{"id":829370,"date":"2026-05-18T17:05:49","date_gmt":"2026-05-18T17:05:49","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=66a5fc2aa616be16182d4ed7b5ba9665"},"modified":"2026-05-18T17:05:49","modified_gmt":"2026-05-18T17:05:49","slug":"al-mann-riapre-la-sezione-numismatica-6-000-monete-e-ori-antichi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=829370","title":{"rendered":"Al Mann riapre la sezione Numismatica, 6.000 monete e ori antichi"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, esposti in un percorso che mette in mostra anche materiali archeologici che raccontano un pezzo di storia dell'economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno. E accanto alle migliaia di \"testimonianze\" della collezione numismatica del <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann)<\/strong> sar\u00e0 possibile ammirare anche 130 gioielli, <strong>ori antichi d'Italia<\/strong> e alcuni esempi, molto rari, di tessuti aurei. La sezione Numismatica del Mann, di cui si attendeva la riapertura, sar\u00e0 visitabile dal 25 aprile.<\/p>\n<h2>La presentazione alla stampa<\/h2>\n<p>\"Seimila testimonianze. Una folla non solo di monete, ma anche di persone che le hanno usate queste monete, di persone che hanno speso sapienza artigianale per prepararle; persone che hanno elaborato, nei secoli, i differenti metodi di peso, la moneta antica valeva quanto pesava - dice il direttore generale del Mann, <strong>Francesco Sirano <\/strong>rappresentando ci\u00f2 che permettono di comprendere le diverse sezioni del percorso - persone che hanno messo le loro speranze in un futuro; persone che hanno portato, anche terrorizzate dall'eruzione del Vesuvio, delle monete in et\u00e0 romana scappando dalle loro case sperando di potersi salvare e di avere con se' un minimo di certezza per un domani che purtroppo non hanno avuto\".<\/p>\n<p>\"Quindi \u00e8 una sezione che racconta la storia del museo, racconta la storia della moneta, racconta aspetti dell'economia del mondo antico che attraverso l'<strong>osservatorio privilegiato dell'area vesuviana, di Pompei in particolare,<\/strong> noi non riusciamo a vedere in nessun'altra parte del mondo romano\", aggiunge il direttore. Un racconto incentrato sullo sviluppo storico della monetazione nel Mezzogiorno dall'et\u00e0 arcaica (VI secolo a.C.) all'epoca borbonica, sino all'Unit\u00e0 d'Italia.&nbsp;<\/p>\n<h2>Il medaglione d'oro d'Augusto<\/h2>\n<p>L'esposizione include monete provenienti da scavi pre e post-unitari, da acquisti e donazioni, vi \u00e8 anche il medaglione d'oro d'Augusto, oltre a gioielli, intonaci dipinti, materiali epigrafici e arredi, provenienti in parte da case, botteghe e officine dell'antica Pompei. Dallo studio delle prime monete in bronzo e argento si \u00e8 compreso anche che a Napoli \"si coniavano monete di bronzo e si coniavano, soprattutto a partire dal primo contatto con<strong> il mondo della Magna Grecia,<\/strong> e in particolare la Campania, monete anche di argento - spiega Sirano - e all'inizio le monetazioni romane pi\u00f9 antiche, si ritiene che siano state realizzate in Campania per i romani. Tant'\u00e8 vero che le monete pi\u00f9 antiche hanno la leggenda, cio\u00e8 l'iscrizione, che dice chi \u00e8 che ha emesso quella moneta, in greco 'rhomaioi', cio\u00e8 le monete dei romani\".<\/p>\n<h2>Di particolare pregio la parte dedicata agli ori dell'Italia antica<\/h2>\n<p>Il museo archeologico partenopeo vanta <strong>una collezione di pi\u00f9 di mille gioielli. <\/strong>Una selezione di oltre 130 \u00e8 esposta nella parte finale della sezione Numismatica. \"Sono tutti pezzi eccezionali. Da un lato quelli che provengono dalle collezioni storiche che stanno alla base del nostro museo, dall'altro i materiali ritrovati durante gli scavi effettuati ancora una volta a Pompei, a Ercolano o nei luoghi dell'area Vesuviana. Sono gioielli di altissimo livello che colpiscono per la preziosit\u00e0 del materiale utilizzato in una citt\u00e0 come Pompei - dice ancora di direttore del Mann - che era una citt\u00e0 di media importanza, e fanno capire come, in questa societ\u00e0 locale, ci fossero delle elite, che raggiungevano delle posizioni tali per cui poi riuscivano ad esprimere il lusso e il loro status sociale anche attraverso questi gioielli, spesso estremamente preziosi\".<\/p>\n<p>Dopo molti anni, torna visibile al pubblico un anello che ha una storia particolare. \"All'inizio degli scavi borbonici viene ritrovato probabilmente a Ercolano un anello antico con una maschera, un anello molto semplice, bello, un cammeo - spiega Sirano - che rappresenta una maschera teatrale, che viene subito preso da Carlo di Borbone e che lo possiede fino per\u00f2 a un certo punto\". \"Nel momento in cui diventer\u00e0 re di Spagna, lui lascia simbolicamente questo anello al figlio, significando che queste ricchezze che si stavano trovando durante gli scavi di Ercolano, di Pompei e Stabbia appartenevano allo Stato e non direttamente alla propriet\u00e0 dei monarchi\", conclude. La sezione Numismatica riapre grazie a un finanziamento del ministero della Cultura, a valere sul Pon Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025.&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, esposti in un percorso che mette in mostra anche materiali archeologici che raccontano un pezzo di storia dell&#8217;economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno. 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