{"id":998,"date":"2019-11-15T13:29:37","date_gmt":"2019-11-15T13:29:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lettera43.it\/?p=919303"},"modified":"2019-11-15T13:29:37","modified_gmt":"2019-11-15T13:29:37","slug":"gianna-si-tuffa-nel-passato-e-fa-davvero-la-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nugnes.com\/?p=998","title":{"rendered":"Gianna si tuffa nel passato e fa davvero La differenza"},"content":{"rendered":"<p>Nell'ultimo disco della Nannini si sente, in tutto e per tutto, la tensione della sfida, un rispetto autentico per la musica, la voglia di ribadirsi senza troppi calcoli, senza fronzoli ma con estrema cura per i dettagli. C'\u00e8 un ritorno marcato a una asciuttezza che fa risaltare l'unicit\u00e0 dell'artista.<\/p>\n<p><strong>Gianna Nannini <\/strong>\u00e8 di quelli che possono piacere e non piacere, con il suo modo da scavezzacolla di buona famiglia, di Gian Burrasca col culo parato, la ricca borghesia senese che ti permette di fare quello che vuoi, vizi capricci pretese, tanto se caschi, caschi in piedi. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei voleva fare la<strong> rockstar<\/strong>, e l&#8217;ha fatto. Anzi ha cominciato proprio da dura, per poi via via normalizzarsi, come succede a chi ha un <strong>successo <\/strong>esagerato. Ma la gavetta l&#8217;ha avuta, le sue porte da sfondare le ha avute: e le ha sfondate. <\/p>\n\n\n\n<p>S&#8217;\u00e8 anche persa, come \u00e8 doveroso per una rockstar, dandosi al caos, allo sbando, all&#8217;ossessione da coca (\u00ab<a target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Non restavo mai senza, non vivevo senza (apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/music\/storie-music\/2019\/10\/01\/gianna-nannini-canzoni-gossip-vita-privata-cover-vanity-fair-album-la-differenza\" >Ne ero dipendente, non restavo mai senza<\/a>\u00bb, ha detto qualche tempo fa a <em>Vanity Fair<\/em>). <\/p>\n\n\n\n<h2>CON <em>LA DIFFERENZA<\/em> GIANNA RITORNA AL PASSATO <\/h2>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, quelle pose zompettanti che nascondevano Rossini, \u00abquesto amore \u00e8 una camera a gas\u00bb, potevano irritare i puristi, potevano indurre a dire: chi vuoi prendere in giro, Giannina? Noi non ce la beviamo. Ma lei tirava dritto per la sua strada, faceva come sempre il comodo suo, giocava con la sua libert\u00e0 viziata ma imprescindibile, si permetteva una figlia fuori tempo massimo, facendo incazzare i moralisti, faceva <strong>dischi<\/strong> magari non sempre a fuoco, e teneva botta: una sua raccolta, qualche anno fa, arriv\u00f2 a vendere la per questi tempi astronomica cifra di cento e passa mila copie. Anche se il rock, vero o presunto, era sempre pi\u00f9 lontano. Anche se altri generi, altre facce premevano. Lei avanti, dritta a modo suo. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>A 63 anni arriva un<strong> album<\/strong> come questo, e capisci che chiamarlo <em><strong>La differenza<\/strong><\/em> non \u00e8 altro che la verit\u00e0, tutta la verit\u00e0<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u00c8 che i conti si fanno alla fine, ci vuole una vita per capire chi si \u00e8 e soprattutto per dimostrarlo. Poi, a 63 anni, arriva un<strong> album<\/strong> come questo, e capisci che chiamarlo <em><strong>La differenza<\/strong><\/em> non \u00e8 altro che la verit\u00e0, tutta la verit\u00e0. Non nel senso che Gianna sia snaturata o rinnegata, tutt&#8217;altro: c&#8217;\u00e8 se mai una diversit\u00e0 che fa la differenza, c&#8217;\u00e8 un ritorno marcato a una asciuttezza che fa risaltare l&#8217;unicit\u00e0: io sono altro da voi, e posso esserlo perch\u00e9 me lo sono guadagnato e non ho bisogno di rincorrere le mode. Faccio corsa su di me e, per quanto possa coinvolgere qualche ragazzino, sia chiaro che sono io a condurre il gioco. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"videoContainer video-p-movingup\" data-idp=\"5dce77b4be727f3c0b3d750c\" class=\"wp-block-dgt-mup-video\"><script src=\"https:\/\/cdn.movingplay.it\/video\/lettera43\/player\/letteraplayer.load.min.js?idp=5dce77b4be727f3c0b3d750c&amp;vid=bba13ecf5a45a304ab74e7c0163cfade&amp;autoplay=1&amp;mute=0&amp;popupholder=1&amp;ima=1&amp;opt=1\" async><\/script><div id=\"mov-5dce77b4be727f3c0b3d750c\" class=\"movingplayer\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 andata a <strong>Londra<\/strong>, dove vive per lo pi\u00f9 attualmente, in cerca di aspirazioni e ispirazioni, e poi \u00e8 finita a <strong>Nashville<\/strong>, perch\u00e9 serviva incontrare certi sogni, certe radici magari immaginifiche ma non meno forti. Ed \u00e8 arrivato questo punto e a capo, dove si sente, in tutto e per tutto, la tensione della sfida, un rispetto autentico per la <strong>musica<\/strong>, la voglia di ribadirsi senza troppi calcoli, senza fronzoli ma con estrema cura per i dettagli. <\/p>\n\n\n\n<h2>DAL REGGAE AL ROCK DURO, LA NANNINI NON SI TRADISCE MAI<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;album si presenta col <strong>primo singolo<\/strong>, l&#8217;eponimo <em>La differenza<\/em> che ha accenti vocali alla <strong>Brunori Sas<\/strong> (o non sar\u00e0 il contrario?): \u00e8 subito un colpo dritto al centro, una <strong>ballata<\/strong> che non vuole travolgere ma avvolgere, dove tutto \u00e8 calibrato, dalla<strong> strofa<\/strong> al<strong> ritornello<\/strong> che si apre, ma senza esagerare, con l&#8217;intensit\u00e0 controllata che ci vuole. Romantico e bestiale \u00e8 un <strong>reggae <\/strong>sporco, fatto con<strong> Dave Stewart<\/strong>, e d\u00e0 modo a Gianna di liberare la parte pi\u00f9 istintiva, se si vuole istrionica, ma qui ancora misurata, su bordoni d&#8217;organo. <em><strong>Motivo<\/strong><\/em> torna alla ballata e potrebbe sapere di risaputo, appesantita dalla pochezza interpretativa e compositiva di <strong>Coez<\/strong>; ma in questo album breve, 36 minuti e andare, di elaborata essenzialit\u00e0, niente va sprecato e anche questo pezzo, in s\u00e9 piuttosto ruffiano e tra i pi\u00f9 deboli della raccolta, si salva nell&#8217;economia complessiva del lavoro. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Si ascoltano echi di Nashville, dove il disco \u00e8 stato rifinito, opportunamente, dopo la gravidanza inglese<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Molto meglio <em><strong>Gloucester Road<\/strong><\/em>, arpeggiata in pizzico di dita, inglese ma in fondo italiana, perfino napoletana, il sapore \u00e8 quello del vecchio compagno di \u00ab<strong>notti magiche<\/strong>\u00bb <strong>Edoardo Bennato<\/strong>. L&#8217;aria sta finendo sfodera il rock venato di <strong>country<\/strong>, si ascoltano echi di Nashville, dove il disco \u00e8 stato rifinito, opportunamente, dopo la gravidanza inglese; discretamente <strong>mainstream<\/strong>, senza dubbio, e qua e l\u00e0 affiorano certe tentazioni liriche a gola spiegata; ma trovala, una che dopo tanta strada ancora non si fa scrupolo nel tirare fuori questa carica, pi\u00f9 matura, forse anche pi\u00f9 sincera di prima nel ritornare ad una certa idea de \u201cl&#8217;America\u201d. <\/p>\n\n\n\n<h2>NEL DISCO NON MANCANO LA VENA CANTAUTORIALE E LE MELODIE ITALIANE<\/h2>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 canonica, subito dopo, <em><strong>Canzoni buttate<\/strong><\/em>, per dire pi\u00f9 <strong>cantautorale<\/strong>, la classica <strong>canzone <\/strong>destinata ad essere adorata, adottata dagli <strong>hardcore fan<\/strong>. <em><strong>Per oggi non si muore <\/strong><\/em>continua il gioco, solo asciugandolo un poco: rinchiudendosi in un microcosmo emotivo e fisico, qui Gianna canta per tutti ma soprattutto per se stessa, come sotto la doccia o dentro un bicchiere di whisky; ed \u00e8 una <strong>melodia italiana<\/strong> quella che dipana sotto flussi morbidi di chitarre elettriche. Simpaticamente celentanesca <em><strong>Assenza<\/strong><\/em>, giusta giusta per cavarne fuori un secondo singolo, e vedrete se non sar\u00e0 cos\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/nannini-1024x682.jpg?x18153\" alt=\"\" class=\"wp-image-919425\" srcset=\"https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/nannini-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/nannini-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.lettera43.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/nannini-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>La cantautrice e musicista italiana Gianna Nannini posa per i fotografi durante il photocall per la presentazione del suo ultimo album &#8216;La differenza&#8217;.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE:<\/strong> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/lucio-dalla-legacy-edition-inediti\/\"  rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Lucio Dalla, un miracolo senza tempo (anche rimasterizzato)  (apre in una nuova scheda)\">Lucio Dalla, un miracolo senza tempo (anche rimasterizzato) <\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>A chi non ha risposte<\/strong><\/em>, e siamo gi\u00e0 in vista della fine, \u00e8 piuttosto di routine ma serve a ricordare che qui c&#8217;\u00e8 una interprete inconfondibile, tuttora in grado di alternare il registro roco, aggressivo con quello alto, quasi adolescenziale, sempre con quella intensit\u00e0 tra<strong> folk <\/strong>e il <strong>melodramma<\/strong>; e la coda col <strong>controcanto<\/strong> di una <strong>corista soul<\/strong> \u00e8 un modo interessante di uscirne. L&#8217;esito di <em><strong>Liberiamo<\/strong><\/em> va sul sicuro, \u00e8 <em><strong>Every breath you take<\/strong><\/em> dei <strong>Police<\/strong>, che poi \u00e8 <em><strong>Stand by me<\/strong><\/em> di Ben <strong>E. King<\/strong>: in questi casi non conta il <strong>giro armonico<\/strong> standard, conta la capacit\u00e0 di rileggerlo con intensit\u00e0 adeguata: la Nannini non \u00e8 una <strong>blueswoman<\/strong>, ma ha abbastanza esperienza e talento per cavarsela. <\/p>\n\n\n\n<h2>UN ALBUM IMPORTANTE DI UNA ARTISTA DI TALENTO <\/h2>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec Gianna reimpacchetta il passato e lo riporta a casa. Fa un giro lungo, dall&#8217;<strong>Inghilterra<\/strong> all&#8217;<strong>America<\/strong>, mette nel sacco quello che conta, che serve, poi lo sparpaglia per confezionare un <strong>album<\/strong> importante, ambizioso, coraggioso nella sua scaltra onest\u00e0. C&#8217;\u00e8 una purezza, una bellezza di <strong>suono <\/strong>che rende il <strong>disco<\/strong> godibilissimo specialmente in cuffia. C&#8217;\u00e8 la sfida, sfrontata, evidente, di consegnarsi a una <strong>sensibilit\u00e0 poetica<\/strong> personale, dunque fuori tempo \u2013 niente ammiccamenti qui, niente costruzioni buone per <strong>Spotify<\/strong>, solo la riaffermazione di un <strong>talento<\/strong> consapevole della sua storia ma che allo stesso tempo non rinuncia a rinfrescarsi, solo alle sue condizioni. Ci sono i limiti, ma c&#8217;\u00e8 anche tanta vitalit\u00e0, tanta forza, l&#8217;orgoglio e l&#8217;entusiasmo che alla fine ti fa dire: per\u00f2, mica male questa Nannini. E chi se l&#8217;aspettava, cos\u00ec cazzuta ancora.<\/p>\n<p>Leggi tutte le notizie di <a href=\"https:\/\/news.google.com\/publications\/CAAqBwgKMIukoAkwvJVw?oc=3&amp;ceid=IT:it.\">Lettera43<\/a> su Google News oppure sul nostro sito <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/\">Lettera43.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ultimo disco della Nannini si sente, in tutto e per tutto, la tensione della sfida, un rispetto autentico per la musica, la voglia di ribadirsi senza troppi calcoli, senza fronzoli ma con estrema cura per i dettagli. 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