{"id":827711,"date":"2026-04-15T15:03:32","date_gmt":"2026-04-15T15:03:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1296766"},"modified":"2026-04-15T15:03:32","modified_gmt":"2026-04-15T15:03:32","slug":"a2a-un-libro-che-immagina-come-comunicheranno-le-imprese-da-qui-al-2035","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=827711","title":{"rendered":"A2A, un libro che immagina come comunicheranno le imprese da qui al 2035"},"content":{"rendered":"\n<p>Che cosa significher\u00e0 comunicare da qui al 2035? In un contesto segnato da diffusione dell\u2019intelligenza artificiale, sovrabbondanza informativa, competizione per l\u2019attenzione e pubblici sempre pi\u00f9 frammentati, la <strong>comunicazione d\u2019impresa<\/strong> non pu\u00f2 pi\u00f9 limitarsi a inseguire strumenti e piattaforme. Deve imparare a leggere il futuro, a interpretare i segnali del cambiamento e a costruire senso. Da qui nasce l\u2019esigenza di interrogarsi non solo su come evolveranno i canali, ma anche su quali <strong>profili professionali, competenze, attitudini e strumenti <\/strong>serviranno alle imprese per restare rilevanti. A queste domande prova a rispondere <em><strong>I comunicatori del futuro<\/strong><\/em>, volume curato da <strong>Alberto Mattiacci<\/strong> \u2013 professore ordinario di Economia e gestione delle imprese alla Sapienza Universit\u00e0 di Roma e senior fellow in Luiss Business School \u2013 e <strong>Carlotta Ventura<\/strong> \u2013 chief Communication, Regional affairs &amp; Sustainability officer di A2A e chairwoman di Amsa \u2013 edito da <strong>Egea<\/strong>, casa editrice dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi, e <strong>dal 17 aprile in libreria<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il metodo dei <em>future studies <\/em>per capire come sar\u00e0 la comunicazione aziendale<\/h2>\n\n\n\n<p>Il progetto prende forma da una collaborazione tra <strong>A2A<\/strong> e <strong>Sapienza Universit\u00e0 di Roma <\/strong>e affronta la comunicazione come una leva strategica del management contemporaneo, applicando i metodi dei <em><strong>future studies<\/strong><\/em> al settore della comunicazione aziendale. Non per prevedere rigidamente il futuro, ma per esplorarne <strong>scenari possibili<\/strong>, individuare forze di cambiamento e offrire una mappa utile a navigare l\u2019incertezza. Il lavoro si fonda su un approccio interdisciplinare e intergenerazionale ispirato alla <strong>Bauhaus<\/strong>, che ha coinvolto docenti, ricercatori, manager e professionisti under 30 provenienti da funzioni diverse del Gruppo A2A.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I comunicatori dei prossimo decennio dovranno essere figure sempre pi\u00f9 ibride<\/h2>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza \u00e8 semplice: chi comunica dovr\u00e0 farlo in un <strong>mondo pi\u00f9 difficile da decifrare<\/strong>. Per questo riuscire a porre <strong>domande rilevanti <\/strong>diventa una competenza strategica primaria. La crescita delle organizzazioni dipende sempre pi\u00f9 dalla capacit\u00e0 di interrogare il presente con continuit\u00e0, chiedendosi cosa sta cambiando, perch\u00e9 sta accadendo e con quali implicazioni per i diversi stakeholder. Queste domande aprono uno spazio di <strong>confronto<\/strong> in cui la strategia diventa un processo di sensemaking collettivo. In un contesto in cui cresce il <strong>dialogo con le macchine<\/strong>, l\u2019attenzione diventa la vera moneta del mercato, le audience si frammentano, le identit\u00e0 generazionali cambiano e i messaggi vengono continuamente filtrati, rilanciati, reinterpretati. Per questo i comunicatori del prossimo decennio non potranno essere solo produttori di contenuti ma essere<strong> figure sempre pi\u00f9 ibride<\/strong>, capaci di muoversi tra strategia, tecnologia, relazioni umane e cultura. Le competenze pi\u00f9 ricercate non saranno pi\u00f9 legate a una iper-specializzazione, ma alla <strong>resilienza operativa<\/strong>, cio\u00e8 a quella capacit\u00e0 di<strong> reinventarsi costantemente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le competenze e i profili professionali del futuro<\/h2>\n\n\n\n<p>Al centro del volume si pone uno strumento operativo originale, ovvero la <strong>Tavola delle competenze dei comunicatori 2035<\/strong>. Costruita sul modello della tavola periodica di Mendeleev, identifica <strong>31 competenze-atomo<\/strong> organizzate in tre domini \u2013 Business, Human, Tech \u2013 che possono <strong>combinarsi in modi diversi <\/strong>per dare forma ai <strong>profili professionali del futuro<\/strong>. Da questa architettura prendono forma profili differenti, che restituiscono la natura sempre pi\u00f9 ibrida dei comunicatori del futuro. Tra questi: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>il <strong>digital humanist<\/strong>, che unisce sensibilit\u00e0 culturale e competenze tecnologiche e interpreta il cambiamento senza separare umanesimo e innovazione;<\/li>\n\n\n\n<li>lo <strong>strategic orchestrator<\/strong>, che governa la complessit\u00e0, tiene insieme visione, processi e stakeholder diversi e trasforma la comunicazione in una leva di coordinamento e indirizzo;<\/li>\n\n\n\n<li>l&#8217;<strong>innovatore AI-powered<\/strong>, che lavora invece sul confine tra creativit\u00e0, dati e automazione, integrando l\u2019intelligenza artificiale nei processi comunicativi senza rinunciare al giudizio umano; <\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019<strong>architetto di cultura<\/strong>, che presidia la dimensione simbolica e valoriale delle organizzazioni, contribuendo a dare forma a identit\u00e0, reputazione e senso di appartenenza. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Figure diverse, dunque, ma tutte riconducibili a una stessa meta-identit\u00e0: quella dell\u2019<strong>architetto di senso<\/strong>, chiamata a costruire coerenza, orientamento e significato condiviso in un ambiente segnato da rumore informativo, polarizzazione e incertezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 17 aprile il libreria &#8220;I comunicatori del futuro&#8221;, frutto della collaborazione tra il Gruppo e La Sapienza di Roma. Il volume indaga profili professionali, competenze, attitudini e strumenti che serviranno alle imprese per restare rilevanti nel prossimo decennio.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[592,1615],"tags":[],"class_list":["post-827711","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aziende","category-business-is-business"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=827711"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827711\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":827712,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827711\/revisions\/827712"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=827711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=827711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=827711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}