{"id":828560,"date":"2026-05-02T11:58:00","date_gmt":"2026-05-02T11:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1299417"},"modified":"2026-05-02T11:58:00","modified_gmt":"2026-05-02T11:58:00","slug":"la-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=828560","title":{"rendered":"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico"},"content":{"rendered":"\n<p>Risultati abnormi. La <strong>maratona<\/strong> di <strong>Londra<\/strong> del 26 aprile ci ha regalato risultati che dovremmo definire straordinari. Ma che straordinari rischiano di smettere di esserlo. Sia nel segmento <strong>maschile<\/strong> sia in quello <strong>femminile<\/strong> sono state registrate nuove <strong>prestazioni record<\/strong>. Fra le donne, l\u2019etiope <strong>Tigist Assefa<\/strong> ha fissato il cronometro a 2 h 15\u2019 41\u201d, migliorando se stessa, visto che esattamente un anno prima, a Londra, aveva toccato il tempo di 2 h 15\u2019 50\u201d. Pi\u00f9 clamoroso l\u2019esito della gara maschile, dove sono stati tre gli atleti che hanno superato la prestazione ottenuta a <strong>Chicago<\/strong> nel 2023 dal keniota <strong>Kelvin Kiptum<\/strong> (2 h 00\u2019 35\u201d). Soprattutto, addirittura due di questi tre atleti sono scesi <strong>sotto le due ore<\/strong>: il keniota <strong>Sabastian Sawe<\/strong>, che ha fermato il cronometro a 1 h 59\u2019 30\u201d, e l\u2019etiope <strong>Yomif Kejelcha<\/strong>, che ha fatto registrare il tempo di 1 h 59\u2019 41\u201d. Alle loro spalle si \u00e8 piazzato l\u2019ugandese <strong>Jacob Kiplimo<\/strong>, che con 2 h 00\u2019 28\u201d ha migliorato di sette secondi la performance di Kiptum. Tre risultati record in un colpo, due dei quali sterilizzati. \u00c8 davvero un buon segno?<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1299417\/1299475\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"816\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-3.jpg\" alt=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" class=\"wp-image-1299475 lazyload\" title=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-3.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-3.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-3-800x544.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-3-390x265.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da sinistra a destra il secondo arrivato Yomif Kejelcha (Etiopia), il vincitore Sabastian Sawe (Kenya) e il terzo arrivato, l&#8217;ugandese Jacob Kiplimo (foto Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non solo Adidas: \u00e8 una battaglia tecnologica tra case produttrici<\/h2>\n\n\n\n<p>Prima di rispondere a questo interrogativo \u00e8 necessario soffermarsi su un dettaglio, e cio\u00e8 l\u2019impatto generato dai nuovi modelli di <strong>calzature da competizione<\/strong>. Che definire iper-prestative rischia persino di essere riduttivo. Siamo nel pieno di una <strong>battaglia tecnologica<\/strong> tra case produttrici, che porta le principali marche globali a trasformarsi in laboratori della <strong>sperimentazione<\/strong> sulla performance. Come informa <a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/lifestyle\/2026\/04\/28\/scarpe-adidas-maratona-record\"  rel=\"noreferrer noopener\">un dettagliato articolo pubblicato dal sito di Sky Sport<\/a>, le nuove scarpe <strong>Adidas Evo<\/strong> hanno fatto segnare una tappa trionfale. A Londra le avevano sia i due vincitori (Sawe e Assefa) sia il secondo classificato nella gara maschile (Kejelcha). Una circostanza che d\u00e0 il titolo: con questi &#8220;attrezzi&#8221; ai piedi, per la prima volta nella storia della maratona competitiva, due esseri umani si sono spinti sotto il muro delle due ore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Leggerissime (97 grammi) e costosissime (500 euro)<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo hanno fatto calzando una scarpa leggerissima in termini di peso (<strong>97 grammi<\/strong>) e pesantissima in termini di prezzo (<strong>500 euro<\/strong>). Di per s\u00e9, la questione dei <strong>costi<\/strong> \u00e8 un argomento che non pu\u00f2 essere eluso: se davvero indossarle d\u00e0 un vantaggio competitivo cos\u00ec evidente, gli atleti che non possono permettersele sono doppiamente penalizzati.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1299417\/1299474\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"801\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-1.jpg\" alt=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" class=\"wp-image-1299474 lazyload\" title=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-1.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-1.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-1-800x534.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-1-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sabastian Sawe, primo arrivato alla maratona di Londra, con annesso nuovo record del mondo (foto Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p>Ma al quadro va aggiunto che Adidas non \u00e8 la sola a essere impegnata in una campagna di sviluppo tecnologico delle calzature da competizione. Il terzo classificato nel maschile, Kiplimo, ha testato con ottimi risultati le nuove <strong>Nike Alphafly 4<\/strong>: ha mancato per soli 29 secondi l\u2019obiettivo di abbattere il limite delle due ore. E tornando alla gara femminile, la seconda classificata Hellen Obiri (Kenya) ha sperimentato un nuovo modello di scarpe svizzere <strong>On<\/strong>.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1299417\/1299473\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"801\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-2.jpg\" alt=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" class=\"wp-image-1299473 lazyload\" title=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-2.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-2.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-2-800x534.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-2-390x260.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Da destra a sinistra la seconda classificata Hellen Obiri (Kenya), la vincitrice Tigst Assefa (Etiopia) e la terza arrivata Joyciline Jepkosgei (Kenya) posano dopo la fine della maratona di Londra 2026 (foto Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p>Siamo dunque nel pieno di una competizione tecnologica tra case produttrici. Ci\u00f2 crea una situazione in cui bisogna chiedersi se lo sviluppo delle calzature sia al servizio della prestazione, o se viceversa la prestazione sia diventata un <strong>test<\/strong> per lo sviluppo tecnologico. Ma si deve tornare al dato dei record per porsi qualche questione cruciale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa c\u2019\u00e8 di raro in una performance migliorata tre volte in un colpo?<\/h2>\n\n\n\n<p>Si diceva: se in una sola gara il record viene battuto <strong>tre volte<\/strong>, possiamo ancora parlare di <strong>circostanza straordinaria<\/strong>? Dipende. Di sicuro non \u00e8 cosa normale. Altrettanto sicuro \u00e8 che si banalizza il record stesso. Che deve essere, a sua volta, circostanza straordinaria perch\u00e9 rara. Ma cosa c\u2019\u00e8 di raro in una performance migliorata tre volte in un colpo? Nulla, specie se questo dovesse diventare l\u2019andazzo prossimo venturo.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1299417\/1299476\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"748\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-4.jpg\" alt=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" class=\"wp-image-1299476 lazyload\" title=\"La maratona, le scarpe da record e il rischio di un nuovo doping tecnologico\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-4.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-4.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-4-800x499.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/La-maratona-le-scarpe-da-record-e-il-rischio-di-un-nuovo-doping-tecnologico-4-390x243.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">I controversi costumi in poliuretano che sono stati banditi nel nuoto (foto Ansa).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p>La memoria torna al biennio dei <strong>costumi in poliuretano<\/strong> nel <strong>nuoto<\/strong> (2008-09). In quel lasso di tempo vennero battuti 255 record del mondo. Ai <strong>Mondiali di nuoto di Roma<\/strong> (2009), nelle otto giornate di gara in vasca vennero battuti 43 record. Alcuni duravano dalla sera alla mattina. Si parl\u00f2 di <strong>doping tecnologico<\/strong>, ma soprattutto ci si rese conto di avere esagerato: se normalizziamo il record, lo sport perde fascino. Per questo si decise di mettere al bando il poliuretano per tornare ai costumi <strong>in tessuto<\/strong>. Il timore \u00e8 che nella maratona si sia attraversata la medesima soglia. Lo sapremo presto. Ma intanto \u00e8 bene tenere presente questo dato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Londra due corridori sono scesi sotto il muro delle due ore. Merito di calzature iper-prestative? Cos\u00ec la performance viene banalizzata. Un caso che ricorda i costumi (poi banditi) in poliuretano nel nuoto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":49,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[],"class_list":["post-828560","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sport"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/828560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/49"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=828560"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/828560\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":828561,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/828560\/revisions\/828561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=828560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=828560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=828560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}