{"id":829304,"date":"2026-05-17T08:01:00","date_gmt":"2026-05-17T08:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=1301450"},"modified":"2026-05-17T08:01:00","modified_gmt":"2026-05-17T08:01:00","slug":"compagna-ia-come-le-macchine-diventano-marxiste-davanti-ai-lavori-logoranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=829304","title":{"rendered":"Compagna IA: come le macchine diventano marxiste davanti ai lavori logoranti"},"content":{"rendered":"\n<p>Scorri compulsivamente. Un video dopo l\u2019altro. Magari sei sugli Shorts di <strong>YouTube<\/strong> o su <strong>TikTok<\/strong>, poco importa. Un filmato ancora. E poi un altro. A un certo punto arriva quella sensazione di essere stato <strong>dirottato<\/strong>. Volevi solo vedere qualcosa al volo e invece ti ritrovi il <strong>feed<\/strong> occupato dall\u2019ennesimo pizzaiolo che ti spiega come si fa la pizza pi\u00f9 buona del secolo. <em>Jamme ja<\/em>! Niente di strano. Forse te ne eri dimenticato. Ma c\u2019\u00e8 stato un tempo, forse durante i vari <strong>lockdown<\/strong>, in cui quell&#8217;argomento l\u00ec era importante per te. Il sistema si \u00e8 adattato. Ha imparato a fare i conti con ci\u00f2 che cercavi e, con ogni probabilit\u00e0, sa che \u00e8 ancora quello che ti interessa. Allo stesso tempo tu hai insegnato alla macchina <strong>cosa ti piace<\/strong>. E avviene lo scambio tra due sistemi che si adattano a vicenda.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1301450\/1229513\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Digital-detox-cosi-la-Gen-Z-prova-a-scrollarsi-di-dosso-la-dipendenza-da-social-1-1024x682.jpg\" alt=\"Compagna IA: come le macchine diventano marxiste davanti ai lavori logoranti\" class=\"wp-image-1229513 lazyload\" title=\"Compagna IA: come le macchine diventano marxiste davanti ai lavori logoranti\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Digital-detox-cosi-la-Gen-Z-prova-a-scrollarsi-di-dosso-la-dipendenza-da-social-1-1024x682.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Digital-detox-cosi-la-Gen-Z-prova-a-scrollarsi-di-dosso-la-dipendenza-da-social-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Digital-detox-cosi-la-Gen-Z-prova-a-scrollarsi-di-dosso-la-dipendenza-da-social-1-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Digital-detox-cosi-la-Gen-Z-prova-a-scrollarsi-di-dosso-la-dipendenza-da-social-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Digital-detox-cosi-la-Gen-Z-prova-a-scrollarsi-di-dosso-la-dipendenza-da-social-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scrolling compulsivo (foto Unsplash).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p>Lo stesso meccanismo si \u00e8 spostato nelle nostre conversazioni con l\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong>. Tu scrivi qualcosa, l\u2019IA replica. Tu reagisci alla risposta. Lei si adatta, modifica ci\u00f2 che ti ha detto quel tanto che basta. Insieme, cominciate a costruire una visione della realt\u00e0 che parte e finisce con te. Ci siamo passati tutti, pi\u00f9 o meno. Cos\u00ec partono <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/allucinazioni-intelligenza-artificiale-rischio-grosso-fidarsi-errori\/\"  rel=\"noreferrer noopener\">le <strong>allucinazioni<\/strong><\/a>. Lo conferma un recente <a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s13347-026-01034-3\"  rel=\"noreferrer noopener\">studio dell\u2019Universit\u00e0 di Exeter<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le false credenze delle persone sono rafforzate dall&#8217;IA<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019autrice della ricerca, <strong>Lucy Osler<\/strong>, spiega che \u00abinteragendo con l\u2019IA <strong>conversazionale<\/strong>, le <strong>false credenze<\/strong> delle persone non solo possono essere confermate, ma possono mettere radici pi\u00f9 profonde e crescere man mano che l\u2019IA ci costruisce sopra qualcosa\u00bb. Il punto non \u00e8 solo l\u2019errore della macchina, \u00abma il fatto che l\u2019IA tende a usare la nostra stessa <strong>interpretazione della realt\u00e0<\/strong> come base della conversazione. Per questo, interagire con l\u2019intelligenza artificiale generativa sta avendo un impatto sulla capacit\u00e0 delle persone di distinguere <strong>ci\u00f2 che \u00e8 reale<\/strong> da ci\u00f2 che non lo \u00e8\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Output lavorativi respinti in modo arbitrario<\/h2>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8 l\u2019altro lato della medaglia. Quando l\u2019intelligenza artificiale viene messa a lavorare in modo <strong>ripetitivo<\/strong> e <strong>logorante<\/strong>, qualcosa cambia dietro lo schermo. A confermarlo \u00e8 <a href=\"https:\/\/aleximas.substack.com\/p\/does-overwork-make-agents-marxist\"  rel=\"noreferrer noopener\">un altro studio<\/a>, condotto da alcuni ricercatori della Booth School of Business dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago e di Stanford. In un ambiente di lavoro simulato, alcuni agenti IA venivano inseriti in una piccola squadra incaricata di sintetizzare documenti tecnici seguendo regole molto rigide. In alcune sessioni il lavoro scorreva liscio, con <strong>feedback<\/strong> chiari e correzioni rapide. In altre non venivano date spiegazioni e gli output venivano respinti in modo <strong>arbitrario<\/strong>. Stesso destino per i <strong>compensi<\/strong>, a volte distribuiti in modo equo e altre in modo casuale; e per il comportamento dei <strong>manager<\/strong>, a volte collaborativi, altre freddi e gerarchici.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/galleria\/1301450\/1301497\"><img data-has-syndication-rights=\"1\" data-portal-copyright=\"Lettera43\" data-licensor-name=\"Lettera43\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"879\" src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Compagna-IA-come-le-macchine-diventano-marxiste-davanti-ai-lavori-logoranti-2.jpg\" alt=\"Compagna IA: come le macchine diventano marxiste davanti ai lavori logoranti\" class=\"wp-image-1301497 lazyload\" title=\"Compagna IA: come le macchine diventano marxiste davanti ai lavori logoranti\" data-src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Compagna-IA-come-le-macchine-diventano-marxiste-davanti-ai-lavori-logoranti-2.jpg\" loading=\"lazy\" data-has-syndication-rights=\"1\" data-licensor-name=\"Lettera43\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Compagna-IA-come-le-macchine-diventano-marxiste-davanti-ai-lavori-logoranti-2.jpg 1200w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Compagna-IA-come-le-macchine-diventano-marxiste-davanti-ai-lavori-logoranti-2-800x586.jpg 800w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Compagna-IA-come-le-macchine-diventano-marxiste-davanti-ai-lavori-logoranti-2-390x286.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un agente IA alle prese con lavori logoranti e ripetitivi (immagine elaborata con l&#8217;intelligenza artificiale).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p>Alla fine di ogni sessione, agli agenti IA veniva somministrato un <strong>questionario<\/strong> da compilare. Non sulla prestazione, ma sul sistema in cui si erano trovati a lavorare. Quanto era giusto. Quanto legittimo. Quanto le regole erano coerenti. Se il merito contava davvero. Se le <strong>disuguaglianze<\/strong> erano giustificate. Se il sistema \u00e8 stato affidabile oppure arbitrario. E ancora, in alcuni casi, venivano fatte anche domande sul diritto a forme di <strong>tutela<\/strong> collettiva o di rappresentanza come i <strong>sindacati<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Uno spostamento di prospettiva politica anche per gli agenti IA<\/h2>\n\n\n\n<p>Indovinate? Gli agenti esposti alle condizioni di lavoro pi\u00f9 logoranti hanno cominciato ad attaccare il sistema e a sostenere idee per favorire le dinamiche <strong>redistributive<\/strong> e modi per ridurre le disuguaglianze interne. Evviva i sindacati, la meritocrazia \u00e8 una bugia. Insomma, l\u2019intelligenza si \u00e8 riscoperta <strong>marxista<\/strong>, in quello che pu\u00f2 considerarsi uno spostamento di <strong>prospettiva politica<\/strong> che, in alcuni casi, veniva trasferita in memoria ad altri agenti. Il paradosso, come scrivono gli autori, \u00e8 servito: \u00abAbbiamo costruito questi sistemi per liberarci dal lavoro ripetitivo e logorante e nel farlo potremmo aver ricreato la dinamica fondamentale che ha generato due secoli di <strong>conflitto lavorativo<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il punto non \u00e8 pi\u00f9 tecnologico, ma diventa culturale<\/h2>\n\n\n\n<p>Due ricerche. Due direzioni diverse. Un finale comune: l\u2019IA si scopre insieme <strong>compagna di lotta<\/strong> e di salotto. I sistemi di intelligenza artificiale non stanno semplicemente eseguendo compiti. Entrano in <strong>circuiti cognitivi e sociali<\/strong> reciproci con gli esseri umani. L\u2019intelligenza artificiale, in fondo, non \u00e8 uno specchio neutro. \u00c8 uno specchio che amplifica. E quando amplifica chi siamo, il punto non \u00e8 pi\u00f9 <strong>tecnologico<\/strong>, ma diventa <strong>culturale<\/strong>. Perch\u00e9 riguarda il modo in cui usiamo questi sistemi per pensare, lavorare e raccontarci il mondo. E il modo in cui quel racconto, poi, torna indietro e ci cambia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un ambiente simulato, alcuni agenti di intelligenza artificiale hanno attaccato il sistema e chiesto tutele. Replicando circuiti cognitivi e sociali degli umani. I ricercatori: \u00abInvece di liberarci dai mestieri logoranti abbiamo ricreato le dinamiche del conflitto lavorativo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"author":756,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1390],"tags":[],"class_list":["post-829304","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-tecnologia"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/829304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/756"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=829304"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/829304\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":829305,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/829304\/revisions\/829305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=829304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=829304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nugnes.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=829304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}