{"id":829987,"date":"2026-06-03T10:45:54","date_gmt":"2026-06-03T10:45:54","guid":{"rendered":"http:\/\/nugnes.com\/?guid=915d475d17ecf5c07622771ae25464ae"},"modified":"2026-06-03T10:51:52","modified_gmt":"2026-06-03T10:51:52","slug":"allarme-specie-invasive-pesce-scorpione-trovato-nel-mare-di-montalbano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=829987","title":{"rendered":"Allarme specie invasive: pesce scorpione trovato nel mare del Commissario Montalbano"},"content":{"rendered":"<p>AGI - Pungente e insidioso... come lo stile e un'inchiesta del commissario Montalbano. Il team di ricercatori internazionali del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso ha confermato il primo ritrovamento ufficiale di un esemplare di <strong>pesce scorpione occidentale<\/strong> (Pterois miles) nelle acque della provincia di Ragusa.<\/p>\n<p>Originario dell'<strong>Oceano Indiano e del Mar Rosso<\/strong>, \u00e8 stato individuato qualche giorno fa a una profondit\u00e0 di circa venti metri al largo di Punta Secca, borgo marinaro all'ombra del faro immortalato dalla serie Tv con al centro l'accattivante protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri. Come sia finito da queste parti questo predatore formidabile e voracissimo, sarebbe l'oggetto di una indagine... \u00c8 un fatto che questa specie sia tra i \"sorvegliati speciali\" ad alta invasivit\u00e0.<\/p>\n<p>La scoperta si deve a <strong>Federico Brugaletta<\/strong>, esperto subacqueo ed eccellente collaboratore del museo, gi\u00e0 autore lo scorso anno della segnalazione di un'altra specie aliena, il pesce chirurgo (Acanthurus xanthopterus), poi studiata e pubblicata dall'istituzione scientifica comisana. L'avvistamento \u00e8 stato documentato nell'ambito del progetto di \"Citizen Science\" promosso dal Museo di Storia naturale, un'iniziativa di scienza partecipata attiva anche quest'anno per coinvolgere i cittadini nel monitoraggio ambientale. Sull'esemplare prelevato saranno ora condotte approfondite analisi morfologiche, genetiche e molecolari, fondamentali per tracciare le linee filogenetiche dell'animale e comprendere le esatte dinamiche di espansione e diffusione di questa specie nel Mediterraneo centrale.<\/p>\n<h2>Identikit del pesce scorpione e l'impatto sulla biodiversit\u00e0<\/h2>\n<p>Il pesce scorpione, noto anche come pesce leone, \u00e8 un <strong>pesce osseo appartenente alla famiglia degli Scorfanidi<\/strong>, stretto parente tropicale dei comuni scorfani nostrani. Sotto questa denominazione si celano in realt\u00e0 due specie del genere Pterois, ovvero Pterois miles e Pterois volitans, morfologicamente molto simili e difficilmente distinguibili. Si tratta di predatori formidabili e voracissimi che popolano i fondali rocciosi costieri e le barriere coralline, rimanendo nascosti di giorno in piccoli anfratti per poi cacciare all'alba e al tramonto, principalmente a danno di piccoli pesci e invertebrati.<\/p>\n<p>La loro introduzione desta forte preoccupazione per via del grave impatto ecologico sulla biodiversit\u00e0 locale e sulle risorse ittiche. Questa specie, infatti, fa parte di altre specie, considerate \"sorvegliati speciali\" ad alta invasivit\u00e0 che stanno colonizzando i nostri mari, insieme al pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), al pesce coniglio scuro (Siganus luridus) e al pesce coniglio striato (Siganus rivulatus), ecc.<\/p>\n<h2>La migrazione lessepsiana e la tropicalizzazione del Mediterraneo<\/h2>\n<p>La presenza di Pterois miles, ormai stabile nel <strong>Mar Ionio, in Sicilia e nel Salento<\/strong>, \u00e8 una diretta conseguenza della cosiddetta migrazione lessepsiana, detta anche migrazione eritrea. Questo fenomeno prende il nome dal diplomatico francese Ferdinand de Lesseps, promotore del Canale di Suez, l'opera inaugurata nel 1869 che ha messo in comunicazione il Mar Rosso con il Mediterraneo.<\/p>\n<p>Sebbene il flusso migratorio sia iniziato a fine Ottocento, il processo ha subito una<strong> drastica accelerazione dopo gli anni 2000<\/strong> a causa del cambiamento climatico e della progressiva tropicalizzazione del Mediterraneo, che offre alle specie aliene condizioni termiche sempre pi\u00f9 favorevoli alla stabilizzazione. Il primo esemplare di questa specie in assoluto nel Mediterraneo fu catturato nel 1991 lungo le coste di Israele, e da allora la specie si \u00e8 diffusa rapidamente in Turchia, Cipro, Grecia e Italia.<\/p>\n<h2>Il pericolo sanitario e i protocolli di primo soccorso<\/h2>\n<p>Oltre alle implicazioni ecologiche, il pesce scorpione rappresenta anche un potenziale pericolo sanitario. L'animale \u00e8 dotato di ben diciotto spine velenose collegate a ghiandole che secernono tossine con effetti neurotossici e coagulanti. Pur essendo un pesce schivo che non attacca l'uomo e punge raramente, la manipolazione accidentale pu\u00f2 causare punture estremamente dolorose e sintomi sistemici quali vomito, febbre, alterazioni del ritmo cardiaco e difficolt\u00e0 respiratorie.<\/p>\n<p>Trattandosi di una tossina termolabile, che si inattiva cio\u00e8 con il calore, i protocolli medici del Centro Antiveleni dell'Ospedale Niguarda consigliano, in caso di contatto, di immergere immediatamente la parte colpita in acqua molto calda, a una temperatura compatibile con la pelle, per un periodo compreso tra i trenta e i novanta minuti al fine di lenire il dolore. La successiva valutazione medica resta comunque imprescindibile per gestire eventuali complicazioni. I ricercatori invitano i bagnanti e i subacquei a non toccare mai l'animale e a segnalare tempestivamente ogni avvistamento.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Pungente e insidioso&#8230; come lo stile e un&#8217;inchiesta del commissario Montalbano. 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