsp;<\/p>\n<h2>La tela di \"Ecce homo\"<\/h2>\n<p>Altra opera scomparsa \u00e8 la tela di \"Ecce homo\", di <strong>Antonello da Messina<\/strong>, rubata dal <strong>Museo Broletto di Novara nel 1974,<\/strong> e la <strong>\"Madonna con Bambino\" di Giovanni Bellini<\/strong> rubata dalla <strong>chiesa veneziana della Madonna dell'Orto <\/strong>33 anni fa. Sempre a Venezia, nello stesso anno cio\u00e8 nel 1993, venne portata via una tela del Tiepolo dalle pareti della chiesa di Santa Maria della Fava mentre dall'abitazione dell'industriale Alberto Falk, cinque anni dopo, scomparve una tela di Canaletto. Sempre negli anni 90, dalla Galleria d'arte Ricci Oddi di Piacenza venne rubato il <strong>\"Ritratto di signora\", di Gustav Klimt<\/strong> ma pi\u00f9 ritrovato, e la sua sorte \u00e8 diventata perfino oggetto di leggende.<\/p>\n<h2>Fece poi scalpore il furto al Palazzo Ducale di Urbino, nel 1975<\/h2>\n<p>I ladri approfittarono delle impalcature e della mancanza di un sistema di allarme per portare via<strong> La Muta di Raffaello, La Madonna di Senigallia e La Flagellazione di Piero della Francesca.<\/strong> La vicenda \u00e8 stata degna di essere il 'plot' di un film per come si \u00e8 svolta: si scopr\u00ec che il colpo era stato ad opera di un falegname di Pesaro, non di una banda di professionisti come sembrava in un primo momento. Lui venne fermato ma le opere erano in mano ai suoi complici. I malviventi caddero poi nella trappola dei carabinieri e i dipinti tornarono al loro posto, accolti al Palazzo Ducale da una folla festante.<\/p>\n<p>Tra i casi a lieto fine, c'\u00e8 quello pi\u00f9 famoso e che riguarda il quadro pi\u00f9 celebrato del mondo, la <strong>Gioconda<\/strong>. Vero che successe a Parigi ma l''autore del furto e il quadro erano italiani. Nel 1911 un giovane imbianchino italiano <strong>Vincenzo Peruggia<\/strong>, che aveva lavorato al Louvre rub\u00f2 il capolavoro di Leonardo dalle sale del Museo. Si chiuse in uno sgabuzzino e poi ne usc\u00ec, s'approprio' del dipinto, lo nascose nel cappotto e se ne and\u00f2 indisturbato. Lo staff del Museo si accorse della scomparsa della Monna Lisa solo la mattina seguente. Scattarono le indagini: Peruggia fu scoperto e l'opera recuperata, ma prima che tornasse al proprio posto passarono due anni.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Fa sempre notizia il furto di un&#8217;opera d&#8217;arte. Anche se in Italia, ahim\u00e8, \u00e8 abbastanza frequente. Il Belpaese \u00e8 al primo posto di questo tipo di trafugamenti anche per l&#8217;immenso patrimonio artistico che possediamo. 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