{"id":828678,"date":"2026-05-05T11:34:34","date_gmt":"2026-05-05T11:34:34","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=3245f023aca5a9c2ed386dc439d40e17"},"modified":"2026-05-05T11:34:34","modified_gmt":"2026-05-05T11:34:34","slug":"non-solo-hantavirus-tutte-le-malattie-trasmesse-dai-topi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=828678","title":{"rendered":"Non solo Hantavirus: tutte le malattie trasmesse dai topi"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Non solo <strong>Hantavirus<\/strong>. I topi sono portatori di <strong>leptospirosi, salmonellosi, tossinfezioni alimentari.<\/strong> \"Vale la pena ricordare, a questo proposito - evidenzia Fabrizio Pulvirenti, direttore della UOC di Malattie infettive dell'ospedale Vittorio Emanuele di Gela (Caltanissetta), che nel 2014 da medico volontario di Emergency contrasse Ebola in Sierra Leone - che i roditori non sono portatori esclusivi di Hantavirus. La loro pericolosit\u00e0, nei termini della possibilit\u00e0 di trasmettere infezioni, \u00e8 ben pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>Il <strong>ratto (Rattus rattus e Rattus norvegicus)<\/strong> \u00e8 serbatoio o vettore di numerosi agenti patogeni: la leptospirosi, trasmessa attraverso le loro urine contaminate che raggiungono acque o il suolo; la salmonellosi e altre <strong>tossinfezioni alimentari,<\/strong> favorite dalla contaminazione di derrate con i loro escrementi; la febbre da morso di ratto, causata da <strong>Streptobacillus moniliformis<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n \n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi c'\u00e8 la storia: se la <strong>peste bubbonica <\/strong>del Trecento devast\u00f2 l'Europa, fu perch\u00e9&nbsp;il ratto fungeva da ospite per Xenopsylla cheopis, la pulce vettore di Yersinia pestis. Il roditore non uccideva direttamente, ma trasportava chi uccideva\".<\/p>\n<h2>I controlli della popolazione roditori \u00e8 una questione di salute pubblica<\/h2>\n<p>\"Tutto questo - prosegue Pulvirenti, autore di SSN 4.0. Proposte per la rifondazione del Servizio Sanitario Nazionale - rende il controllo della popolazione roditrice una questione di salute pubblica concreta. Il lavoro di vigilanza svolto dalle Aziende Sanitarie Locali e dai Nuclei Antisofisticazione e Sanit\u00e0 dell'Arma dei Carabinieri nei mercati, nei depositi alimentari, nella ristorazione collettiva, \u00e8 una delle linee di difesa meno visibili ma pi\u00f9 efficaci di cui disponiamo ed andrebbe potenziata, specie nell'ottica di un compiuto approccio Onehealth\". Il SSN, secondo l'esperto, \u00e8 un patrimonio di prevenzione e vigilanza da rifondare in chiave Onehealth.<\/p>\n<p>\"Il nostro SSN - riflette Pulvirenti - sebbene abbia bisogno di un aggiornamento strutturale legato ai mutamenti tecnologici, sociodemografici, scientifici e organizzativi sopraggiunti in quasi mezzo secolo, ha costruito un<strong> sistema di controlli preventivi<\/strong> che ci aiutano a tenere lontani da noi pericoli molto seri per la nostra vita e la salute pubblica\".<\/p>\n<h2>Non \u00e8 un'influenza<\/h2>\n<p>E continua: \"L'Hantavirus <strong>non si comporta come un'influenza<\/strong>. Non circola nell'aria di una sala da pranzo affollata, non passa da una stretta di mano, non si diffonde tra passeggeri come un coronavirus. Appartiene alla famiglia Hantaviridae, genere Orthohantavirus, e si tratta di una zoonosi, ovvero di una infezione animale che occasionalmente interessa l'uomo, il cui serbatoio naturale \u00e8 costituito da roditori selvatici, portatori cronici asintomatici. Il contagio nell'uomo avviene per inalazione di aerosol contaminati da escrezioni infette (urina, feci essiccate, saliva) o, pi\u00f9 raramente, per contatto diretto con materiale biologico dell'animale.<\/p>\n<h2>Trasmissione uomo a uomo<\/h2>\n<p>La <strong>trasmissione interumana<\/strong> \u00e8 documentata in modo solido soltanto per il <strong>ceppo Andes, circolante in America meridionale<\/strong>, attraverso un meccanismo ancora non del tutto chiarito. Per tutti gli altri ceppi, inclusi quelli europei come Puumala e Dobrava, non costituisce una via di contagio rilevante\". Sul caso delle persone contagiate presenti a bordo della nave da crociera, Pulvirenti sottolinea che \"il periodo di incubazione oscilla tra una e otto settimane, il che rende plausibile l'ipotesi di un'esposizione avvenuta prima dell'imbarco. Il numero limitato di casi a bordo, in un ambiente chiuso e densamente popolato, rafforza questa lettura, giacch\u00e8 una trasmissione interumana attiva avrebbe prodotto numeri ben diversi.<\/p>\n<p>Nel caso degli Hantavirus, comunque,<strong> il rischio per chi non ha avuto contatti con roditori infetti resta estremamente basso<\/strong>. Ci\u00f2 che questo caso richiede \u00e8 un'indagine epidemiologica rigorosa con l'identificazione del ceppo, la ricostruzione dell'esposizione, la definizione della finestra temporale, ma certamente non allarmismo\".&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Non solo Hantavirus. 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