AGI - "Ho avuto un raptus, ho agito di impulso". Ha ammesso i fatti Mark Antony Samson, il 23enne di origine filippina, accusato di aver ucciso la 22enne Ilaria Sula, scomparsa da Roma il 25 marzo scorso, e poi di averne messo il corpo in una valigia gettata in un'area boschiva del Comune di Poli e ritrovata il 2 aprile. Interrogato per oltre cinque ore nel carcere di Regina Coeli dal gip che poi ha convalidato l'arresto, il ragazzo ha ribadito quanto già detto al pm e alla polizia giudiziaria nelle ore precedenti. "L'ho uccisa per gelosia, ma amavo Ilaria. Ho fatto tutto da solo. Non mi ha aiutato nessuno", ha aggiunto il giovane che in questo modo ha voluto scagionare da ogni responsabilità i genitori, visto che Ilaria è stata uccisa nell'appartamento di via Homs, al quartiere Africano, dove Samson vive con padre e madre. La posizione della coppia, ovviamente, resta al vaglio di chi indaga. Il delitto sarebbe avvenuto la mattina del 26 marzo dopo che Ilaria aveva scelto di restare a dormire a casa sua per evitare di prendere i mezzi pubblici a tarda sera. "L'ho accoltellata alle spalle e poi ho gettato via l'arma", ha detto l'indagato che ha riferito di aver inferto solamente due coltellate al collo della giovane.